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Guida alla Consultazione UE sull’enforcement della Proprietà Intellettuale – Amelia Andersdotter e Partiti Pirata

Posted in Informazioni Nazionali, Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 8 marzo 2013

In breve: La guida che segue è stata preparata dal gruppo di lavoro di Amelia Andersdotter, per rispondere alle domande della Consultazione della Commissione UE sull’efficacia e sui costi dei provvedimenti per la tutela della Proprietà Intellettuale (la revisione dell’Ipred )
Dal momento che la consultazione è solo in lingua inglese i Partiti Pirata si sono impegnati per tradurre la Guida alla consultazione e le proposte di risposta, nella lingua del proprio paese d’origine, per consentire ai cittadini di partecipare in modo semplice allo sviluppo delle linee politiche europee (hanno collaborato alla traduzione Gayardo, r41nm4n e yanfry del Partito Pirata Italiano)

UPDATEMauropili ha predisposto un’ottima guida con immagini step by step per la compilazione del questionario http://ameliaandersdotter.eu/wp-content/uploads/2013/03/fermiamo-IPRED.pdf

La guida che segue è stata preparata dal gruppo di Amelia Andersdotter, per rispondere alle domande della consultazione UE sull’efficacia dei provvedimenti per la tutela della Proprietà Intellettuale (revisione dell’Ipred)

Se volete comunicare alla Commissione Europea come la pensate esattamente sull’IPRED, avete la possibilità di farlo fino al 30 marzo 2013.
Di seguito le guide alle risposte proposte da #exile6e (la serie web intitolata #exile6e, racconta il lavoro giornaliero della Andersdotter, e dei suoi colleghi al Parlamento UE, http://piratetimes.net/exile6e-a-pirate-docuseries/):

Guida alle Risposte #1 (questa è la versione più lunga della guida, fortemente consigliata!: P)

Consultazione accessibile senza registrazione (ma non si può rispondere direttamente)
http://ec.europa.eu/internal_market/consultations/docs/2012/intellectual-property-rights/questionnaire_en.pdf
http://ec.europa.eu/internal_market/consultations/2012/intellectual-property-rights_en.htm

Consultazione con registrazione (compilazione form online)
http://ec.europa.eu/yourvoice/ipm/forms/dispatch?form=IPRREGFORM

Il 30 Novembre 2012 la Commissione EU ha pubblicato un questionario IPRED (Intellectual Property Rights Enforcement Directive).

Per rendere più semplice per i cittadini rispondere a queste domande, nel mio ufficio abbiamo creato questa guida. Essa dovrebbe rendere più semplice capire quando e perché si dovrebbe scrivere una risposta a una determinata domanda. In realtà è redatta in modo molto generico, visto che la Commissione filtra quasi sempre le risposte identiche.
Potete trovare il questionario qui: http://ec.europa.eu/internal_market/consultations/2012/intellectual-property-rights_en.htm.
Per partecipare al sondaggio, è opportuno richiedere un link di consultazione che viene inviato per email. Ciò avviene rendendo disponibile il proprio indirizzo email alla Commissione, che risponderà manualmente inviando un link personalizzato al sondaggio. Questo significa che si può ricevere tale link di partecipazione soltanto durante il normale orario d’ufficio. Durante la prossima settimana richiederemo molti link di partecipazione, dunque sarà più facile ottenere un link durante il Natale e la partenza di fine anno.

Per informazioni di carattere generale sulle consultazioni vedere alla fine di questo articolo.

Guida alle risposte

Part 1: Background information
Parte 1: informazioni di base

Qui la Commissione vi chiederà, chi siete. Normalmente voi risponderete che siete cittadini, o cittadini che sono possessori di diritti di proprietà intellettuale. Le risposte che seguono si riferiscono ai cittadini che non vogliono rispondere come possessori di diritti di proprietà intellettuale. Ciò significa di fatto, che in seguito dovrete rispondere a meno domande.
A parte ciò, le forme sono quasi identiche. Presto pubblicheremo una ulteriore guida per le risposte dei cittadini possessori di diritti di proprietà intellettuale.
Visto che si generano diritti di proprietà intellettuale ogni volta che si scrive un testo o si canticchia una melodia sconosciuta, è altamente improbabile che non si possegga alcun diritto di proprietà intellettuale di una qualche forma.
Se avete mai canticchiato una nota melodia o siete stati filmati (volontariamente o involontariamente), deterrete anche i cosiddetti diritti connessi, ottenuti ogniqualvolta interpretate una qualsiasi opera. Come cittadini detentori di diritti di proprietà intellettuale dovrete sia rispondere a più domande, sia dettagliare maggiormente le risposte rispetto ai cittadini senza diritti di proprietà intellettuale.
Consigliamo a tutti di rispondere come cittadini detentori di diritti di proprietà intellettuale.

Se avete registrato brevetti o diritti di marchio, dovrete rispondere anche ad alcune domande supplementari. Queste contemplano anche il caso in cui altre società hanno utilizzato contro di voi la loro proprietà intellettuale in maniera concorrenziale. Vi sarà inoltre chiesto il significato del diritto al monopolio.

Part 2: Questionnaire, page 1
Parte 2: Questionario, pagina 1

Risposta suggerita: Chi siete, dove operate e da dove venite. Probabilmente è sufficiente specificare un indirizzo e-mail, il codice di avviamento postale e la città. Tuttavia può essere difficile evitare l’immissione del nome completo, a meno di limitarsi deliberatamente al solo nome di battesimo, altrimenti si rischia di non essere presi sul serio.

Domanda 1-4: Tutte le domande seguenti sono commenti. Qui potreste ad esempio osservare che la direttiva non è giuridicamente sicura, in quanto non rispetta il diritto alla privacy. Potreste anche sottolineare che la direttiva non è stata in grado di influire omogeneamente e armonicamente sul mercato interno. Dovreste anche menzionare che gli studi sulla violazione della proprietà intellettuale su internet indicano che i file-sharer (ndr: coloro che condividono files) consumano più cultura dei non file-sharer [1]. Potreste anche aggiungere che la proprietà intellettuale rappresenta sempre più una barriera al libero commercio, e che abbiamo sempre più bisogno di eccezioni a queste leggi di proprietà intellettuale, in modo che nessuna biblioteca [2], insegnante, organizzazione per non vedenti ed altra organizzazione di utilità sociale [4] o nuova impresa venga danneggiata dai diritti sulla proprietà intellettuale [5].
Domanda 5: la risposta dovrebbe essere “Crucial” (“Critica”). Per noi cittadini è di fondamentale importanza che la nostra giurisprudenza funzioni in modo socialmente accettabile.

[1] La raccolta di materiale a sostegno di questa affermazione è piuttosto sostanziosa al momento, ma qui potete trovare una selezione (http://www.zeropaid.com/news/100921/what-filesharing-studies-really-say-conclusions-and-links/ ), uno studio su Megaupload (https://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=2176246 ) e una collezione del 2010 ( http://opassande.se/2010/09/16/fildelning-ar-inte-skadligt-och-bor-saledes-legaliseras/ ).
[2] Vedere la recensione del Partito Pirata svedese ( http://politik.piratpartiet.se/bibliotek/ ) sul problema delle biblioteche e la proposta della Commissione stessa riguardo alle opere orfane.
[3] Vedere il lavoro dell’Unione Europea Ciechi (EBU, European Blind Union) per le Eccezioni nei Diritti d’Autore (http://ec.europa.eu/internal_market/copyright/orphan_works/index_en.htm ).
[4] Vedere l’eccellente relazione ( http://www.ivir.nl/publications/hugenholtz/Fair%20Use%20Report%20PUB.pdf ) dell’IViR nei Paesi Bassi o lo studio dell’Istituto Internet dell’Università di Lund (LUii, Lund University Internet Institute).
[5] Vedere le indagini proprie della Commissione ( http://ec.europa.eu/internal_market/e-commerce/communication_2012_en.htm ) sul ruolo delle leggi sulla proprietà intellettuale nel blocco del mercato interno, o la relazione della Commissione che critica la tutela giuridica del ruolo delle banche-dati per lo sviluppo del mercato interno ( http://ec.europa.eu/internal_market/copyright/docs/databases/evaluation_report_en.pdf ).

Part 2: Questionnaire, page 2 
Parte 2: Questionario, pagina 2

Sezione: Efficienza ed efficacia dei procedimenti civili in materia di violazione dei diritti di proprietà intellettuale.
Nota: nel caso siate stati oggetto di intimidazioni o molestie da parte dell’industria della musica o del cinema, rispondere in questa sezione è particolarmente importante.

Domanda 1: nel caso abbiate ricevuto una lettera avvertimento o di minaccia dall’industria musicale o cinematografica, rispondete “Sì”, altrimenti “No”.
Domanda 2: “No”, in entrambi i casi della domanda 1.
Domanda 3: Nel caso siate stati denunciati dall’industria della musica o del cinema, rispondete “Sì”, altrimenti “No”.
Domanda 4: “No”. (i files-sharer dovrebbero avere gli stessi diritti degli altri, senza essere processati per direttissima dal sistema giudiziario)
Domanda 5: “No”. (vedi sopra)
Domanda 6: “No”.
Domanda 7: “No”.
Domanda 8: “No”. (vogliamo le stesse opportunità di giustizia nelle leggi di proprietà intellettuale, come nelle altre aree legislative)
Domanda 9: “No”.
Domanda 10: “No”.
Domanda 11: “No”.
Domanda 12: domanda aperta (testo libero fino a 1000 caratteri). Qui potete discutere sulla necessità di una corretta valutazione degli elementi di prova e della garanzia del diritto alla privacy per ogni cittadino europeo.
La giustizia deve fare il suo corso. Si possono anche sottolineare i rischi di tribunali speciali [1], il subentro delle autorità statali al ruolo dei tribunali (Hadopi in Francia [2]), o la delega di responsabilità dello Stato al settore privato (Irlanda [3] e Stati Uniti [4]).

[1] Ci sono molte critiche per esempio ai tribunali specializzati in brevetti ( http://www.forbes.com/sites/timothylee/2011/08/19/specialist-patent-courts-are-part-of-the-problem/ ).
[2] HADOPI ( http://en.wikipedia.org/wiki/HADOPI_law ) è stata criticata in diverse occasioni. Qui (http://www.techdirt.com/articles/20121209/07085621316/french-hadopi-scheme-gutted-other-bad-ideas-to-be-introduced-instead.shtml ) ci sono alcuni sviluppi recenti. In breve, HADOPI consentirà di disconnettere gli utenti da internet senza processo – i titolari dei diritti possono presentare accuse presso una autorità centrale riguardo la violazione dei loro diritti da parte dei cittadini. Dopo tre reclami presentati contro un cittadino, l’Autorità (chiamata HADOPI) disconnette il cittadino da internet.
[3] Il più grande fornitore di servizi internet d’Irlanda ha un accordo con le tre maggiori case editrici di musica per disconnettere gli utenti da Internet dopo che questi sono stati accusati per tre volte di seguito di condivisione illegale di file. Non verrà svolto alcun regolare processo. Questo caso è stato esaminato dal Difensore civico irlandese per la protezione dei dati ( http://businessetc.thejournal.ie/massive-blow-to-music-industry-as-eircom-anti-piracy-measures-rejected-307584-Dec2011/ ), che purtroppo ha perso la causa dinanzi al Tribunale, facendo in modo che il lassismo delle leggi irlandesi sulla protezione dei dati consenta ora una Regolamentazione “three-strikes” (“tre colpi”) senza processo ( http://www.edri.org/edrigram/number10.22/data-protection-regulation-3-strikes ).
[4] Vedere qui ( http://torrentfreak.com/six-strikes-scheme-may-lead-to-lawsuits-against-pirates-121212/ ) la Regolamentazione “six-strikes” (“sei colpi”) proposta.

Section: Right to information
Sezione: Diritto all’informazione

Domanda 1: domanda aperta. Qui potete discutere della necessità di una riforma del copyright, in modo che il comportamento delle persone che seguono le norme sociali non costituisca violazione del copyright [1]. Potete anche sottolineare l’importanza di preservare la segretezza delle comunicazioni private [2], e di evitare che le piattaforme internet o i fornitori di servizi internet vengano ritenuti legalmente responsabili per le azioni dei loro clienti (in modo che tali provider siano per esempio forzati a filtrare, bloccare o monitorare le comunicazioni private).
Domanda 2: “No”.
Domanda 3: “Non mi riguarda”
Domanda 4: “Non mi riguarda”
Domanda 5: Se rispondete “No” a questa domanda, vi apparirà un campo di testo. In questo campo potete condividere informazioni sull’importanza di una rete libera, che possibilmente sia gestita senza frontiere, perché questa è una delle caratteristiche che più apprezziamo di internet. Se selezionate “Non mi riguarda”, non apparirà alcuna casella di testo.

[1] Attualmente, la raccolta di materiale a supporto di questa affermazione è piuttosto consistente , ma qui potete trovare una selezione (http://www.zeropaid.com/news/100921/what-filesharing-studies-really-say-conclusions-and-links/ ), uno studio su Megaupload  (https://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=2176246 ) e una collezione del 2010 ( http://opassande.se/2010/09/16/fildelning-ar-inte-skadligt-och-bor-saledes-legaliseras/ ).
[2] Nell’articolo di Wikipedia sulla segretezza della corrispondenza ( https://en.wikipedia.org/wiki/Secrecy_of_correspondence ) potete trovare informazioni su questo diritto fondamentale, che è ancorato in molte delle costituzioni degli stati membri dell’UE. Esso ha origine nella sorveglianza molto invasiva dei cittadini che è stata praticata in passato e le sue indesiderabili conseguenze per coloro che all’epoca sono stati vittime di tale trattamento.

Section: Mechanisms to inform about the alleged infringement and to impede access to goods and services allegedly infringing IPRs
Sezione: Meccanismi per informare sulle presunte violazioni e per bloccare l’accesso alle merci e ai servizi, che presumibilmente violano i diritti d’autore

Domanda 1: “No”. Non vogliamo una giustizia automatizzata (notice-and-takedown) [ndr: (Segnalazione e Rimozione)]
Domanda 2: “No”. (vedi sopra)
Domanda 3: Domanda aperta. Qui potreste per esempio osservare che le notice-and-takedown portano in comprovata misura ad una maggiore incertezza giuridica, ad esempio nei Paesi Bassi [1] e anche a problemi di minor discernimento in altri Stati membri [2]. Potrebbe anche essere una buona occasione per ricordare l’importanza di proteggere il diritto alla privacy e i diritti fondamentali dei cittadini, il che dovrebbe significare che bisognerebbe evitare di trasferire dati (personali, ndr) in questo modo tra le diverse parti [3].
Domanda 4: “No”. (vedi domanda 1 e 2)
Domanda 5: Domanda aperta. Qui potete sottolineare gli errori fondamentali dei sistemi basati sullo spaventare i propri utenti e portarli all’obbedienza, e le problematiche di protezione e integrità dei dati che sorgono quando vengono introdotti tali modelli [4]. È nostro compito costruire una società voluta dai cittadini.
Domanda 6: “No”. (Scala commerciale non è un termine giuridicamente definito e potrebbe anche includere qualsiasi industria che ritiene che l’impossibilità di effettuare un acquisto da parte di un individuo significhi che tale individuo è entrato nel mercato).
Domanda 7: “No”. (non vogliamo metodi “three-strikes” come in Irlanda o Francia)

[1] Studio dell’organizzazione Bits of Freedom ( http://www.bof.nl/docs/researchpaperSANE.pdf ).
[2] Studio dell’associazione EDRi ( http://www.edri.org/edrigram/number9.2/self-regulation-study-edri ).
[3] Confrontare il caso con l’Irlanda alla nota 3 della sezione precedente.
[4] Riferimenti ai limiti molto stretti per le imprese private nella proposta di gestione dei certificati ( http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=CELEX:52008SC0404:EN:NOT ) per reclami collettivi in concorrenza (§§ 84-109). Confrontare anche con l’appropriato argomento a pagina 15, sezione centrale, e pagina 20, Sezione 9 della originale Proposta IPRED della Commissione UE del 2003 ( http://ec.europa.eu/prelex/detail_dossier_real.cfm?CL=en&DosId=180910 )

Section: Corrective measures
Sezione: Misure correttive

Domanda 1: “No”. (Questo dovrebbe essere gestito a livello degli stati membri)
Domanda 2: “No”. (Questo dovrebbe essere gestito a livello degli stati membri)
Domanda 3: “No”. (Questo dovrebbe essere gestito a livello degli stati membri)
Domanda 4: Domanda aperta. Questa domanda sottende che vogliano sapere quanti dei beni sequestrati, a vostro avviso, debbano essere distrutti. Nel caso si tratti di beni materiali (ad esempio un orologio da polso), presupponiamo che la distruzione possa essere organizzata a livello degli stati membri. Se si tratta invece di qualsivoglia cosa “digitale” in internet (ad esempio un file MP3 o un filmato Flash), la domanda è probabilmente irrilevante.
Domanda 5: “No”. (Questo dovrebbe essere gestito a livello degli stati membri)

Commento: Qui si tratta del principio di sussidiarietà, o di decidere la questione a livello appropriato. Non vi è alcuna ragione per ritenere che l’Unione Europea possa prendere migliori decisioni rispetto agli Stati Membri stessi, riguardo agli argomenti menzionati nelle varie sezioni.

Section: Damages
Sezione: Danni

Domanda 1: Domanda aperta. Qui potete spiegare ancora una volta che il sistema di compensazione è fortemente obsoleto e non tiene conto del fatto che la pirateria di materiale coperto da copyright favorisce in dimostrata misura il ‘consumo’ culturale (partecipazione) e la portata generale della produzione culturale. (Questa domanda potrebbe non essere applicabile ad altri tipi di licenze, in quanto altri tipi di licenze diversi da quelli per la vendita di prodotti finiti saranno naturalmente negoziati tra due parti piuttosto che imposti unilateralmente da un soggetto, come per i brevetti)
Domanda 2: “No”.
Domanda 3: “No”.

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Informazioni di carattere generale

Una consultazione, o in altre parole un sondaggio, è una cosa di cui si avvale la Commissione Europea quando vuole sapere che cosa pensano, su precisi problemi sociali, i diversi attori della società. Le consultazioni sono create attraverso un sistema di sondaggio che è stato sviluppato dall’IBM negli anni ’90. Questo ha come conseguenza che le consultazioni possono apparire scomode alle persone che sono abituate a strumenti di sondaggio quali, ad esempio, surveymonkey o altri mezzi di raccolta dei sondaggi che sono molto più facili da usare.

La commissione compila in genere le sue statistiche sulla base delle risposte as una consultazione. Per questo è importante limitare le possibili risposte a “sì” e “no” e con un numero limitato di risposte possibili. Se non siete d’accordo con una posizione, dovreste rispondere in maniera da prendere le distanze dall’obiettivo che è oggetto della domanda.

A volte avete la possibilità di formulare una risposta liberamente. Queste domande hanno di solito un numero limitato di caratteri. Assicuratevi di formulare in maniera personale, perché queste risposte saranno respinte se identiche a quelle accumulate.

Sfortunatamente, la Commissione Europea mette a disposizione le proprie consultazioni solo in lingua inglese. Per questo, può essere difficile per chi non parla inglese partecipare a una consultazione. Il Parlamento Europeo, tra altri, ha criticato notevolmente la Commissione per questa pratica, dal momento che il fine ultimo di queste consultazioni è proprio quello di consentire ai cittadini di partecipare in modo semplice allo sviluppo delle linee politiche.

Inoltre, la Commissione deve tener conto di tutte le risposte ricevute nel corso delle consultazioni. Normalmente essa deve anche pubblicare tutte le risposte ricevute, ma i dati privati dei cittadini vengono trattati in conformità con il quadro giuridico per la protezione dei dati personali. Sia i privati sia i gruppi di interesse possono richiedere alla Commissione che le loro risposte vengano trattate, completamente o parzialmente, in maniera riservata.

In ogni caso, ogni cittadino dovrebbe contattare, direttamente o tramite un gruppo di interesse, i rappresentanti eletti per assicurarsi che la propria posizione fornita nella consultazione sia presa in considerazione quando la Commissione presenta la propria relazione.

NOTA:
Traduzione dalla lingua inglese all’italiano della pagina del sito dell’Europarlamentare del Partito Pirata AMELIA ANDERSDOTTER: Ipred Konsultation – Howto (http://ameliaandersdotter.eu/ipred-konsultation/ )

500 Giorni alle Elezioni Europee, I Pirati diventano di giorno in giorno sempre più necessari

Posted in Informazioni Nazionali, Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 28 gennaio 2013

EU

Oggi, 23 gennaio, mancano 500 giorni all’8 Giugno 2014, quando si svolgeranno le prossime Elezioni Europee. I Pirati hanno avuto accesso al Parlamento Europeo il 7 giugno 2009 e hanno da allora salvato l’Europa da diversi tentativi di invasione delle libertà civili. Ma le cose stanno ancora andando nel verso sbagliato – abbiamo bisogno di scongiurare l’indifferenza dei politici per le libertà civili .

Le cose stanno andando a rotoli. Ho scritto prima che considero come il movimento dei Partiti Pirata l’ultima linea di difesa contro una società molto brutta – proprio ieri, c’è stato un altro esempio, che ho scelto per illustrare la tendenza generale: i politici europei vogliono il diritto di colpire i giornalisti scomodi.

Una società in cui una simile relazione può essere pubblicata dai poteri politici ed anche presa sul serio, è una società in cui sono in pericolo le libertà civili – anche se la relazione non diventa legge. Anche se non diventa legge questa volta.

Ci sono molte cose in cantiere, che dobbiamo affrontare – preferibilmente, rafforzando le forze pirata a Bruxelles. Ci saranno i derivati di ACTA, CETA e TPP (anche se l’Europa in prima istanza non è stata coinvolta in quest’ultimo), dove i poteri monopolistici andranno avanti con “più violenza, ma meno vaselina” fino in fondo. I politici quasi sempre non hanno cercato di difendere copyright e diritti monopolistici dichiarando di promuovere creatività e innovazione – ma perchè i monopoli ed il loro rafforzamento producono posti di lavoro. Protezionismo puro per mezzo dei monopoli, a scapito delle libertà civili e delle libertà di parola e di espressione.

Parlando di libertà di parola, la relazione citata sopra parla di “rimozione dello status di giornalista” come punizione per le persone che pubblicano storie negative sui politici. Noterete che non esiste una cosa come lo status di giornalista oggi, [solo in Italia esiste l’ordine dei giornalisti….NdT] chiunque può pubblicare qualsiasi cosa, e questa è una buona cosa. Pee poter rimuovere la libertà di parola, l’Unione europea deve prima creare un meccanismo che conceda la libertà di parola – e uno che lo faccia condizionandola.

Questo linguaggio ci dice molto su ciò che sta accadendo in questo momento.

Questo non è tollerabile, neppure un bit di tutto ciò.

Ma siamo in grado di inviare loro un messaggio. Possiamo farlo, possiamo farlo insieme. Sappiamo che funziona. Abbiamo fatto le prove generali. Sappiamo che possiamo ottenere eletti e cambiare il mondo in meglio.

Perché è terribilmente necessario, non è mai stato così necessario, e diventa sempre più necessario, di giorno in giorno.

I seggi elettorali apriranno alle 8:00 dell’8 giugno 2014. Esattamente 500 giorni da oggi: il tempo stringe.

Fonte: http://falkvinge.net/2013/01/23/500-days-to-european-elections-pirates-needed-more-by-the-day/

Traduzione a cura di Max per il Partito Pirata Italiano

Facciamo sentire la nostra voce: la prossima settimana votazioni cruciali su ACTA nelle Commissioni Europee

Posted in Informazioni Nazionali, Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 27 maggio 2012

Parigi, 22 maggio 2012La prossima settimana, le Commissioni del Parlamento europeo voteranno l’ACTA. I cittadini desiderosi di vedere questo accordo respinto devono agire e contattare i membri della commissioni giuridica (JURI), industria (ITRE) e libertà civili (LIBE), che esprimranno il loro voto il 30 e 31 maggio.
La votazione finale sull’ACTA al Parlamento europeo, prevista per la sessione plenaria di luglio (3 luglio – 5), si avvicina rapidamente e sarà influenzata dalla relazione finale della commissione INTA. Nel frattempo, le varie commissioni che lavorano sull’ ACTA voteranno la prossima settimana sulle loro relazioni finali 1 prima di trasmetterle all’INTA. Gli ultimi scambi di opinione hanno dimostrato che i lobbisti degli ultimi sostenitori rimasti dell’ACTA, stanno ancora cercando di esercitare pressioni. Per esempio, la bozza di parere della commissione Industria ( ITRE, che finora è stata particolarmente positivo, potrebbe essere neutralizzata durante la votazione.
I cittadini hanno un’influenza decisiva sui dibattiti in seno al Parlamento Europeo. Dobbiamo far si che le nostre opinioni vengano riportate dai membri del Comitato, sia durante i voti di opinione che durante il voto della relazione finale, per garantire che il Parlamento non abbia altra scelta, durante la plenaria, che respingere in maniera massiccia ACTA. Un rifiuto massiccio e netto, sostenuto da un forte mobilitazione dei cittadini, spianerà la strada per una tanto necessaria e positiva riforma del copyright.

Commissione Giuridica (JURI) – Votazione del 30 o 31 maggio

Relatore Marielle Gallo la bozza di parere è favorevole alla completa adozione dell’ACTA e sarà sottoposto a votazione il 30 maggio (o il 31). Sarà messa ai voti senza emendamenti, come ultima manovra da parte del relatore, noto per le sue opinioni repressive sul copyright. L bozza di parere di Mrs Gallo deve essere respinto dalla Commissione JURI .

Industria (ITRE) – Votazione il 31 maggio

Un acceso dibattito 2 è seguito alla presentazione dell’eccellente relazione del relatore Amelia Andersdotter, il 24 aprile. Queste discussioni dimostrano i rinnovati sforzi dell’industria dell’intrattenimento di influenzare i membri del Parlamento Europeo e contrastare i cittadini che si oppongono all’ACTA.
Il voto sulla relazione con i suoi emendamenti è previsto per il 31 maggio. Alcuni di questi emendamenti propongono di modificare la raccomandazione, chiederne il rigetto, tentando di neutralizzarla. La mobilitazione dei cittadini è fondamentale per garantire che l’ITRE voti a favore della relazione originale e si richieda il rifiuto dell’ACTA.

Commissione per le libertà civili (LIBE) – Votazione il 31 maggio

Il relatore Droutsas Dimitrios presenterà la sua eccellente bozza di relazione per la votazione il 31 maggio. La conclusione della relazione è che l’ACTA è incompatibile con la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. I cittadini devono assicurarsi che la relazione della commissione LIBE venga votata come è e non venga reso inoffensiva da ulteriori modifiche.
Una volta che le opinioni delle Commissioni JURI, ITRE, LIBE e DEVE verranno adottate, saranno trasmesse alla Commissione principale INTA (commercio internazionale), che poi voterà la propria relazione ed emendamenti. Il completamento e la votazione della relazione INTA sarà il passo finale e decisivo che segnerà l’orientamento, a seconda della sua raccomandazione, sull’adozione o il rifiuto dell’ACTA da parte di tutto il Parlamento, e quindi l’Unione Europea. Se restiamo vigili e ci mobilitiamo, vinceremo.

I prossimi passi:

  • Mercoledì 30 maggio (o Giovedi, 31 maggio): votazione del parere JURI

  • Giovedi, Maggio 31: Votazione del parere LIBE e ITRE

  • Lunedi, Giugno 4: Votazione del parere DEVE

  • Mercoledì 21 giugno: Votazione del parere INTA

  • Martedì 3 luglio o Mercoledì, 4 luglio, o Giovedi, 5 luglio: voto finale in plenaria

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Fonte: https://www.laquadrature.net/en/action-required-on-crucial-acta-votes-next-week

Tradotto da yanfry per il Partito Pirata Italiano

La Commissione JURI rinvia il voto sul parere della Gallo sull’ACTA

Posted in Informazioni Nazionali, Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 30 aprile 2012

La Quadrature du Net

Commissione JURI rinvia il voto sul Parere della Gallo sull’ACTA

Bruxelles, 26 aprile 2012Marielle Gallo, relatrice dell’ ACTA per la Commissione Affari Giuridici del Parlamento Europeo, si sta impegnando in nuovi trucchi politici per guadagnare tempo e rinviare la votazione dell’ACTA. In questo modo, spera di disinnescare il dibattito politico, la cui dinamica va nella direzione di un rifiuto dell’ACTA.
Ancora una volta, la relatrice dell’ACTA nella “Commissione Giuridica” ( JURI ) Marielle Gallo (Francia, PPE), famosa per le sue posizioni estreme in materia di enforcement del copyright online, sta mostrando le sue doti in stratagemmi politici. Dopo aver spinto per una rapida votazione sul suo  progetto di parere pro-ACTA, senza emendamenti, ha chiesto questa mattina che la votazione venga rinviata. Ella sostiene che il parere del Garante della Privacy UE – che è estremamente critico sul capitolo digitale dell’ACTA – deve essere preso in considerazione, per perfezionare il suo progetto di parere.

 

Il resto della commissione JURI, purtroppo, ha accettato 1 ed inoltre ha deciso di inviare una lettera a Karel De Gucht, il Commissario Ue al Commercio, per chiedere un chiarimento riguardo al quadro normativo dell’ACTA, come proposto dalla signora Gallo 2 . Ma questa iniziativa è del tutto inutile, dal momento che la risposta della Commissione non sarà vincolante, politicamente di parte e quindi praticamente irrilevante.

 

Come conseguenza di questo ritardo, la Commissione JURI molto probabilmente non sarà in grado di votare il proprio parere prima che la Commissione per il “Commercio Internazionale” (INTA) adotti il proprio rapporto finale 3 .

 

Questo dimostra l’obiettivo nascosto di Marielle Gallo: rinviare la votazione finale sull’ACTA fino a dopo l’estate, sperando che questo indebolirà la mobilitazione dei cittadini contro l’accordo. Ella si sente così insicura dell’accettazione del suo parere da parte di suoi colleghi da essere costretto a ricorrere a tali manovre procedurali?”, ha dichiarato Jérémie Zimmermann, co-fondatore e portavoce del gruppo di difesa dei cittadini La Quadrature du Net.
I membri del Parlamento Europeo devono respingere ogni ulteriore ritardo della procedura dell’ACTA. I cittadini devono contattare i propri rappresentanti per garantire che il Parlamento respinga ACTA nel corso della sessione plenaria di luglio.

Per saperne di più circa la procedura ACTA nel Parlamento Europeo.

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  • 1. La Commissione JURI ha votato il rinvio della votazione 15 a 9
  • 2. Una proposta approvata con 22 voti favorevoli e 2 astensioni.
  • 3. Ci sarà una nuova discussione sui contenuti della lettera nel corso di una successiva riunione della Commissione.

Garante Privacy UE critica ACTA. Ancora

Posted in Informazioni Nazionali, Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 25 aprile 2012

Bruxelles, 24 aprile 2012 – In un decisivo parere , il Garante europeo per la protezione dei dati (EDPS) dice che il capitolo digitale dell’ACTA sarebbe una minaccia alla vita e alla libertà di espressione online.

“In questo nuovo parere, l’EDPS chiarisce che ACTA richiama la ‘cooperazione’ tra i fornitori di servizi Internet e l’industria del copyright deve essere interpretata nel contesto della tendenza repressiva in atto contro la condivisione online. Secondo il supervisore della privacy, questa privatizzazione di enforcement avrebbe conseguenze disastrose per la libertà di espressione e la privacy degli utenti di Internet. Considerando che i membri della Commissione del Parlamento UE pro-ACTA fingono che l’accordo rispetti il diritto comunitario e che sia innocuo per i diritti fondamentali, ecco che arriva l’ennesima analisi indipendente a sottolineare il contrario ovvero che ACTA potrebbe portare alla sorveglianza generalizzata ed al filtraggio delle comunicazioni on-line. I cittadini devono utilizzare questo parere, come un argomento decisivo per convincere i membri del Parlamento Europeo a respingere ACTA, in ogni fase del loro lavoro nelle Commissione ed una volta per tutte in seduta plenaria. “, Dice Jérémie Zimmermann, portavoce del gruppo di difesa dei cittadini La Quadrature du Net.
Nel febbraio 2010, l’EDPS aveva espresso una primo opinione contro ACTA. In questo secondo parere pubblicato oggi, l’EDPS sottolinea in particolare che:

  • molte delle misure volontarie di cooperazione di enforcement richieste dall’ACTA comporterebbero un trattamento di dati personali da parte degli ISP che va al di là di quanto consentito dalla legislazione UE;
  • misure che consentono l’indiscriminato o diffuso monitoraggio del comportamento degli utenti di Internet, e/o delle comunicazioni elettroniche contro il file sharing non-commerciale, sarebbero sproporzionate ed in violazione dell’articolo 8 della Convenzione Europea per i Diritti Umani, articoli 7 e 8 della Carta dei diritti fondamentali, e la direttiva sulla protezione dei dati;
  • ACTA non contiene limitazioni e garanzie sufficienti, come un’effettiva tutela giurisdizionale, un giusto processo, il principio della presunzione di innocenza, e il diritto alla privacy e alla protezione dei dati.

Vedi il comunicato stampa dell’EPDS.

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Link post originario: http://www.laquadrature.net/en/eu-privacy-watchdog-slams-acta-again

Licenza http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/

Tradotto da yanfry per il Partito Pirata Italiano

Mobilitazione contro ed oltre ACTA – Giorni decisivi per le Relazioni delle Commissioni del P.E., chiamate i vostri MEP per spiegare i rischi e le minacce dell’accordo.

Posted in Informazioni Nazionali, Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 20 aprile 2012

Giorni decisivi per le Relazioni delle Commissioni del P.E., chiamate i vostri MEP per spiegare i rischi ed i danni dell’accordo.

Parigi, 19 aprile 2012 – Nelle prossime settimane, il Parlamento UE continuerà a lavorare sull’ACTA, Anti-Counterfeiting Trade Agreement, prima del voto finale previsto per l’estate. Questo è un momento cruciale per la mobilitazione dei cittadini contro l’ACTA, perchè dovranno resistere alle crescenti pressioni che le lobby del Copyright stanno facendo sul Parlamento. Al di là del rifiuto dell’ACTA, l’intera politica dell’UE sull’applicazione del diritto d’autore deve essere rivista. Solo una riforma del diritto d’autore può proteggere una volta per tutte i diritti fondamentali on-line dei cittadini dell’UE e spingere l’economia creativa on-line verso una nuova direzione, lontana dalla cieca repressione. Eccovi una relazione della campagna di mobilitazione nel Parlamento Europeo.

Lunedì scorso, il relatore David Martin ha pubblicato il suo progetto di Relazione sull’ACTA. Mentre invitava il Parlamento Europeo a respingere l’ACTA, il rapporto ha di nuovo richiamato la Commissione a farsi avanti con nuove proposte sul diritto d’autore, i brevetti e misure di enforcement dei marchi. Tenendo conto dei piani della Commissione di rivedere la direttiva IPRED ed intensificare la repressione delle infrazioni di copyright on-line, è chiaro che la battaglia contro l’ACTA non significa la fine della guerra sulla condivisione della cultura.

Ma la Commissione non è sola in questa battaglia. Attraverso IPRED, la direttiva sui Servizi Online (direttiva “eCommerce”) ed altre iniziative, le industrie dell’intrattenimento lavoreranno duramente per riottenere il sopravvento sul dibattito e combattere qualsiasi modifica normativa significativa, in caso di rifiuto dell’ACTA. Queste lobby stanno già inviando lettere al Parlamento, sollecitando i nostri rappresentanti eletti ad adottare l’ACTA1.

Durante la campagna per far si che il Parlamento UE respinga l’ACTA, dobbiamo assicurarci che i legislatori UE invertano l’attuale tendenza di enforcement estremo del copyright, dei brevetti e dei marchi.

Per entrare in contatto con i vostri deputati e prendere parte a questo sforzo cruciale, visitate la nostra pagina della campagna sull’ACTA.

Di seguito illustriamo l’attuale stato del dibattito sull’ACTA all’interno del Parlamento europeo:

Commissione per il Commercio Internazionale (INTA)

Nella Commissione per il “commercio internazionale” (INTA) – il Comitato leader che sta lavorando sull’ACTA – il relatore di ACTA al Parlamento europeo, il MEP David Martin (UK, S & D) ha rilasciato il suo progetto di relazione, chiedendo al Parlamento di respingere l’ACTA2. Riferendosi ad alcuni dei pericoli principali dell’ACTA, come la privatizzazione della repressione sul copyright on-line, egli sottolinea che “che i benefici previsti da questo accordo internazionale sono di gran lunga inferiori alle potenziali minacce che esso pone nei confronti delle libertà civili“.

Questa relazione gioca comunque a favore dell’industria dell’intrattenimento, chiamando la Commissione a “farsi avanti con nuove proposte per tutelare la proprietà intellettuale“.

Ecco perché i cittadini dovrebbero mettersi in contatto con i membri della Commissione INTA per chiedere loro di respingere l’ACTA e svincolarsi dalla crescente richiesta di estensione dell’enforcement di copyright, brevetti e marchi negli accordi commerciali negoziati o conclusi dall’Unione europea (UE-India, UE-Corea, EU-Colombia-Perù, …).

David Martin presenterà la sua relazione il 25 aprile. La Commissione INTA dovrebbe adottare la relazione il 30 maggio od il 20 giugno, dopo aver preso in considerazione i pareri delle relazioni delle altre Commissioni (vedi sotto).

Commissione per lo Sviluppo (DEVE)

Nella commissione “Sviluppo” (DEVE), Jan Zahradil (Repubblica Ceca, Racc. pag.), ha presentato una pessima bozza di relazione, in gennaio. Questa deve assolutamente essere modificata perchè esamini le questioni cruciali relative alle conseguenze dell’ACTA sullo sviluppo dei paesi ed in particolare le preoccupazioni sui diritti umani per quanto riguarda l’accesso ai farmaci e alla libertà di espressione on-line.

Al di là di ACTA, i membri della DEVE devono comprendere come misure estremamente dure di enforcement del diritto d’autore e brevetti, possono minare l’accesso alla cultura, ai farmaci e alle tecnologie, in tal modo ostacolando lo sviluppo sociale ed economico dei paesi terzi.

La Commissione DEVE dovrebbe decidere questa settimana come procedere nella sua relazione. Le sue prossime riunioni sono in programma per il 23 e 24 Aprile, nonché per il 14 maggio.

Commissione per le Libertà Civili (LIBE)

In seno alla Commissione per le “Libertà Civili” (LIBE), che emetterà una relazione per valutare l’impatto dell’ACTA sui diritti fondamentali, il relatore Dimitrios Droutsas (Grecia, S & D) ha detto la settimana scorsa di essere convinto che l’ACTA è una minaccia alle libertà. Qui, ancora una volta, i cittadini devono contattare i membri della Commissione per assicurarsi che i suoi colleghi condividano il suo punto di vista.

Inoltre, la relazione LIBE dovrà interpretare l’estremamente vaga formulazione dell’ACTA alla luce dei recenti sviluppi delle politiche nel campo dell’enforcement del copyright on-line, considerando in particolare come le sanzioni penali, la responsabilità degli intermediari e la “cooperazione” tra gli attori di Internet e l’industria dell’intrattenimento, si traducano in censura privatizzata3. Per aprire la strada ad un forte e necessario cambiamento di politica, la relazione LIBE dovrebbe dar voce alla sua opposizione ad un tale enforcement privatizzato sul copyright.

Il relatore Droutsas potrebbe richiedere un leggero slittamento delle procedure, per permettere la presentazione di emendamenti. Potrebbe proporlo durante la riunione della Commissione LIBE la settimana prossima o l’8 maggio e votare la relazione il 30/31 maggio.

Commissione sull’Industria, Trasporti, Ricerca ed Energia (ITRE)

Il relatore Amelia Andersdötter (Svezia, Verdi/ALE) della Commissione “Industria” (ITRE), ha proposto un incoraggiante proposta di relazione sottolineando che ACTA “sembra essere in contrasto con l’ambizione di (…) rendere l’Europa il teatro dell’avanguardia sull’innovazione di Internet, come pure (…) della promozione della neutralità della rete e l’accesso al mercato digitale on-line per le PMI “. Tuttavia, altri Deputati Europei, con un davvero scarso stato di servizio nel proteggere le libertà on-line, come ad esempio Daniel Caspary (Germania, PPE), vogliono modificare il rapporto, presumibilmente inserendo alcune formulazioni pro-ACTA.

Innovatori e imprenditori dovrebbero interagire con le commissioni ITRE per assicurarsi che tutti i suoi membri capiscano perché ACTA va contro ed al di la della crescita e l’innovazione nell’economia digitale, come ha recentemente dichiarato l’Industria Europea della Telecomunicazioni Internet. Guardando di là di ACTA, i membri ITRE devono essere inoltre esortati a denunciare la crescente pressione sui servizi on-line, per agire come forze di polizia privatizzate per far rispettare il diritto d’autore.

La Commissione ITRE dibatterà il progetto di relazione il 25 aprile e dovrebbe votarlo l’8 maggio.

Commissione Giuridica (JURI)

Nella Commissione “Giuridica” (JURI), il relatore Marielle Gallo (Francia, PPE), famosa per le sua posizioni estreme sull’enforcement del copyright on-line, ha appena emesso la sua proposta di relazione. Non sorprende come quest’ultima sia in difesa dell’ACTA, invitando il Comitato INTA ad approvare ACTA con fervore. Purtroppo, il comitato JURI ha rifiutato di riaprire questa proposta  di relazione agli emendamenti e l’accetterà o la rifiuterà così “come com’è”.

I cittadini devono chiamare i membri JURI chiedendo di respingere la proposta di Mrs. Gallo, che sottovaluta le disposizioni dell’ACTA che vanno oltre l’attuale diritto dell’UE (ad esempio per le sanzioni penali e le misure di confine), valutando anche l’evidente deficit democratico di questo cosiddetto “accordo commerciale“, che bypassa le legittime organizzazioni Internazionali ed i Parlamenti nazionali imponendo una brutale repressione sui paesi terzi.

La Commissione JURI voterà la bozza del relatore Gallo il 26 aprile.

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Fonte: https://www.laquadrature.net/en/acta-mobilization-and-beyond

Traduzione di yanfry per il Partito Pirata Italiano

Come Agire contro ACTA – La Quadrature du Net

Posted in Informazioni Nazionali, Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 18 aprile 2012

ACTA è un ampio accordo intergovernativo in corso di negoziazione che minaccia di cambiare Internet come la conosciamo e mette a rischio le libertà fondamentali.

Troverete su questa pagina diversi modi per agire come cittadini con lo scopo di sconfiggere ACTA.

Perciò prima di tutto, grazie, è bello che voi *vogliate* agire!

Le due cose principali da fare sono

  • contattare i membri del Parlamento Europeo
  • contribuire ad informare sui pericoli dell’ACTA.

Contattate i vostri Rappresentanti Eletti

Contattare i vostri Rappresentanti Eletti è la cosa più utile che potete fare in questo momento e fino alla votazione finale del Parlamento europeo.
Per avere una visione chiara del processo legislativo, visitate la nostra pagina ACTA : Procedura al Parlamento Europeo

Dobbiamo essere pronti ad agire in ogni fase del processo legislativo in seno al Parlamento Europeo.
Ognuno di questi passaggi è un’occasione per farci sentire contro ACTA.

Per essere informati sui prossimi passi per sollecitare i membri del Parlamento Europeo a respingere ACTA, inviate una email vuota a NOtoACTA-subscribe@laquadrature.net per iscrivervi alla nostra mailing list. Non useremo la vostra email per altri scopi.

 

Come?

Per raggiungere facilmente i giusti membri del Parlamento Europeo, è possibile utilizzare il nostro PiPhone. Questo strumento vi permetterà di entrare in contatto con i Rappresentanti Eletti gratuitamente. Se inserite il vostro paese, verrete collegati ad un deputato che parla la vostra lingua.

È inoltre possibile utilizzare Political Memory per ottenere i dettagli di contatto di uno specifico Parlamentare.

 

A chi rivolgersi

Diverse Commissioni del Parlamento Europeo sono responsabili per la produzione di relazioni che saranno poste in votazione insieme con il voto sull’ACTA nel suo complesso.

È possibile chiamare ciascuna della Commissioni indicate di seguito sotto per dire loro cosa pensate di ACTA e che volete che il loro rapporto esprima la vostra opinione come cittadini per raccomandare il rifiuto dell’accordo.

 

 Consigli generali per contattare i Deputati

Gli argomenti chiave sono elencati alla pagina ACTA: da tenere a mente.

I Deputati Europei hanno pubblicato una “nota informativa” sulla presunta inoffensività dell’ACTA per rassicurare i cittadini interessati (che siete Voi). È possibile leggere il documento che smaschera queste bugie.

Se vi viene rivolta una domanda a cui non avete risposta non vi preoccupate. Non ci si aspetta che siate degli esperti, ma solo cittadini interessati.

Spiegate che vi informerete a riguardo e richiamerete con più informazioni e venite quindi a chiedere a noi.
Se non siete ancora a vostro agio con questi gli argomenti, non vi arrendete. Chiedete qual è la posizione del deputato su ACTA, e quali sono le loro motivazioni a riguardo.

Come chiamare:

  1. Prima di tutto, prendete confidenza con questi argomenti (non esitate a provare a parlarne con i vostri amici, famigliari ecc.) Se non riuscite, non vi arrendete. Potete anche chiedere qual’è la posizione su ACTA del Deputato che contattate e farvi spiegare le Sue argomentazioni.
  2. Quando chiamate, è molto probabile che vi risponderà un assistente Parlamentare che di solito è una persona brillante ed educata, trattateli di conseguenza.
  3. Siate educati e tranquilli, parlate Loro delle vostre preoccupazioni, chiedendo di prendere parte ai dibattiti parlamentari prendendo una posizione contro ACTA.
  4. Non dimenticate di lasciare un feedback della vostra chiamata, sia sul PiPhone, o contattandoci. Questo è molto utile per noi.
  5. In generale, non esitate ad offrirvi di richiamare con più informazioni, per incontrare il Deputato, per inviare documenti, riferimenti, ecc
  6. A volte, gli assistenti parlamentari vi chiederanno di inviare una e-mail. Non esitate a chiamare più tardi per verificare se l’hanno letta e che cosa ne pensano.

Oltre alle telefonate dirette e alle e-mail potete contattare i vostri Deputati utilizzando anche fax e posta cartacea.
Potete trovare qui un esempio di come potrebbe svolgersi una telefonata con un assistente Parlamentare.

 

 Diffondete il messaggio

Un’altro modo importante e gratuito per agire contro ACTA è quello di informare le persone, facendo in modo di far sapere a quante più persone possibile quanto male sia fatto l’ACTA. Può sembrare ovvio, ma la gente sarà invogliata ad agire contro ACTA tanto più verrà informata dei suoi pericoli.

Potete diffondere queste risorse attraverso:

  • social networks,
  • mailing lists,
  • email,
  • forums,
  • blog personali, etc.

 

Indirizzate le persone ai file de la Quadrature su ACTA

 Mostrate alla gente il Video NO to ACTA

  • Mostrate il video No to Actaalla vostra famiglia, ai colleghi, agli amici (non solo ai geek, a tutti)

    No to ACTA video

  • Traducete il video nella vostra lingua

Dal momento che la traduzione in molte lingue è già stata portata a termine, si può collaborare alla sottotitolazione!

Andate a questo EtherPad per vedere se il video NO to ACTA è stato già tradotto nella vostra lingua e se la traduzione è stata trasformata in un file ,srt di sottotitoli:
http://pad.lqdn.fr/p/trad-video-acta

Inviate i vostri file di sottotitoli sincronizzati a contact@laquadrature.net.

  • Potete incorporare il video ovunque:
    • Utilizzare il seguente codice HTML per inserire la versione originale del video
http://aclass=
  • Oppure andate a questa pagina per trovare il codice per incorporare altre versioni del video in inglese ed a questa paginaper la versione in Francese.
    • Il codice per incorporare la versione sottotitolata in Italiano del video, ad esempio, ha questo codice::
<iframe src="http://mediakit.laquadrature.net/embed/716?size=medium&sub=it_IT" 
style="width: 640px; height: 500px; border: 0; overflow: hidden"></iframe>
  • Potete inoltre utilizzare i link embed di Youtube e Dailymotion per diffondere il video.

I video sono rilasciati con una licenza permissiva e libera Creative Commons, in modo da non dover chiedere di usarli.. 🙂

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Usate, condividete, remixate il volantino NO to ACTA

Usate il nostro volantino No to ACTA per dimostrazioni e azioni informative e condividetelo, remixatelo ed aiutate a tradurlo!

 

Usate le vostre parole, immagini e suoni per parlare di ACTA

Creare qualcosa di personale esprimendo voi stessi è un altro modo efficace per informare altre persone.

Il potere dell’arte di spiegare e toccare le persone è molto forte, quindi questo è un ottimo modo per agire contro ACTA se vi piace scrivere, disegnare, dipingere, fare musica, ecc.

Ecco alcune idee:

  • Scrivete un articolo sul vostro blog,
  • Scrivete un articolo per la vostra scuola, college/università o giornale aziendale
  • Scrivete ai vostri giornali chiedendo perchè non hanno parlato di più di ACTA e comunicate loro quanto più possibile
  • Create altri video, films, immagini, dipinticontro ACTA nella sua interezza o contro specifiche parti dell’accordo
    • Per esempio, potete creare banners, bottoni, illustrazioni contro ACTA (utilizzando le immagini dei video, se volete) che altri possono utilizzare nelle loro firme, come avatar, per illustrare i loro articoli nei blog, articoli di giornale, ecc.
    • Se lo fate, vi invitiamo ad inviare un link al vostro lavoro qui.
  • Si possono anche remixare e rimodellare i video per personalizzarlidandogli nuova vita.

     

Altri modi per aiutare

Organizzate eventi

  • Organizzate eventi pubblici a scuola, all’università, nel luogo di lavoro, ecc.
    • Organizzate una dibattito su ACTA, collegandolo al vostro corso o al vostro business
    • Mostrate il video NO to ACTA

Prendete posizione pubblicamente

  • Se fate parte di una ONG, prendete in considerazione di denunciare pubblicamente ACTA e raccontare ai vostri membri dei pericoli di ACTA.
  • Se siete una persona nota od una celebrità è anche possibile utilizzare il vostro seguito per informare le persone su ACTA e denunciarlo.

Sostenete la Quadrature du Net

Se potete permettervelo, il sostegno finanziario è naturalmente molto apprezzato.

È possibile effettuare una donazione per aiutare La Quadrature a combattere ACTA ed a continuare a lavorare sulle altre problematiche di cui si occupa:
http://lqdn.fr/support

Traducete questa pagina nella vostra lingua

Per aiutare altre persone di diverse parti del mondo ad agire contro ACTA, è possibile aiutare a tradurre questa pagina.

Ricordate di utilizzare sempre la versione in lingua Inglese come fonte per la traduzione, in quanto è la più aggiornata.
In tal caso, ricordate di aggiornare la versione tradotta abbastanza spesso.

Per una traduzione collaborativa e per semplificare la verifica e la correzione della stessa è possibile utilizzare un EtherPad come questo http://pad.lqdn.fr/p/How-to-act-against-ACTA-LANGUAGE

esempio: https://pad.lqdn.fr/p/How_to_act_against_ACTA_es

Una volta tradotta, create una nuova pagina sul wiki con il testo tradotto, e aggiungete un link alla vostra lingua nella parte superiore di questa pagina.

(È necessario un account per creare una pagina sul Wiki, l’editing libero è disattivato per protezione anti-spam.)

Contattateci

Per qualsiasi dubbio o qualsiasi domanda, non esitate a contattarci:

Grazie a tutti per il vostro aiuto 🙂

Insieme possiamo fare cose incredibili! Come sconfiggere ACTA!!

Fonte: https://www.laquadrature.net/wiki/Come_Agire_contro_ACTA

ACTA: possibile la bocciatura definitiva al Parlamento Ue, dopo il ‘No’ di Socialisti e Democratici

Posted in Informazioni Nazionali, Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 16 aprile 2012

Roberto Gualtieri (Social Democratici): ‘Adesso campagna di mobilitazione per favorire la formazione di una maggioranza nel Parlamento Ue che, entro l’estate, bocci ACTA e avvii un’iniziativa legislativa più efficace’.

Media“La decisione del gruppo dei Socialisti e Democratici di votare contro la ratifica di ACTA, il controverso accordo internazionale anticontraffazione siglato dall’Ue, è molto importante e apre la strada a una possibile bocciatura del trattato da parte del Parlamento europeo”

Continua su http://www.key4biz.it/News/2012/04/13/Policy/Roberto_Gualtieri_Hannes_Swoboda_Karel_de_Gucht_contraffazione_pirateria_ACTA_209800.html

Il Parlamento Europeo voterà l’ACTA senza ritardi!

Posted in Informazioni Nazionali, Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 27 marzo 2012

La Quadrature du Net

Bruxelles, 27 marzo 2012 – Il Parlamento UE ha rifiutato di congelare il dibattito sull’ACTA, e non deferirà l’accordo alla Corte di Giustizia Europea.Con un voto di 21-5, il Parlamento ha deciso di rispettare il suo calendario e voterà l’ACTA nel mese di giugno, come inizialmente previsto. Le manovre tecnocratiche della Commissione non hanno fermato il Parlamento e la porta rimane aperta per un pronto rifiuto dell’ACTA.

Dopo un movimentato processo, dove una minoranza di eurodeputati pro-ACTA hanno utilizzato argomenti procedurali per ritardare una decisione, la Commissione “Affari Internazionali” del Parlamento dell’Unione Europea ha rifiutato il deferimento dell’ACTA alla Corte di Giustizia Europea. Tale rinvio avrebbe ritardato per 18 mesi la votazione finale sull’ACTA.

Rispettando il calendario originale, il relatore David Martin (S & D, UK), ora presenterà un progetto di relazione ai suoi colleghi il 25 aprile 2012. Questo progetto di relazione costituirà la base della raccomandazione finale della Commissione INTA al resto del Parlamento sull’opportunità di accettare l’ACTA o rifiutarlo.

La Commissione INTA, così come le altre commissioni elaborano i rapporti d’opinione, che riassumono il loro lavoro su questo accordo illegittimo.

Maggiori informazioni sulla procedura dell’ACTA al Parlamento Europeo 1 .

“Questo voto è il primo vero test sull’equilibrio di vedute in seno al Parlamento UE da quando è decollato il movimento globale anti-ACTA. Ciò dimostra una crescente comprensione dei problemi dell’ACTA da parte di una vasta gamma di Deputati, e la capacità di evitare le trappole procedurali allestite dalla Commissione UE e da alcuni Deputati pro-ACTA. E’ un passo promettente, ma solo il rifiuto finale di ACTA risolverà la questione. ”  
dichiara Philippe Aigrain, co-fondatore del gruppo di difesa dei cittadini La Quadrature du Net.

“La Commissione ed i trucchi del relatore sono stati evitati ed il Parlamento ora può procedere con il suo lavoro sull’ACTA. I Deputati dovranno far luce sulle questioni democratiche e politiche sollevate dall’ACTA, come le misure extra-giudiziarie volte a rafforzare la repressione della condivisione online “, ha dichiarato Jérémie Zimmermann, portavoce di La Quadrature du Net.

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La Quadrature du Net – 2008 – 2012
Fonte: https://www.laquadrature.net/en/eu-parliament-will-vote-on-acta-without-delay
Licenza: http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/ 
Traduzione: yanfry per Partito Pirata Italiano

Diritto di copia: Copyright isn’t dead just because we’re not willing to let it regulate us

Posted in Informazioni Nazionali, Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 27 marzo 2012

 

Fonte: http://www.lsdi.it/2012/diritto-di-copia/ Licenza: http://creativecommons.org/licenses/by-nc/2.5/it/

26 marzo 2012

 

Il sistema (i sistemi) di regolazione del diritto d’ autore sono alla frutta. Con l’avvento di internet e della relativa facilità di riprodurre digitalmente qualsiasi prodotto, che sia un testo, un video o una canzone, l’ economia del “controllo sulla produzione” è letteralmente crollata.

La grave crisi economica e, di fatto, la riduzione  ai minimi termini della fetta di pubblico disposta a pagare per l’acquisto del diritto di riproduzione (ricordiamo che sulla maggior parte delle opere digitalmente riprodotte la gran parte del prezzo che paghiamo è data dalle royalties per i diritti d’autore), ha da un lato creato una insostenibile contrazione della domanda e dall’altro una ulteriore proliferazione del fenomeno delle copia non autorizzata.

a cura di Antonio Rossano

Inoltre, tale sistema, è da sempre squilibrato in maniera insostenibile, a favore delle 4 grandi multinazionali della musica (vedi nota), riducendo al minimo i compensi per coloro che legittimamente ne dovrebbero percepire la fetta più consistente: gli autori.

Ne avevamo già parlato, riportando le parole della Vice Presidente della Commissione Europea con delega per l’Agenda digitale, Nellie Kroes:

Abbiamo bisogno di trovare le regole giuste, il modello giusto per alimentare l’arte, e gli artisti. Abbiamo bisogno che il quadro giuridico sia flessibile”

Se da una parte è forte la convinzione che la crisi del copyright non sia altro che lo specchio del crollo del sistema economico-monopolistico su cui fonda la sua struttura economico-normativa, dall’altra, non essendovi  in parallelo soluzioni alternative realizzabili in tempi brevi, si cercano o meglio, si ipotizzano, soluzioni intermedie,  aggiustamenti, accorgimenti.

È sostanzialmente quello che fa Cory Doctorow, in una non breve analisi, che di seguito riproponiamo integralmente tradotta, per chi avesse il fegato(e il tempo) di leggerla. Doctorow riferisce le sue considerazioni ed esempi in primo luogo al mondo musicale ma appare evidente che, se le soluzioni fossero applicabili in quel dominio, sarebbe semplice per analogia, estenderle altrove.

La nostra perplessità resta, in generale, sul motore e sul movimento di tale meccanismo, non per niente il nostro lavoro fonda sulla condivisione del sapere e, come strumento tecnico, sulle Creative Commons.

Copyright isn’t dead just because we’re not willing to let it regulate us
di Cory Doctorow

La prima volta che ho mai sentito qualcuno dichiarare la morte del Copyright, non era un cyberpunk o un hacker GNU/Linux:  era un dirigente nel settore musicale, intorno al 1999, in seguito al lancio di Napster .

Ho pensato che quella dichiarazione fosse sbagliata allora e penso che sia sbagliata oggi, come lo sia per chiunque altro abbia detto che il copyright è morto . Il problema è nel nome: diritto di copia.

Dalle origini…

Lo Statuto della Regina Anna ed altre norme sul diritto d’autore, si sono inizialmente occupate della copia testuale, perché la copia era l’unica attività industriale associata alla creatività in quell’epoca. C’erano un sacco di mestieri legati alla cultura, naturalmente, musica, spettacoli e performance di danza, pittura e cosi via, ma queste non erano attività industriali.

Non vi era alcun apparato associato con queste attività che ne consentisse la diffusione su vasta scala o velocemente. E, sebbene vi fossero alcuni controllori sulla cultura, come i proprietari di gallerie, gli imprenditori artistici, le corporazioni, essi avevano un ruolo marginale. A differenza dei tipografici (industriali)  essi non erano nella posizione di trarre molti soldi da un singolo atto creativo, né in grado di portar via quei soldi all’ “autore”, né in grado di raccogliere capitali dagli investitori con l’aspettativa di tale denaro, né nella posizione di dovere respingere concorrenti che riducevano i loro mercati con la produzione di copie.

Quando le performance, i media visivi e le opere tridimensionali sono diventati suscettibili di distribuzione su scala industriale, abbiamo esteso   il copyright anche ad essi,  anche  se non era inevitabile che fossero  copiati.

Il Copyright era, è e sempre potrà essere identificato come “le norme che disciplinano la catena produttiva dell’industria dell’intrattenimento” e quando l’industria dell’intrattenimento si è espansa, abbiamo espanso le regole per coprire le nuove attività. Le regole per l’industria possono essere una buona idea, dopotutto. Al loro meglio esse possono riequilibrare posizioni di negoziato tra i diversi attori del settore (ad esempio la mancanza di potere negoziale che gli artisti hanno all’inizio della loro carriera), vietare le tattiche di vendita senza scrupoli e difendere la concorrenza dagli istinti monopolistici degli industriali.

La “copia” nel diritto d’autore esiste per un errore della storia: una volta “copiare” era fare qualcosa di industriale. Copiare richiedeva impianti, impiegati, edifici, commercio. Mentre non tutto ciò che era industriale poteva essere ridotto al “copiare”, tutto il copiare era presumibilmente industriale. Ci sono stati modi di copiare non-industrialmente – uno scultore può copiare il lavoro di  un altro scultore grazie al suo occhio, alla mano ed allo scalpello, uno scrittore può intingere la sua penna e riproporre le righe di un altro scrittore – ma non era realmente necessario dichiarare che quello non era il tipo di cose regolate dal diritto d’autore. Queste attività erano per lo più invisibili ai detentori dei diritti e, anche se capitava che una singola copia giungesse all’attenzione del titolare del diritto, a questi sarebbe sembrato un po’ sciocco applicare regole industriali ad un singolo attore. Sarebbe stato come chiedere ai propri vicini di registrarsi come “bed & breakfast” per aver avuto ospiti nel weekend che hanno portato da mangiare in casa.

…ai giorni nostri

I processi industriali normativi tendono ad essere dominati dai potenti, dai monopolisti, dai ricchi. Essi sono meglio organizzati, familiari con i pro ed i contro del governo, ed hanno legittimità tautologica al successo: “Tu sei onesto perchè sei ricco, quindi il modo in cui hai fatto i soldi deve essere onesto”. Come risultato il copyright ha teso (e tende) a favorire gli interessi degli investitori  nei lavori creativi – marchi, produttori, editori – a spese degli autori che, sebbene siano in gran numero, sono indeboliti dalla natura “irrazionale” del  lavoro creativo.

Persone raccolgono capitali per affari – editori, produttori, marchi – sulla base di una fiducia consapevole che esiste una opportunità di mercato per recuperare l’investimento. In un mercato competitivo ti aspetteresti che evidentemente ci fossero tanti investitori nel settore “creativo” quanti  riuscirebbero a sostenersi più un altro pò, in una visione ottimistica di come dovrebbe crescere il settore.

Dall’altra parte i “creatori” creano perché non possono fare diversamente.

Sebbene oggi guadagni da vivere con i miei diritti d’autore, ho sempre pensato che sarei stato folle a contare su questo, ed oggi so di essere fortunato come un vincitore al lotto. Ho incontrato così tanti scrittori di talento che non si sono mai fermati e, se alcuni hanno mollato, molti di loro continuano a produrre. Non scrivono perché pensano che un giorno potranno sostituire le loro entrate quotidiane con delle royalties, incentivi e commissioni: scrivono perché debbono.

Come risultato il versante della “fornitura” delle industrie del copyright ha sempre un eccesso, nell’eccesso di domanda. Non c’è mai stato, e non ci sarà mai, una regolamentazione industriale per fornire un salario adeguato ad una frazione considerevole di coloro che sognano di lasciare un giorno il loro lavoro e perseguire le arti. Si potrebbe giungere a questo attraverso un sistema di borse di studio o attraverso la realizzazione tecnologica di una sorta di società della post-scarsità, ma semplicemente non ci sono abbastanza persone che vogliono pagare  per prodotti di intrattenimento industriale tanto da poter pagare la strada a tutti coloro che coltivano il sogno.

Così se da una parte si dispone di una quantità relativamente stabile di  investitori/distributori  nelle industrie del copyright, dall’altra si è creata questa orda di autori e aspiranti autori.

Ognuno sta esercitando pressioni  per regole sul diritto d’autore che favoriscano i propri interessi e, in generale, gli autori perdono.  Questo porta alla vita doppiamente tragica dell’autore: anche per la piccola minoranza che “ce la fa” nel sistema, il risultato è spesso un lavoro di noleggio abusivo con contabilità precaria, contratti truffa che non mancano di veri e propri imbrogli che lasciano artisti “famosi e benestanti” in miseria alla fine della loro carriera.

In vari momenti della storia dello spettacolo industrializzato, le nuove tecnologie hanno generato nuove regole sul copyright. La Radio ha generato le licenze di copertura: i fonografi (inizialmente informa di pianole) hanno generato licenze meccaniche obbligatorie sulle composizioni. Alcune di queste erano “buone” regole ed altre “cattive”, dove “buono” può significare “pro-concorrenza” e “equo per gli autori”; e “cattivo” può significare “contro la concorrenza” e “iniquo per gli autori”.  Gli autori e i creatori/distributori del settore trascorrono molto tempo per discutere sul modo migliore per gestire queste norme e come dovrebbero essere riformate.

Ma essi spendono anche molto tempo a discutere e fare lobbying su attività personali – dai bambini che condividono musica su MegaUpload ai film-makers amatoriali che caricano le loro creazioni su Youtube. La maggior parte di queste attività comporta una qualche attività commerciale da qualche parte lungo la strada, proprio come  uno scrittore che ha copiato i suoi calamai, carta ed inchiostro da qualche parte. Ma Youtube non fa parte dell’industria dello spettacolo. Si tratta di una piattaforma per condividere ogni tipo di video in cui è possibile trovare dalle riprese di una memorabile atrocità durante la guerra a filmati personali importanti come un ricevimento di nozze a cose banali. Youtube è come la carta per un editore, la pellicola per uno studio cinematografico, il microfono per uno studio di registrazione.

Chiunque sia attento, tra cui una ampia fetta di manager dell’intrattenimento, capisce che limitare la copia in internet è un esercizio destinato al fallimento e che il tentativo richiede una sorveglianza di massa di ogni attività in Internet, censura su larga scala e l’estensione di regolamenti complessi difficili da capire a popolazioni che non hanno alcuna possibilità di comprenderli. È come se l’industria decidesse improvvisamente che cantare sotto la doccia conta come una “performance” ed ora intendesse chiedere agli idraulici, ai produttori di apparecchi per la doccia e di sapone di aiutarla a sradicare la pirateria e volesse telecamere nei nostri bagni  e lunghi accordi legali per chi vuole legittimamente cantare mentre si lava.

Nel mondo della musica

Sebbene  il “cantare nella doccia” è diventato una fonte di entrata per l’industria dell’intrattenimento, l’idea di espandere una regolamentazione industriale in un dominio privato non solo non funzionerebbe ma sarebbe intrinsecamente ingiusta.

Ci sono ancora molte cose per le quali si potrebbe usare il copyright. Per esempio ci sono evidenze che richiedere una licenza per il digital sampling[1] procura a precedenti generazioni di artisti  un piccolo ma importante flusso di entrata che altrimenti si sarebbe concluso in tre modi: prima di tutto perché le regole vengono scritte a favore delle corporazioni, secondo perché le corporazioni imbrogliano e terzo perché si tratta in larga parte di minoranze etniche  che in generale non sono protette dal sistema giudiziario in generale.

Se la licenza per il campionamento si rivela essere la migliore o almeno la meno peggiore soluzione per risolvere questi  vecchi errori, allora il copyright potrebbe ottimizzare un sistema di licenze, facilitarne l’attribuzione  e suddividere le entrate in proporzione ai conseguenti guadagni degli  artisti.

Invece, il copyright ha fatto esattamente il contrario. Nel trasformare in merci le copie  (anziché creare concorrenza o giusti affari per gli autori), una serie di regole e leggi del copyright hanno creato un sistema nel quale ogni canzone rintracciabile e largamente distribuita che diventa un prodotto riproducibile  finisce per avere una licenza; licenze che sono cosi costose che solo alcune di queste possono essere economicamente  incluse in ogni canzone; e dove l’unico accesso autorizzato alla riproduzione digitale avviene attraverso le quattro grandi etichette[2], che sono abituate ad avere a che fare le une con le altre e ad essere ostili o indifferenti a  etichette indipendenti.

Questo ha prodotto il peggior copyright possibile. Invece di una regolamentazione industriale che promuove la competizione e riequilibra il diffuso e inefficace potere di negoziazione  degli autori, il “regime della duplicazione” oggi fa il contrario. Esso impone che il sistema, finanziariamente di successo, basato sul campionamento musicale, che precede il mondo del “sample for licenses” non possa essere a tutto oggi realizzato. I due sampling albums di maggiore successo di tutti i tempi sono stati Paul’s Boutique dei Beastie Boys It Takes a Nation of Millions to Hold Us Back dei Public Enemy; entrambi perderebbero milioni se venissero prodotti ed approvati oggi. Questo sistema impone anche che quasi ogni artista che vuole fare il “sampling lite” music che la moderna pratica richiede, finisce per contrattualizzarsi con una delle majors, anche nel caso in cui l’artista pensi di poter fare meglio da solo o con una etichetta indipendente.

Aggiungete a questo l’estensione dei 45 anni di retrospettiva del copyright per il suono e avrete un mondo nel quale quasi tutto ciò che vi è capitato di ascoltare almeno una volta è protetto da copyright o richiede una licenza, il che significa il monopolio alle quattro majors . Immaginate invece se creassimo una regolamentazione del campione simile alle royalties per le cover. Aggiungete tutti i campioni per ogni canzone e poi richiedete una royalty  proporzionata ai guadagni di quella canzone.  Questi sono i dettagli che devono essere risolti nell’avere a che fare con campioni che si sovrappongono e stabilendo l’uso di limiti per decidere la lunghezza minima del campione le la maggiore lunghezza permessa prima di dire “Tu non stai campionando, questa è solo una riedizione, paga la royalty automatica”. C’è la contabilità, la revisione dei conti, la raccolta e il pagamento.

Il sistema sarebbe goffamente comparato a quello che ci ha dato It Takes a Nation of Millions to Hold Us Back ma non così goffo da impedire la creazione di una canzone. Ed eviterebbe i problemi di competizione e negoziazioni  con le major per le etichette e per gli artisti. Se con questo si intendesse regolare solo le canzoni commerciali, ovvero l’attività industriale, non avrebbe alcun impatto sugli amatori che caricano I loro video su youtube e renderebbe facile per un amatore di successo fare il salto verso il professionismo, riempiendo I documenti necessari per il campionamento e poi pagando una parte delle entrate alle parti competenti.

Questo è solo un esempio di come possiamo creare regolamenti per l’industria dell’intrattenimento che valorizzino la creazione, l’investimento e l’innovazione senza criminalizzare I fan o attaccando internet. L’era di internet non è – e non dovrebbe essere- silenziosa su una questione: “ Come assicuriamo che gli autori e gli investitori abbiano una possibilità di arrivare ai soldi? ” Questo è tutto ciò a cui, da sempre, il diritto d’autore avrebbe voluto una risposta.

L’incapacità del copyright nel regolare l’attività culturale non è nuova. È probabilmente vero che questa incapacità riduce la profittabilità di alcune parti nella catena distributiva dell’industria dell’intrattenimento, già solo per il fatto che ne incrementa altre. Ma questa è solo una questione di massimizzazione dei profitti e non di sopravvivenza.

Il problema è che le aziende di intrattenimento hanno trattato l’incremento della facilità nel copiare nell’era di internet come un segnale che il copyright debba essere esteso per  proteggere più persone e più attività, andando molto al di là dell’industria dell’intrattenimento. Ciò che avrebbero dovuto fare è scegliere una nuova autorità garante,  visto che si tratta di una “attività industriale all’interno dell’attività del copyright” , incaricata perchè regoli loro stessi, senza cercare di controllare tutto il mondo in contemporanea.

Ê tempo di finirla di dichiarare la morte copyright solo perchè non vogliamo che sia l’ultimo controllore di tutto quello che facciamo con un computer.

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1] digital sampling licensing – Digital sampling (lett. campionamento digitale) è quell’attività di estrapolazione e duplicazione di parti di testie/o musiche di alter canzone acquisiti in via analogica, ma soprattutto digitale. Il licensing relativo è l’autorizzazione che l’autore o il titolare del diritto deve rilasciare.