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La riforma del Copyright in UE che riguarda te

Posted in Informazioni Nazionali, Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 28 gennaio 2015
20/01/2015 articolo orginale http://copy-me.org/2015/01/eu-copyright-reform-about-you/
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Julia Reda è un politico del Partito Pirata tedesco che ha recentemente pubblicato un relazione sulla revisione della direttiva UE sul Copyright del 2001, con ambiziose riforme in mente. Come Julia fa notare, “La direttiva europea sul copyright è stato scritta nel 2001, in un momento antecedente a YouTube o Facebook” e “il Copyright UE” oggi sta bloccando lo scambio di conoscenze e di cultura attraverso i confini”.

Abbiamo bisogno di un diritto d’autore europeo comune che salvaguardi i diritti fondamentali e renda più facile offrire servizi on-line innovativi in tutta l’Unione europea.

Una riforma del Copyright altamente necessaria

Si dovrebbe prima capire che questo progetto viene da lontano. Questo pezzo di legislazione è uno dei pochi che non si basa sul sentirsi soli o sui dati degli aventi diritto, ma attinge informazioni da studi scientifici e dalla consultazione pubblica europea sul diritto d’autore dello scorso anno. Tale consultazione, la prima del suo genere in Europa, ha portato a 11.000 risposte – la maggior parte delle quali erano di utenti finali e creatori (entrambe le categorie di solito inesistenti nelle discussioni sul copyright).

Questa bozza di revisione affronta aspetti importanti del diritto d’autore, da sempre oggetto di forte dibattito, ma per non correre rischi, messi da parte. E questi aspetti hanno a che fare direttamente con te – con le attività della persona media. Tali attività sono state posizionate al di fuori del diritto d’autore, ma ora sono molto importante per la tua “vita sociale, culturale ed economica” e hanno a che fare direttamente con il diritti d’autore moderno. Se non sapevi di essere sul lato sbagliato della legge, ecco alcuni punti chiave che devi conoscere.

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Jurassic Dork Parody – Chip Kidd

Se sei un creatore:

  1. Il progetto propone che parodie, pastiche e caricature siano  liberi di essere create, a prescindere dalla finalità. In questo momento, ci sono alcune limitazioni a questo, il che significa che, credeteci o meno, si può essere citati in giudizio per la creazione di una parodia.
  2. Si raccomanda flessibilità: la creazione di lavori che non siano in contrasto con lo sfruttamento dei diritti dell’autore originale, dovrebbe essere legale – il che significa remix, opere di fan e altre forme future di lavori derivati ​​debbono essere legali. Al momento, non lo sono . La relazione propone anche una serie di eccezioni al diritto d’autore, proprio come per la dottrina del Fair Use Statunitense.
  3. Si propone che foto/video di spazi pubblici devono essere interamente permesse dalla legislazione. In questo momento è illegale fotografare la Torre Eiffel o il Brussels Auditorium di notte, per esempio. I sistemi di illuminazione sono protetti dal diritto d’autore, anche se questi edifici pubblici sono stati creati con denaro pubblico. Ora grattati la testa che per un secondo.
  4.   La relazione raccomanda di disporre una dichiarazione sul fatto che il linking non sia un reato contro il copyright. Ci sono un sacco di persone che hanno cercato di creare un caso da Tribunale su questo, sebbene Internet = Link.

Se sei un educatore / ricercatore:

  1. La relazione prevede eccezioni per fini di insegnamento o ricerca. Il regime attuale ti definisce violazione di copyright (con l’opzione del titolare dei diritti di citarti in giudizio) quando fai copie di articoli, filmati o suoni che desideri presentare in classe. Puoi essere citato in giudizio per danni, proprio come qualsiasi altra persona. Questo vale anche nel campo della ricerca.
  2. Chiede anche una deroga per le biblioteche in modo da essere in grado di prestare i libri in formato digitale – attualmente quasi dovunque illegale. di pubblico dominio

Se avete a cuore i beni comuni:

  1. Il progetto propone una riduzione della durata della protezione da 70 a 50 anni dopo la morte dell’autore – cosa che potrebbe essere fantastica! I termini di copyright non sono mai MAI stati ridotti , sono sempre stati estesi, a causa di crescenti pressioni delle lobby. Ma se questo progetto andrà in porto, si potrà finalmente dire che i legislatori capiscano quello che tutti noi rischiamo di perdere se non vediamo la fine di questo monopolio. L’estensioni dei termine del Copyright sono note per influenzare negativamente la disponibilità di opere e causare la scomparsa della cultura su larga scala.
  2. Raccomanda inoltre la salvaguardia del pubblico dominio assicurandosi che le opere non vengono rimesse sotto copyright una volta che passano i loro limiti temporali. Tutti noi costruiamo e creiamo sul pubblico dominio e dobbiamo riconoscere la sua importanza: tutti gli accessi e gli usi dovrebbero essere liberi.
  3. Infine, il progetto propone di escludere l’uso di misure tecnologiche di protezione (DRM) quando si accede a lavori non soggetti a diritto d’autore: è legale fare una copia di un film di pubblico dominio, ad esempio, ma è illegale aggirare il DRM di un DVD in modo da poter utilizzare il proprio film di dominio pubblico come ci pare. Questo è folle.
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Incontri richieste dai gruppi di pressione. Screenshot dal sito di Julia Reda.

Ci sono un sacco di altri punti importanti del progetto che abbiamo davvero bisogno di tenere d’occhio. Come armonizzare il copyright in tutta l’UE – in modo che un video su Youtube si possa vedere da qualsiasi paese, e non possa essere bloccato dalla GEMA in Germania, per esempio. C’è anche la questione di un’equa remunerazione, data mining, la compensazione e i prelievi, e molto altro. Il copyright è  più sfasciato di quanto si potrebbe pensare , ed è tempo che la legislazione affrontati tutti questi problemi.

Se siete curiosi di quale gruppo di lobbisti aveva interesse a incontrare la Reda, sappiate che ha già messo a diposizione i dati per tutti noi. Aveva richieste di riunione con la Disney, ha incontrato i ragazzi di Google, Apple e GEMA/SACEM, ma anche Wikimedia, EDRI e la Free Software Foundation. Abbastanza impressionante.

Di cosa ha bisogno il nostro sostegno

Infine, è opportuno segnalare che questo è solo un progetto di revisione della legge sul copyright dell’UE. Per il momento, è solo una serie di proposte per il miglioramento della legge sul copyright. Ecco come funzionano le leggi. Prima c’è l’analisi, poi c’è il dibattito, quindi qualche cambiamento. La legge è sempre l’ultima a cambiare.

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Julia Reda

Ma, non temete. Questa revisione ha un lungo cammino per migliorare una legge inadatta, e tocca un sacco di ottimi punti che meritano tutta la nostra attenzione. Il rovescio della medaglia è che può essere annacquata da proposte di modifica dalla commissione giuridica (fino al 24 febbraio).

 Anche i comitati di Industria, Ricerca e Energia; del Mercato Interno e Protezione dei Consumatori, di Cultura e Istruzione daranno le loro opinioni su questo rapporto, quindi è molto importante che esso riceve il grande supporto del pubblico. In caso contrario, potremo vedere una relazione molto diversa votata in commissione giuridica e quindi prima dell’intero Parlamento nel mese di maggio.

Julia Reda ci aggiornerà di tutti gli emendamenti sul suo blog e dovremmo tutti tenere gli occhi aperti su ognuno di essi.

Vi consigliamo vivamente di leggere e condividere la sua relazione sulla riforma del copyright, così che più persone capiscano l’importanza di tali questioni. Reda ha creato anche un documento su Discuto , dove tutti sono invitati a commentare ogni paragrafo del progetto e contribuire a crearne uno ancora migliore. È possibile condividere e commentare già da questo link.

 

Traduzione a cura del gruppo traduttori del Partito Pirata Italiano.

Partito Pirata: Costruisci il 2015 con le tue mani

Posted in Informazioni Nazionali, Internet&Copyright by yanfry on 2 gennaio 2015

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Perché i Pirati si interessano del TTIP

Posted in Informazioni Nazionali, Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 4 novembre 2014

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Il TTIP (Partenariato Trans-Atlantico su commercio e investimenti) è per noi problematico sia sul piano del metodo che su quello dei contenuti.

(sito ufficiale: http://ec.europa.eu/trade/policy/in-focus/ttip/ )

TTIP – il metodo
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Possiamo riconoscere che rispetto a precedenti negoziati è stato reso disponibile un maggior numero di informazioni, ma questo è ancora ampiamente INSUFFICIENTE.
Il metodo adottato contrasta con due punti che noi riteniamo centrali:
TRASPARENZA e PARTECIPAZIONE.

Dovremo sempre contrastare mosse di questo genere (ACTA, TTIP, TISA) o possiamo cercare di cambiare le regole del gioco?

Vogliamo aumentare la TRASPARENZA, il che non significa solamente raccontare quel che sta succedendo, ma anche:
– Chiedere che vengano svelate le influenze

dei gruppi di interesse e dei lobbisti sulle decisioni politiche

– Proteggere gli informatori (esempio: Snowden/Datagate)
– I Pirati ritengono che sia un diritto fondamentale dei cittadini poter ispezionare tutti i contratti o i vantaggi finanziari legati alla realizzazione di progetti e servizi del settore pubblico o del governo.

– Accesso completo all’informazione e audizioni pubbliche

[ http://www.piratpartiet.it/mediawiki/index.php?title=Programma_Comune_PPEU#Trasparenza ]
[ http://www.piratpartiet.it/mediawiki/index.php?title=Programma_Comune_PPEU#Politica_commerciale_internazionale ]

Vogliamo anche aumentare la PARTECIPAZIONE dei cittadini a tali decisioni.
Più nello specifico:

  • Maggior equilibrio tra ramo legislativo (Parlamento Europeo) e ramo esecutivo (Commissione Europea)
  • I cambiamenti alla legislazione primaria dell’UE (ad esempio un trattato) devono entrare in vigore solo se la maggioranza dei cittadini UE approva le modifiche in un voto simultaneo in tutta l’UE, in aggiunta al requisito corrente di un accordo a livello governativo. L’esecutivo UE deve fare in modo che queste votazioni possano essere attuate anche con breve preavviso.

[ http://www.piratpartiet.it/mediawiki/index.php?title=Programma_Comune_PPEU#Maggiore_partecipazione_del_Parlamento_Europeo ]
[ http://www.piratpartiet.it/mediawiki/index.php?title=Programma_Comune_PPEU#Partecipazione_dei_cittadini_ed_Open_Government ]

Le consultazioni pubbliche su ISDS e Copyright sono ovviamente un primo positivo passo, anche se rimane da verificare il loro effettivo peso nelle decisioni finali. Qualcosa si sta muovendo ma c’è ancora molto da fare.

In conclusione, non dovremmo limitarci a contrastare il TTIP punto per punto. Quando il TTIP naufragherà dobbiamo assicurarci che in futuro non si riproponga un altro TTIP o TISA o ACTA.

Dobbiamo cambiare le regole del gioco!

TTIP – i contenuti
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Ci sono probabilmente molti punti che non vi piaceranno nel TTIP (ISDS in primis), ma in quest’occasione ci limiteremo a focalizzarci su alcuni dei punti core del Partito Pirata.

Stiamo cercando di ottenere riforme radicali su diversi punti:
– Copyright [ http://www.piratpartiet.it/mediawiki/index.php?title=Programma_Comune_PPEU#Copyright ]
– Software libero, cultura libera e libera conoscenza [ http://www.piratpartiet.it/mediawiki/index.php?title=Programma_Comune_PPEU#Software_libero.2C_cultura_libera_e_libera_conoscenza ]
– Brevetti [ http://www.piratpartiet.it/mediawiki/index.php?title=Programma_Comune_PPEU#Brevetti ]

Quindi, mentre da un lato siamo preoccupati di PROTEGGERE i nostri standard e per le nostre normative più avanzate in termini di tutela dell’ambiente, diritti dei lavoratori, alimentazione, dall’altro lato abbiamo un problema diverso:
noi vogliamo RIFORMARE le attuali leggi su copyright, brevetti, libera circolazione di cultura e conoscenza,  ma queste rischiano di  essere cristallizzate in un trattato che le renderebbe praticamente intoccabili.

Non abbiamo neppur bisogno di conoscere i dettagli di quanto viene negoziato.

Vogliamo riformare queste leggi, pertanto non possiamo accettare che queste tematiche vengano blindate in un contratto con una terza parte!

Il Partito Pirata sostiene la campagna STOP-TTIP-ITALIA.

Per maggiori informazioni sulla campagna in corso:  http://stop-ttip-italia.net

A.G.

#PPTweetComunicato Stampa su incontro Renzi VS 5Stelle per Legge Elettorale

Posted in Informazioni Nazionali, Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 30 giugno 2014

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  • Visto e ascoltato streaming Renzi Vs 5 Stelle su Legge Elettorale #PPTweetComunicato
  • Renzi dice “governabilità/preferenze, governabilità/vincere, governabilità” (elevato alla n) #PPTweetComunicato
  • 5 Stelle “…” non pervenuto, silenzio assenso #PPTweetComunicato
  • No! #PPTweetComunicato
  • Legge elettorale deve garantire DEMOCRAZIA #PPTweetComunicato
  • Legge elettorale NON deve sottrarre al popolo la sua sovranità #PPTweetComunicato
  • Non è lecito sottrarre il potere al popolo per darlo ai partiti #PPTweetComunicato
  • Non è lecito instaurare “una dittatura della minoranza più grande” #PPTweetComunicato
  • No ad una Legge Acerbo 2.0 aggiornamento peggiorativo della Legge Acerbo 1.0 #PPTweetComunicato
  • La Governabilità DEVE essere subordinata alla democrazia #PPTweetComunicato
  • Si qualità e lealtà degli eletti con unico fine interessi della comunità tutta #PPTweetComunicato

 

Comunicato democraticamente approvato con iniziativa 5855 sulla piattaforma decisionale del Partito Pirata Italiano

T-TIP, QUESTO SCONOSCIUTO Il trattato che svende la vita degli europei agli Stati Uniti – Sabato 31 maggio #Ferrara

Posted in Ferrara, Informazioni Nazionali, Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 28 maggio 2014

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T-TIP, QUESTO SCONOSCIUTO.

Il trattato (segretissimo) sul commercio e gli investimenti

che svende la vita degli europei agli Stati Uniti.

Sabato 31 maggio, ore 9.30 Ferrara

Sala conferenze CSV- Agire sociale

Via Ravenna , 52

ALBERTO ZORATTI

Di Fair Watch, Campagna STOP T-TIP

spiega cos’è il Transatlantic Trade and Investment Partnership

modera l’incontro il giornalista scientifico

MICHELE FABBRI

In gran segreto è nato il Trattato di libero scambio Usa/Ue (T/Tip) che elimina qualsiasi barriera al mercato con conseguenze gravissime per la salute delle persone e per l’ambiente. “E’ la più grande ‘Statua Imperiale’ mai eretta”. Possiamo fermarli, come nel 1998 – Alex Zanotelli

Promuovono:

Comitato acqua pubblica Ferrara, Rete Lillliput, Alternativa-laboratorio politico culturale, Gentedisinistra, Circoscrizione soci Banca Etica Ferrara, Altraqualità, commercio equo.

Info: 347/9483330

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#DigiTsipras: L’altra Europa dei diritti digitali

Posted in Informazioni Nazionali, Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 15 maggio 2014

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Un gruppo di attiviste/i e candidate/i della lista “l’Altra Europa con Tsipras”, tra cui alcuni iscritti e simpatizzanti del Partito Pirata Italiano, hanno promosso l’iniziativa #DigiTsipras per interagire con gli altri candidati, con i collaboratori e gli attivisti della lista più attenti alle tematiche dei diritti digitali per contribuire all’elaborazione di una serie di proposte programmatiche che sono andate naturalmente a confluire nel programma della lista de l’Altra Europa.

 

Il metodo scelto per elaborare questo documento, un esperimento di scrittura collaborativa in una reale situazione di partecipazione peer-to-peer, è un ulteriore elemento che caratterizza questa nostra lista per contribuire a una crescita politica che guardi al futuro con metodi innovativi e concretamente democratici.

 

Quella che segue è la premessa al programma #DigiTsipras che è possibile scaricare cliccando su questo link.

 

Resistenza digitale

 

La rivoluzione digitale costituisce un’opportunità straordinaria di sviluppo civile e sociale ma rappresenta al contempo una seria minaccia per la libertà e la dignità umana.
La velocità con la quale vengono introdotti i mutamenti è superiore al tempo di reazione della società nel suo complesso. Allo stesso tempo, le opportunità di configurare tale processo attraverso il quadro democratico dei singoli stati stanno scomparendo.

La globalizzazione della conoscenza e della cultura umana attraverso la digitalizzazione e il collegamento in rete sfida tutti gli aspetti dei nostri sistemi giuridici, economici e sociali tradizionali.
Le risposte sbagliate a questa sfida, costituiscono appena una delle ragioni che promuovono l’emergere di uno stato di polizia globale completamente totalitario.
La paura del terrorismo internazionale fa sì che
la sicurezza sembri più importante della libertà e zittisce molti di coloro che altrimenti potrebbero difendere la libertà.

Autodeterminazione dell’informazione, libero accesso alla conoscenza e alla cultura, e tutela della privacy sono i pilastri della società dell’informazione del futuro.
Solo su questa base è possibile che emerga un ordine democratico globale che garantisca la giustizia sociale e l’autodeterminazione.
Un movimento politico Europeo deve voler agevolare questo ordine e incanalarlo per il bene di tutti.

Riteniamo che questi temi debbano avere il sostegno dei cittadini da ogni parte dello spettro politico tradizionale perché la lotta per la tutela della privacy, della libera conoscenza e della cultura è e deve essere una lotta comune di tutti i cittadini europei.


Il blog di riferimento dell’iniziativa, dove poter commentare i punti del programma è raggiungibile a questo indirizzo https://digitsipras.wordpress.commentre le nostre pagine di discussione sui social network sono https://facebook.com/DigiTsipras e

https://twitter.com/DigiTsipras

I candidati che hanno aderito all’inizitiva sono:

Domenico Finiguerra (collegio nord-ovest)

Loredana Lipperini (collegio nord-ovest)

Daniela Padoan (collegio nord-ovest)

Luca Casarini (collegio centro)

Tommaso Fattori (collegio centro)

Sandro Medici (collegio centro)

Lorella Zanardo (collegio centro)

Marco Furfaro (collegio centro)

Raffaella Bolini (collegio centro)

Nazzarena Agostini (collegio centro)

Isabelli Cirelli (collegio nord-est)

Camilla Seibezzi (collegio nord-est)

Stefano Lugli (collegio nord-est)

#DigiTsipras retribuzione del reddito oltre il #Copyright

Posted in Informazioni Nazionali, Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 8 maggio 2014

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#DigiTsipras Diritti Digitali nell’Altra Europa con Tsipras

Iniziative del 16 Maggio 2014 – Piacenza e Roma
#NoAgcom #NoCopyright #NoSorveglianza
Per informazioni confero@autistici.org

Blog DigiTsipras http://digitsipras.wordpress.com/

Il Partito Pirata Tedesco esclude alleanze con il partito di Grillo

Posted in Informazioni Nazionali, Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 24 marzo 2014

Roma 24/03/2014

 

Il leader del Partito Pirata della Germania in un’intervista esclude un’alleanza con la forza politica anti-establishment Italiana, il Movimento Cinque Stelle (M5S) del comico Beppe Grillo.

Le differenze tra il Movimento Cinque Stelle e il Partito Pirata Tedesco sono troppo grandi perché vi sia la possibilità di una collaborazione sui temi europei“, ha detto Thorsten Wirth all’agenzia di stampa italiana Adnkronos.

Criticando la posizione dominante di Grillo sull’M5S, Wirth ha detto: “non ci piace il populismo, abbiamo sfiducia in soluzioni miracolose“. Egli ha poi sottolineato come i pirati tedeschi siano pro-UE, per i finanziamenti pubblici ai partiti politici e per il sostegno a politiche liberali in materia di immigrazione.

Il Quinto Stato può essere un punto di partenza?

Posted in Informazioni Nazionali, Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 14 marzo 2014

Può essere il neomutualismo quel fattore utile per dare vita ad una società che sappia reagire alla rapina ecosistemica del capitalismo e alla depredazione collettiva di uno Stato impositivo e corrotto?

E il Partito Pirata che ruolo può giocare in questo tentativo di composizione di soggettività politica?
Il mutualismo attraverso il mutuo soccorso, le leghe di resistenza, la cooperazione, fu la risposta autorganizzata del movimento operaio a partire dalla seconda metà dell’800 quando iniziò a provvedere per sé alle tutele non fornite da Stato e padroni, fu alla base della consapevolezza e della presa di coscienza del proletariato internazionale.
Soltanto in questo paese oggi ci sono oltre 8 milioni i lavoratori che non godono di tutele e che hanno un lavoro intermittente, self-employed, lavoratori temporanei o free lance, lavoratori precari, nomadi del lavoro.
Molti di questi lavoratori, italiani e stranieri, che pagano più di altri il prezzo delle politiche di austerità dell’Europa, costituiscono una sorta di nuovo proletariato trasversale ai ceti sociali e senza coscienza di classe, sempre sull’orlo dell’abisso della povertà, tartassati dal fisco, di fatto tenuti in uno stato di semi cittadinanza senza rappresentanza politica.

Ci sono due aspetti che sembrano sfuggire alla politica attuale che dimostra di non essere in grado di rappresentare questo sommovimento sociale:
Il primo è legato al verticismo dei partiti mentre il Quinto Stato si muove sui principi “dal basso” dell’autorganizzazione e dell’autogestione.
Il secondo è legato alla mancanza di una visione “continentale” delle problematiche, la necessità di affrontare i problemi iniziando a definire nuove regole comuni di questa Europa.
Il nostro partito possiede entrambe queste caratteristiche, è un partito non inquadrabile in un ceto sociale preciso. L’attuale composizione del Partito Pirata è varia e, come abbiamo più volte fatto notare, è frutto di provenienze, storie e visioni assai differenti.
Possiede innata la spinta alla sperimentazione dei nuovi modelli culturali che diminuiscono l’intermediazione, perché di fatto è questa la caratteristica principale del P2P (leggi anche bitcoin) utilizzando le tecnologie, la rete e i suoi nodi come i nuovi telai meccanici, come il terreno naturale del nuovo conflitto sociale (vedi le battaglie sul Copyright, sui brevetti, sul file sharing, contro la censura e per un diritto sostanziale alla libera circolazione delle idee e delle informazioni).

Nel frattempo il Quinto Stato reagisce e si organizza attraverso pratiche che si diffondono anche sfidando apertamente la legalità, condividendo saperi, mezzi di produzione, tecnologie, aprendo luoghi di cooperazione, dando vita ad esperienze di crowdfunding e cooworking, facendosi portatori un nuovo concetto rivoluzionario di produzione tramite il lavoro dei “makers” con le loro stampanti 3D e i FabLab.
Una battaglia che si sposta anche sul terreno del Welfare (o Commonfare) inteso come salvaguardia del “bene comune” necessario per salvaguardare l’autonomia reale dei soggetti.

Tutto questo accade nel silenzio della politica e dei parititi, inadatti a cogliere il senso e il peso di questa trasformazione sotterranea, un silenzio che genera un vuoto politico da riempire.
Io penso che si dovrebbe partire da questo vuoto perché un partito di scopo non sarebbe che una semplice associazione di categoria se non fosse in grado di dare un valore politico ai propri temi dimostrando la forza e la capacità di andare verso una reale trasformazione dell’esistente.

Dall’email di un collega nella lista “Confero” del Partito Pirata Italiano

Consultazione Europea sul #Copyright, guida alla compilazione del Partito Pirata

Posted in Informazioni Nazionali, Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 3 gennaio 2014

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Mentre i “politici” Italiani in delirio da onnipotenza e dall’alto delle loro “competenze” in tema di Rete e Tecnologia DECIDONO di normare la Rete, inventarsi tasse inapplicabili e leggi che riscrivono le dinamiche della circolazione delle informazioni online, l’Europa sta CHIEDENDO a tutti i CITTADINI di fornire informazioni e consigli per riformare le leggi del Copyright alla luce dei cambiamenti portati dall’interconnessione globale e dalla Digitalità.
Ora l’essere chiamati ad una consultazione Europea ci restituisce uno strumento base che, in Italia, viene dimenticato nei cassetti del palazzo o che viene scambiato per una sorta di percorso obbligato verso una meta già decisa, come nel caso dell’esito di troppi referendum (acqua, finanziamento ai partiti, ecc) e ai percorsi a risposta-trabocchetto come la Consultazione sulle Riforme Costituzionali.
Sulle tematiche digitali basti un dato: chi, nei secoli passati, non poteva acquistare libri aveva la possibilità di entrare in una biblioteca pubblica avere un libro, fotocopiarlo, studiare, discuterne con altri e formarsi un pensiero su qualunque argomento;
nell’era delle “libertà digitali” dove il sapere è diventato il pane quotidiano si tenta di cancellare la cultura e renderla una merce. Quando si parla di Copyright si parla solo di soldi, di speculazioni sulla cosiddetta “proprietà intellettuale”.
La consultazione pubblica è aperta dal 5 dicembre 2013 al 5 febbraio 2014 attraverso la compilazione di un questionario che si presenta tanto importante quanto corposo: per agevolare la compilazione del questionario la nostra Amelia Andersdotter ha redatto una breve guida che noi come gli altri Partiti Pirata Europei abbiamo tradotto nella lingua del nostro Paese e vi proponiamo qui di seguito.

Scriveteci in caso di necessità e per qualsiasi informazione/consiglio per la compilazione

 

Perché si dovrebbe rispondere a questa consultazione?

La legislazione europea sul copyright è un mosaico. Le regole che lo governano derivano da un periodo in cui molti dei problemi che il copyright pone per il libero flusso delle informazioni e l’accesso alla conoscenza su internet erano ancora sconosciute. Molte differenze nazionali rendono il Copyright europeo poco trasparente e ci impediscono di essere in grado di condividere la cultura attraverso le frontiere nello spirito della comunità europea. Finalmente, la Commissione europea sta mostrando qualche iniziativa per affrontare questo problema. Essa afferma ora che prenderà una decisione nel 2014 sull’opportunità di proporre nuove leggi sul copyright.

Dal 5 dicembre 2013 al 5 febbraio 2014, la Commissione europea invita tutte le parti interessate, comprese i singoli e le ONG, ad offrire i propri pensieri su come dovrebbero essere sviluppate le norme sul copyright dell’UE. A tal fine, la Commissione ha avviato una consultazione pubblica, che fondamentalmente è un catalogo di domande aperte. Si terrà conto delle risposte a questa consultazione quando la Commissione deciderà di far partire una iniziativa legislativa per la riforma del copyright. Rispondere a questa consultazione serve a diversi scopi:

  • Se la Commissione ottiene molte risposte da parte dei cittadini e delle ONG, si deve riconoscere che c’è grande interesse in questo argomento. Solo la Commissione può avviare iniziative legislative a livello europeo, quindi abbiamo bisogno di convincerli che la riforma del copyright è necessaria.
  • Una riforma europea del copyright può migliorare notevolmente il libero scambio di conoscenza e cultura, ma può anche peggiorare le cose! I lobbisti dell’industria hanno molte più risorse a disposizione per rispondere alle consultazioni pubbliche. Per fare in modo che le voci delle persone vengano ascoltate e per guidare la riforma del copyright nella giusta direzione, è importante contro-bilanciare le risposte da parte dell’industria, con un sacco di prospettive da parte di utenti e creativi.
  • Molti di noi sono impegnati in progetti creativi che sono limitati dal regime attuale sul copyright. Condividendo nella consultazione i propri problemi personali con il copyright, si da’ alla Commissione la percezione della grande varietà di progetti creativi e innovativi che sono influenzati dal copyright, non solo quelli delle grandi imprese.

Ma questo sembra un sacco di lavoro!

Ecco dove entriamo in gioco noi. Sì, la consultazione è enorme con 80 domande, ma questo non significa che devi leggerle, figuriamoci se devi rispondere a tutte! Vogliamo offrire una panoramica delle tematiche che vengono trattate. Se vuoi chiedere alla Commissione di legalizzare il filesharing, vai alle domande 22-26, ecc. Stiamo anche dando raccomandazioni su come rispondere alle domande si/no, nonché alcune note sulle questioni da evidenziare nella tua risposta. Sentiti libero di lasciare le domande che non ti riguardano o di cui non si è sicuri in bianco.

E’ più utile dare una risposta personale a 5 domande che copincollare una risposta in tutte 80. In una precedente consultazione, la Commissione ha riferito che ha ricevuto un sacco di risposte da singoli individui, ma che erano tutte identiche. La Commissione è più propensa a prendere le vostre opinioni in considerazione se presentate la vostra posizione con parole vostre!

Con questa guida , stiamo rendendo il più semplice possibile per voi avere un peso in merito al dibattito sul copyright! Sono benvenute eventuali aggiunte e miglioramenti a questa guida che la rendano più completa e facile da usare .

Questo è il documento della consultazione della EC http://ec.europa.eu/internal_market/consultations/2013/copyright-rules/docs/consultation-document_en.pdf

Sito web : http://ec.europa.eu/internal_market/consultations/2013/copyright-rules/index_en.htm

È possibile utilizzare questo template-web per creare documenti formattati da presentare alla Commissione : http://okfde.github.io/eucopyright/

Guida per rispondere alla consultazione sul copyright

Risposte per argomento

Sì alla riforma del copyright:

Q 4, 7, 78, 79

  • Domanda 7 e 78-79: sì, vogliamo che ci sia una riforma giuridica , e sì, vogliamo un unico titolo europeo. questo è di gran lunga il modo migliore per ottenere la certezza del diritto per tutti. copyrightcode.eu è un buon esempio di come potrebbe essere un regime di copyright più semplice. Nella domanda 4, si può anche ricordare che l’armonizzazione del copyright attraverso la riforma del diritto sarebbe la soluzione migliore per l’accesso ai contenuti in tutta Europa.

– filesharing

Q 22-26, 80

  • Se volete legalizzare il file-sharing, quando rispondete alle domande 22-26 è necessario sottolineare che la condivisione di cultura e la copie private su internet dovrebbero essere consentite. È inoltre possibile aggiungere ulteriori commenti sull’abilitare la certezza della legalità nel far funzionare un tracker torrent nella domanda 80. La tradizione europea è radicata nel peer- to-peer : abbiamo una tradizione di lunga durata che permette la cooperazione su base paritaria, simmetrica e trasparente. Dovrebbe essere rispecchiata nei valori europei di internet e del copyright.

– Nessuna estensione del diritto d’autore alle funzioni fondamentali di Internet (caching , linking)

Q 11, 12

  • E ‘ importante che alle domande 11-12 rispondiate negativamente – linking, collegamenti ipertestuali e la visualizzazione di pagine web non devono essere considerate violazioni di copyright. Ci devono essere modi per permettere questo, altrimenti si sgretolerà l’internet.

– DRM

Q 13, 32(b), 36(b), 80

  • I DRM riguardano da un lato l’accesso ai database delle biblioteche e dall’altro l’accesso alle università . Questo è nella domanda 32 ( b) e 36 (b) per i soggetti privati ​​e gli utenti finali.

Ma dovrebbe anche essere più ampiamente affrontata nella domanda 80. Questo saggio copre importanti differenze tra il diritto comunitario e quello degli Stati Uniti : http://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=2338976

Va chiarito che il DRM non dovrebbe interferire con alcune delle flessibilità legali, diritti o opportunità concessi agli utenti della cultura . Inoltre il DRM non dovrebbe ignorare le eccezioni e limitazioni codificate nella legge. Vogliamo che i legislatori determinino quali diritti tecnici e giuridici le persone hanno o non hanno. Non devono essere le aziende tecnologiche a farlo.

Inoltre il DRM può essere citato nella domanda 13 che chiede se si sono riscontrati problemi nel tentativo di ri-vendere opere digitali .

– termini di protezione

Q 20

  • Se volete termini di tutela più brevi , rispondete alla domanda 20 ! Una durata di protezione ragionevole secondo Rufus Pollock ( economista inglese all’Università di Cambridge ) è circa di 15 anni. Rick Falkvinge e Christian Engström hanno proposto 25 anni come durata massima di protezione . Il PP-CZ propone 5 da a 10 anni .

Vedi Falkvinge/Engström: http://www.copyrightreform.eu/ (prima parte tradotta in italiano)

Rufus Pollock: http://rufuspollock.org/papers/optimal_copyright_term.pdf

– Requisiti per la registrazione

Q 15-18

  • Domande 15-18 . In molti paesi di tutto il mondo bisogna registrare preventivamente l’opera protetta da copyright se si vuole sfruttarla commercialmente tutelati da un registro centrale di copyright. Questa porta maggiore certezza e chiarezza a molti attori . Il Copyright di default crea un sacco di problemi perchè è impossibile scoprire chi è il titolare del diritto.

In particolare, dovrebbe essere obbligatorio avere una registrazione del copyright. https://en.wikipedia.org/wiki/Copyright_registration # Is_registration_required.3F

Limitazioni ed eccezioni del copyright

Q 21, 22

  • Rispondere sì alle domande 21 e 22 per assicurarsi che tutte le eccezioni e limitazioni al diritto d’autore (per esempio ai fini della scienza e dell’istruzione) siano rese obbligatorie per tutti gli stati membri!

– Biblioteche

Q 21-26, 32(b), 36(b)

  • Biblioteche e DRM sono affrontate nelle domande 32 (b) e 36 (b) sui DRM per i soggetti privati ​​e gli utenti finali

Anche le domande 21-26 sono su una flessibilità più generica del copyright. Si consideri il fondo librario svedese – è importante? (in pratica un prelievo fiscale sponsorizzato che va solo agli autori svedesi)

– Remixing

Q 21-26

  • Domande 21-26. In particolare, i diritti di quotazione e citazione devono includere anche audio e video. Allo stesso modo per il remix nel settore educativo (remix per educare le persone). Parodie, citazioni, richiami, remix educativi devono includere audio, immagini e video (audio-video).

La concorrenza nei mercati derivati ​​(Pubblicità) sarà enormemente avvantaggiata da una deroga al remix che non esclude il remix commerciale (DJ, inserzionisti, etc.), quindi è importante che queste deroghe riguardino anche le attività commerciali.

Accennare al fatto che il remix è una attività culturale popolare che colma le barriere culturali tra persone provenienti da diversi Stati membri e deve pertanto essere promosso come mezzo di integrazione europea.

Permettere il remix senza scopo di lucro sarebbe un sicurezza giuridica estremamente preziosa. 

– Giusto uso

Q 24

  • Se nel copyright europeo volete una clausola per il giusto uso, la domanda 24 è il posto adatto per parlarne. Si può sostenere che fornirebbe al contesto del copyright una maggiore flessibilità per reagire ai futuri sviluppi tecnologici e usi innovativi della cultura ovvero per finalità di reporting e di espressione artistica.

– Per le persone con disabilità della vista

Q 21-26

  • Domande 21-26. L’Unione europea ha già sostenuto il trattato per i non vedenti presso l’OMPI che garantisce una migliore accessibilità alle opere letterarie per i disabili della vista. Relativamente al trattato: http://keionline.org/node/1767

Michel Barnier (Commissione Europea) appoggia il trattato: http://europa.eu/rapid/press-release_MEMO-12-603_en.htm

– Certezze legali per il p2p e le reti torrent

Q 13, 14, 21-26, 80

  • Il Peer-to-peer, le reti torrent, il file-sharing e la cultura distribuita sono nelle domande 21-26 (la flessibilità nel copyright – dovrebbe essere consentita), o nella domanda 80. Anche consentire le vendite di seconda mano (domande 13-14) sarebbe utile all’Unione europea, per trovare nuovi modelli di business meno monolitici.

– Punizione e responsabilità degli intermediari

Q 75-77.

  • Qui si può facilmente rispondere che gli intermediari non dovrebbero essere responsabili. Le reti wireless comunitarie, i servizi di anonimizzazione, i fornitori di servizi Internet fissi, i posti di memorizzazione dei dati on-line, i motori di ricerca e altri attori soffrono per l’incertezza a causa della responsabilità degli intermediari nel copyright. Raccontate alla Commissione la vostra storia preferita riguardo tale responsabilità e come ha reso peggiore il mondo! Inoltre, ci dovrebbe essere una direttiva sulle ingiunzioni e conseguenti richieste di intervento che permetta ai fornitori di servizi e ai cittadini di sapere chi chiede che le loro cose vengano rimosse dal web, e perché (vedi https://ameliaandersdotter.eu/2013/07/06/ brev-till-michel-Barnier-om-notice-and-action-i-eu). La legge sul copyright dovrebbe essere materia di diritto civile, non nell’ambito del diritto penale.

Informazioni sulle precedenti consultazioni

Una risposta che abbiamo dato precedentemente alla consultazione sugli accordi commerciali segreti si è conclusa in questo modo: “Accordi commerciali segreti in abbondanza: la consultazione della Commissione rivela che i cittadini non li vogliono” https://ameliaandersdotter.eu/2013/10/06/trade-secrets-galore-commission-consultation-reveal-citizens-dont-want-it

Modello di risposte: https://ameliaandersdotter.eu/2013/02/05/kommissionens-affarshemlighetskonsultation-svarsguide?language=en

Riassunto delle risposte alla consultazione: http://ec.europa.eu/internal_market/consultations/docs/2012/trade-secrets/130711_summary-of-responses_en.pdf (Il Partito Pirata viene specificatamente citato :D)

Abbiamo anche congiuntamente predisposto le risposte alla consultazione IPRED, ma io (Amelia), non ho ancora analizzato quale sia il risultato di tali risposte.
https://ameliaandersdotter.eu/2012/12/17/commission-ipred-consultation-answering-guide-citizens-w-copyrights (ma dovrebbero essere qui: http://ec.europa.eu/internal_market/consultations/docs/2012/intellectual-property-rights/summary-of-responses_en.pdf
oppure http://ec.europa.eu/internal_market/iprenforcement/directive/index_en.htm )

Questa è l’analisi IPKat di Eleonora Rosati. Giuridicamente e’ abbastanza buona: http://ipkitten.blogspot.com/2013/12/a-closer-look-at-public-consultation-on.html

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