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Una riflessione sulla Strage di Lampedusa

Posted in Informazioni Nazionali, Politica&Società by yanfry on 7 ottobre 2013

Team Of Three Orange People Holding Hands And Standing On Blue Puzzle Pieces, With One Man Reaching Out To Connect Another To Their Group Clipart Illustration Graphic

Relativamente alla Strage di Lampedusa un collega Pirata ha postato un’interessante (a mio avviso) riflessione su di una “strage che sembra così assurda, eppure è del tutto reale.”

Credo sia importante fermarsi un attimo ad approfondire la riflessione. Ciascuno di noi cerchi di documentarsi, di riflettere sui dati a livello globale e ad immaginarsi i possibili futuri, passando dalla sterilità dei numeri previsionali, che circolano da tempo sui fenomeni migratori connessi ai cambiamenti climatici, alla immagine concreta di uomini, donne, bambini stesi su un molo con un drappo nero a coprirli.

[…]

Migranti per cause ambientali dirette (stime sui dati disponibili):

– 1995, circa 25 milioni (primo dato base)

– 2010, circa 50 milioni (x2, raddoppiate)

 

Previsioni per il 2050:

– moderate: 200/250 milioni (x10, decuplicate)

– pessimistiche: 700 milioni (x30)

 

Tendenza di lungo periodo (2070+):

– accelerazione del processo di innalzamento dei mari -> infiltrazione di acqua salata nelle falde acquifere e inabitabilità di gran parte delle zone costiere attualmente abitate – 1,5-2 miliardi di persone (x80, circa 1 uomo su 4 dovrà migrare per cercare di sopravvivere altrove)

 

A questo aggiungiamo che la tensione per le risorse e la crisi economica e produttiva collegata è prevedibile aumenti in media la tensione interna sociale e quella internazionale -> aumento delle guerre, civili e non, e conseguente aumento dei migranti per cause non direttamente riconducibili a fenomeni climatici (ad esempio nel 2010 i migranti complessivi sono stati oltre il doppio di quelli per “cause ambientali”).

 

Una forza politica che non voglia seguire la solita strada del “fare niente, parlare molto, reggere un altro giorno e poi si vedrà” si deve confrontare con queste ipotesi e questi numeri. Per progettare ora una rotta possibile, sino a quando ha ancora un senso tracciare una rotta, perché nel mezzo della tempesta si è in balia degli elementi, si può solo seguire il vento.

 

Quello che voglio dire è: vi è grande probabilità che nei prossimi decenni si arriverà ad un punto in cui avremo fenomeni migratori di un ordine di grandezza superiore all’attuale. E’ possibile, se non probabile, che la popolazione italiana “sostenibile” sia solo una frazione dell’attuale, quindi milioni di italiani dovranno “sparire”… e se queste previsioni si verificano in molti paesi del mondo sarà decisamente peggio.

 

Non voglio dire che bisogna agire come se questi “modelli catastrofici” fossero la verità, sono modelli e stressati in senso negativo, quindi molto probabilmente si dimostreranno eccessivamente pessimisti (ma per ora reggono e va ancora dimostrato che lo siano). Però bisogna iniziare ad attrezzarci, anche culturalmente, per comprendere e affrontare fenomeni di magnitudine enormemente superiore agli attuali.

 

Ricordo infine che la rotta imposta dalla tempesta quando si verifica la possiamo leggere facilmente nella storia della nostra specie, ci racconta di guerra, sterminio, genocidio.

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