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Secondo atto dello Strike Meeting: Let’s unite in the European Social Strike!

Posted in Informazioni Nazionali, Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 13 febbraio 2015
Oggi a Roma il secondo atto dello Strike Meeting, con due obiettivi: rilanciare le pratiche di mutualismo e portare lo sciopero sociale in Europa.
Leggi il programma completo, le call dei workshop, delle assemblee plenarie, delle campagne e vertenze da costruire.
Dalle 16 diretta streaming della plenaria di apertura

Venerdì 13 febbraio prenderà il via il II atto dello Strike Meeting. Dopo il successo del meeting di settembre e dello Sciopero sociale del 14 novembre, due in particolare saranno gli obiettivi dell’incontro che si svolgerà a Roma il prossimo fine settimana: dare continuità e articolazione organizzativa alla coalizione sociale che si è espressa nell’autunno; estendere sul piano europeo la coalizione e il processo dello Sciopero sociale. Due obiettivi ambiziosi che attraverseranno le plenarie e i tanti workshop. Il Meeting, infine, sarà anche occasione per allargare la partecipazione a vertenze e figure sociali assenti o parzialmente presenti negli appuntamenti autunnali.

Leggi l’appello di convocazione

English version

Programma

Venerdì 13 febbraio

Primo asse

ore 16:00, presso Aula XIII Scienze politiche – Sapienza

Assemblea plenaria – Il processo dello Sciopero sociale: le forme dell’azione e la sindacalizzazione diffusa

Sabato 14 febbraio

Secondo asse

Workshop – Vertenze e campagne comuni

Location: Esc, Communia, Sapienza

Vertenze comuni | ore 10 – 13

Freelance, professionisti atipici e degli ordini, lavoratori della conoscenza (Esc)

Lavoratrici e lavoratori della cultura e dello spettacolo (Esc)

Strikers migranti e lo sciopero del lavoro migrante (Communia)

Le lotte contro la “Buona scuola” di Renzi (Communia)

Gender Strike: sciopero dei/dai generi (Communia)

Le lotte nel mondo della ricerca e dell’università (Sapienza – Fisica)

Neet, free job, disoccupazione giovanile: Garantimoci un futuro vs Garanzia Giovani (Sapienza – Filosofia)

Le battaglie contro lo Sblocca Italia, la privatizzazione dei beni comuni e la finanziarizzazione dei servizi (Sapienza – Fisica)

Campagne comuni| ore 14:30 – 17:30

Location: Esc, Communia

Il lavoro al tempo del Jobs Act. Contro precarietà e disoccupazione: salario minimo europeo, reddito e welfare universali (Esc)

Scioperiamo il Modello EXPO. Verso le giornate NoEXPO (Esc)

Campagna sulla Sentenza Corte di Giustizia Europea del 26 novembre (Communia)

Blocchiamo lo Sblocca Italia, contro la privatizzazione dei beni comuni e la finanziarizzazione dei servizi (Communia)

Plenaria conclusiva della II giornata | ore 18:30 – 20:30

Location: Esc

Domenica 15 febbraio

Terzo asse

ore 10:30, presso Acrobax

Assemblea plenaria lingua inglese ‒ Estensione europea del Social Strike

Parteciperanno reti sociali e sindacali provenienti da: Spagna, Portogallo, Grecia, Germania, Inghilterra, Irlanda, Francia…

*tratto dal blog dello Sciopero Sociale

Ufficio rapporti con UE della Camera dei Deputati Aggiornamento negoziati TTIP

Posted in Informazioni Locali, Informazioni Nazionali, Politica&Società by yanfry on 22 luglio 2014

Esito del dibattito in seno al Comitato Politica Commerciale Titolari (25 giugno 2014 Bruxelles)

La Commissione europea ha ribadito l’importanza di proseguire con ambizione questo importante negoziato con gli Stati Uniti, sia per i considerevoli vantaggi economici che ne conseguirebbero per i cittadini dell’UE, sia per il valore strategico di un rafforzamento delle relazioni transatlantiche. La quinta tornata negoziale (Washington, 19-23 maggio) ha consentito di avanzare il lavoro su alcuni testi giuridici e progressi sono stati realizzati in materia di convergenza regolamentare sia sulla parte orizzontale (come migliorare la cooperazione tra regolatori, ruolo degli stakeholder nel processo formativo delle norme, valutazione di impatto), che sui settoriali.

Nel successivo incontro a Washington tra il commissario De Gucht e Froman (17-18 giugno), il primo ha ribadito l’importanza di procedere in maniera equilibrata tra i diversi pilastri, auspicando una convergenza sui benchmark in materia di appalti pubblici al fine di consentire il successivo scambio di offerte, dopo quello in materia di servizi.

La Commissione ha sollecitato gli Stati membri a finalizzare il lavoro di preparazione dell’offerta UE servizi al fine di poterla scambiare prima della tornata negoziale di luglio. De Gucht e Froman hanno concordato una successiva tornata negoziale a settembre.

La Commissione ha altresì ricordato gli sforzi per migliorare la trasparenza dei negoziati tramite la pubblicazione di documenti “non negoziali”, l’organizzazione di una sala di lettura per visionare testi consolidati ed incontri con la società civile. Ha invitato gli Stati membri di fare buon uso di queste informazioni, promuovere messaggi rassicuranti sull’impatto del TTIP nella vita dei cittadini europei e favorire una comunicazione corretta sulla portata dei negoziati.

E’ stata sottolineata l’inopportunità di organizzare tavoli paralleli di discussione tra gli Stati membri quali quello degli “amici del TTIP” organizzato il giorno precedente il Comitato su iniziativa di Regno Unito, Svezia e Spagna.

Agli esiti del dibattito è stata registrata piena condivisione nella valutazione di una situazione negoziale non certo ottimale.

A fronte di una nuova strategia comunicativa USA, volta a caricare il tavolo negoziale di elementi sensibili per l’UE (audiovisivo, GMO, ecc.), occorre riequilibrare la comunicazione (Francia), sottolineando la scarsa ambizione dell’offerta USA sui servizi (Spagna, Danimarca, Portogallo), mantenendo ferme le priorità dell’UE sul tavolo.

Sulle questioni tecniche, vi è piena consapevolezza che non saranno possibili progressi sostanziali prima del 2015 e si deve dunque procedere senza illusioni.

Crescente la sensibilità sulla questione ISDS in ambito investimenti, e diversi Paesi chiedono di non procedere nei negoziati finche’ sia stata fatta una valutazione completa dei risultati della consultazione pubblica, in cui comprendere anche il negoziato CETA con il Canada (Germania, Danimarca, Paesi Bassi, Lussemburgo).

Tra gli aspetti più delicati sono state richiamate le richieste USA in materia agricola (in particolare in materia di sussidi all’esportazione), l’architettura dell’offerta servizi le misure sanitarie e fitosanitarie.

Gli Stati membri hanno ribadito alcuni noti interessi offensivi, in particolare per un capitolo separato sull’energia e l’accesso libero all’approvvigionamento di materie prime, appalti (Buy American), indicazioni geografiche, benessere animale, PMI (dove ci sono progressi ma la posizione USA sull’idea UE di un portale unico informativo è ancora contraria), mobilità del personale qualificato.

In generale, è stata segnalata la difficoltà degli Stati membri di rispondere in maniera efficace alle crescenti critiche da parte della società civile.

La sfida è duplice: progredire nei negoziati e comunicare correttamente i progressi in funzione dei vantaggi per i cittadini.

Sul lato della trasparenza interna gli Stati membri hanno ribadito che la soluzione di una “sala di lettura” a Bruxelles non appare sufficiente e dovrebbe almeno essere prevista la possibilità di visionare tali documenti nelle capitali.

Da parte italiana è stato sottolineato che il negoziato TTIP rappresenterà una priorità del semestre di presidenza. L’obiettivo sarà convincere l’Amministrazione USA a metterlo in cima anche alle loro.

L’Italia farà il possibile per favorire la chiusura delle trattative entro il 2015, prima che l’avvio della campagna elettorale americana generi un nuovo blocco dei negoziati.

Dibattito al Parlamento europeo

Nella seduta plenaria del Parlamento europeo del 16 luglio 2014, il Commissario europeo al Commercio De Gucht ha fornito informazioni sullo stato dei negoziati con gli USA, premettendo che il Parlamento europeo sarà tenuto ad esprimere un voto al termine di quanto sarà negoziato.

Il 17 luglio 2014 è stato avviato il sesto round negoziale, al quale seguirà una pausa; successivamente si svolgeranno le consultazioni con gli stakeholder, esperti e consulenti della società civile; al termine del round la Commissione presenterà una sintesi scritta.

Consapevole delle perplessità emerse da più parti, il Commissario ha tenuto a precisare che il clamore destato dal negoziato in corso è sicuramente in parte dovuto a un interessamento dei media, che, in passato, non si sono mai troppo interessati a simili fattispecie, e che in molti casi hanno dato informazioni fuorvianti e incomplete.

Rispetto alla presunta mancanza di trasparenza, ha fatto presente che:

  1. mai un accordo commerciale è stato condotto con tanta trasparenza. Con il Trattato di Lisbona, naturalmente, è cresciuta semmai un’attenzione che prima non c’era;

  2. la Commissione si è attenuta diligentemente a quanto di sua competenza e il sito web dedicato all’argomento reca moltissimi documenti che aspettano solo di essere letti. Come concordato fin dall’inizio, la Commissione ha trasmesso i documenti al PE. Semmai è il Consiglio a non rendere pubblico il mandato, ma sono i governi a doversi fare carico di ciò;

  3. esiste una “sala di lettura per i documenti”; gli Usa negoziano con molti paesi asiatici e normalmente invitano gli interessati a consultare i documenti in sala di lettura. Non è possibile fare una copia degli stessi, ma si può prendere visione di tutto e formulare domande di chiarimento;

  4. da parte della Commissione è difficile convincere gli USA a dare di più di quanto danno ai loro parlamentari;

  5. la confidenzialità delle informazioni non va confusa con la segretezza;

  6. quanto alla necessità di condivisione dei documenti con gli Stati membri a parte la sala di lettura – è il Consiglio che deve valutare di togliere la segretezza e pubblicare gli orientamenti negoziali

  7. la Commissione, comunque, è aperta a suggerimenti

Rispetto alla necessità di rispettare gli standard europei

  1. Uno degli argomenti contro l’accordo commerciale è che il modello europeo di protezione ambiente e consumatori è migliore di quello USA e diminuire il “minimo comune denominatore” sarebbe penalizzante per l’UE. Si può tuttavia affermare che gli USA hanno alti livelli di protezione sia per quanto riguarda il risarcimento danni ai consumatori, sia per la qualità dell’aria e dell’acqua

  2. per quanto riguarda OGM, carni ecc ha assicurato che si tiene conto dei pareri scientifici dell’EFSA e non si intende cedere in termini di livelli di protezione inferiori a quelli attualmente garantiti dall’UE

Dibattito

Il dibattito è stato molto lungo e si è incentrato sui temi richiamati dal Commissario.

In estrema sintesi, coloro che erano contrari già dall’inizio all’accordo hanno ribadito la contrarietà a portare avanti i negoziati

PPE Gruppo del Partito Popolare Europeo (Democratici-Cristiani)

CASPARY- RUBIG – SAJFI-LANGE- WINKLER- BUZEK – CICU – BROK

Nel condividere gli obiettivi di crescita perseguiti dal trattato, hanno segnalato:

  • ricadute e garanzie per le PMI, la cui ossatura va salvaguardata

  • necessità di trasparenza dei negoziati sulla base della risoluzione votata dal PE nel 2013

  • dovendo comunque superare lo status quo, occorre proseguire nei negoziati

  • per l’energia e la ricerca è necessaria una migliore organizzazione a livello UE

Gruppo dell’Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo

S&D

MARTIN – JAAKCONSAARI – MOSCA – DANTI

Nel condividere la necessità di proseguire nei negoziati, hanno segnalato:

  • la necessità che il dibattito non sia ideologico, ma comunque che si prosegua nella direzione della trasparenza e del coinvolgimento cittadini

  • l’occupazione e la crescita hanno bisogno di politiche extra ue

  • è opportuno cogliere l’occasione per esportare nostri modelli e difendere le eccellenze

  • si tratta di un banco di prova: non si vuole un accordo a tutti i costi, ma un accordo nel rispetto di valori non negoziabili

  • equilibrio è necessario, ma la cattiva informazione può pregiudicare il raggiungimento di obiettivi condivisibili

  • è una buona occasione per definire standard globali e per non restare indietro rispetto partener globali

Gruppo dei Conservatori e Riformisti europei

MC CLARKIN

Favorevoli :

  • accordo positivo per il lavoro, l’ economia, i singoli cittadini, i prezzi più bassi, gli standard migliori

  • aiuto per le piccole e medie imprese

  • occorre fugar le preoccupazioni per standard alimentari ed evitare dispute inutili :

  • l’ SDS deve salvaguardare investitori

  • bisogna avere un sostegno politico fino alla fine e mantenere perché il potenziale

Gruppo dell’Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa

SCHAAKE – DE SARNEZ – REHN

Nel condividere gli obiettivi, hanno segnalato:

  • punto fondamentale è l’occupazione e il mantenimento degli standard elevati dei diritti fondamentali

  • le questioni controverse devono essere analizzate con attenzione (appalti pubblici)

  • più trasparenza per l’opinione pubblica

  • l’Europa deve crescere e farlo occorre potenziare la dimensione delle esportazioni PMI

  • il riconoscimento reciproco standard non compromette niente e la chiave la chiave per accettarlo è fugare le preoccupazioni cittadini

  • occorre un dialogo efficace con società civile

Gruppo confederale della Sinistra unitaria europea/Sinistra verde nordica

KATRUGALO – SCHOLZ – FORENZA – GLEZOS

Hanno ribadito la loro contrarietà al prosieguo dei negoziati, segnalando:

  • Sulla giurisdizione tribunali Junker e il Commissario sono su posizioni diverse e devono chiarire

  • la popolazione non vuole l’accordo e bisogna tenerne conto

  • gli Usa devono rispettare le regole; non può essere una Nato in termini commerciali

  • la “solo lettura” dei documenti non è sufficiente a garantire la trasparenza e e la chiarezza

I Verdi/Alleanza libera europea

JADOT – KELLER

Contrari:

  • Opacità dei negoziati basati sul valore merceologico

  • l’informazione deve essere data e la Commissione non la dà in maniera sufficiente (Art.18/10 trattato)

  • non si capiscono i benefici e mancano valutazioni di impatto

Gruppo Europa della Libertà e della Democrazia diretta

BEGHIN – MACH

Contrari:

  • si tratta di uno strumento per eliminare barriere, ma quelle rappresentate dai diritti che i lavoratori hanno acquisito con fatica: diritti acquisiti, sicurezza alimentare, privacy

  • la trasparenza c’è solo per i lobbisti e gli avvocati delle multinazionali: parlamentari e cittadini non hanno la disponibilità delle informazioni bnecessarie

  • non è opportuno creare oneri di regolamentazione

  • le tariffe doganali portano soldi e la Commissione non le vuole perdere!

Non iscritti

SALVINI

  • Netta contrarietà per totale assenza di fiducia

  • Tutti gli altri accordi (Pakistan, Marocco, Birmania, India, Vietnam, Giappone ecc) che fine fanno?

  • Come si pensa di difendersi dall’Italian sounding che pesa sulla nostra economia?

MARINE LE PEN

  • Netta contrarietà per un prrocesso non democratico

  • la Commissione non garantisce la trasparenza

  • si tratta di mercato unico e non di libero scambio

Replica Commissario De Gucht

All’esito del dibattito, ha evidenziato che sono stati “mescolati” alcuni filoni:

  1. Favorevoli o contrari all’accordo?

  2. Gli USA sono il partner corretto?

  3. I negoziati sono abbastanza trasparenti?

Punto 1. il Commissario ha affermato che coloro che sono contrari al “commercio” non saranno mai favorevoli e non cambieranno idea. A suo avviso, comunque, non esiste un esempio di società che si è sviluppata senza il commercio.

Punto 2. L’impressione è che si continui a dire che il modello americano è sbagliato e che quello europeo è migliore. Il piano della discussione tuttavia non è questo; la sfida è lavorare pur nelle differenze per arrivare a obiettivi comuni: crescita, occupazione, tutela della qualità ecc. Con chi si dovrebbe collaborare altrimenti? Che ne sarebbe poi dell’accordo con il Canada, con Singapore? Si butta via tutto? E l’ Africa occidentale? Ci rifiutiamo di discutere perché non siamo uguali?

Punto 3. La risposta è stata già fornita nell’introduzione al dibattito.

In conclusione, invita il PE a giudicare in base ai risultati concreti del negoziato.

Quanto ai PARLAMENTI NAZIONALI, è stato chiesto se dovranno pronunciarsi. Il Commissario ritiene di sì, trattandosi di un accordo misto.

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Citizens Without Borders, progetto europeo per i cittadini comunitari

Posted in Informazioni Nazionali, Politica&Società by yanfry on 21 luglio 2014


*Citizens Without Borders*
*Informazione/conoscenza/sostegno *
*per i cittadini comunitari e i loro familiari*

 

Diffuso in cinque paesi – Repubblica Ceca, Francia, Italia, Spagna e Romania – Citizens Without Borders intende migliorare la consapevolezza e la conoscenza delle leggi europee su libertà di movimento e diritti di residenza sanciti dalla Direttiva europea 2004/38/CE.

Come sostengono infatti i Rapporti e le Guide della Commissione, il processo di trasposizione della Direttiva 2004/38/CE è ancora in corso e permane una forte disparità tra quanto previsto dalla legislazione e quanto accade nella realtà. Consapevole di questa realtà, il progetto punta ad accrescere le competenze e le conoscenze sulla materia da parte delle autorità locali, della società civile e dei cittadini comunitari. Il progetto si rivolge in particolare a coloro che sono a contatto con i cittadini comunitari (uffici pubblici, legali, associazionismo e sportelli informativi) e agli stessi cittadini europei e ai loro familiari. Attraverso ricerca, formazioni, supporto telematico, sportelli informativi e campagne di sensibilizzazione, Citizens Without Borders punta ad incrementare prassi positive e consapevolezza, per rendere questi diritti pienamenti accessibili nel contesto quotidiano.

Il progetto ha realizzato un E-book sull’applicazione in ogni paese del progetto della Direttiva 2004/38/EC sul diritto di circolazione e di soggorno.

Scarica l’E-book in lingua italiana http://www.meltingpot.org/IMG/pdf/citizien_italiano.pdf

Istruzioni utili

Il kit di comunicazione di Citizens Without Borders: Citizens Without Borders ha prodotto un kit di materiali di informazione e sensibilizzazione: manifesti, vademecum, cartoline,
adesivi in sei lingue per promuovere i diritti dei cittadini comunitari e i servizi di supporto.

Tutti i materiali sono disponibili presso gli uffici e gli sportelli che aderiscono al progetto oppure si possono scaricare qui http://www.meltingpot.org/CWB-Kit-di-comunicazione.html?var_mode=calcul#.U7QHF7EvmSg

 

Sportelli informativi e assistenza

La rete di sostegno di Citizens Without Borders: Per informazioni e assistenza sull’esercizio dei diritti di libera circolazione e soggiorno, i cittadini comunitari e i loro familiari
(compresi i familiari non comunitari), possono rivolgersi alla rete degli sportelli CWB. I punti informativi sono ad accesso libero e gratuito e sono attivi nelle città principali dei paesi coinvolti nel progetto.

Per raggiungere lo sportello CWB più vicino guarda qui http://www.meltingpot.org/Citizens-Without-Borders-Support-Network.html#.U7QHUbEvmSg

A proposito di miliardi e di #Ucraina

Posted in Informazioni Nazionali, Politica&Società by yanfry on 18 marzo 2014

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  • 24 settembre 2013

La Cina si compra il 5% dell’Ucraina, tre milioni di ettari, una superficie pari a quella del Belgio, un investimento da oltre 2,6 miliardi di dollari
http://www.ilpost.it/2013/09/24/cina-terreni-ucraina/
http://www.asianews.it/notizie-it/Pechino-si-compra-il-grano-dell%E2%80%99Ucraina-29097.html

  • 26 febbraio 2014

La Cina chiede 3 miliardi $ all’Ucraina
http://italian.ruvr.ru/news/2014_02_26/La-Cina-chiede-3-miliardi-allUcraina-8471/

  • 27 febbraio marzo 2014

Il debito estero totale dell’Ucraina ha raggiunto 140 miliardi dollari
http://italian.ruvr.ru/news/2014_02_27/Il-debito-estero-totale-dellUcraina-ha-raggiunto-140-miliardi-dollari-0735/

  • 03 marzo 2014

Le banche italiane sono le più esposte (dopo l’Austria) in Ucraina con oltre 5 miliardi di dollari
http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2014-03-03/le-banche-italiane-sono-piu-esposte-dopo-austria-ucraina-oltre-5-mliardi-dollari-093446.shtml

  • 04 marzo 2014

le banche Russe sarebbero esposte per 28 miliardi di dollari verso l’Ucraina, Germania per 22 miliardi, Austria per 7 miliardi, Italia per 5
http://www.fanpage.it/quanto-vale-ucraina-per-europa-e-italia/

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Un nuovo partito politico è nato in Europa: dite ciao ai Pirati Europei

Posted in Informazioni Nazionali, Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 5 settembre 2013

di Dichter alle 14.34 del 4/9/2013 – fonte originale

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Oggi, I Pirati di 14 paesi si sono riuniti a Lussemburgo per la fondazione del Partito Pirata Europeo (PPEU).

Questo passaggio prepara la partecipazione organizzata congiuntamente dai Partiti Pirata in tutta Europa alle prossime elezioni Europee di Maggio 2014.

Gregory Engels, co-presidente del Pirate Parties International ha dichiarato: “Il movimento del Partito Pirata è unico nella sua portata internazionale, avendo l’opportunità senza precedenti di affrontare le reali importanti questioni politiche transnazionali“.

Gli Statuti e il Manifesto sono stati firmati dai Partiti Pirata di Lussemburgo, Norvegia, Francia, Belgio, Grecia, Catalogna, Cipro, Russia, Italia, Svizzera, Finlandia, Svezia, Croazia e Germania e dai Giovani Pirati recentementi fondati in Europa.

I rappresentanti eletti al Parlamento Europeo (Amelia Andersdotter), ai Parlamenti Regionali tedeschi (Nico Kern, Andreas Augustin, Angelika Beer e Alessandro Spieß) e al Pirate Parties International (Gregory Engels) hanno portato i loro saluti ai Pirati riuniti in assemblea.

Il Partito Pirata Europeo sta preparando una grande conferenza per marzo 2014 a Bruxelles, per portare a termine il processo di fondazione e per dare il via alla campagna elettorale per le elezioni europee.

Elezioni anticipate in Grecia: il Partito Pirata Greco ha bisogno del tuo sostegno! – The Greek Pirate Party needs your support!

Posted in Informazioni Nazionali, Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 8 giugno 2012

English Version in the middle

Il Partito Pirata greco parteciperà per la seconda volta quest’anno alle Elezioni parlamentari Nazionali il 17 giugno 2012. Un sondaggio interno online, ha dimostrato il 73% dei pirati greci favorevole ad una seconda partecipazione mentre il 20% ha votato contro.

Le nuove elezioni si sono rese necessarie dopo le massicce perdite subite dai due maggiori partiti Nea Demokratia e PASOK durante le elezioni anticipate del 6 maggio 2012 che hanno portato an una situazione di stallo politico: nessuna delle due parti ha guadagnato voti sufficienti per formare un governo, mentre i colloqui per la formazione di coalizioni con altri partiti hanno fallito.

Così, il 17 giugno 2012 alla popolazione greca viene ancora una volta richiesto di dare il proprio voto.

Il Partito Pirata Greco è stata fondato nel febbraio 2012. Nondimeno, ha già corso nelle elezioni del maggio 2012 ed è riuscito a guadagnare 32.500 voti, ovvero una quota dello 0,51% dei voti totali scrutinati. Questo è stato un notevole successo per un partito così giovane che era presente solo in 31 delle 56 regioni, ancor di più perchè non sono stati in grado di mobilitare i potenziali elettori per mezzo di materiale promozionale o punti informativi.

Durante le prossime elezioni il partito vorrebbe candidarsi alle elezioni in tutte le 56 regioni. Questo pone enormi sfide finanziarie e logistiche per il Partito.

Per apprezzare veramente la vastità di questo compito si deve dare uno sguardo più da vicino del sistema elettorale greco.
Ciascun Partito è tenuto a stampare e distribuire le proprie schede nei seggi elettorali. Gli elettori poi prendono un scheda dal partito che vogliono sostenere, segnando una croce sulla scheda elettorale e mettendola nell’urna. I Partiti sono inoltre tenuti a tenere a disposizione una scheda per ogni elettore potenziale, sebbene i pirati greci abbiano raccolto solo l’1% del totale dei voti. Comunque, non è consentito distribuire un minor numero di schede, il che mette i pirati Greci nella necessità di stampare e distribuire circa 9,7 milioni di schede a livello nazionale.

I pirati hanno pubblicato la stima dei costi per la loro partecipazione elettorale nella loro Newsletter 08, per una somma di circa 30,000 EUR, 20.000 EUR dei quali saranno investiti solo per la stampa ed il trasporto delle schede.

Il Partito Pirata Greco conta attualmente circa 1000 soci con più di 500 richieste messe in coda tra i preparativi per le prossime elezioni. Con una quota associativa di 12 euro all’anno il partito resta fortemente sotto finanziato. Il 18 maggio 2012 il bilancio totale dei Pirati della Grecia ha mostrato un mero risultato di 5,400 euro. Il Partito dei Pirati della Grecia ha quindi urgente bisogno di aiuto!

Per le ragioni di cui sopra è stata recentemente fondata l’organizzazione “Amici del Pirateparty della Grecia” (Freunde der Piratenpartei Griechenlands e.V).

Donazioni dirette al Partito sono giuridicamente impossibili. Così i fondatori dell’associazione hanno preso in considerazione una possibilità, per poter comunque sostenere il Partito Pirata Greco. Mediante donazioni, l’associazione sostiene le spese del materiale di stampa, in tal modo riducendo il peso dei costi.

Fotios Amanatides (@DosOz42), uno dei fondatori dell’organizzazione, fà un appello durante un’intervista con la rivista “Flaschenpost” sui Pirati tedeschi: “I pirati sono un partito globale. Le frontiere nazionali non esistono per noi. Dobbiamo ora dimostrare che facciamo sul serio quando si parla di solidarietà tra i pirati. Soprattutto in tempi di crisi abbiamo bisogno di dimostrare che anche noi stiamo dalla parte dei Pirati di altri paesi.

Le donazioni possono essere fatte al seguente conto bancario:

Freunde der Piratenpartei Griechenlads e.v./Friends of Pirateparty Greece

Konto: 7071517

BLZ: 66350036

Sparkasse Kraichgau

IBAN: DE59663500360007071517

BIC: BRUSDE66XXX

E ‘anche possibile donare tramite una telefonata: chiamando il numero 0900 5 22 000 22 per donare 1 EUR al minuto.

Potete trovare maggiori informazioni sul sito web Freunde der Piratenpartei Griechenlands e.V. dove vi sono altri sistemi di donazione, tra cui Paypal, Carte di Credito  Pledge Bank.

Fontehttp://flaschenpost.piratenpartei.de/2012/05/27/im-zeichen-der-neuwahlen-griechische-piratenpartei-braucht-eure-unterstutzung/

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English Version

 With snap elections ahead  – the Greek Pirate Party needs your support!

The Greek Pirate Party will participate for the second time this year in Greek national parliamentary elections on 17th June 2012. An internal online poll showed 73% of Greek Pirates voting in favour of a second participation while 20% voted against.

New elections became necessary after the massive losses of the two major parties Nea Demokratia and PASOK during snap elections of 06th May 2012 resulted in a political stalemate: neither party gained enough votes to form a government while coalition talks with other parties failed.

Thus, on 17th June 2012 the Greek people is once again asked to cast their votes.

The Greek Pirate Party was founded as early as in February 2012. Nevertheless it already contested in the May 2012 elections and managed to gain 32.500 votes or a share of 0,51% of total votes casted. This has been a considerable success for the young party which is only present in 31 out of 56 regions, even more so since they were unable to mobilise potential voters by means of promotional materials or info booths.

During the upcoming elections the party would like to stand for election in all 56 regions. This puts poses  enormous financial and logistical challenges for the party.

In order to truly appreciate the magnitude of this task one has to have a closer look at the Greek electoral system. Each party is required to print and distribute their own ballots across polling stations. Voters then take a ballot from the party they like to support, mark a cross on the ballot and put it into the ballot box. Parties are also required to hold one ballot per voter although Greek Pirates only reckon with 1% of of total votes. However, it is not permissible to distribute fewer ballots putting the Greek Pirates in need of about 9,7 million ballots to print and distribute nation-wide.

Pirates are estimating the costs for their electoral participation in their Newsletter 08 at approx. 30.000 EUR, 20.000EUR of which will be spent solely for printing and transport of the ballots.

The Greek Pirate Party currently counts about 1000 members with a further 500 applications being queued amid preparations for the upcoming elections. With a membership fee of 12 EUR per year the party remains heavily underfunded. On 18th May 2012 the total account ballance of Greece’s Pirates showed a mere 5.400 EUR. The Pirate Party of Greece is therefore in urgent need of help!

Due to the aforementioned reasons the organisation “Friends of Pirateparty Greece” has been recently founded.

Direct donations to the Party are legally impossible. Thus the founders of the association have considered a possibility, how they still could support the Greek Pirate Party nevertheless. By way of donations the association accounts for the costs of printing material thereby further reducing costs.

Fotios Amanatides (@DosOz42), one of the founders of the organisation,  calls during an interview with news magazine “Flaschenpost” upon German Pirates:”The Pirates are a global party. National frontiers do not exist for us. We need to prove now that we are serious when we talk about solidarity among Pirates. Especially in times of crisis we need to demonstrate that we also stand at the side of Pirates of other countries.”

Donations are kindly wired to the following bank account:

Freunde der Piratenpartei Griechenlads e.v. / Friends of Pirateparty Greece

Konto: 7071517

BLZ: 66350036

Sparkasse Kraichgau

IBAN: DE59663500360007071517

BIC: BRUSDE66XXX

It is also possible to donate by means of a phone call: by calling 0900 5 22 000 22 you will donate 1EUR per minute.

Please find more information on the website of the “Freunde der Piratenpartei Griechenlands e.V./ Friends of Pirateparty Greece” (payment with paypal, credit card, etc9

Fontehttp://flaschenpost.piratenpartei.de/2012/05/27/im-zeichen-der-neuwahlen-griechische-piratenpartei-braucht-eure-unterstutzung/

Pacchetto Telecom: abbiamo veramente bisogno di un Pacchetto così?

Posted in Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 21 ottobre 2009

La maggioranza dei delegati del Parlamento Europeo si arrende definitivamente e segue l’On. Trautmann ciecamente in un testo di compromesso emendato oralmente che tradisce il principio di tutela delle libertà fondamentali dell’emendamento 138 originale. Il Pacchetto Telecom che ne risulta non offre tutela alcuna alla libertà fondamentale della Neutralità della Rete, autorizza al blocco di servizi e applicazioni, incoraggiamento la collaborazione fra ISP e società private per l’istituzione di una “giustizia” parallela indipendente dalla magistratura che colpisce i cittadini sulla base di semplici sospetti.

Il meeting di Conciliazione di ieri si è aperto con la presentazione della relatrice Trautmann (S&D, socialisti) del nuovo testo (situato nell’art. 1.3) che, a seguito delle discussioni sempre più accese portate avanti con forza dai Verdi, ha cominciato a emendare a voce improvvisando, chiedendo l’approvazione dei delegati del Comitato.

A questo punto i Verdi e GUE si sono rifiutati di approvare un testo esposto “a voce” e hanno dichiarato esplicitamente di rifiutarsi di appoggiare alla cieca un mandato basato su un testo emendato a voce e non trascritto. Hanno preteso che prima di qualsiasi voto fosse fornito il testo scritto ma è stato loro rifiutato questo diritto.

La maggioranza dei delegati, messi alle strette dalla Trautmann che dichiarava, che se il Pacchetto fosse decaduto per la non accettazione del testo così com’era stato presentato, la “colpa” sarebbe stata loro, si sono allineati con l’On. Trautmann (ci permettiamo di osservare che alla luce di quella mostruosità che il Pacchetto Telecom è diventato, ciò che qui viene definito “colpa” sarebbe apparso un “merito” per i cittadini europei)
Incredibilmente, il Presidente Vidal-Quadras ha chiuso la sessione dichiarando che il mandato concernente il testo è approvato dopo un’ampia discussione da parte di tutti.

Secondo la MEP Eva-Britt Svensson (GUE, Verdi di Sinistra), siamo di fronte a un “colpo di stato” in cui l’azione del presidente della delegazione (Vidal-Quadras, PPE) rappresenta un abuso della fiducia riposta in lui dal resto del Parlamento. Il gruppo GUE rilascerà presto una dichiarazione ufficiale in merito all’assurda procedura.

Gli eventi di oggi dimostrano che il Parlamento Europeo non è in grado di rappresentare i cittadini (e lo è ancor meno quando si trova lontano dalle elezioni): indipendentemente dall’entità della maggioranza di voto su qualsiasi testo di qualsiasi direttiva (l’emendamento 138, giova ricordarlo, era stato adottato per due volte con maggioranze schiaccianti, 88% dal Parlamento), soltanto i testi approvati dal Consiglio possono essere definitivamente adottati. Pertanto il funzionamento democratico delle istituzioni europee appare essere puramente illusorio: il vero potere è detenuto dal Consiglio dei Ministri dell’Unione.

Ad aggravare la posizione del Parlamento vi è l’odierna procedura in cui si richiede di votare qualcosa continuamente modificato a livello verbale e non trascritto.

Come italiani vorremmo sottolineare il comportamento dell’On. Patrizia Toia (S&D) che, allineatasi con Trautmann, non ha alzato un dito a difesa delle libertà fondamentali, così come i rappresentanti di S&D (all’epoca PSE) avevano avallato, fin da maggio, l’autorizzazione al blocco di servizi e applicazioni in Internet, votando a favore degli articoli restrittivi nel rapporto Harbour (Malcolm Harbour, all’epoca PPE, gruppo in cui confluiscono i rappresentanti del PdL).

Questa scelta dimostra nei fatti che mentre in patria il Partito Democratico (i cui rappresentanti sono nel gruppo S&D) si oppone, giustamente, ad ognuna delle tante, tantissime proposte di legge della maggioranza che mirano a imbrigliare e a chiudere Internet, alla prova dei fatti in Europa, tramite i propri europarlamentari, esso si allinea esattamente con la volontà di quel governo al quale dichiara di opporsi.

La normativa che ne risulta porta a queste conseguenze:

la direttiva servizio universale e diritti degli utenti autorizza “condizioni che limitano l’accesso a, e/o l’uso di, servizi e applicazioni”, minando la libertà d’informazione e di espressione, e incoraggia la collaborazione fra ISP e società private, permettendoi una giustizia parallela privata fuori dal controllo della magistratura (si noti la sinergia con la direttiva quadro qui sotto);

la direttiva quadro si è indirizzata verso la concessione di eccezione ad un equo processo per i sospetti di reato in Internet e la sospensione del diritto alla privacy e, di nuovo, della libertà di espressione (si noti la sinergia con la direttiva servizio universale quando quest’ultima pone le basi per una giustizia fuori dal controllo della magistratura)

la direttiva accesso e la direttiva autorizzazione, oltre a ribadire le condizioni di restrizione citate, non definiscono una qualità di servizio minima per le interconnessioni.

È quanto meno inquietante notare che i punti citati e le normative che regolamentano Internet sono simili a quelle della normativa internet Cinese (filtri, compromissione della web-privacy, giustizia fuori dal controllo democratico) che appena 15 giorni fà erano stati stigmatizzati dagli intellettuali cinesi che hanno rivolto alle autorità e alla comunità internazionale un appello con la “Dichiarazione per i diritti umani in Internet”

A questo punto dobbiamo seriamente chiederci: abbiamo veramente bisogno di un Pacchetto così?

La fine della Neutralità della rete: Il falso 138, la Reding gioca il jolly del “compromesso”

Posted in Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 6 agosto 2009
Il Commissario Reding scopre le carte sull’Emendamento 138
di Monica Horten Agosto 03, 2009

La Commissione europea ha infine “scoperto” la sua posizione sulla seconda lettura del Pacchetto Telecom. Decodificato, richiede che il Pacchetto lasci al volere dei Governi e dei Fornitori di banda larga la possibilità di limitare Internet.

La DG Information Society ha silenziosamente rilasciato la sua posizione sulla seconda lettura del Pacchetto Telecom, proprio quando tutti sono in ferie per le vacanze estive.
Senza dubbio il Commissario Viviane Reding sperava che nessuno potesse accorgersene.
Perché?
E’ previsto un testo di “compromesso” con il quale il Consiglio dei ministri cerca di far pressione sul Parlamento europeo, che potrebbe avere l’effetto di dare il permesso ai governi di bloccare l’accesso ai servizi Internet e alle applicazioni.

Il cosiddetto “compromesso” è la sostituzione dell ‘emendamento 138 (che mira a proteggere i diritti degli utenti su Internet) con una alternativa che è stata elaborata dal Consiglio (a volte indicata come il ‘falso 138‘).
La sostituzione, se considerata nel contesto delle altre modifiche nel Pacchetto, sigillerà nell’ambito delle Telecoms il diritto di amministrare l’implementazione di ‘misure relative agli utenti finali per l’accesso o l’uso di servizi e applicazioni attraverso reti di comunicazione elettronica ‘.

Il cosiddetto “compromesso” è situato all’articolo 1 della Direttiva quadro, indirizzata agli Stati membri.
Lo stesso dovrebbe essere letto in combinato disposto con l’emendamento 1.2a della direttiva Universal Services and Users Rights, che permetterà ai fornitori di banda larga di imporre “condizioni che limitano l’accesso a/per l’uso di servizi e applicazioni“. Alla luce del blocco di T-Mobile su Skype, delle limitazioni al peer-to-peer di BT Broadband, la sospensione della connessione degli utenti da parte di Karoo, un piccolo service provider dell’UK, dovrebbe essere chiaro che cosa significa questo testo …

Ciò è davvero molto lontano dall’approccio ‘equilibrato‘ che sostiene di avere la Commissione.
Ufficialmente, la Commissione intende presentare il pacchetto come vantaggioso per gli utenti.
Ad esempio, dice, che gli stessi avranno diritto ad un contratto e a cambiare fornitore.
Quello che non dicono pubblicamente, ma che è attivamente discusso dai funzionari dietro le quinte, è fino a che punto il testo consenta ai governi di arrivare con le misure di enforcement del diritto d’autore.

Il “compromesso” non esclude il blocco dei servizi peer-to-peer o di altri servizi da parte dei fornitori di banda larga, possibilmente a seguito di ordini da parte dei governi.

Il “compromesso” non esclude la possibilità per i provider di bloccare l’accesso a internet, utilizzando il contratto come mezzo per farlo, senza alcun obbligo di sentenza di un tribunale.
Sarà l’utente che potrà far ricorso ad un organo amministrativo, che non è la stessa cosa.

Sebbene il testo affermi che tali ‘misure‘ devono ‘rispettere‘ i diritti fondamentali, sembra che questa sia solo un’adesione formale alla legge e sta diventando evidente che i governi ritengono di potere ordinare ‘misure tecniche’ come il blocco di protocolli o dei siti di condivisione di file.
Il recente caso di Karoo ad Hull nel Regno Unito, è un esempio di dove si siano già spinti i fornitori di banda larga, sanzionare gli utenti sulla base delle richieste dei detentori di diritti, anticipando il completamento del Pacchetto Telecom.
Si può sostenere che le mosse della signora Reding siano un fallimento del suo ruolo di protettrice dei cittadini europei, e della sua attività di custode dei trattati.
Le sue parole, e quelle del suo portavoce, Martin Selmayr, contro il governo cinese, rendono chiaro che la Commissione comprende molto bene che ‘misure tecniche’ significa censura e suonano false alla luce di ciò che vogliono fare in Europa.

Citazione della dichiarazione della Commissione sulla seconda lettura della direttiva quadro del Pacchetto Telecom :

Per quanto riguarda l’emendamento 138 la Commissione lo accetta nella sua proposta modificata dopo la prima lettura del Parlamento europeo, ma supporta il testo di compromesso del Consiglio del Parlamento europeo come soluzione equilibrata. La Commissione potrebbe, quindi, accettare l’emendamento, ma farà tutto il possibile per facilitare l’emergere di un compromesso tra i colegislatori su questo tema.

Il cosiddetto testo di “compromesso” che la Commissione vuole compaia nel Pacchetto Telecom confrontato con l’originale Emendamento 138 come approvato dal Parlamento europeo:

Emendamento originale 138, Direttiva quadro – Articolo 8.h
(H) l’applicazione del principio che nessuna restrizione può essere imposta sui diritti e le libertà fondamentali degli utenti finali, senza pregiudiziale da parte delle autorità giudiziarie, in particolare in conformità con l’articolo 11 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, sulla libertà di espressione e di informazione, salvo quando è minacciata la sicurezza pubblica in cui la sentenza può essere successiva.

Testo di “Compromesso”, chiamato anche il ‘falso’ 138 – Direttiva quadro -Articolo 1 – Paragrafo 3a (nuovo)
3a Le misure adottate per quanto riguarda gli utenti finali per accesso o l’uso di servizi e applicazioni attraverso reti di comunicazione elettronica, devono rispettare i diritti e le libertà fondamentali delle persone fisiche, anche in relazione alla vita privata, la libertà di espressione e di accesso alle informazioni e il diritto ad una sentenza in un tribunale indipendente e imparziale istituito dalla legge agendo nel rispetto di un giusto processo, a norma dell’articolo 6 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali.

Leggi la posizione della Commissione europea sul pacchetto delle telecom in seconda lettura http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=COM:2009:0420:FIN:EN:PDF
Scarica il testo integrale della direttiva Universal Services and Users Rights http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?type=TA&language=EN&reference=P6-TA-2009-0360

A riguardo, ecco alcune delle prime azioni lobbistiche di una coalizione delle industrie creative, che richiede che le misure per la tutela del diritto d’autore vadano nel Pacchetto Telecom (vedi p4 della carta): http://ec.europa.eu/information_society/policy/ecomm/doc/library/public_consult/review_2/comments/cmba.pdf

Articolo Originale: http://www.iptegrity.com/index.php?option=com_content&task=view&id=379&Itemid=9
Traduzione a cura di Scambioetico.eu

Internet alleato del Turismo Outgoing

Posted in Informazioni Nazionali by yanfry on 12 aprile 2009

GLI AFFARI PASSANO DAL WEB – I PAESI EUROPEI AMPLIANO GLI INVESTIMENTI SUI LORO PORTALI

europe_banner_indexLa tendenza degli ultimi anni?  Spostare una porzione del budget dall’offline all’online, sia nelle campagne pubblicitarie, sia nella produzione di materiale informativo gli enti europei del turismo sono sempre più propensi a puntare sulle nuove tecnologie, investendo nella realizzazione  di siti accurati per veste grafica e contenuti. Tra i primi a sfruttare le innumerevoli potenzialità della rete c’è la Svizzera con (www.myswizerland.com) attivo dal 1998.

Parlando del sito dell’ ente norvegese (www.visitnorway.it) le pagine web sono state oggetto di una revisione totale, che ha portato ad un arricchimento delle funzionalità, per cui risulta più facile accedere alle informazioni attraverso l’uso della cartina, che conduce il viaggiatore in un vasto panorama di contenuti testuali e multimediali.

Mappa interattiva anche per (www.vacanzeingermania.com) dell’Ente nazionale germanico.

Ancora più strutturato il sito di “Maison de la France”, (www.franceguide.com). Tra le novità i minisiti incorporati alla piattaforma di franceguide, che forniscono soluzioni di alloggio prenotabili direttamente sul sito dei nostri partner francesi. Il primo, quello sulla Costa Azzurra, per il solo mese di dicembre ha triplicato il traffico rispetto all’anno precedente.

Ammonta a 375 mila euro l’investimento dell’Ente del turismo della Slovenia (2 milioni di abitanti) per la tecnologia collegata a (www.slovenia.info); Per ora l’obiettivo per quest’anno è raggiungere i 4 milioni di visitatori unici sul sito contro i 3,5 milioni del 2008.

Punta in alto anche (www.visitportugal.com)  i cui visitatori unici sono stati, lo scorso anno, 2,5 milioni; “il portale è stato lanciato nel 2004, ma la sua architettura è molto innovativa, con i contenuti presentati per i profili, senza una home page unica, ma con 19 differenti “vetrine” che cambiano ad ogni nuovo accesso”. Il sito consente la programmazione assistita delle vacanze per pianificare in ogni dettaglio il viaggio, memorizzando tutte le informazioni inviate, alle quali associare delle date che il sito ricorderà tramite l’invio di sms in futuro all’interpellante.

Web come via preferenziale di comunicazione con il consumatore e veicolo unico per le campagne di marketing e promozione. Questa la strada intrapresa dall’Inghilterra: “Le nostre campagne sono tutte online; proprio in questi giorni è partita quella dedicata all’Inghilterra del nord, con il sito (www.inghilterradelnord.com). L’ente ha poi modificato il sito www.visitbritain.it rendendolo più dinamico per la creazione di itinerari personalizzati. Oltre gli hotel si ha la possibilità di prenotare ed acquistare biglietti per spettacoli e attrazioni”. [Tutto esattamente come in Emilia Romagna].

di Lanfranco Viola – Fonte: FerraraForum.com

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