YBlog

Ufficio rapporti con UE della Camera dei Deputati Aggiornamento negoziati TTIP

Posted in Informazioni Locali, Informazioni Nazionali, Politica&Società by yanfry on 22 luglio 2014

Esito del dibattito in seno al Comitato Politica Commerciale Titolari (25 giugno 2014 Bruxelles)

La Commissione europea ha ribadito l’importanza di proseguire con ambizione questo importante negoziato con gli Stati Uniti, sia per i considerevoli vantaggi economici che ne conseguirebbero per i cittadini dell’UE, sia per il valore strategico di un rafforzamento delle relazioni transatlantiche. La quinta tornata negoziale (Washington, 19-23 maggio) ha consentito di avanzare il lavoro su alcuni testi giuridici e progressi sono stati realizzati in materia di convergenza regolamentare sia sulla parte orizzontale (come migliorare la cooperazione tra regolatori, ruolo degli stakeholder nel processo formativo delle norme, valutazione di impatto), che sui settoriali.

Nel successivo incontro a Washington tra il commissario De Gucht e Froman (17-18 giugno), il primo ha ribadito l’importanza di procedere in maniera equilibrata tra i diversi pilastri, auspicando una convergenza sui benchmark in materia di appalti pubblici al fine di consentire il successivo scambio di offerte, dopo quello in materia di servizi.

La Commissione ha sollecitato gli Stati membri a finalizzare il lavoro di preparazione dell’offerta UE servizi al fine di poterla scambiare prima della tornata negoziale di luglio. De Gucht e Froman hanno concordato una successiva tornata negoziale a settembre.

La Commissione ha altresì ricordato gli sforzi per migliorare la trasparenza dei negoziati tramite la pubblicazione di documenti “non negoziali”, l’organizzazione di una sala di lettura per visionare testi consolidati ed incontri con la società civile. Ha invitato gli Stati membri di fare buon uso di queste informazioni, promuovere messaggi rassicuranti sull’impatto del TTIP nella vita dei cittadini europei e favorire una comunicazione corretta sulla portata dei negoziati.

E’ stata sottolineata l’inopportunità di organizzare tavoli paralleli di discussione tra gli Stati membri quali quello degli “amici del TTIP” organizzato il giorno precedente il Comitato su iniziativa di Regno Unito, Svezia e Spagna.

Agli esiti del dibattito è stata registrata piena condivisione nella valutazione di una situazione negoziale non certo ottimale.

A fronte di una nuova strategia comunicativa USA, volta a caricare il tavolo negoziale di elementi sensibili per l’UE (audiovisivo, GMO, ecc.), occorre riequilibrare la comunicazione (Francia), sottolineando la scarsa ambizione dell’offerta USA sui servizi (Spagna, Danimarca, Portogallo), mantenendo ferme le priorità dell’UE sul tavolo.

Sulle questioni tecniche, vi è piena consapevolezza che non saranno possibili progressi sostanziali prima del 2015 e si deve dunque procedere senza illusioni.

Crescente la sensibilità sulla questione ISDS in ambito investimenti, e diversi Paesi chiedono di non procedere nei negoziati finche’ sia stata fatta una valutazione completa dei risultati della consultazione pubblica, in cui comprendere anche il negoziato CETA con il Canada (Germania, Danimarca, Paesi Bassi, Lussemburgo).

Tra gli aspetti più delicati sono state richiamate le richieste USA in materia agricola (in particolare in materia di sussidi all’esportazione), l’architettura dell’offerta servizi le misure sanitarie e fitosanitarie.

Gli Stati membri hanno ribadito alcuni noti interessi offensivi, in particolare per un capitolo separato sull’energia e l’accesso libero all’approvvigionamento di materie prime, appalti (Buy American), indicazioni geografiche, benessere animale, PMI (dove ci sono progressi ma la posizione USA sull’idea UE di un portale unico informativo è ancora contraria), mobilità del personale qualificato.

In generale, è stata segnalata la difficoltà degli Stati membri di rispondere in maniera efficace alle crescenti critiche da parte della società civile.

La sfida è duplice: progredire nei negoziati e comunicare correttamente i progressi in funzione dei vantaggi per i cittadini.

Sul lato della trasparenza interna gli Stati membri hanno ribadito che la soluzione di una “sala di lettura” a Bruxelles non appare sufficiente e dovrebbe almeno essere prevista la possibilità di visionare tali documenti nelle capitali.

Da parte italiana è stato sottolineato che il negoziato TTIP rappresenterà una priorità del semestre di presidenza. L’obiettivo sarà convincere l’Amministrazione USA a metterlo in cima anche alle loro.

L’Italia farà il possibile per favorire la chiusura delle trattative entro il 2015, prima che l’avvio della campagna elettorale americana generi un nuovo blocco dei negoziati.

Dibattito al Parlamento europeo

Nella seduta plenaria del Parlamento europeo del 16 luglio 2014, il Commissario europeo al Commercio De Gucht ha fornito informazioni sullo stato dei negoziati con gli USA, premettendo che il Parlamento europeo sarà tenuto ad esprimere un voto al termine di quanto sarà negoziato.

Il 17 luglio 2014 è stato avviato il sesto round negoziale, al quale seguirà una pausa; successivamente si svolgeranno le consultazioni con gli stakeholder, esperti e consulenti della società civile; al termine del round la Commissione presenterà una sintesi scritta.

Consapevole delle perplessità emerse da più parti, il Commissario ha tenuto a precisare che il clamore destato dal negoziato in corso è sicuramente in parte dovuto a un interessamento dei media, che, in passato, non si sono mai troppo interessati a simili fattispecie, e che in molti casi hanno dato informazioni fuorvianti e incomplete.

Rispetto alla presunta mancanza di trasparenza, ha fatto presente che:

  1. mai un accordo commerciale è stato condotto con tanta trasparenza. Con il Trattato di Lisbona, naturalmente, è cresciuta semmai un’attenzione che prima non c’era;

  2. la Commissione si è attenuta diligentemente a quanto di sua competenza e il sito web dedicato all’argomento reca moltissimi documenti che aspettano solo di essere letti. Come concordato fin dall’inizio, la Commissione ha trasmesso i documenti al PE. Semmai è il Consiglio a non rendere pubblico il mandato, ma sono i governi a doversi fare carico di ciò;

  3. esiste una “sala di lettura per i documenti”; gli Usa negoziano con molti paesi asiatici e normalmente invitano gli interessati a consultare i documenti in sala di lettura. Non è possibile fare una copia degli stessi, ma si può prendere visione di tutto e formulare domande di chiarimento;

  4. da parte della Commissione è difficile convincere gli USA a dare di più di quanto danno ai loro parlamentari;

  5. la confidenzialità delle informazioni non va confusa con la segretezza;

  6. quanto alla necessità di condivisione dei documenti con gli Stati membri a parte la sala di lettura – è il Consiglio che deve valutare di togliere la segretezza e pubblicare gli orientamenti negoziali

  7. la Commissione, comunque, è aperta a suggerimenti

Rispetto alla necessità di rispettare gli standard europei

  1. Uno degli argomenti contro l’accordo commerciale è che il modello europeo di protezione ambiente e consumatori è migliore di quello USA e diminuire il “minimo comune denominatore” sarebbe penalizzante per l’UE. Si può tuttavia affermare che gli USA hanno alti livelli di protezione sia per quanto riguarda il risarcimento danni ai consumatori, sia per la qualità dell’aria e dell’acqua

  2. per quanto riguarda OGM, carni ecc ha assicurato che si tiene conto dei pareri scientifici dell’EFSA e non si intende cedere in termini di livelli di protezione inferiori a quelli attualmente garantiti dall’UE

Dibattito

Il dibattito è stato molto lungo e si è incentrato sui temi richiamati dal Commissario.

In estrema sintesi, coloro che erano contrari già dall’inizio all’accordo hanno ribadito la contrarietà a portare avanti i negoziati

PPE Gruppo del Partito Popolare Europeo (Democratici-Cristiani)

CASPARY- RUBIG – SAJFI-LANGE- WINKLER- BUZEK – CICU – BROK

Nel condividere gli obiettivi di crescita perseguiti dal trattato, hanno segnalato:

  • ricadute e garanzie per le PMI, la cui ossatura va salvaguardata

  • necessità di trasparenza dei negoziati sulla base della risoluzione votata dal PE nel 2013

  • dovendo comunque superare lo status quo, occorre proseguire nei negoziati

  • per l’energia e la ricerca è necessaria una migliore organizzazione a livello UE

Gruppo dell’Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo

S&D

MARTIN – JAAKCONSAARI – MOSCA – DANTI

Nel condividere la necessità di proseguire nei negoziati, hanno segnalato:

  • la necessità che il dibattito non sia ideologico, ma comunque che si prosegua nella direzione della trasparenza e del coinvolgimento cittadini

  • l’occupazione e la crescita hanno bisogno di politiche extra ue

  • è opportuno cogliere l’occasione per esportare nostri modelli e difendere le eccellenze

  • si tratta di un banco di prova: non si vuole un accordo a tutti i costi, ma un accordo nel rispetto di valori non negoziabili

  • equilibrio è necessario, ma la cattiva informazione può pregiudicare il raggiungimento di obiettivi condivisibili

  • è una buona occasione per definire standard globali e per non restare indietro rispetto partener globali

Gruppo dei Conservatori e Riformisti europei

MC CLARKIN

Favorevoli :

  • accordo positivo per il lavoro, l’ economia, i singoli cittadini, i prezzi più bassi, gli standard migliori

  • aiuto per le piccole e medie imprese

  • occorre fugar le preoccupazioni per standard alimentari ed evitare dispute inutili :

  • l’ SDS deve salvaguardare investitori

  • bisogna avere un sostegno politico fino alla fine e mantenere perché il potenziale

Gruppo dell’Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa

SCHAAKE – DE SARNEZ – REHN

Nel condividere gli obiettivi, hanno segnalato:

  • punto fondamentale è l’occupazione e il mantenimento degli standard elevati dei diritti fondamentali

  • le questioni controverse devono essere analizzate con attenzione (appalti pubblici)

  • più trasparenza per l’opinione pubblica

  • l’Europa deve crescere e farlo occorre potenziare la dimensione delle esportazioni PMI

  • il riconoscimento reciproco standard non compromette niente e la chiave la chiave per accettarlo è fugare le preoccupazioni cittadini

  • occorre un dialogo efficace con società civile

Gruppo confederale della Sinistra unitaria europea/Sinistra verde nordica

KATRUGALO – SCHOLZ – FORENZA – GLEZOS

Hanno ribadito la loro contrarietà al prosieguo dei negoziati, segnalando:

  • Sulla giurisdizione tribunali Junker e il Commissario sono su posizioni diverse e devono chiarire

  • la popolazione non vuole l’accordo e bisogna tenerne conto

  • gli Usa devono rispettare le regole; non può essere una Nato in termini commerciali

  • la “solo lettura” dei documenti non è sufficiente a garantire la trasparenza e e la chiarezza

I Verdi/Alleanza libera europea

JADOT – KELLER

Contrari:

  • Opacità dei negoziati basati sul valore merceologico

  • l’informazione deve essere data e la Commissione non la dà in maniera sufficiente (Art.18/10 trattato)

  • non si capiscono i benefici e mancano valutazioni di impatto

Gruppo Europa della Libertà e della Democrazia diretta

BEGHIN – MACH

Contrari:

  • si tratta di uno strumento per eliminare barriere, ma quelle rappresentate dai diritti che i lavoratori hanno acquisito con fatica: diritti acquisiti, sicurezza alimentare, privacy

  • la trasparenza c’è solo per i lobbisti e gli avvocati delle multinazionali: parlamentari e cittadini non hanno la disponibilità delle informazioni bnecessarie

  • non è opportuno creare oneri di regolamentazione

  • le tariffe doganali portano soldi e la Commissione non le vuole perdere!

Non iscritti

SALVINI

  • Netta contrarietà per totale assenza di fiducia

  • Tutti gli altri accordi (Pakistan, Marocco, Birmania, India, Vietnam, Giappone ecc) che fine fanno?

  • Come si pensa di difendersi dall’Italian sounding che pesa sulla nostra economia?

MARINE LE PEN

  • Netta contrarietà per un prrocesso non democratico

  • la Commissione non garantisce la trasparenza

  • si tratta di mercato unico e non di libero scambio

Replica Commissario De Gucht

All’esito del dibattito, ha evidenziato che sono stati “mescolati” alcuni filoni:

  1. Favorevoli o contrari all’accordo?

  2. Gli USA sono il partner corretto?

  3. I negoziati sono abbastanza trasparenti?

Punto 1. il Commissario ha affermato che coloro che sono contrari al “commercio” non saranno mai favorevoli e non cambieranno idea. A suo avviso, comunque, non esiste un esempio di società che si è sviluppata senza il commercio.

Punto 2. L’impressione è che si continui a dire che il modello americano è sbagliato e che quello europeo è migliore. Il piano della discussione tuttavia non è questo; la sfida è lavorare pur nelle differenze per arrivare a obiettivi comuni: crescita, occupazione, tutela della qualità ecc. Con chi si dovrebbe collaborare altrimenti? Che ne sarebbe poi dell’accordo con il Canada, con Singapore? Si butta via tutto? E l’ Africa occidentale? Ci rifiutiamo di discutere perché non siamo uguali?

Punto 3. La risposta è stata già fornita nell’introduzione al dibattito.

In conclusione, invita il PE a giudicare in base ai risultati concreti del negoziato.

Quanto ai PARLAMENTI NAZIONALI, è stato chiesto se dovranno pronunciarsi. Il Commissario ritiene di sì, trattandosi di un accordo misto.

Advertisements
Tagged with: , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: