YBlog

ISIS e guerra in #Iraq I 30 punti di @Wu_Ming_Foundt

Posted in Informazioni Nazionali, Politica&Società by yanfry on 27 agosto 2014

La band di scrittori Wu Ming ha pubblicato ieri su Twitter 30 considerazioni, piuttosto interessanti e condivisibili, su quello che sta succedendo in Iraq. Le riprendiamo e le diffondiamo volentieri.
k0iTJpqR_400x400

 

1) Un mese fa il PKK ha scompigliato le previsioni sulla guerra in Nord Iraq / Sud Kurdistan. Oggi è la principale forza anti-IS sul campo.

1b) Per semplicità diciamo “PKK”, includendo anche la sua forza “cugina” siriana, che ha già liberato dall’IS il Kurdistan occidentale.

2) Di questo ruolo del PKK, intorno a cui ruota gran parte delle decisioni prese in questi giorni da USA e UE, parlan tutti i media globali.

3) Una delle chiavi per capire la situazione è proprio quel che è successo nel Kurdistan “siriano”, oggi zona libera del Rojava.

4) Da quasi 2 anni la guerriglia curda siriana (YPG) infligge pesanti sconfitte all’ISIS/IS, lo stesso accade da circa un mese in Iraq.

5) Ora, provate a cercare sui siti dei giornali italiani, periodo ultimi 30 giorni, queste parole: PKK, YPG, Rojava.

6) Il PKK è una forza di massa laica, socialista libertaria, femminista. In Medio Oriente. E guida una resistenza popolare all’ISIS.

7) Ci sono altre resistenze all’ISIS, episodi di rivolta e di risposta armata anche da parte di popolazioni arabe sunnite.

8) Correttamente, le forze menzionate considerano l’ISIS il mostro di Frankenstein della guerra di Bush e della politica americana in M.O.

9) Di questo protagonismo i nostri media non parlano. Nello scenario spettrale che dipingono, solo ISIS, gruppi filo-USA e armi USA/UE.

10) C’è gente che fino a ieri l’ISIS manco sapeva cos’era e oggi dice che senza gli USA avanzerà la barbarie, quei popoli sono spacciati ecc

11) Di contro, c’è gente che non ha certo aspettato le cazzate lavacoscienza dei nostrani leoni da tastiera per sfidare (e battere) l’ISIS.

12) Mentre PKK e compagn* fermavano l’ISIS e salvavano civili, USA/UE le tenevano (tuttora le tengono) nella lista dei gruppi “terroristi”.

13) Dal giorno stesso in cui PKK e YPG son intervenuti in Nord Iraq, diffondiamo notizie e analisi sulla situazione e sulla guerra all’ISIS.

14) PKK e YPG sono intervenuti quando i Peshmerga curdi filo-USA si sono sbandati a Sengal e altrove di fronte all’avanzata ISIS.

15) L’ISIS era in Nord Iraq da settimane, faceva stragi, stuprava, decapitava, occupava città che poi PKK e YPG hanno liberato.

16) Mentre l’ISIS faceva tutto questo, Obama era fermo come un paracarro. Appena PKK e YPG hanno “sconfinato”, ha annunciato bombardamenti.

17) RIbadiamolo: di tutto questo i giornali italiani hanno scritto poco o – più spesso – niente. La controprova è facile, fate la ricerca.

18) Dopo la morte di Foley, c’è il ricatto morale: o con gli USA o con l’ISIS! Come se gli uni non avessero colpa dell’esistenza dell’altro.

19) Come se non esistessero forze che da tempo sconfiggono sul campo l’ISIS in totale autonomia, nel disinteresse dei ns. “falchi”.

20) Per inciso, molti combattenti in prima linea sono donne. Cosa che fa sclerare una forza ultra-misogina come l’IS/ISIS.

21) Ogni volta che gli USA sono intervenuti in M.O. hanno prodotto mostri sempre peggiori, ormai lo dicono molti analisti americani.

22) Se qualcuno ancora pensa che saranno gli USA a togliere le castagne dal fuoco e riparare la situazione in Iraq, è illuso o in malafede.

23) Dall’altra parte (ma solo in apparenza) ci sono gli idioti che hanno scambiato l’IS/ISIS per una resistenza antimperialista.

24) L’ISIS è una forza d’invasione multinazionale che ha un progetto non di “liberazione” ma di conquista. Sono predoni capitalisti.

25) L’ISIS, fin dal nome, è un progetto coloniale e imperialista. “Sub-imperialista”, se preferite. Non c’è liberazione nel Califfato.

26) L’ISIS è una forza nata grazie a potenze reazionarie (regionali e globali), e aspira allo status di potenza reazionaria.

27) L’«antimperialismo degli imbecilli» si basa sul pensiero bidimensionale: «Il nemico del mio nemico è mio amico».

28) Ma non sempre il nemico del mio nemico è *davvero* suo nemico, e a prescindere da questo, spesso è a pari modo *mio* nemico.

29) Pensare che per andare contro gli USA si possa essere un po’ più “teneri” con l’ISIS è un’aberrazione, chi lo pensa è un nemico, punto.

30) Di contro, chi dice che l’unico modo di essere contro l’ISIS sia appoggiare nuovi interventi USA, o ignora i fatti, o sta truffando.

 

Fonte: http://www.ilcorsaro.info/altrove-2/isis-e-guerra-in-iraq-i-30-punti-di-wu-ming.html

Licenza: http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/3.0/it/

Intervista a Neva Cocchi, coordinatrice nazionale del progetto Citizens Without Borders

Posted in Uncategorized by yanfry on 27 agosto 2014

Originally posted on Partito Pirata Italiano Ferrara:

Sono attivi in Italia, Spagna, Francia, Romania e Repubblica Ceca gli sportelli del progetto Citizens Without Borders, punti di informazione e assistenza per i cittadini comunitari e i loro familiari. Nel primo anno della loro attività, Neva Cocchi, coordinatrice del progetto Citizens Without Borders in Italia, descrive le sfide che la rete degli help desk CWB si trova ad affrontare.

arton18986

Chi sono i cittadini comunitari che si rivolgono agli sportelli della rete Citizens Without Borders?

La composizione dell’utenza degli sportelli CWB è molto eterogenea e riflette le caratteristiche delle organizzazioni che nelle diverse città hanno attivato gli help-desk CWB. Ad esempio nelle città di Rimini e Cesena gli utenti sono prevalentemente cittadine di nazionalità romena impiegate stagionalmente negli alberghi della costa adriatica che si rivolgono all’Associazione Diritti dei Lavoratori (ADL Cobas) per denunciare le condizioni lavorative, mentre per esempio nella città di Bologna ci sono molti studenti universitari che…

View original 541 altre parole

Impresa open source, un nuovo ebook made in “Lo Spazio della Politica”

Posted in Informazioni Nazionali, Politica&Società by yanfry on 1 agosto 2014

Siamo felici di potervi presentare un nostro nuovo ebook, “Impresa open source: la contaminazione maker nella manifattura“, curato dai nostri Andrea Danielli e Riccardo Vurchio. Potete leggerlo e scaricarlo qui sotto gratuitamente, pregandovi di condividerlo qualora doveste trovarlo utile ed interessante.

CLICCA QUI PER LEGGERE E SCARICARE L’EBOOK

Chi ci conosce sa quanto a noi piaccia scommettere sui temi emergenti per anticipare i tempi, per provare a parlare, oggi, dell’Italia al futuro. Per questo, abbiamo iniziato a occuparci di makers e innovazione con qualche anno di anticipo, e abbiamo talvolta previsto scelte strategiche dei grandi player. Già il 13 settembre 2011 scrivevamo: “L’Italia sarà una Repubblica fondata sui Fablab”. Solo uno slogan? No, perché “il movimento della personal fabrication è figlio dell’industria, da cui ha preso la precisione e la riproducibilità dei prodotti, nipote dell’artigianato, da cui ha preso la progettazione su misura, fratello dell’opensource con cui condivide la filosofia di scambiarsi progetti liberamente”. Ed ecco perché questo tema è importante per l’Italia, per il futuro dell’industria e della manifattura.

… continua su http://www.lospaziodellapolitica.com/2014/06/impresa-open-source-un-nuovo-ebook-made-in-lsdp/

Tagged with: , ,

Spese per il personale #Ferrara seconda in italia spende il 44,4% del Bilancio

Posted in Ferrara, Informazioni Nazionali, Politica&Società by yanfry on 31 luglio 2014

Riporto un articolo di OpenBlog il blog di OpenBilanci che evidenzia come su 110 città capoluogo la nostra città sia la seconda in italia :( come totale di spese della “macchiana” comunale rispetto al Bilancio a disposizione.

Spese per il personale: i Comuni con i bilanci più flessibili

Nel giudicare le politiche adottate da un Sindaco, è utile tener conto del suo spazio di manovra nella gestione del bilancio. Alcune spese, specialmente quelle collegate al mantenimento della macchina amministrativa, sono più “logoranti” di altre, considerando soprattutto lo spazio di manovra che lasciano per altri settori.

Uno degli indicatori di openbilanci prende in considerazione proprio questo aspetto dei bilanci comunali. Misura il costo del personale dell’amministrazione comunale rispetto il totale delle spese di gestione – spese correnti. E’ calcolato in percentuale: maggiore è la percentuale, più il Comune sostiene spese per il pagamento dei propri dipendenti, dunque minore sarà la capacità di manovra e la flessibilità di gestione del Bilancio.

Per avere un quadro generale della situazione nel nostro Paese, abbiamo fatto una classifica delle 110 città capoluogo. Il primo dato che esce fuori, è che mediamente i Comuni presi in considerazione spendono fra il 30 e il 40% dei propri soldi in spese per i personale. In cima alla classifica dei Comuni più virtuosi abbiamo Carbonia (18,50%), Prato (17,63%) e L’Aquila che utilizza solamente il 10,70% delle proprie spese nella gestione del personale.

In fondo, un bel mix di Centro, Sud e Nord. Fra i 110 Comuni capoluogo chiudono Siena (42,75%), Ferrara (44,42%) e Agrigento. La città siciliana utilizza quasi la metà (48,96%) delle proprie uscite in spese per il personale. Fra i grandi Comuni, bene Roma al 16° posto (23,42%), MIlano (24° – 25,22%) e Venezia (33° – 26,92%). Meno bene Napoli al 102° posto (38,65%), Palermo (91° – 35,77%), Firenze (88° – 34,93%) e Torino (87° – 34,90%).

Ma cosa ci dice questo indicatore? Più alta è la percentuale spesa per la gestione amministrativa del Comune, meno sarà lo spazio di manovra a disposizione del Sindaco per cercare di modificare, in meglio o in peggio, il bilancio comunale.

Come sempre stiamo parlando di dati che vanno contestualizzati caso per caso, ma che anche presi nel loro insieme ci aiutano a capire la realtà che vivono le amministrazioni locali.

spese_bil_01

 spese_bil_02

Ps. per chi fosse interessato ecco come viene calcolato l’indice

Formula: [Pagamenti per spesa per il personale /  Spesa corrente (Titolo I c.competenza + c. residui)] * 100

Per approfondimenti:

Fonte: http://blog.openpolis.it/2014/07/23/spese-per-personale-i-comuni-i-bilanci-flessibili/

Teatro Valle: il bacio di Giuda? #iostocolvalle

Posted in Informazioni Nazionali, Politica&Società by yanfry on 30 luglio 2014

Massimo Marino

 

Proviamo a vedere la questione del Teatro Valle da lontano. Da una città del Nord. O forse, meglio, da Marte. Una sala storica, che faticosamente si affranca dal teatro di tradizione e cerca nuove strade di sperimentazione, improvvisamente si vede privata di proprietà e di direzione.

 

Gli umani usano strane sigle seppellite dalla polvere dei secoli per narrare questi fatti: Eti, Comune (chi si ricorda più chi, quando: balugina solo un vago nome famoso per aver rinverdito i fasti del basso impero: Almanno, o qualcosa del genere). Insomma un bel giorno un gruppo di attori, lavoratori dello spettacolo, gente che qualcuno definisce precari senza arte né parte, dimenticando come si tratti di loro creature, forgiate da una cultura che esaltava la terziarizzazione, i lavori creativi, che ha fondato una decina e più di Dams sparsi per l’Italia, che ha moltiplicato scuole e scuolette di teatro: questo gruppo occupa il teatro che voci incontrollate dichiaravano destinato a essere abbandonato o trasformato in qualcosa di indicibile.

 


La faccio breve: molti dubbi all’inizio. La casta dei teatranti sembra insorgere: lo spazio sottratto alla programmazione (di chi, se nessuno lo vuole?), l’occupazione fornisce un alibi al potere pubblico per lavarsene le mani, e comunque è illegale… Intanto gli occupanti iniziano a riempire il luogo di iniziative, non solo teatrali (e comunque si tratta di un teatro aperto al presente, ai laboratori, alla sperimentazione, alle altre arti e alla società). Immaginano una gestione partecipata. Dimostrano che un sito così, anche all’antica, può diventare un eccezionale centro di propulsione culturale contemporaneo. Si inventano perfino una fondazione, avallata da giuristi insigni e rigettata da prefetti miopi, decretando quel luogo, e le attività che vi si possono svolgere, bene comune, di tutti. Attraversano molte contraddizioni, ma sempre di più convincono anche tanti che erano diffidenti all’inizio. Con le opere. E ottengono riconoscimenti internazionali.

Il quadro politico, come spesso avviene, cambia (perché un lavoro lento come quello della cultura deve sottoporsi agli ondeggiamenti della politica, di un consenso maggioritario determinato da una pubblica opinione sempre più manipolata? Questa è una delle contraddizioni che viviamo). Lentamente, molto lentamente, la nuova giunta, che mostra vari sintomi di insipienza, dopo aver ignorato la questione, dopo aver tenuto in frigorifero oltre ogni liceità il problema delle nomine per il governo del teatro principale della città (chiamiamolo Teatro di Roma, per capirci), e averlo infine risolto chiamando stimati professionisti pronti al dialogo, dopo una guerra tra sindaco e assessore alla cultura arriva, dopo tempo, a un nuovo assessore, che è una navigata personalità che ha diretto sia l’ormai fantasmatico Eti che lo stesso teatro di Roma, in altri anni.

 


In tutto questo l’attività della Fondazione Teatro Valle Bene Comune va avanti. La nuova giunta va finalmente a un incontro molto aperto con la Fondazione, ne riconosce il valore, vuole aprire un dialogo che porti a un processo condiviso “che ne salvaguardi i migliori risultati e le esperienze realizzate nella logica di un teatro partecipato anche dalle associazioni e dagli artisti attivi nella città di Roma”. E le dà lo sfratto: intima alla Fondazione di lasciare il teatro entro il 31 luglio, per riconsegnarlo alla Sovrindenteza per non meglio precisati “lavori”. In cambio un ipotetico altro spazio. (Christian Raimo su “Minimaetmoralia” insinua perché sente sul collo il fiato della Corte dei Conti, perché i soldi non ci sono e nessuno vuole spendere in cultura.)
Ultimatum. Rastrellamento. Sgombero con la polizia? Chi resiste sarà messo al muro?
Un antico scrittore italiano avrebbe intitolato questa commedia Il giuoco delle parti, proprio così, ci sta bene quella arcaica u: gi-u-oco. Si finge di avvicinarsi per rimanere lontani; si è qualcosa e qualcos’altro; la verità nasconde la finzione e viceversa.
Andare, sgommare. Ma no: sembra aperta una strada al dialogo, non c’è niente di ultimativo, ribadisce nell’assemblea pubblica in teatro del 29 pomeriggio (si può seguire sulla pagina facebook del Valle) una delle parti di qua dal tavolo, il presidente del Teatro di Roma, Marino Sinibaldi, illuminato come tutte le altre voci di questa commedia leggera senza veri scellerati, giocata con la rassegnazione di interpretare un copione che sembra già scritto fuori dalle stanze delle necessità culturali. Dovete mettere a disposizione la sala, e poi trattiamo, fa un’altra voce, quella di Giovanna Marinelli, neoassessore, già direttore Eti e Teatro di Roma, non si sa come, sicura di (non) essere ascoltata (il comunicato del teatro di Roma e quello del Teatro Valle, integrali, si leggono in vari siti, come sempre tempestivi a dare le notizie, per esempio sul blog “Post teatro” di Anna Bandettini e sul nuovissimo blog di Rete Critica, che pubblica anche un dossier storico sulla questione).
Voglia di dialogo e chiusura. Stima e cazzotti, minaccia di sgombero. Ennio Flaiano scrisse un bel racconto, che divenne una commedia: Un marziano a Roma. Narrava dell’ammirazione, la venerazione per un extraterrestre piombato nella capitale, visto all’inizio come un segno, un messia, e poi il disinteresse, lo spregio, le parolacce, la marginalizzazione sempre più pesante. Il bacio di Giuda.

 


Vi somiglia molto questa volontà di dialogo delle istituzioni che impone un frettoloso sgombero. Non si tratta qui di difendere “l’illegalità” (quanti di questi termini intimorenti, criminalizzanti, senza effettiva sostanza sono stati propinati nel ventennio berlusconiano e nelle sue recenti propaggini). Si tratta di non distruggere un modo di fare cultura che tesse legami sociali, che mette in moto forze che vanno aldilà di quelle pur importanti degli attori, dei tecnici, dei teatranti; che porta il teatro nei gangli della società contemporanea, lo “sporca”, lo apre, lo mette alla prova, lo reinventa. Teatro bene comune. Perseguire il bene comune attraverso il teatro, la cultura, l’arte.

Quante sale soffrono in Italia, quanti cinema, come il romano Metropolitan, corrono il rischio di diventare parcheggi, megastore, bingo o, peggio, punti Eataly (Carmelo Bene diceva: voglio sposare la figlia del farmacista del paese; almeno quella lasciatecela, con la sua banalità gozzaniana, non trasformate tutto, anche il “naturale”, il “territoriale”, “il genuino” in un business pretenzioso, smorfioso, caricaturale, al confronto della quale il mulino bianco è commoventemente naif). Quanti giornali, giornalisti, gente che lavora nella cultura sono già passati ad altra occupazione o ad altra vita, sono stati chiusi, uccisi, mentre si celebrano (nuovamente) i funerali dell’“Unità”? Quanto i poteri, gli amministratori pubblici sono incapaci di esercitare la loro funzione di promozione, di sostegno della cultura?
Ci hanno bombardato per anni sul fatto che dobbiamo smettere di aspettare la manna di papà Pantalone pubblico (Stato, Regione, Comune ecc.) e darci da fare, e chi riesce a costruire un’impresa collettiva impensabile come quella del Valle, a ottenere riconoscimenti internazionali, a mobilitare intorno al teatro un appello internazionale con firme che vanno da Settis a Rodotà a Žižek, si sente dire che deve restituire il maltolto, che è arrivata l’ora dei lavori di manutenzione.

 

Scendendo da Marte, qui sulla terra la situazione è chiara, semplice: bisogna pagare la Siae, cioè farsi derubare da un ente inutile che spreme gli autori e poco li tutela, tenere sempre a libro paga schiere di inutili pompieri, sperperare denaro pubblico in programmazioni decise da vertici spesso poco credibili, nominati con criteri discutibili, oscuri, privatistici, in molti casi attaccati alla sedia da decenni.
La Fondazione Teatro Valle Bene Comune nel suo documento di risposta a quello interlocutorio, dialogante (ma minaccioso) del Comune di Roma sottolinea alcuni principi che scavano ere geologiche tra una vecchia gestione della cosa teatrale e inedite possibilità:

Principi artistici:
direzione artistica a chiamata pubblica su progetto
salvaguardia dei principi che animano la vocazione artistica di questa esperienza basati su: formazione, drammaturgia contemporanea, relazioni nazionali e internazionali, interdisciplinarietà, teatro aperto alla cittadinanza.

 

Principi di natura gestionale-economica:
tutela dei diritti dei lavoratori

rapporti di lavoro basati su un equilibrio tra paghe minime e massime e ispirati a un principio di equità
una politica dei prezzi che garantisca l’accesso a tutti
Principi di governo del teatro:
cariche esecutive turnarie
partecipazione democratica nei processi decisionali

Sono idee velleitarie? Da far spezzare i tacchetti alle signore, come scrisse un’illustre critica dei sassi della strada di accesso al teatro India, quando si buttò fuori dal Teatro di Roma Martone? Sono il sentiero per una nuova, faticosa, tutta da costruire, concezione partecipata, aperta, della cultura e del teatro, non come isole separate ma come campi di esplorazione di tensioni culturali tra memoria, presente e futuro?

 

Intanto il Valle (altra notizia) con una conferenza stampa e con un’assemblea ha deciso di non accettare l’ultimatum, ma di esplorare le strade della trattativa (ogni sviluppo è aperto). Di continuare la sua residenza creativa, chiamando centinaia di persone a partecipare per scongiurare lo sgombero, paventato (minacciato, nell’ultimatum) per il 31 luglio. Nell’assemblea qualcuno ha ricordato come la strada per resistere sia allargare l’uditorio, il consenso della cittadinanza. Rendersi necessari, indispensabili.
Gli occupanti hanno messo a disposizione la sala per quei sopralluoghi per quei lavori di restauro che paiono improrogabili e che fanno dire alla controparte che bisogna abbandonarla senza indugi, garantendo la consulenza di una propria commissione tecnica di prestigio, composta da Tomaso Montanari, Salvatore Settis, Paolo Maddalena, Massimo Bray, Ugo Mattei, Paolo Berdini.

 


La situazione sotto il cielo è confusa, e per niente eccellente. La certezza è solo una: non si può chiudere un’esperienza così con la promessa di un dialogo futuro, invocando uno sgombero immediato. È folle, contraddice la stessa dichiarata volontà di dialogo, mostra la debolezza di dipendere da settori di pressione che da sempre non sopportano un esperimento così fuori dai ranghi.
Io, personalmente dico, dal Nord, o forse da Marte: tutta l’Italia deve difendere il Teatro Valle Occupato, perché è diventato il bene comune della speranza di una battaglia per il rinnovamento del modo di fare, di intendere la cultura. Seguendo certamente altri modelli, multipli, adeguati a ogni luogo, ma inventivi, diversi, fuori dalle regole che diventano leggi inviolabili del conformismo. Come ha fatto, con qualche demerito e molti meriti, rischiando, il Valle.



 

Fonte:  http://www.doppiozero.com/materiali/commenti/teatro-valle-il-bacio-di-giuda

Licenza Creative Commons http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/3.0/it

Esposto per le vicende relative al terremoto emiliano del maggio 2012 e all’evento sismico del 20 giugno 2014

Posted in Uncategorized by yanfry on 28 luglio 2014

Originally posted on Partito Pirata Italiano Ferrara:

Esposto presentato alla procura della Repubblica di Ferrara, Modena, Reggio Emilia, Bologna, Mantova e Rovigo per far luce sul terremoto di maggio 2012, sull’evento sismico dello scorso 20 giugno e soprattutto sulle vicende relative al rapporto Ichese e al rapporto finale sulle sperimentazioni a Cavone.

Cofirmatari insieme al Dottor Luigi Gasperini sono i comitato FerrAriaSalute di Malborghetto di Ferrara, associazione Amici della Terra di Ferrara, comitato spontaneo No Triv a Fe di Ferrara, gruppo spontaneo No Triv Cento di Cento, associazione Riprendiamoci il Pianeta di Sassuolo di Modena, comitato cittadini “Sisma.12”, “Cento in Movimento”, Partito Pirata Italiano di Ferrara, gruppo Amici di Beppe Grillo – Meetup “5 Stelle per Cento e frazioni” e gruppo spontaneo S.Agostino

<—>

Procura della Repubblica

presso il Tribunale Ordinario di Ferrara

Via Mentessi, 9 44100 Ferrara

 

Oggetto: esposto per vicende relative al terremoto emiliano del maggio 2012 e all’evento sismico…

View original 2.675 altre parole

Appello per una strategia europea in materia di migrazione e asilo

Posted in Uncategorized by yanfry on 28 luglio 2014

Originally posted on Ferrara per Tsipras:

Per una strategia europea in materia di migrazione e asilo

Appello al Parlamento Europeo in occasione del semestre italiano di presidenza

Barbara Spinelli (MEP)

Daniela Padoan

Guido Viale

PER ADESIONI: corridoio.umanitario@gmail.com

Garantire il diritto di fuga

Per la prima volta dalla fine della Seconda guerra mondiale, il numero di profughi, richiedenti asilo e sfollati interni in tutto il mondo ha superato i 50 milioni di persone. Si tratta, secondo il rapporto annuale dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), del dato più alto mai registrato dopo la fuga in massa, nella prima metà del secolo scorso, dall’Europa dominata dal nazifascismo. “La nostra è stata una generazione di rifugiati che si è spostata nel mondo come mai prima di allora”, ha affermato Ruth Klüger, scrittrice e germanista sopravvissuta ad Auschwitz, “io sono solo una di quegli innumerevoli rifugiati. La fuga è diventata l’espressione del mio mondo e del periodo…

View original 3.147 altre parole

‘Borderline’ festival di etichette e produzioni indipendenti 5-6-7 Settembre 2014

Posted in Informazioni Nazionali, Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 23 luglio 2014

borderline

‘Borderline’ è un festival di etichette e produzioni indipendenti nato il 22 giugno 2013 in occasione della prima diretta ufficiale di Radio Strike, radio web con sede a Ferrara, nata dalla comune esigenza di diffondere, condividere e far circolare saperi, idee, immaginari.

L’esperienza di Radio Strike ha dato il via a una serie di riflessioni che ci hanno portato a chiederci se esista, o meglio se si possa ancora parlare di musica Indipendente, e in senso più generale, di cultura Indipendente.

 

 ‘BORDERLINE': COME E PERCHÉ

L’esigenza di organizzare e promuovere ‘Borderline’ nasce dall’idea di sostenere il percorso delle etichette indipendenti che cercano di discostarsi dalla logica di chi strumentalizza la musica, snaturandone il potenziale comunicativo e riducendola spesso a mera merce di scambio.

Riteniamo pertanto che il percorso delle realtà indipendenti vada condiviso, incoraggiato e supportato, e che ogni espressione artistica pensata come indipendente costituisca una forma di resistenza attiva alla logica del controllo culturale ed economico su creatività e immaginario, individuale o collettivo che sia.

Quest’anno, dopo aver aderito alla campagna nazionale #NOSIAE del 12 aprile scorso, promossa su territorio nazionale da Andrea Caovini, abbiamo deciso di costruire un festival di tre giorni, un festival che non sia semplice contenitore, ma momento di incontro tra realtà diverse e laboratorio di nuove pratiche per mettere in discussione l’attuale  concezione del diritto d’autore e promuovere la diffusione e il libero accesso alla cultura.

La seconda edizione di Borderline si terrà il 5-6-7 settembre nella suggestiva location della Casa del Popolo di Ponticelli, tra Ferrara e Bologna. Il programma del festival prevede aree espositive per le etichette e l’editoria indipendenti, momenti seminariali e di dibattito e naturalmente performance e concerti dal vivo.

Crediamo che oggi sperimentazione e produzione culturale debbano necessariamente partire dal basso, nel modo più libero e autonomo possibile; per questo motivo abbiamo deciso di finanziare il festival attraverso il crowdfounding.

 

Sostieni il progetto

border_crowd

Se credi come noi nell’importanza di muoversi ‘Borderline’ e vuoi contribuire al nostro progetto puoi contribuire alla nostra sottoscrizione su Produzioni dal Basso a questo indirizzo :)

 

Per ulteriori informazioni scrivi a radio@radiostrike.org

 

Ufficio rapporti con UE della Camera dei Deputati Aggiornamento negoziati TTIP

Posted in Informazioni Locali, Informazioni Nazionali, Politica&Società by yanfry on 22 luglio 2014

Esito del dibattito in seno al Comitato Politica Commerciale Titolari (25 giugno 2014 Bruxelles)

La Commissione europea ha ribadito l’importanza di proseguire con ambizione questo importante negoziato con gli Stati Uniti, sia per i considerevoli vantaggi economici che ne conseguirebbero per i cittadini dell’UE, sia per il valore strategico di un rafforzamento delle relazioni transatlantiche. La quinta tornata negoziale (Washington, 19-23 maggio) ha consentito di avanzare il lavoro su alcuni testi giuridici e progressi sono stati realizzati in materia di convergenza regolamentare sia sulla parte orizzontale (come migliorare la cooperazione tra regolatori, ruolo degli stakeholder nel processo formativo delle norme, valutazione di impatto), che sui settoriali.

Nel successivo incontro a Washington tra il commissario De Gucht e Froman (17-18 giugno), il primo ha ribadito l’importanza di procedere in maniera equilibrata tra i diversi pilastri, auspicando una convergenza sui benchmark in materia di appalti pubblici al fine di consentire il successivo scambio di offerte, dopo quello in materia di servizi.

La Commissione ha sollecitato gli Stati membri a finalizzare il lavoro di preparazione dell’offerta UE servizi al fine di poterla scambiare prima della tornata negoziale di luglio. De Gucht e Froman hanno concordato una successiva tornata negoziale a settembre.

La Commissione ha altresì ricordato gli sforzi per migliorare la trasparenza dei negoziati tramite la pubblicazione di documenti “non negoziali”, l’organizzazione di una sala di lettura per visionare testi consolidati ed incontri con la società civile. Ha invitato gli Stati membri di fare buon uso di queste informazioni, promuovere messaggi rassicuranti sull’impatto del TTIP nella vita dei cittadini europei e favorire una comunicazione corretta sulla portata dei negoziati.

E’ stata sottolineata l’inopportunità di organizzare tavoli paralleli di discussione tra gli Stati membri quali quello degli “amici del TTIP” organizzato il giorno precedente il Comitato su iniziativa di Regno Unito, Svezia e Spagna.

Agli esiti del dibattito è stata registrata piena condivisione nella valutazione di una situazione negoziale non certo ottimale.

A fronte di una nuova strategia comunicativa USA, volta a caricare il tavolo negoziale di elementi sensibili per l’UE (audiovisivo, GMO, ecc.), occorre riequilibrare la comunicazione (Francia), sottolineando la scarsa ambizione dell’offerta USA sui servizi (Spagna, Danimarca, Portogallo), mantenendo ferme le priorità dell’UE sul tavolo.

Sulle questioni tecniche, vi è piena consapevolezza che non saranno possibili progressi sostanziali prima del 2015 e si deve dunque procedere senza illusioni.

Crescente la sensibilità sulla questione ISDS in ambito investimenti, e diversi Paesi chiedono di non procedere nei negoziati finche’ sia stata fatta una valutazione completa dei risultati della consultazione pubblica, in cui comprendere anche il negoziato CETA con il Canada (Germania, Danimarca, Paesi Bassi, Lussemburgo).

Tra gli aspetti più delicati sono state richiamate le richieste USA in materia agricola (in particolare in materia di sussidi all’esportazione), l’architettura dell’offerta servizi le misure sanitarie e fitosanitarie.

Gli Stati membri hanno ribadito alcuni noti interessi offensivi, in particolare per un capitolo separato sull’energia e l’accesso libero all’approvvigionamento di materie prime, appalti (Buy American), indicazioni geografiche, benessere animale, PMI (dove ci sono progressi ma la posizione USA sull’idea UE di un portale unico informativo è ancora contraria), mobilità del personale qualificato.

In generale, è stata segnalata la difficoltà degli Stati membri di rispondere in maniera efficace alle crescenti critiche da parte della società civile.

La sfida è duplice: progredire nei negoziati e comunicare correttamente i progressi in funzione dei vantaggi per i cittadini.

Sul lato della trasparenza interna gli Stati membri hanno ribadito che la soluzione di una “sala di lettura” a Bruxelles non appare sufficiente e dovrebbe almeno essere prevista la possibilità di visionare tali documenti nelle capitali.

Da parte italiana è stato sottolineato che il negoziato TTIP rappresenterà una priorità del semestre di presidenza. L’obiettivo sarà convincere l’Amministrazione USA a metterlo in cima anche alle loro.

L’Italia farà il possibile per favorire la chiusura delle trattative entro il 2015, prima che l’avvio della campagna elettorale americana generi un nuovo blocco dei negoziati.

Dibattito al Parlamento europeo

Nella seduta plenaria del Parlamento europeo del 16 luglio 2014, il Commissario europeo al Commercio De Gucht ha fornito informazioni sullo stato dei negoziati con gli USA, premettendo che il Parlamento europeo sarà tenuto ad esprimere un voto al termine di quanto sarà negoziato.

Il 17 luglio 2014 è stato avviato il sesto round negoziale, al quale seguirà una pausa; successivamente si svolgeranno le consultazioni con gli stakeholder, esperti e consulenti della società civile; al termine del round la Commissione presenterà una sintesi scritta.

Consapevole delle perplessità emerse da più parti, il Commissario ha tenuto a precisare che il clamore destato dal negoziato in corso è sicuramente in parte dovuto a un interessamento dei media, che, in passato, non si sono mai troppo interessati a simili fattispecie, e che in molti casi hanno dato informazioni fuorvianti e incomplete.

Rispetto alla presunta mancanza di trasparenza, ha fatto presente che:

  1. mai un accordo commerciale è stato condotto con tanta trasparenza. Con il Trattato di Lisbona, naturalmente, è cresciuta semmai un’attenzione che prima non c’era;

  2. la Commissione si è attenuta diligentemente a quanto di sua competenza e il sito web dedicato all’argomento reca moltissimi documenti che aspettano solo di essere letti. Come concordato fin dall’inizio, la Commissione ha trasmesso i documenti al PE. Semmai è il Consiglio a non rendere pubblico il mandato, ma sono i governi a doversi fare carico di ciò;

  3. esiste una “sala di lettura per i documenti”; gli Usa negoziano con molti paesi asiatici e normalmente invitano gli interessati a consultare i documenti in sala di lettura. Non è possibile fare una copia degli stessi, ma si può prendere visione di tutto e formulare domande di chiarimento;

  4. da parte della Commissione è difficile convincere gli USA a dare di più di quanto danno ai loro parlamentari;

  5. la confidenzialità delle informazioni non va confusa con la segretezza;

  6. quanto alla necessità di condivisione dei documenti con gli Stati membri a parte la sala di lettura – è il Consiglio che deve valutare di togliere la segretezza e pubblicare gli orientamenti negoziali

  7. la Commissione, comunque, è aperta a suggerimenti

Rispetto alla necessità di rispettare gli standard europei

  1. Uno degli argomenti contro l’accordo commerciale è che il modello europeo di protezione ambiente e consumatori è migliore di quello USA e diminuire il “minimo comune denominatore” sarebbe penalizzante per l’UE. Si può tuttavia affermare che gli USA hanno alti livelli di protezione sia per quanto riguarda il risarcimento danni ai consumatori, sia per la qualità dell’aria e dell’acqua

  2. per quanto riguarda OGM, carni ecc ha assicurato che si tiene conto dei pareri scientifici dell’EFSA e non si intende cedere in termini di livelli di protezione inferiori a quelli attualmente garantiti dall’UE

Dibattito

Il dibattito è stato molto lungo e si è incentrato sui temi richiamati dal Commissario.

In estrema sintesi, coloro che erano contrari già dall’inizio all’accordo hanno ribadito la contrarietà a portare avanti i negoziati

PPE Gruppo del Partito Popolare Europeo (Democratici-Cristiani)

CASPARY- RUBIG – SAJFI-LANGE- WINKLER- BUZEK – CICU – BROK

Nel condividere gli obiettivi di crescita perseguiti dal trattato, hanno segnalato:

  • ricadute e garanzie per le PMI, la cui ossatura va salvaguardata

  • necessità di trasparenza dei negoziati sulla base della risoluzione votata dal PE nel 2013

  • dovendo comunque superare lo status quo, occorre proseguire nei negoziati

  • per l’energia e la ricerca è necessaria una migliore organizzazione a livello UE

Gruppo dell’Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo

S&D

MARTIN – JAAKCONSAARI – MOSCA – DANTI

Nel condividere la necessità di proseguire nei negoziati, hanno segnalato:

  • la necessità che il dibattito non sia ideologico, ma comunque che si prosegua nella direzione della trasparenza e del coinvolgimento cittadini

  • l’occupazione e la crescita hanno bisogno di politiche extra ue

  • è opportuno cogliere l’occasione per esportare nostri modelli e difendere le eccellenze

  • si tratta di un banco di prova: non si vuole un accordo a tutti i costi, ma un accordo nel rispetto di valori non negoziabili

  • equilibrio è necessario, ma la cattiva informazione può pregiudicare il raggiungimento di obiettivi condivisibili

  • è una buona occasione per definire standard globali e per non restare indietro rispetto partener globali

Gruppo dei Conservatori e Riformisti europei

MC CLARKIN

Favorevoli :

  • accordo positivo per il lavoro, l’ economia, i singoli cittadini, i prezzi più bassi, gli standard migliori

  • aiuto per le piccole e medie imprese

  • occorre fugar le preoccupazioni per standard alimentari ed evitare dispute inutili :

  • l’ SDS deve salvaguardare investitori

  • bisogna avere un sostegno politico fino alla fine e mantenere perché il potenziale

Gruppo dell’Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa

SCHAAKE – DE SARNEZ – REHN

Nel condividere gli obiettivi, hanno segnalato:

  • punto fondamentale è l’occupazione e il mantenimento degli standard elevati dei diritti fondamentali

  • le questioni controverse devono essere analizzate con attenzione (appalti pubblici)

  • più trasparenza per l’opinione pubblica

  • l’Europa deve crescere e farlo occorre potenziare la dimensione delle esportazioni PMI

  • il riconoscimento reciproco standard non compromette niente e la chiave la chiave per accettarlo è fugare le preoccupazioni cittadini

  • occorre un dialogo efficace con società civile

Gruppo confederale della Sinistra unitaria europea/Sinistra verde nordica

KATRUGALO – SCHOLZ – FORENZA – GLEZOS

Hanno ribadito la loro contrarietà al prosieguo dei negoziati, segnalando:

  • Sulla giurisdizione tribunali Junker e il Commissario sono su posizioni diverse e devono chiarire

  • la popolazione non vuole l’accordo e bisogna tenerne conto

  • gli Usa devono rispettare le regole; non può essere una Nato in termini commerciali

  • la “solo lettura” dei documenti non è sufficiente a garantire la trasparenza e e la chiarezza

I Verdi/Alleanza libera europea

JADOT – KELLER

Contrari:

  • Opacità dei negoziati basati sul valore merceologico

  • l’informazione deve essere data e la Commissione non la dà in maniera sufficiente (Art.18/10 trattato)

  • non si capiscono i benefici e mancano valutazioni di impatto

Gruppo Europa della Libertà e della Democrazia diretta

BEGHIN – MACH

Contrari:

  • si tratta di uno strumento per eliminare barriere, ma quelle rappresentate dai diritti che i lavoratori hanno acquisito con fatica: diritti acquisiti, sicurezza alimentare, privacy

  • la trasparenza c’è solo per i lobbisti e gli avvocati delle multinazionali: parlamentari e cittadini non hanno la disponibilità delle informazioni bnecessarie

  • non è opportuno creare oneri di regolamentazione

  • le tariffe doganali portano soldi e la Commissione non le vuole perdere!

Non iscritti

SALVINI

  • Netta contrarietà per totale assenza di fiducia

  • Tutti gli altri accordi (Pakistan, Marocco, Birmania, India, Vietnam, Giappone ecc) che fine fanno?

  • Come si pensa di difendersi dall’Italian sounding che pesa sulla nostra economia?

MARINE LE PEN

  • Netta contrarietà per un prrocesso non democratico

  • la Commissione non garantisce la trasparenza

  • si tratta di mercato unico e non di libero scambio

Replica Commissario De Gucht

All’esito del dibattito, ha evidenziato che sono stati “mescolati” alcuni filoni:

  1. Favorevoli o contrari all’accordo?

  2. Gli USA sono il partner corretto?

  3. I negoziati sono abbastanza trasparenti?

Punto 1. il Commissario ha affermato che coloro che sono contrari al “commercio” non saranno mai favorevoli e non cambieranno idea. A suo avviso, comunque, non esiste un esempio di società che si è sviluppata senza il commercio.

Punto 2. L’impressione è che si continui a dire che il modello americano è sbagliato e che quello europeo è migliore. Il piano della discussione tuttavia non è questo; la sfida è lavorare pur nelle differenze per arrivare a obiettivi comuni: crescita, occupazione, tutela della qualità ecc. Con chi si dovrebbe collaborare altrimenti? Che ne sarebbe poi dell’accordo con il Canada, con Singapore? Si butta via tutto? E l’ Africa occidentale? Ci rifiutiamo di discutere perché non siamo uguali?

Punto 3. La risposta è stata già fornita nell’introduzione al dibattito.

In conclusione, invita il PE a giudicare in base ai risultati concreti del negoziato.

Quanto ai PARLAMENTI NAZIONALI, è stato chiesto se dovranno pronunciarsi. Il Commissario ritiene di sì, trattandosi di un accordo misto.

Tagged with: , ,

Citizens Without Borders, progetto europeo per i cittadini comunitari

Posted in Informazioni Nazionali, Politica&Società by yanfry on 21 luglio 2014


*Citizens Without Borders*
*Informazione/conoscenza/sostegno *
*per i cittadini comunitari e i loro familiari*

 

Diffuso in cinque paesi – Repubblica Ceca, Francia, Italia, Spagna e Romania – Citizens Without Borders intende migliorare la consapevolezza e la conoscenza delle leggi europee su libertà di movimento e diritti di residenza sanciti dalla Direttiva europea 2004/38/CE.

Come sostengono infatti i Rapporti e le Guide della Commissione, il processo di trasposizione della Direttiva 2004/38/CE è ancora in corso e permane una forte disparità tra quanto previsto dalla legislazione e quanto accade nella realtà. Consapevole di questa realtà, il progetto punta ad accrescere le competenze e le conoscenze sulla materia da parte delle autorità locali, della società civile e dei cittadini comunitari. Il progetto si rivolge in particolare a coloro che sono a contatto con i cittadini comunitari (uffici pubblici, legali, associazionismo e sportelli informativi) e agli stessi cittadini europei e ai loro familiari. Attraverso ricerca, formazioni, supporto telematico, sportelli informativi e campagne di sensibilizzazione, Citizens Without Borders punta ad incrementare prassi positive e consapevolezza, per rendere questi diritti pienamenti accessibili nel contesto quotidiano.

Il progetto ha realizzato un E-book sull’applicazione in ogni paese del progetto della Direttiva 2004/38/EC sul diritto di circolazione e di soggorno.

Scarica l’E-book in lingua italiana http://www.meltingpot.org/IMG/pdf/citizien_italiano.pdf

Istruzioni utili

Il kit di comunicazione di Citizens Without Borders: Citizens Without Borders ha prodotto un kit di materiali di informazione e sensibilizzazione: manifesti, vademecum, cartoline,
adesivi in sei lingue per promuovere i diritti dei cittadini comunitari e i servizi di supporto.

Tutti i materiali sono disponibili presso gli uffici e gli sportelli che aderiscono al progetto oppure si possono scaricare qui http://www.meltingpot.org/CWB-Kit-di-comunicazione.html?var_mode=calcul#.U7QHF7EvmSg

 

Sportelli informativi e assistenza

La rete di sostegno di Citizens Without Borders: Per informazioni e assistenza sull’esercizio dei diritti di libera circolazione e soggiorno, i cittadini comunitari e i loro familiari
(compresi i familiari non comunitari), possono rivolgersi alla rete degli sportelli CWB. I punti informativi sono ad accesso libero e gratuito e sono attivi nelle città principali dei paesi coinvolti nel progetto.

Per raggiungere lo sportello CWB più vicino guarda qui http://www.meltingpot.org/Citizens-Without-Borders-Support-Network.html#.U7QHUbEvmSg

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 57 follower