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L’evoluzione delle restrizioni digitali dei #DRM

Posted in Informazioni Nazionali, Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 2 gennaio 2014
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L’idea che i Drm stiano scomparendo è completamente sbagliata, sono stati dati dei “contentini” in alcuni casi ormai troppo esposti, ma i drm stanno diventando pervasivi.
Si sta passando dal modello dove “compravamo” i supporti che ospitavano le opere (libri, cd, cassette, dvd, etc.) al “noleggio” senza che questo passaggio sia compreso dagli utenti.
Siamo convinti di aver comprato una canzone su itunes, un e-book su amazon, un video su google, e poi scopriamo che di quel video, canzone, libro non ci è dato nient’altro se non usufruirne nei modi, con gli strumenti e nei tempi stabiliti da questi intermediari.
L’anno scorso era balzata alle cronache la storia di Bruce Willis, che ha comprato molte canzoni su itunes, per scoprire poi che la licenza non gli stava facendo acquistare i brani musicali, ma soltanto di ascoltarli su quelle specifiche periferiche itunes
Ed è significativa anche la storia di Amazon, che da remoto ha cancellato dai kindle dei suoi clienti ebook regolarmente acquistati proprio da amazon, per motivi di copyright.
“Non avrei mai immaginato che amazon avesse il diritto, l’autorità e neanche la capacità tecnica di cancellare qualcosa che avevo già comprato” ha dichiarato una delle vittime.
Ironia vuole che in questo caso si trattasse delle opere di Orwell, 1948 e Animal Farm
Questo è censura, questo corrisponde a bruciare i libri.
Sono morte milioni di persone perché non fosse consentito neanche ai governi di bruciare libri, di impedirci di fruire della cultura, e sta succedendo di nuovo con forme più sofisticate, giustificate da un presunto inalienabile diritto di lucro.
I media si stanno trasformando da sistemi passivi che contenevano o veicolavano la cultura, a sistemi attivi.
Stiamo passando dai “contenuti” alle “applicazioni”.
Anche il web come lo conosciamo è destinato a profonde trasformazioni, e non a caso anche nel suo linguaggio, nell’HTML, si sta cercando di introdurre i drm http://www.defectivebydesign.org/no-drm-in-html5
L’evoluzione dei media porta tante promesse, tante cose fantastiche che potremo fare in futuro, ma se non interveniamo adesso per fermare le armi dei monopolisti del copyright, questi media diventeranno i nostri peggiori incubi.

Da un email di Mauro in una lista del Partito Pirata Italiano

Che cos’è il TPP? E ‘la più grande minaccia globale a Internet dall’ACTA

Posted in Informazioni Nazionali, Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 30 aprile 2013

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di KATITZA RODRIGUEZ AND MAIRA SUTTON traduzione di Mauro Pirata del Partito Pirata Italiano

Gli Stati Uniti e dieci governi di tutto il Pacifico si stanno incontrando di nuovo il 15-24 maggio a Lima in Perù per tirar fuori l’accordo segreto Trans-Pacific Partnership (TPP). Il TPP è una delle peggiori minacce globali per Internet dall’ACTA.

Dal momento che i negoziati sono stati segretati dall’inizio, sappiamo principalmente che cosa c’è nella versione attuale di questo accordo commerciale grazie ad una bozza trapelata a febbraio 2011 [PDF] http://keionline.org/sites/default/files/tpp-10feb2011-us-text-ipr-chapter.pdf

Sulla base di questo testo, alcune altre note trapelate, e la natura non democratica di tutto il processo, abbiamo tutte le ragioni di allarmarci sulle disposizioni per l’applicazione delle norme sui diritti d’autore contenute nel presente accordo commerciale multinazionale.

E’ probabile che il TPP esporti alcune delle peggiori caratteristiche della legge sul copyright degli Stati Uniti ai paesi del Pacific Rim: un ampio divieto di infrangere i lucchetti digitali sui dispositivi e sulle opere creative (anche a fini legali), un termine minimo dei diritti d’autore della durata della vita del creatore più 70 anni (l’attuale norma internazionale è di 50 anni dalla morte dell’autore), la privatizzazione delle persecuzioni per violazioni del copyright, danni previsti per legge senza necessità che vi sia prova di un danno effettivo, e sequestro da parte del governo di computer e apparecchiature coinvolte nella presunta violazione. Inoltre, il TPP è peggiore rispetto alle norme sul diritto d’autore degli Stati Uniti: non esporta molti dei contrappesi ed eccezioni che prediligono l’interesse pubblico e agiscono come valvole di sicurezza nel limitare la protezione dei titolari dei diritti. Aggiungendo al danno la beffa, le norme sulle copie temporanee del TPP potranno probabilmente creare effetti devastanti su come le persone e le aziende si comportano on line e le loro funzionalità di base per utilizzare e creare sul web.

L’obiettivo dichiarato del TPP è quello di unire i paesi del Pacifico con tariffe armonizzate e regole commerciali tra di loro, ma in realtà, è molto più di questo. Il capitolo “proprietà intellettuale” in questo massiccio accordo commerciale probabilmente costringerà a fare modifiche alle norme sul diritto d’autore e dei brevetti in ciascuno dei paesi firmatari. Accettando queste nuove regole si dovranno non solo riscrivere le leggi nazionali, ma anche limitare in futuro la possibilità per i paesi di introdurre leggi più equilibrate sul copyright. Questa strategia può finire per danneggiare le leggi più equilibrate di altri paesi come il Cile, dove è richiesto un ordine giudiziario per gli ISP per essere considerati responsabili per violazione del copyright e per rimuovere i contenuti. Questi sistemi proteggono meglio gli utenti e gli intermediari da richieste di rimozioni di contenuti sproporzionate o spinte da motivi di censura. Se il testo finale del TPP costringerà i paesi ad adottare e privatizzare il sistema di notifica e rimozione, questo potrebbe implicare la fine del sistema cileno. Potrebbe anche minare il regime canadese di notifica-notifica.

L’industria dei contenuti può e continuerà a corrompere e mentire per proseguire nel loro modo di ottenere leggi che proteggano i loro interessi, e quello che vogliono più di ogni altra cosa è che noi restiamo passivamente ignoranti. Lo hanno fatto con SOPA, ACTA, e ora è il TPP [ESP]. Sta diventando una sfida per sconfiggere queste politiche, ma possiamo farcela. La conclusione del TPP è prevista per il mese di ottobre, ma il nostro obiettivo è quello di ottenere che vengano rimossi gli aspetti peggiori di queste disposizioni sul diritto d’autore. Il modo di reagire è quello di dimostrare che non siamo disposti a rinunciare: alla domanda di un processo aperto e trasparente, che permetta a tutti, compresi gli esperti membri della società civile, di analizzare, domandare, e sondare tutte le iniziative per regolamentare Internet. La segretezza deve essere fermata una volta per tutte.

Attivati

(Non sei Statunitense? Vai qui http://stopthetrap.net/)

Qui di seguito c’è la nostra infografica che evidenzia gli aspetti più problematici del TPP. Si prega di diffondere queste informazioni su come questo accordo avrà un impatto su voi e il vostro paese. Premere il pulsante destro del mouse e salvare l’immagine del file PNG, oppure è possibile scaricare la versione PDF di seguito. Remix-atela, sviluppatela, e diffondete queste informazioni. Cerchiamo di proteggere e difendere Internet da questo accordo commerciale segreto.

Pdf https://www.eff.org/sites/default/files/tpp_0.pdf

Fonte originale:  https://www.eff.org/deeplinks/2013/04/tpp-biggest-global-threat-internet-acta

Free Software Foundation: Defective by Design – 4 maggio Giornata Internazionale contro il DRM

Posted in Informazioni Nazionali, Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 23 aprile 2012


Che cosa è il DRM? Digital Restrictions Management

(Gestione delle Restrizioni Digitali, Stallman docet)

Ci opponiamo al DRM!

Defective by Design (Difettoso intenzionalmente) è un’ampia campagna anti-DRM che sta bersagliando i “Big Media”, i produttori e distributori di DRM che si mostrano poco collaborativi.

La campagna mira rendere tutti i fabbricanti diffidenti rispetto alla commercializzazione dei loro prodotti abilitati al DRM. I Prodotti con DRM hanno caratteristiche insite che ne limitano le possibilità di utilizzo. Questi prodotti sono stati intenzionalmente danneggiati dal punto di vista degli utenti, e sono quindi “difettosi di proposito”. Questa campagna identificherà questi prodotti “difettosi”, e punterà alla loro eliminazione. Il nostro obiettivo è di rendere il DRM una tecnologia anti-sociale. Il nostro obiettivo è l’abolizione del DRM come pratica sociale.
Per saperne di più sulla nostra campagna:

Scriveteci a  info@defectivebydesign.org con notizie, idee, feedback e le vostre fotografie dell’evento.

Prodotti difettosi

Abbiamo anche una guida dei prodotti privi di DRM . Per consigliare un prodotto da inserire negli elenchi, vi preghiamo di contattarci.

Blog d’azione sui DRM

Per le ultime notizie su prodotti e servizi “affetti” e privi da DRM iscriviti al nostro feed RSS o seguici su Identi.ca

4 maggio è la Giornata Internazionale contro il DRM

Il 4 maggio, i membri della DRM Elimination Crew del Defective by Design di tutto il mondo si riuniranno in occasione di eventi locali per protestare contro la Gestione delle Restrizioni Digitali.

Eventi a Boston, Madrid, Londra e Toronto sono già stati organizzati e molti altri sono in preparazione. Consultate http://dayagainstdrm.org/ per conoscere gli ultimi eventi. Fateci sapere dove vi trovate , in modo da potervi contattare in caso di eventi nella vostra zona!

Mentre il DRM è stato ampiamente sconfitto nella musica scaricata è un problema crescente nel settore degli ebooks, dove alcune persone hanno subito limitazioni sui propri libri che impediscono loro di poterli liberamente prestare, rivendere o donare, leggere senza essere tracciati, o spostarli in un nuovo dispositivo, a meno di non riacquistarli. Hanno anche subito la cancellazione dei loro ebooks senza il loro permesso.
Unitevi a noi il 4 maggio per sostenere il diritto di leggere e di opporsi a queste restrizioni.

Fate il primo passo impegnandovi ad agire contro i DRM il 4 maggio e fateci sapere dove sarete .

__________________________________________________________________________________

L’obiettivo? Eliminare i DRM! 

Contattateci info@defectivebydesign.org

Mostrate il vostro sostegno

Maglietta Elimination Crew

Una campagna di Free Software Foundation

Per saperne di più sui DRM
Scoprite la verità su come prodotti e servizi con DRM vi danneggino:

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(CC BY-ND 3.0)

Fonte: http://www.defectivebydesign.org/

Tradotto da yanfry per Partito Pirata Italiano 

Perché sono un Pirata – Lettera aperta ai creatori di contenuti

Posted in Informazioni Locali, Informazioni Nazionali, Internet&Copyright by yanfry on 13 marzo 2012
Step2 è la community di brainstorming lanciata lo scorso autunno da Techdirt per “aiutare creatori, tecnici, uomini d’affari e chiunque altro lavori nei settori dei contenuti” a capire ed entrare in contatto con la propria base di fans, elaborare modelli di business di successo che tengano conto delle esigenze dei clienti, creare una connessione col mercato, chiedere e dare consigli, idee, proposte, etc.
Nell’ambito di questa ottima iniziativa è stato postato (3 mesi fa) un articolo dall’utente Bobbi Smith che merita davvero di essere letto, perchè contrariamente a quanto farebbe pensare il titolo non è una difesa della pirateria ma una spiegazione ai creatori dei contenuti di quale sia il punto di vista, le richieste, le necessità dei “consumatori/fans”, che non sono più “semplici e deboli” acquirenti, ma sempre più  utenti informati ed esigenti, disposti a dare il proprio denaro in cambio di contenuti che diano loro soddisfazione, che non abbiano limitazioni (di tempo, di formato, di licenza) e che abbiano un prezzo equo. Buona lettura.

Introduzione

Una volta ho noleggiato una macchina per lavoro ed ho avuto una spiacevole esperienza. Quando ho restituito la macchina, ho pensato tra me e me, “Non noleggerò mai più da loro.” Dopo averci pensato per un giorno intero, mi sono reso conto che condurre la mia protesta silenziosa non avrebbe aiutato ne me ne l’autonoleggio. Così più tardi quel giorno, ho chiamato il loro quartier generale aziendale ed ho raccontato la mia storia al responsabile delle relazioni con i clienti. Ancora più importante, gli ho detto quello che avevano fatto male e che tipo di esperienza mi aspettavo come cliente se mi avessero avuto ancora come cliente.

Vorrei che tutti i creatori di contenuti leggessero questo post per vederlo come se loro fossero l’agenzia di noleggio auto. Sono un cliente insoddisfatto che potrebbe non acquistare più da voi a meno che non vi mettiate a lavorare con impegno. Di solito non spreco il mio tempo a spiegare queste cose, ma i creatori di contenuti, qui su Step2, sembrano andare nella giusta direzione, quindi spero che queste informazioni siano d’aiuto.

Questo post non è il tentativo di aprire un dibattito. Non leggerete alcun accenno di “furto contro copia”, “esposizione contro perdita di vendite” o di giusto contro sbagliato. Tutto quello che voglio fare è darvi una visione della vita reale dal mondo del file-sharing. Voglio tenervi la mano per mostrarvi come decido cosa comprare e quale sia la motivazione che mi spinge a piratare. Userò i termini pirata, download e file-sharing in maniera intercambiabile in questo post, ma vogliono dire tutti la stessa cosa: scaricare i vostri contenuti gratuitamente.

Alcune persone leggeranno questo e penseranno, “Non mi interessa quello che dice questo ragazzo, la pirateria di Internet è dannosa”. A queste persone, chiedo di saltare il resto di questo post e passare alla sezione inferiore dal titolo, ‘in chiusura.’

Alcuni di voi non vorranno leggere questo post interamente e questo non ferirà i miei sentimenti. Dal momento che voi non volete capire i vostri clienti, noi non compreremo i vostri contenuti. E non leggete questo pensando che, capendo il motivo per cui la gente scarica i vostri contenuti, avrete una speranza di fermarli in futuro. Non si può fermare il file-sharing. Sarebbe come tentare di impedire alla gente di usare l’energia elettrica. Le persone che hanno già pagato per i vostri contenuti sono tra quelli che li scaricano.   E li condivideranno con altri.

 

 

Capitolo 1

Probabilmente sono nella vostra fascia demografica. Maschio, tra i trenta e i quaranta, senza figli e vivo a Los Angeles. Sono anche un downloader senza vergogna. Ho molti album, molti film e tanti giochi che condivido con amici e sconosciuti. La maggior parte di questi li ho scaricati gratuitamente. Sorprendentemente, ho anche molti album, molti film e tanti giochi che ho acquistato e che ho condiviso con amici e sconosciuti. Come è potuto succedere?

Quando avevo 16 anni e trovai il mio primo lavoro, non avevo niente altro di più importante in cui spendere i miei soldi che i film, la musica ed i giochi. Ho accumulato una collezione rispettabile in quei primi due anni. Crescendo, ho scoperto di aver acquistato un sacco di immondizia. Avevo comprato basandomi sulla pubblicità e mi odiavo per questo. Arrivato a 21 anni, smisi di comprare tutto. Giocavo ai videogiochi solo a casa di un amico e affittavo film perché costavano 1 $ l’uno e non mi sentivo derubato se il film faceva schifo. Smisi di comprare musica del tutto perché era difficile giustificare un gioco d’azzardo di 10 $ per CD. E credetemi, questo è quello che sembrava, gioco d’azzardo.

Ero attorno ai 20 anni, quando Napster apparve e mi ricordo ancora il giorno in cui ne sentii parlare. Avevo appena iniziato a convertire la mia collezione di CD in MP3 e Napster mi fece risparmiare un’enormità di tempo. Dopo aver scaricato le cose che avevo già acquistato, iniziai a dare uno sguardo a nuovi contenuti. Trovai subito molti nuovi spettacoli che mi piacevano e iniziai a scaricare gli spettacoli più nuovi. E’ stato avvincente. Quando Napster fu alla fine chiuso, l’industria del file sharing era esplosa. Tutti questi nuovi servizi hanno ospitavano tutti i tipi di media. La velocità di Internet crebbe. Ho dovuto comprare un hard disk più grande per memorizzare tutto.

Notavo qualcosa di strano però. Stavo comprando di nuovo CD musicali E stavo andando di nuovo al cinema. Stessa cosa con i videogiochi e film in DVD. Ho sicuramente iniziato lentamente, ma posso dire con certezza, che trascorro molto più tempo in “intrattenimento” di quanto abbia mai fatto prima di cominciare a scaricare E la mia storia non è unica, molti file-sharer vi diranno la stessa cosa.

Ecco una cosa che molti creatori di contenuti sembrano non capire: sto scaricando il contenuto perché mi interessa. Non sto scaricando per infierire contro di voi, io non vi conosco nemmeno. Spetta a voi rendere il contenuto abbastanza invitante per me tanto da comprarlo. Potrei non comprare questo articolo perché l’ho già, ma se divento un fans, probabilmente comprerò la prossima cosa che produrrete. Molti creatori di contenuti pensano che questo sia ingiusto. “Ho creato il contenuto, devo avere il controllo della distribuzione e dei formati”. No, vi sbagliate.

Un tempo funzionava così. Se la casa discografica diceva: “Rilasceremo questo album a New York il 10 e a Los Angeles il 20 e solo in cassetta” io non avevo altra scelta che subire questa scelta. Ora, non mi importa quando, dove o come lo rilasciate. Se lo voglio, lo prendo. Questo è esattamente ciò che internet ha fatto: ha tolto il controllo a voi e lo ha dato a me. Se non vi piace, potete mettervi seduti in cantina e creare il vostro contenuto per amore della vostra arte invece che a scopo di lucro. Ma se volete venderlo a me, dovete farlo a modo mio.

Io comunque vi darò il mio denaro se mi renderete felice. La parte triste è che ci sono ancora volte in cui sarei felice di pagare per qualcosa, ma il creatore di contenuti non mi ha lasciato altra scelta che scaricarlo. Techdirt ha pubblicato un articolo che parlava di una storia del genere la scorsa settimana. Io non ho intenzione di negarmi il piacere della vostra creazione solo perché non avete capito come incassare.

Proprio per questo, io continuerò a scaricare le vostre cose e a spassarmela. Quando finalmente ci arriverete, comprerò la vostra roba nuova, se il prezzo sarà giusto. Forse, se siete fortunati, parlerò ad uno dei miei amici non tecnologici del vostro film o libro e sarà lui a comprare la copia fisica perché non riesce a capire come scaricarlo. E io non ho intenzione di sentirmi male per tutto questo perché, secondo quanto dice la mia carta di credito, spendo circa 2.500 dollari l’anno per intrattenimento. $ 200 al mese per intrattenimento abitudine che è inequivocabilmente alimentata dal file-sharing.Sì, ho scaricato un valore di oltre $ 200 di contenuti al mese, ma se mi togliete il mio file-sharing, perderete i soldi che sto mettendo sul mercato. Questo è stato definitivamente dimostrato durante i miei giorni pre-Napster.

Capitolo 2

Quindi cerchiamo di affrontare tutto questo da una diversa angolazione. Che ne dite se diamo uno sguardo più approfondito al perché pirato il vostro contenuto e come sia possibile spillare denaro da me? Ma prima di discutere su come farmi comprare il vostro album o libro, andiamo a vedere un paio di cose che sono comuni a tutti i tipi di media.

A. Ci sono un sacco di cose che competono per la mia quota di dollari dedicati all’intrattenimento. Non potete aspettarvi che compri il vostro contenuto senza prenderne visione quando la concorrenza mi ha già dimostrato che ha un prodotto di qualità. Dovete farmi vedere quello che avete.

B. Rideterminate i prezzi di vendita per i media digitali. Vedete, si capisce perché un tascabile costi $ 7. Dovete comprare la carta, colla ed inchiostro. Deve essere scritto, editato, stampato, spedito ed immagazzinato. E ciascuna di queste persone coinvolte vogliono coprire i costi e realizzare un profitto. Ma quando scrivete un ebook e tutto quello che dovete fare è premere ‘copia’ per fare un altra vendita, non avete un business che giustifichi un costo di € 7 ciascuno. Ricordate prima quando ho detto che non sto scaricando per cercare di colpirvi? In una situazione come questa, sto scaricando, perché state cercando di colpire me.

C. Non cercate di porre limiti a quando o come posso acquistare il vostro contenuto. L’Internet ha reso il mondo un unico mercato sempre aperto. Il vostro prodotto o è in vendita o non lo è. Non provate a dirmi che non è possibile acquistare un DVD negli Stati Uniti perché l’Europa ha ottenuti i diritti esclusivi per i primi 2 mesi. Andrò a scaricarlo e probabilmente mi dimenticherò di comprarlo.

D. Smettetela di cercare di dettarmi come posso consumare il vostro contenuto. Questo include formati, tipi di supporti e restrizioni di riproduzione. Non mi importa se pensate che sia musica vera solo se è ascoltata dal vinile. Io la voglio in formato mp3 sul mio telefono in modo che possa ascoltarla sul posto di lavoro. Non mi importa se voi pensate che un abbonamento Hulu debba essere valido solo per un computer. Voglio vedere il contenuto sul mio televisore. Non mi importa se pensate che avrei dovuto comprare una copia digitale separatamente al DVD. Io andrò a comprare il DVD e creerò la mia copia digitale. E se tentate di iniettarci un DRM per impedirmi di fare quello che voglio, avrete rovinato la vostra reputazione e non potrò mai più comprare da voi. Invece, mi limiterò a scaricare il vostro contenuto gratis. La domanda non è se avrò il contenuto nel formato che voglio, la domanda è: voi, avrete i miei soldi in cambio per esso? La vostra collaborazione aiuterebbe.

 

 

Capitolo 3

Musica. Se volete che acquisti la vostra musica, devo essere in grado di sentirla prima. Anche se state cercando di vendere a scopo di lucro, dovreste trovare un modo per mettere a disposizione le versioni in mp3 della vostra musica sui siti di file-sharing. Ora so che alcuni di voi mi diranno che da quando avete messo in vendita le vostre canzoni su Amazon od iTunes posso sentire uno spezzone di 30 secondi di anteprima e non ho motivo di piratare. Assurdo.

Il luogo dove si ascolta maggiormente musica non è seduti davanti al computer facendo clic su “Anteprima”, restando in attesa 30 secondi, rifacendo clic su “Anteprima”, restando ancora in attesa 30 secondi, ecc. Tutti ascoltiamo la musica mentre guidiamo in macchina, lavoriamo fuori casa, ad una festa o navigando su internet. Posso scaricare l’intero album in formato mp3 senza restrizioni in meno tempo di quanto possa ascoltare una preview di 30 secondi. Non mi venderete niente costringendomi a stare su di un sito web, facendo clic clic clic per ottenere solo piccoli frammenti della vostra musica. Cio che state facendo è di NON farmi apprezzare i vostri contenuti.

Un giorno ho visto il nome di un artista del quale non avevo mai sentito parlare prima. Aveva pubblicato tre album, ma non aveva avuto un gran riscontro. Ho scaricato tutti i suoi albums ed ho scoperto che mi piaceva una buona parte della sua musica. Pochi mesi dopo su Amazon, ho notato che era uscito un suo nuovo album in digitale. L’ho acquistato senza ascoltare una singola clip di anteprima. Ho anche parlato di lui a molti dei miei amici. Non so se hanno comprato qualcosa, ma non è questo il punto. Il punto è che Lui ha avuto i miei soldi. In particolare, perché sono stato in grado di scaricare i suoi album più vecchi ed il nuovo album era in vendita privo di DRM.

Ora alcuni di voi sono seduti lì a pensare: “Ehi, ora hai quattro album, ma hai pagato solo per uno. L’artista ha perso tre vendite! ” Ovviamente non state prestando attenzione. I vostri fatti sono accurati, ma la vostra conclusione è errata. Nessuna vendita è stata persa. C’erano solo due esiti possibili, nessun download e nessuna vendita o tre download e di conseguenza una vendita. Quale avreste preferito?

Non cercate di ingannarmi. Noi clienti si aspettano che i CD fisici abbiano un costo tra i $ 10 – $ 12. È meglio che restiate in questo range se volete che acquisti. Non avete un business che possa giustificare la vendita del vostro album a $ 25, non fate altro che alienarmi e spingermi a scaricarlo, anche se siete artisti di fama. Sono anche deluso dal prezzo di mercato corrente degli mp3 $ 1 per canzone e $ 9 per album. E’ digitale, dovrei risparmiare denaro non acquistando il prodotto fisico. Penso che $ 0,25-$ 0.50 per canzone e $ 3 – $ 5 per album in mp3 sia la mia fascia di prezzo. Potreste pensare che sono pazzo, ma per fortuna non sono prigioniero della vostra struttura di prezzi, ho altre opzioni.

Queste altre opzioni vogliono anche dire che non ho intenzione di prendere in considerazione la vostra idea di utilizzare meccanismi di riproduzione speciali per ascoltare la vostra musica. Non voglio installare alcun software speciale solo per riprodurre il vostro CD. Non voglio installare iTunes. Non voglio utilizzare Windows Media Player. Ho intenzione di convertire il vostro CD in flac ed mp3 e metterlo su qualsiasi dispositivo io voglia. Voglio la mia musica libera da DRM e senza restrizioni di licenza per uso personale. Un’altra cosa che non ho intenzione di tollerare è quando offrite brani speciali attraverso un rivenditore particolare. Come quando fate un album con 15 canzoni e poi offrite un brano speciale, il 16 esimo, disponibile solo se lo si acquista da Walmart. Sicuramente andrò a piratare quella canzone n° 16 e considererò di piratare tutta l’intero album. Volete i miei soldi si o no?

Volete sapere chi avrà veramente i miei soldi? Gli artisti che si svegliano e si rendono conto che mi possono vendere il loro ultimo CD fisico per $ 20. E pagando $ 20, mi danno illimitate copie senza restrizioni di quell’album e di tutti gli altri loro album. Sapete che verrà maggiormente colpito da questo? Voi. Invece di farmi pagare $ 10 per il loro CD e $ 10 per il vostro CD, ho intenzione di dare loro i $ 20 e piratare il vostro album. E se avete davvero intenzione di vendere il vostro album digitale, apprezzerei le note di copertina. Potete offrirmi un file pdf o semplicemente un link ad una pagina web, ma smettete di ignorare queste informazioni preziose. E assicuratevi di avere un sito web che dettagli tutto ciò che avete pubblicato e a che cosa state lavorando. Non c’è niente di più frustrante che scoprire un nuovo artista sconosciuto che ti piace, che ha la sola pagina di Myspace dormiente.

Anche tenendo la testa sotto la sabbia mi spingerete a scaricare. Il fiasco dei Beatles quando non permisero la vendita della loro musica in digitale è un ottimo esempio. La band, gli eredi e l’etichetta avevano tutti messo le loro mani idiote in varie manovre per raggiungere la posizione a loro più favorevole. Dal momento che non avevano alcun rispetto per i propri clienti, ho deciso di scaricare tutti gli album semplicemente perché ho potuto. Quando finalmente hanno rilasciato in digitale, non ho voluto assolutamente avere niente a che fare con loro.

Ho un collega che ha lavorato con il fratello per rilasciare un album. Erano terrorizzati da internet e si vedeva. Quando ho chiesto di sentire un assaggio della loro musica, mi è stato detto che l’unico modo per sentire qualcosa era di andarli a trovare nel loro studio. Scusa? Venire nel vostro studio? Siete matti? A parte ciò, mi hanno detto di andare a sentirli a suonare dal vivo. Io non sono un fan dei concerti, quindi dubito che andrò anche se fosse ad entrata libera, ma volevano che comprassi dei biglietti. Hanno finalmente messo alcuni brani su YouTube, ma sono ancora ben lontani da raggiungere il mio portafoglio.

 

 

Capitolo 4

Libri, fumetti e riviste. Qualcuno dirà che non è un vero e proprio libro o fumetto, se non si può tenere in mano, girare le pagine e sentire l’odore della carta. Questa è solo una sciocchezza elitaria. Chiunque abbia prestato attenzione al settore, sa che c’è domanda per la letteratura digitale e come produttore, è necessario dare ai propri clienti quello che vogliono. C’è un mercato sia per il fisico che per il digitale ed è meglio assicurarsi di avere entrambi disponibili. Certo, qualcuno enorme come Ray Bradbury può puntando i piedi e trattenere il fiato e dire “No ebooks!” Ma qualcuno come voi non può permettersi di ignorare le tendenze del mercato. E Ray Bradbury che infine rilascia i suoi ebooks è un non-evento per noi downloaders, tutte le sue opere sono già disponibili in formato ebook sui siti pirata.

Proprio come con la musica, alcuni di voi penseranno che se forniscono in anteprima alcuni capitoli, non avrò motivo di piratare. E proprio come con la musica, state sbagliando. Molte volte ho letto capitoli in anteprima e poi sono rimasto deluso dal libro intero. Forse è stata la fine, o forse era il modo in cui avete tirato fuori qualcosa dal culo nel capitolo 17 per salvare la ragazza. Ad ogni modo, non gioco più d’azzardo. Certo, qualcuno potrebbe leggere quei tre capitoli e pensare: “Hey, questo è grande, ho intenzione di comprare questo libro.” Io? Io lo scarico e lo leggo se è avvincente. Se non mi piace, nessun danno, nessun fallo. Ma se mi è piaciuto, due cose sta per accadere. Una, probabilmente andrò a comprare il vostro prossimo libro, quindi assicuratevi di avere un sito web dove posso seguire cosa state facendo. Due, se mi è piaciuto molto questo libro, sto già pensando a chi altro potrebbe piacere.Ho intenzione di acquistare la copia fisica e darla a quella persona. Probabilmente ho acquistato 10 libri quest’anno, ma non ne ho uno solo in casa, perché li ho regalati tutti.

Quindi, se desiderate vendere a me, è meglio che vi assicuriate che il libro sia disponibile sui siti di file-sharing. Tutti i vostri concorrenti sono già lì, quindi non c’è ragione per cui non dovreste esserci anche voi. Inoltre, se compro il libro fisico, dovreste includere nella vendita una copia digitale gratuita. E se mi offrite copie digitali, offritemi tutti i formati possibili. Se offrite solo una versione pdf, non infastidirete la comunità pirata. Possiamo facilmente convertirlo in lit, Mobi o epub. Ma quello che state facendo è perdere una potenziale vendita rispetto a persone come mia madre. Se lei non riesce ad averlo facilmente sul suo Nook, non vorrà averci niente a che fare.

Raramente ho comprato hardcover così voglio evitare di offrire un parere sul loro prezzo. Spingendomi fin dove arriva la fantasia, mi aspetto di pagare $ 6 – $ 9 per un tascabile e $ 3 – $ 5 per un fumetto. Per il formato digitale, gli ebooks dovrebbero essere a $ 1 – $ 3 e gli ecomics a $ 1. Certo, io pago molto più di questi prezzi, se sei tra i miei beniamini, ma è probabile che tu non lo sia. Finitela di stabilire i prezzo dei vostri contenuti come se foste dei divi.

Se siete riusciti a costringermi a comprare il vostro ultimo libro, potreste invogliarmi ad acquistare il vostro materiale più vecchio (che dovrebbe essere sempre più conveniente del vostro materiale corrente, come regola generale.) Per lo meno, dovrei ottenere uno sconto sul materiale vecchio, dato che ora sono vostro cliente. E non sto parlando di uno sconto del 10%, fatemi qualcosa di sostanzioso come il 50% -75% di sconto. O meglio ancora, utilizzate l’esempio che ho proposto nella sezione musica. Vendetemi il vostro libro attuale in brossura a $ 12 e datemi copie gratuite digitali di tutte e cinque i vostri libri precedenti. Trattatemi bene, e io pagherò il prezzo pieno per quello che proporrete in futuro.

Anche se sono un grande downloader, sono ancora abbonato a quattro riviste cartacee ed un quotidiano. Perché dovrei farlo quando tutte quelle cose stampate sono già vecchie è disponibili gratuitamente online? Trasportabilità. Non sto pagando per il contenuto, sto pagando per il servizio di raccolta di tutti quegli articoli in un formato abbastanza comodo perchè possa essere consegnato sotto al mio portico. Ora posso prendere questa collezione facilmente trasportabile e portarla con me ovunque io vada.

 

 

Capitolo 5

Videogiochi. Ho avuto un rapporto molto altalenante con i videogiochi. Quelli che mi piacciono, mi piacciono davvero molto. E quelli che odio, li disprezzo. Di tutti i media con cui entro in contatto, i videogiochi sono quelli che hanno la difficoltà maggiore a prelevarmi denaro e la ragione principale è il loro prezzo.

Prendete World of Goo per esempio. ne ho sentito parlare nel 2008 quando Techdirt ospitò un loro post sul blog che diceva che avevano avuto un tasso di pirateria del 90%. I produttori di World of Goo non si lamentavano della pirateria, stavano solo cercando di dare alcuni dati a scopo di l’analisi. Ho scaricato il gioco per vedere da cosa dipendeva tutto quel trambusto, per vedere cosa aveva di talmente bello questo gioco da aver raggiunto un tasso di pirateria del 90%. Sentivo dire che era un discreto gioco stile puzzle, e mi era piaciuto l’atteggiamento dei creatori riguardo alla pirateria, per cui ho ritenuto di comprarlo. Il problema è stato che costava $ 20. Non pago $ 20 per un gioco stile-puzzle che non è altro che un insieme di livelli simili ma diversi. 5 dollari probabilmente, forse $ 7, ma neanche $ 10. Ci ho giocato un paio di volte per vedere se mi appassionavo. Non è stato così e l’ho cancellato.

Avanzo velocemente al 2010 quando venne rilasciato il primo Humble Bundle . Appena sentiti i dettagli, pensai che era un’idea fantastica e decisi subito che avrei partecipato. Ecco, World of Goo è stato uno di quei giochi. Ho pagato $ 20, quel giorno e ho ottenuto sei giochi. Non ho ancora giocato a World of Goo, ma hanno avuto i miei soldi. Ho acquistato tutte e 7 gli Humble Bundle e continuerò a farlo.

Ora diamo un’occhiata ai giochi di grosso budget, come Call of Duty, Halo e Madden. $ 60 per un gioco? Dimenticatevelo, lo scaricherò. Se spendo 60 dollari per questo gioco, significa dover saltare l’acquisto di un gioco futuro che potrebbe piacermi molto di più perché ho meno soldi nel mio barattolo. Anche acquistare questi giochi per $ 40 è troppo caro. In questo momento, $ 30 sono il massimo che sono disposto a spendere per un gioco. E questi prezzi sono per l’acquisto di copie fisiche. Mi aspetto sconti quando compro digitale. Penso che $ 20 siano il massimo che posso pagare per un gioco digitale.

Qualcuno là fuori in questo momento sta pensando: “Cosa?! Abbiamo speso 25 milioni di dollari per fare questo gioco, non c’è modo di realizzare un profitto vendendolo a $ 20. ” Non è un mio problema. Se volete che lo acquisti, dovete tenere il prezzo basso. Ecco un’idea, non spendete 25 milioni di dollari per fare uno stupido gioco. Così, mentre vi lagnate per questo, lo sto scaricando e giocando comunque.

Ecco un esempio di come funziona la vita reale. Ho sentito da un amico che Mafia era un gioco divertente. L’ho scaricato, l’ho giocato e mi è piaciuto. Sono subito andato a comprarlo? No, certo che no. Ma quando ho sentito che Mafia II stava uscendo e che era stato fatto dalla stessa azienda del primo, l’ho pre-ordinato. Durante il mio pre-order, per 10 dollari in più, mi hanno offerto Mafia I / II insieme, così li ho comprati entrambe. Quando il gioco è arrivato, ho dato Mafia I ad un amico.

Perché ho scaricato Mafia I invece di cercare il loro demo? Perché i demo dei giochi sono il peggior tipo di anteprime di tutti i media là fuori. Ho giocato la demo di questo gioco, un’avventura, e la demo non era altro che una serie di cutscenes interattive ben articolate. Quando ho comprato il gioco, ho scoperto che il gameplay principale era orribile, il che spiega il motivo per cui non era presente nella demo. E le scene non erano interattive. Sono stato adescato e deviato. Una volta ho giocato la demo di un gioco di ruolo che è durato circa 10 minuti nel quale si doveva combattere in un sotterraneo. Quando ho comprato il gioco, ho scoperto che aveva solo un’altro sotterraneo oltre al primo ed il tempo di gioco totale è stato di circa 35 minuti. Non ne vale la pena, è più facile scaricare il gioco completo. Ho finito con il gioco d’azzardo.

La cosa interessante di Mafia II è che lo piratato ancora. Quando sono andato ad installare il gioco per la prima volta, hanno cercato di spingermi a forza Steam giù per la gola. Non voglio installare Steam o qualsiasi altro pacchetto DRM solo per giocare al vostro gioco. Sto iniziando ad andarci tenero con Steam perché pare che i tipi che lo gestiscono sembra capiscano i giocatori. Ma il mio problema maggiore con Steam è che voglio giocare il mio gioco. Non voglio districarmi tra pubblicità, suggerimenti, aggiornamenti e promemoria. Voglio giocare il mio gioco. Quello che ho comprato.

Una società che non potrà mai riavere i miei soldi fino a quando non si metteranno a lavorare con impegno è Ubisoft. Mi rifiuto di dar loro soldi fino a che non la finiranno con queste sciocchezze. Io giocherò ancora con i loro giochi, ma sono stanco di avere il mio sistema impasticciato o reso meno sicuro a causa di un mal progettato DRM. La protezione più impegnativa che sono disposto ad accettare è l’inserimento di un numero di serie una volta sola, durante l’installazione. Qualcosa di più complicato di così e io probabilmente ignorerò completamente il gioco. Se ci sono un sacco di chiacchiere a riguardo, forse lo posso scaricare per dargli uno sguardo. Molte volte ho avuto una migliore esperienza con la versione pirata di un gioco rispetto alla versione retail. Se qualcosa non funziona correttamente con un gioco, i pirati di solito includono una correzione nel pacchetto di download.

La posizione di Ubisoft sul loro prossimo gioco I Am Alive è piuttosto divertente. Anche se poi hanno fatto marcia indietro, in origine Ubisoft aveva affermato che non ci sarebbe stato alcun porting su pc a causa della pirateria ed il gioco sarebbe stato inizialmente rilasciato su Xbox e PlayStation. Quello che trovo divertente è che le persone che chiedevano a gran voce per un porting su PC sono quelle che probabilmente lo avrebbero acquistato. Il resto di noi non farà altro che scaricare la iso e giocarci su un emulatore.

Se vi aspettate di avere qualche speranza che io acquisti il gioco, dovete realmente lavorare sulla vostra struttura dei prezzi. Nessuno compra un gioco e gioca per 24 mesi consecutivi e poi compra un altro gioco. Siamo costantemente bombardati di pubblicità per il prossimo nuovo grande gioco. E sapete una cosa? E ‘emozionante, ci piace. Vogliamo giocare con i vostri giochi. Quando li fate pagare 60 dollari l’uno, limitate il numero di giochi che possiamo acquistare, ma non limitate il numero di giochi che possiamo scaricare.

 

 

 

Capitolo 6

Film, TV e video. Praticamente tutti i film che mi possono venire in mente sono a portata di mano, e in formati senza restrizioni come a me piace. Netflix e Hulu non possono nemmeno avvicinarsi a quanto i pirati hanno compiuto. Perché abbonarsi a Netflix quando uno studio cinematografico può decidere di non rinnovare l’accordo con loro ed il 25% del materiale a mia disposizione per la visione scompare durante la notte?

Mettete i vostri film e spettacoli sui siti di file-sharing. Se sono interessanti, gridatemi ad alta voce di guardarli che è sempre il primo e necessario passo. Proprio come per gli altri media che ho descritto, probabilmente non correrò a comprarli, ma se mi piacciono terrò d’occhio i vostri lavori futuri quindi assicuratevi di avere un sito web aggiornato.

Ogni DVD che ho acquistato l’ho anche piratato. I file piratati sono compressi in modo da occupare meno spazio nel computer rispetto alla copia dei file del DVD. È possibile adattare 3-6 film digitali nella stessa quantità di spazio che viene occupata da un DVD standard. Posso anche convertire facilmente i file digitali in altri formati quando necessario. Proprio come con la musica, non tollero che mi facciate fare i salti mortali per guardare i vostri film. Non userò hardware o installerò software particolari. Ho già tutto quello che serve per riprodurre i video. Se non riuscite a darmi quello che voglio, lo scaricherò, il che significa che potrei o non meno comprarlo.

Se Hollywood offrisse un servizio con la stessa ampiezza di contenuti offerta dai pirati, ad un prezzo ragionevole, sarei un abbonato. Il problema è che ogni servizio legittimo non è mai stato ‘completo’ e quelli che stavano cercando di proporlo sono stati lacerati quando i proprietari dei contenuti hanno deciso che potevano fare di meglio.

Se volete che acquisti il vostro DVD fisico, non deve esserci alcuna protezione contro la copia e limiti di licenza per uso personale. Lo stesso dovrebbe includere anche una copia digitale, disponibile in diversi formati. Sì, ho un lettore DVD, ma ho anche un PC home theater ed è migliore di un lettore DVD. Posso tenere il mio intero archivio di film e spettacoli televisivi nel PC, per la visualizzazione immediata. Sapete cosa non potete visualizzare immediatamente? Un DVD acquistato in negozio. Dopo aver messo nel lettore il DVD, aspettate la fine dell’avvertimento dell’FBI o di un altro messaggio anti-copia, quindi alcune immagini promozionali degli studi coinvolti nel film, quindi alcuni trailers per altri film e poi finalmente si torna al menu principale . Se state guardando un programma TV su DVD, dovete anche scorrere tra i menu per trovare l’episodio che vi interessa. Con i file digitali la riproduzione è istantanea.

Se state vendendo video digitali, devono essere senza DRM e senza limiti di licenza per uso personale. Devono essere disponibili in diversi formati e bitrate, o almeno un bitrate di alta qualità in modo che possa fare la mia transcodifica. Anni fa, ho fatto un errore ed ho acquistato un filmato digitale con DRM. Dopo averlo scaricato ho scoperto che non potevo passarlo su di un altro computer, il che ha significato che non l’ho potuto vedere sul mio PC home theater. Non fa niente. Ho usato un programma chiamato FairUse4WM per rimuovere il DRM e sono riuscito a copiarlo. L’esperienza mi ha infastidito abbastanza tanto che quando un amico con una configurazione simile alla mia stava comprando quello stesso film, gli ho detto di non preoccuparsi per il fatto che avesse il DRM e gli ho dato una copia di quello che avevo. Ecco qui la vostra definizione di vendita persa.

$ 20 è il massimo che sono disposto a pagare per un DVD fisico, sia esso un film o la stagione di uno show televisivo. In realtà dovrebbe essere nella fascia tra $ 10 – $ 15. Se compro il vostro DVD, dovreste darmi la copia digitali gratuitamente. So che è un pio desiderio, ma potete rimuovere tutto il merdoso FBI-preview dall’inizio dei vostri DVD in modo che si possa arrivare subito al video? Se vendete video digitali, devono essere più economici. Se volete che acquisti il filmato in digitale, deve essere attorno a $ 5, lo stesso per una stagione di uno show televisivo. Un singolo episodio di uno show televisivo dovrebbe costare circa $ 1.

Non andrò più a “noleggiare” video d’intrattenimento. Questo è un concetto che per me ha fatto il suo tempo. Potrei ancora noleggiare un DVD fisico in una circostanza speciale, ma non passerà troppo tempo, prima che ogni lettore multimediale con cui verrò in contatto riprodurrà file video digitali pronti all’uso. Non potrò mai noleggiare i file video digitali, soprattutto perché penso che quelle restrizioni “Avete 48 ore per vederlo in noleggio” sono stupide. Invece di passare attraverso quel bailame, vado a scaricarlo e lo guardaro ovunque e in qualsiasi momento io voglia.

Anche con tutto questo download, vado ancora al cinema due volte al mese. Perchè? Non è per il film in se stesso. Posso sempre aspettare che il film arrivi sui siti di file-sharing, se davvero lo desidero. Vado al cinema, perché mi piace andare al cinema. Mi piace stare seduto in una bella sala buia davanti ad uno schermo gigante insieme a i miei amici. E anche se ho scaricato tutti gli episodi di South Park, ho anche tutte le stagioni in DVD perché voglio che continuino a farlo.

Sapete quale film non comprerò mai? Hurt Locker. La Voltage Pictures può sapere come fare un buon film, ma non sa un cavolo sulla soddisfazione del cliente. Una volta ho sentito che stavano procedendo contro i file-sharer ed ho scaricato il film solo per far loro dispetto.

 

 

 

Capitolo 7

Techdirt sottolinea che i creatori di contenuti hanno bisogno di connettersi con i fans, al fine di indurli a comprare. Quando ho iniziato a sentire ciò, ho pensato che fosse sbagliato. Ho potuto vedere le prove aneddotiche che mostrano come questo funzioni, ma il mio cervello mi diceva che, solo perché un creatore di contenuti mi mostra il suo processo creativo o mette a disposizione una serie di Domande/Risposte, ciò non significa che io sia più incline ad acquistare i suoi prodotti. Ma più ci pensavo, più mi rendevo conto che ciò che diceva Techdirt era assolutamente corretto. Il motivo per cui acquisto certi vostri prodotti è perché mi connetto con voi, a modo mio. Voglio che i miei creatori di contenuti non siano come Scott Ian e Lars Ulrich. Voglio che i miei creatori di contenuti capiscano dove la tecnologia ci sta portando. I ragazzi di South Park mettono ogni episodio del loro show a disposizione per la visualizzazione online gratuita. E così capita che io possieda tutte le serie dei loro DVD. I ragazzi di Humble Bundle sanno che voglio solo giocare con i miei giochi con il minor fastidio possibile. E così capita che io possieda tutti gli Humble Bundle . Quando guardo ai software che ho acquistato, vedo che sono quelli con le EULA senza restrizioni. Il tipo di accordi per i quali posso installare il software, su qualsiasi computer io possieda, non solo su questo computer.

Mi sento male perchè faccio file-sharing? No, neanche un po’. È vero, è tecnicamente illegale, ma lo è anche piombare su di un segnale di stop e attraversare fuori dalle strisce. Eppure tutti coloro che stanno leggendo hanno commesso entrambe quei crimini. Il motivo principale per cui non mi sento male è perchè, come ho specificato in precedenza, so che sto comprando contenuti. Un’altra importante ragione per cui non mi sento male è perché non sto facendo profitto. Non sto prendendo il vostro contenuto per tentare di rivenderlo come se fossi un commerciante legittimo. La pirateria fisica è un vero e proprio problema ed anche le community di file-sharing supportano le leggi contro di essa.

Essendo un file-sharer attivo ho un quadro più chiaro di voi di ciò che sta realmente accadendo. So che quando si scarica qualcosa, che non sia una vendita persa, non è un furto. Il fatto che non potete vedere queste cose non è un mio problema. Io non ho intenzione di lasciare che voi mi impediate di navigare il mondo solo perché pensate che la Terra sia piatta.

Non ho alcun desiderio di sostenere la RIAA e la MPAA. La parte spiacevole è che so che rappresentano artisti che non amano le tattiche che vengono utilizzate. Non ho intenzione di rifiutarmi di acquistare il vostro prodotto, ma vi esaminerò attentamente prima di comprare. Odio essere giudicato per i politici che mi rappresentano, quindi non vi giudicherò per le cause intentate dei gruppi commerciali che vi rappresentano.

Infine, non devo essere vostro amico o condividere le vostre stesse idee politiche per acquistare i vostri prodotti. Si possono commettere errori o tenere un punto di vista non concorde, ma se siete delle persone orribili, potete star certi che scaricherò tutto quello che producete, gratuitamente. Roman Polanski e Chris Brown sono degli stronzi. Non aspettatevi che io compri il loro contenuto. Se decidete di lavorare con loro, non acquisterò nemmeno i vostri prodotti, ma me li godrò.

 

 

IN CHIUSURA

Questa sezione è per le persone il cui punto di vista ‘la pirateria online è dannosa’ non è influenzabile. Probabilmente non avete letto il mio post, ma vi assicuro che non vi era alcuna iperbole. Non ho cercato di convincervi che la copia non è un furto, non ho cercato di convincervi che sono troppo povero per comprare prodotti e non ho cercato di convincervi che il file-sharing è simile alla pubblicità. Ho solo cercato di raccontare le cose come stanno.

Vendere musica, film, libri e videogiochi è un business, un grande business. Vengono prodotti molti soldi nel settore del grande intrattenimento e non ci sono azionisti che vogliono starci senza un motivo. Negli ultimi 10 anni, mi è stato detto che le industrie musicali, di video e giochi stanno perdendo soldi, un sacco di soldi. Anno dopo anno mi è stato detto che il file-sharing online sta decimando le vendite, tutti stanno perdendo soldi, dobbiamo fare qualcosa per fermarlo. Non voglio cercare di convincervi che sbagliate, ma ho una domanda:

Se vendevate hotdogs ed iniziavate a perdere denaro, avreste continuato a vendere hotdogs in perdita per 10 anni consecutivi? Il motivo per cui lo chiedo è perché ho guardato alcuni dei dati diramati dalle industrie stesse e sono sconcertato. Se il file-sharing online sta uccidendo queste industrie, perché avrebbero dovuto continuare a produrre più contenuti? E sono sicuro che qualcuno sta per tirare fuori uno studio che mostra le tendenze pro-capite di spesa al netto dell’inflazione rispetto al reddito discrezionale per residenza unifamiliare, che prova come l’industria dell’intrattenimento è in una posizione sconfortante, ma non è quello che sto cercando di dirvi. Se nessuno sta comprando frustini per calessi, non ne aumentate la produzione anno dopo anno. Eppure, negli ultimi 10 anni:

Il numero di film usciti è cresciuto del 23% – [1]

Il numero di libri pubblicati è aumentato del 47% – [2]

Il numero di album pubblicati è cresciuto del 25% – [3]

L’industria dei videogiochi è cresciuta del 23% – [4]

Quando guardo questi numeri, ho difficoltà a credere a quello che Chris Dodd, Hilary Rosen e Stanislas Mettra hanno da dire. La Warner Bros. non ha appena stabilito il record per profitti trimestrali? Sono confuso. La mia ipotesi è che queste industrie in realtà non stanno perdendo soldi, ma stanno perdendo il controllo. E forse per loro, il controllo è più prezioso di profitti? Non lo so ed è per questo che lo sto chiedendo.

Riferimenti:

[1] – http://bit.ly/rj5mRT

MPAA pagina 13 del report Industriale di settore.

454 film usciti nel 2001.

560 film usciti nel 2010.

[2] – http://bit.ly/uRb4KC

RR Bowker report di output, 2002-2010.

215,138 libri pubblicati nel 2002.

316,480 libri pubblicati nel 2010.

[3] – http://bit.ly/tneVtC

90,324 articoli musicali per il 2001.

113,080 articoli musicali per il 2010.

Purtroppo, non ho potuto trovare alcuna statistica comunicata dal sito della RIAA. Invece, ho usato la funzionalità di Discogs per navigare tra gli anni ed ho annotato il numero di elementi elencati nella parte inferiore della pagina. Questo non è proprio l’ideale, spero quindi che qualcuno possa fornire una relazione più pertinente.

[4] – http://bit.ly/kLHJ2Q

ESA report Industriale pagina 10.

208,7 milioni di unità vendute nel 2001.

257,2 milioni di unità vendute nel 2010.

Non sono riuscito a trovare tutte le informazioni riguardanti il numero di uscite per ogni anno. Ho usato il numero di unità vendute all’anno, invece. Certo, negli ultimi due anni hanno mostrato una diminuzione del 7% e 8%, ma va notato che il grafico in questione si riferisce esclusivamente alla “vendita di nuovi contenuti fisici al dettaglio”. Quindi, se non avete comprato in una catena di vendita al dettaglio o se scaricate legalmente l’acquisto, questo non è incluso nella tabella. La pagina 11 della stessa relazione afferma che il 24% dei contenuti nel 2010 sono digitali. So che non è una metodologia ideale, ma se si aumentano le unità vendute nel 2010 del 24% si ottengono 318,9 milioni di unità, un aumento del 52% rispetto al 2001. Credo che l’aumento del 23% indicato in precedenza sia inferiore al numero effettivo, ma ho anche pensato che fosse importante usare i numeri forniti dall’industria stessa.

Fonte: https://www.insightcommunity.com/step2/311/why-i-pirate-an-open-letter-to-content-creators

Traduzione di yanfry

Musica online, grandi cambiamenti e vittime illustri

Posted in Informazioni Nazionali, Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 26 gennaio 2011
di : Rocco Neo Medina: 22 gennaio 2011, 18:53

Nel giro di pochi giorni una serie di annunci e di notizie ci conferma che siamo alla vigilia di una nuova era in tema di distribuzione e di copyright

Pachidermico, lento e svogliato, il mondo delle major e più in generale il panorama mondiale delle produzioni e distribuzioni musicali ha “traccheggiato” come non mai di fronte agli sconquassi provocati dal file sharing e prima ancora dalla compressione mp3. Il lento declino dei profitti delle case discografiche negli ultimi anni ha tristemente confermato l’assoluta incapacità del settore di autorivoluzionarsi, di affrontare la sfida della comunicazione totale in modo più aperto, di cogliere le nuove modalità di utilizzo della musica delle nuove generazioni.

… continua su Musica online, grandi cambiame…ime illustri – The Inquirer IT

Diritto d’autore, eBook, DRM e pirateria

Posted in Informazioni Nazionali, Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 3 novembre 2010

Gli eBook sono finalmente entrati nel mondo librario italiano e i mezzi di informazione se ne sono accorti e ne parlano. Così si fa una sorta di gara a chi ha più titoli, chi è più bravo, quanti libri ci saranno da qui a Natale, da qui a Pasqua, da qui al 2012, fine del mondo permettendo. Tutto questo entusiasmo inizia a scontrarsi con la politica dei prezzi che applicano le case editrici e con l’adozione, da parte di molti editori (non tutti, per fortuna!) dei DRM (Digital Rights Management). La motivazione del ricorso ai DRM è che bisogna tutelarsi. Da chi?, ci chiediamo. È sempre più necessario ripensare i diritti di autore, ma urge anche riflettere sui diritti del lettore.

Cosa sono i DRM? Dice Wikipedia:

Con Digital Rights Management (DRM), il cui significato letterale è “gestione dei diritti digitali”, si intendono i sistemi tecnologici mediante i quali i titolari di diritto d’autore (e dei cosiddetti diritti connessi) possono esercitare ed amministrare tali diritti nell’ambiente digitale, grazie alla possibilità di rendere protette, identificabili e tracciabili le opere di cui sono autori. I DRM sono spesso chiamati “filigrana digitale”, in quanto le informazioni nascoste che vengono aggiunte ai file hanno lo scopo di regolamentarne l’utilizzo, come la filigrana delle banconote che ne impedisce la falsificazione.

Quindi ci troviamo di fronte a un sistema che aggiunge varie informazioni criptate per evitare la pirateria; da notare, poi, i social DRM che si basano sulla natura “social-democratica” (non intesa in senso politico!) del web: vengono inseriti nel file dei sistemi di marcatura con le info su chi ha effettuato l’acquisto (potrebbero essere nome e cognome dell’acquirente, nick, email, data dell’acquisto e via dicendo) sì da poter risalire al “pirata” in caso di diffusione illegale.

Ovviamente, non c’è bisogno di essere degli smanettoni per comprendere che i DRM possono essere craccati e aggirare il problema (sia chiaro: non sto invitando alla pirateria, ma è una considerazione lampante). Allora perché alcune case editrici scelgono di usare i DRM ledendo i diritti dei lettori? Non è che se io compro un libro cartaceo mi trovo un sistema di protezione che mi obbliga a leggere quel libro solo in un determinato punto della casa e mi impedisce di prestare il libro stesso…


Abbiamo rivolto alcune domande a Marco Calvo (in foto), presidente dell’associazione culturale Liber Liber, nota ai più per il progetto Manuzio, “prima mediateca italiana raggiungibile via Internet, con musica e libri distribuiti con licenze libere.”

Possibile che certa editoria si ostini ancora a voler utilizzare un sistema di protezione che in definitiva danneggia e complica la vita all’utente onesto?
Quindici anni di DRM applicati ai file musicali ci hanno insegnato che sono del tutto inutili nel contrastare la pirateria. Sottolineo il “del tutto inutili”. Costituiscono solo un disagio per gli utenti onesti e una limitazione ingiustificata dei loro diritti. A ben vedere, sono stati un danno per le stesse aziende che li hanno voluti (da quando i DRM sono stati aboliti su iTunes, le vendite sono aumentate). I DRM che ora si affacciano nel mondo dell’editoria non sono semplicemente anacronistici e inutili. Sono una clamorosa manifestazione di ignoranza. Sorprende che editori, anche importanti, siano del tutto digiuni della materia. Il pensiero vola subito al “sistema Italia”. Quando leggiamo che nelle nostre aziende regna il nepotismo e che scarseggia la meritocrazia, possiamo avere la tentazione di considerarle esagerazioni, o eccesso di autocritica. Ma simili scelte, purtroppo, ci riportano con i piedi per terra e a uno scenario desolante.

Crede che il DRM “sociale” sia una strada più “eticamente” percorribile, anche ai fini della tutela del diritto d’autore?
Il fallimento dei DRM non significa che la pirateria è accettabile. È un fenomeno sbagliato, senza appello. Non viene percepito come tale perché colpisce aziende che praticano tariffe sbagliate. Ma una soluzione va trovata. Personalmente però non concentrerei le mie risorse su metodi più o meno vincolanti per “controllare” i beni digitali. Partirei piuttosto da una seria riflessione sul costo della cultura, causa prima e vera della pirateria. Le cifre richieste per la musica su CD, per i film e per alcuni segmenti del mercato editoriale (es. per i testi scolastici) sono irragionevoli. Lo si dica onestamente una volta per tutte. In un sistema realmente competitivo, con authority efficaci ed equidistanti, gli attuali operatori dominanti verrebbero spazzati via. A tutto vantaggio dei consumatori e delle aziende più preparate. La cultura digitale sta cambiando molte cose. Personalmente ritengo che la chiave di volta saranno i micropagamenti. Una volta che saranno liberalizzati, e pagare online sarà facile e sicuro, molti nuovi operatori potranno affacciarsi sul mercato. Con benefici per tutti.

Foto | FlickrMarco Calvo

Source: Diritto d’autore, eBook, DRM e pirateria
Licenza CC: http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.0/

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DRM al tappeto, bucata HDCP

Posted in Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 21 settembre 2010
Anche l’intrattenimento digitale ha il suo “buco”, ed è di quelli grossi: sul web compare quella che viene identificata come la “chiave master” del sistema di protezione delle connessioni digitali

Roma – HDCP è stata “crackata” in maniera definitiva e irreparabile, o almeno è quello che sostiene un breve tweet apparso online con tanto di link al codice della master key del summenzionato meccanismo di protezione hardware delle interconnessioni audio-video in formato digitale. Qualora si rivelasse autentica, la master key di HDCP permetterebbe di bypassare ora e per sempre qualsiasi velleità di restrizione alla copia dei contenuti in alta definizione imposta dall’industria hollywoodiana.

Realizzato e dato in licenza da una sussidiaria di Intel (Digital Content Protection, LCC), HDCP è negli ultimi anni divenuto il meccanismo di sicurezza standard delle porte digitali finendo per “blindare” le connessioni consumer HDMI, DisplayPort e DVI. Una tecnologia che non ha sin qui impedito il virulento proliferare di rip in alta definizione sul P2P, ma che nondimeno rappresentava una minacciosa spada di Damocle in equilibrio precario sulla testa dei consumatori qualora le major cinematografiche avessero deciso per il suo enforcing.

Tramite HDCP l’industria può ad esempio decidere – e in effetti ha già deciso – di chiudere il cosiddetto buco analogico e inibire la fruizione dei contenuti ad alta definizione nel caso in cui l’utente non sia abbonato al tal servizio o disponga di un DVR/PVR – magari in alta definizione – con cui poterne fare una copia.

La chiave master della cifratura dei dati di HDCP è dunque importante per le implicazioni che ha sull’intera industria dell’intrattenimento: da essa derivano tutte le coppie di chiavi implementate dalla protezione per autenticare i dispositivi di trasmissione e ricezione del flusso dei dati audiovisivi digitali, e si tratta di più di una chiave non revocabile dalle major – al contrario delle singole paia codificate nei dispositivi di fruizione domestici – perché bloccarla con un aggiornamento del firmware comporterebbe il blocco del funzionamento di una quantità innumerevole di dispositivi già presenti nelle case dei consumatori.

In attesa di conoscere l’autenticità del “leak” e le modalità con cui esso sarebbe avvenuto – fonte interna a DCP LCC o reverse engineering dalle singole paia di chiavi integrate in lettori, televisori e quant’altro? – è pacifico immaginare che per quel che concerne la “pirateria” nulla cambi: le copie non autorizzate di contenuti in alta definizione sono oramai materiale standard per ogni motore di ricerca che si rispetti.

Alfonso Maruccia

Source: PI: DRM al tappeto, bucata HDCP
Licenza CC: http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/

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UltraViolet, l’ultimo grido in tema di DRM

Posted in Informazioni Nazionali, Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 19 agosto 2010

UltraViolet è un sistema di gestione dei diritti digitali che utilizza il cloud computing , creato da un consorzio (DECE LLC) composto da aziende leader tra le quali spiccano Sony, Adobe, Cisco, HP, Microsoft ed Intel. Grandi assenti Apple e Disney. UltraViolet prevede il deposito dei contenuti digitali in una repository nel web e la loro fruizione con i soli dispositivi abilitati ad accedere al servizio. E’ inoltre previsto un database di tutti gli acquisti effettuati. I dispositivi di lettura dovranno essere collegati ad Internet per accedere ai file digitali. Quando l’utente inserirà un cd acquistato nel proprio lettore oppure tenterà di aprire un file scaricato da Internet il dispositivo abilitato  si collegherà ad UltraViolet e controllerà le credenziali dell’utente prima di iniziare la riproduzione del contenuto.  Il beta testing di UltraViolet dovrebbe partire entro il 2010 (fonte Wikipedia.org).

La Free Software Foundation – FSF si è subito lanciata contro l’iniziativa attraverso il sito anti DRM Defective By Design ribattezzandola UltraViolent. Secondo la FSF l’UltraViolet rappresenta una grave minaccia al diritto delle persone di avere il diretto controllo dei propri contenuti digitali.  Sicuramente, il sistema impedisce qualsiasi elaborazione creativa dei media digitali rendendo possibile la sola fruizione passiva degli stessi. Risultano inoltre accentuati tutti gli altri rischi tipici dei sistemi DRM ad esempio in tema di privacy e di pratiche limitative della concorrenza.  FSF invita i consumatori  a boicottare  ogni software o  dispositivo hardware che utilizzi il sistema Ultraviolet.

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Brasile: il DRM deve avere una durata limitata

Posted in Informazioni Nazionali, Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 12 luglio 2010

In Brasile è stato proposto un aggiornamento della legge sul diritto d’autore con una clausola del tutto innovativa che prevede la sanzione per chi ostacola od impedisce l’uso dei diritti del fair use o blocca la diffusione di un lavoro che è già di pubblico dominio.

Sembrerebbe una vittoria enorme per i consumatori ma poi la normativa verrebbe ostacolata dalle norme che impediscono l’elusione del DRM e quindi file protetti dal DRM lo saranno ancora anche quando ormai sono di pubblico dominio.

Il Brasile vuole quindi assicurarsi che anche il DRM abbia una durata limitata e che quando è scaduto il copy-right lo deve essere anche il DRM.

Anzi secondo quanto deciso in Brasile non sarebbe vietato eludere il DRM nel caso in cui il diritto d’autore sia scaduto ma questo viene ad essere in contrasto con il DMCA Digital Millenium Copy-right Act degli Stati Uniti che non prevede un DRM limitato e considera illegali tutti i tentativi di elusione dello stesso.

Le leggi brasiliane sembrano quindi contrarie ai titolari dei diritti ma non è così semplice, perchè anche quest’ultimi, nei casi di fair use o copy-right scaduto, imponendo il DRM che è illegale rimuovere o modificare, determinano un blocco digitale che può rappresentare un pericolo per la tecnologia e per i consumatori.

Del resto sia le leggi che i trattati internazionali sono ambigui e danno poi voce alle differenze legislative nazionali ed i tribunali debbono spesso dare l’ultima parola su casi piuttosto oscuri nel limbo delle leggi. Ad esempio i cittadini statunitensi possono legalmente copiare un Cd e metterlo sull’IPOD ma infrangono la legge se fanno la stessa cosa con un DVD.

Insomma la proposta brasiliana non sembra voler andare contro i proprietari dei diritti ma pare voglia chiarire che il DRM non deve avere durata illimitata e che sia quindi legale eluderlo quando i diritti di copy-right non ci sono più.

Pubblicato da janet

Source: Brasile: il DRM deve avere una durata limitata Immagine

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Copyright, è ora di rendersi conto che i buoi sono scappati. E hanno vinto

Posted in Informazioni Nazionali, Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 9 giugno 2010

J.K. Rowling, l’autrice della fantastilionaria saga di Harry Potter, ha avuto l’illuminazione: rifiutarsi di produrre una versione digitale legale dei suoi libri non ha impedito che i lettori se ne creassero una propria. Che scoperta.

Ieri sera sulla BBC è andata in onda una nuova, magnifica puntata di Doctor Who (Vincent and the Doctor). Neanche due ore più tardi, era già su Rapidshare, in qualità perfetta, da dove l’ho scaricata ad altissima velocità: ci ho messo meno della durata della puntata stessa. E me la sono vista insieme alla mia famiglia.

Sono impazzito e mi sto autodenunciando pubblicamente per pirateria? No. Qui al Maniero Digitale ricevo legalmente la BBC. Pago un canone a una società di telecomunicazioni (Cablecom) per poterlo fare, e il canone include anche i diritti d’autore: sto quindi scaricando un’opera che ho comunque il diritto di vedere. E la legge svizzera (articolo 19 della Legge federale sul diritto d’autore e sui diritti di protezione affini) permette il download puro delle opere vincolate da copyright (ma non la loro condivisione indiscriminata). Quindi scaricare Doctor Who da Rapidshare è legale, perché è un semplice scaricamento senza condivisione. A differenza di eMule e affini, dove chi scarica condivide.

Perché lo faccio? Perché per ragioni inconoscibili, da mesi il segnale della BBC via cavo fa schifo ed è spesso inguardabile. Quando è guardabile, è spesso compresso a livelli indecenti che riportano la televisione ai tempi delle gemelle Kessler. E comunque anche quando il segnale è pulito, registro la puntata e la digitalizzo per conservarla in un formato standard e senza DRM, così potrò riguardarmela quando voglio e sul dispositivo che voglio, e le mie figlie potranno fare altrettanto (e le loro figlie pure). Scaricandola da Rapidshare è già perfetta, pulita e in formato digitale, pronta per la visione e l’archiviazione.

In altre parole, il download “pirata” è più efficiente del servizio ufficiale. Non è questione di costi, perché tanto i diritti li pago lo stesso. Non sono uno scroccone. Sono un cliente disposto a pagare una cifra ragionevole per avere un prodotto che apprezza e che vuole sostenere economicamente. E come me ce ne sono molti.

Titolari dei diritti, rassegnatevi. Avete perso e noi abbiamo vinto. Se non offrite il download immediato, efficiente e senza inutili e costosi lucchetti digitali dei vostri prodotti, non farete altro che perdere un’occasione di fare soldi. Perché se vendete un download legale, liberamente fruibile senza acrobazie e senza vincoli a uno specifico dispositivo di lettura, ci saranno tante persone che lo compreranno perché hanno capito che produrre un fumetto, un libro, un film o un telefilm costa tempo e denaro e che gli autori non vivono d’aria. Persone che capiscono che se vogliono nuove puntate del programma che amano, devono mettere una piccola mano al portafogli. Certo, ci saranno anche gli scrocconi: ma ci sono già adesso. Fatevene una ragione.

Se non vendete un’edizione digitale scaricabile, non illudetevi che questo metta freno alla pirateria e che possiate abolire la distribuzione alternativa a colpi di leggine: non fa altro che inimicarvi i potenziali clienti e non è altro che un’occasione di vendita perduta.

Lasciamo perdere i massimi sistemi e la filosofia del diritto d’autore e guardiamo in faccia la realtà: la tecnologia ha ormai messo in mano a chiunque i dispositivi che permettono la duplicazione di qualunque vostra opera, e indietro non si torna, salvo che vogliate mettere una guardia a sorvegliare ogni fotocopiatrice e introdurre il permesso di stato per i masterizzatori. Parliamo di una cosa che capite. Soldi. Che state perdendo. Volete continuare a farlo? Continuate così.

Fonte: http://attivissimo.blogspot.com/2010/06/pirateria-e-gestori-dei-media-adattarsi.html
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