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Secondo atto dello Strike Meeting: Let’s unite in the European Social Strike!

Posted in Informazioni Nazionali, Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 13 febbraio 2015
Oggi a Roma il secondo atto dello Strike Meeting, con due obiettivi: rilanciare le pratiche di mutualismo e portare lo sciopero sociale in Europa.
Leggi il programma completo, le call dei workshop, delle assemblee plenarie, delle campagne e vertenze da costruire.
Dalle 16 diretta streaming della plenaria di apertura

Venerdì 13 febbraio prenderà il via il II atto dello Strike Meeting. Dopo il successo del meeting di settembre e dello Sciopero sociale del 14 novembre, due in particolare saranno gli obiettivi dell’incontro che si svolgerà a Roma il prossimo fine settimana: dare continuità e articolazione organizzativa alla coalizione sociale che si è espressa nell’autunno; estendere sul piano europeo la coalizione e il processo dello Sciopero sociale. Due obiettivi ambiziosi che attraverseranno le plenarie e i tanti workshop. Il Meeting, infine, sarà anche occasione per allargare la partecipazione a vertenze e figure sociali assenti o parzialmente presenti negli appuntamenti autunnali.

Leggi l’appello di convocazione

English version

Programma

Venerdì 13 febbraio

Primo asse

ore 16:00, presso Aula XIII Scienze politiche – Sapienza

Assemblea plenaria – Il processo dello Sciopero sociale: le forme dell’azione e la sindacalizzazione diffusa

Sabato 14 febbraio

Secondo asse

Workshop – Vertenze e campagne comuni

Location: Esc, Communia, Sapienza

Vertenze comuni | ore 10 – 13

Freelance, professionisti atipici e degli ordini, lavoratori della conoscenza (Esc)

Lavoratrici e lavoratori della cultura e dello spettacolo (Esc)

Strikers migranti e lo sciopero del lavoro migrante (Communia)

Le lotte contro la “Buona scuola” di Renzi (Communia)

Gender Strike: sciopero dei/dai generi (Communia)

Le lotte nel mondo della ricerca e dell’università (Sapienza – Fisica)

Neet, free job, disoccupazione giovanile: Garantimoci un futuro vs Garanzia Giovani (Sapienza – Filosofia)

Le battaglie contro lo Sblocca Italia, la privatizzazione dei beni comuni e la finanziarizzazione dei servizi (Sapienza – Fisica)

Campagne comuni| ore 14:30 – 17:30

Location: Esc, Communia

Il lavoro al tempo del Jobs Act. Contro precarietà e disoccupazione: salario minimo europeo, reddito e welfare universali (Esc)

Scioperiamo il Modello EXPO. Verso le giornate NoEXPO (Esc)

Campagna sulla Sentenza Corte di Giustizia Europea del 26 novembre (Communia)

Blocchiamo lo Sblocca Italia, contro la privatizzazione dei beni comuni e la finanziarizzazione dei servizi (Communia)

Plenaria conclusiva della II giornata | ore 18:30 – 20:30

Location: Esc

Domenica 15 febbraio

Terzo asse

ore 10:30, presso Acrobax

Assemblea plenaria lingua inglese ‒ Estensione europea del Social Strike

Parteciperanno reti sociali e sindacali provenienti da: Spagna, Portogallo, Grecia, Germania, Inghilterra, Irlanda, Francia…

*tratto dal blog dello Sciopero Sociale

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#14N > Pirati verso lo #scioperosociale

Posted in Informazioni Nazionali, Politica&Società by yanfry on 10 novembre 2014
#14N > Pirati verso lo #scioperosociale

Il 14 novembre scioperiamo! E invitiamo tutti a farlo per 24 ore.
Sarà uno sciopero del lavoro dipendente e del lavoro precario, di quello autonomo e della formazione. Sarà uno sciopero metropolitano, meticcio, digitale e dei/dai generi.

Questo sciopero sociale, convocato in tutte le città del nostro Paese vuole essere un ulteriore passo per ricostruire la possibilità di una comune capacità di agire attraverso una rete di connessioni in una fase politica nella quale è d’obbligo mutare e innovare le pratiche per coinvolgere ed aggregare soggettività fluide e frammentate.
Per costruire un agire politico adeguato all’attacco ai diritti, alla democrazia e al welfare iniziato da molti anni a questa parte ma portato a compimento dal Governo Renzi.

Sciopero ‘sociale‘ per comprendere anche chi il diritto allo sciopero non ce l’ha, in una fase in cui la precarietà è sempre più diffusa e le possibilità di lavoro sempre più ridotte. Una fase in cui è necessario reinventare lo sciopero con nuove forme contro la frammentazione del mondo del lavoro e l’isolamento delle persone.

Sappiamo quanto sia difficile oggi scioperare.
Ma sappiamo anche che stare fermi ora vuol dire perdere (o quasi) la possibilità di lottare domani.
La riforma del mercato del lavoro del governo Renzi renderà il lavoro sempre più ricattabile, servile, povero.
Contro tutto questo dobbiamo alzare la testa, prendere parola, resistere.

striker-pirata

Il Partito Pirata aderisce allo sciopero del 14 novembre e al percorso da scrivere collettivamente in uno spazio comune per la difesa dei diritti per una vita dignitosa e libera da paure esistenziali.
Uno sciopero da portare anche in rete per dar voce, attraverso nuove forme di partecipazione, a chi non ha la possibilità di farlo attraverso la forma tradizionale.
La rete quale spazio digitale dove lo sfruttamento del lavoro degli “arruolati” per la produzione di hardware, infrastruttura e software si realizza attraverso metodi tradizionali (contratti atipici, saltuari, precariato, delocalizzazione, …), attraverso la separazione fisica dei lavoratori (telelavoro) che operano prevalentemente nel software e nei servizi.
Uno sfruttamento che in questo ambito passa anche attraverso l’obbligo di perenne formazione, spesso non retribuita, alla quale le tecnologie digitali costringono.
Ultima frontiera lo sfruttamento dei dati personali, testi e media di tutti gli utenti inconsapevolmente arruolati in forma gratuita per la produzione di contenuti e veicolazione di flussi informativi nei social network per arricchire il calderone dei big data.
Una produzione immateriale che nasce dalla vita attiva e si riversa in quella digitale dove la partecipazione di molti si trasforma così in profitto per pochi.
Una forma di sfruttamento svincolata da qualunque forma retributiva che rende obsoleti i modelli di analisi del mondo del lavoro: salario, orario, produttività individuale. Un motivo in più, oltre alla riduzione fisiologica della disponibilità di posti di lavoro, che rende indispensabile parlare oggi di reddito di esistenza.

Ultima considerazione, ma non per questo trascurabile, di come questa attività diffusa di movimentazione di flussi informativi generi un ulteriore valore aggiunto per chi ne ha il dominio, quello di poterla sfruttare anche come nuova frontiera di controllo sociale (grazie Edward Snowden).

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