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Bologna: vince la scuola pubblica (e i cittadini NONOSTANTE i partiti)

Posted in Informazioni Nazionali, Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 31 maggio 2013

Comitato art. 33, così si chiama il gruppo di volontari che hanno promosso un referendum, che seppur circoscritto alla sola Bologna, risulta sicuramente molto importante per l’intero Paese. Art. 33, il nome si rifà evidentemente al testo costituzionale che in merito al suddetto, il comma 3 recita così “Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato“. Il quesito del referendum è stato questo:

Quale fra le seguenti proposte di utilizzo delle risorse finanziarie comunali che vengono erogate secondo il vigente sistema delle convenzioni con le scuole d’infanzia paritarie a gestione privata ritieni più idonea per assicurare il diritto all’ istruzione delle bambine e dei bambini che domandano di accedere alla scuola dell’infanzia?
a) utilizzarle per le scuole comunali e statali
b) utilizzarle per le scuole paritarie private

logo del Comitato art. 33 che suggerisce di votare la A

logo del Comitato art. 33 che suggerisce di votare la A

Tenutosi il 26 maggio scorso, il referendum ha fatto registrare un’ affluenza alle urne alquanto bassa, il 28,71% degli aventi diritto ha barrato una delle due caselle e con il 59% delle preferenze la vittoria è andata all’opzione A a fronte di un 41% di preferenze date all’opzione B. Intorno a questi dati si è aperta la polemica tra i promotori del referendum e i suoi oppositori. I primi sventolano la propria bandiera vittoriosi per un risultato ritenuto importante e significativo “buonissima partecipazione, dal momento che gli elettori che si sono recati alle urne superano di gran lunga il numero di persone direttamente coinvolte nella decisione”. I secondi fanno leva sull’affluenza assai bassa e quasi trascurabile. Laconico, infatti, il segretario della Cisl Alessandro Alberani: “E’ stata un’affluenza molto scarsa, è il referendum comunale meno partecipato della storia di Bologna” – e ancora – “qualsiasi sarà il risultato non faremo cambiare direzione all’amministrazione” aveva commentato il Sindaco di Bologna prima delle operazioni di voto. La vicenda risulta, quindi, molto controversa dati gli interessi che gravitano intorno all’istruzione privata sia come fonte di guadagno che di risparmio (per lo Stato). Anche il neo Ministro dell’istruzione Carrozza si schiera per la risposta B affermando che le scuole paritarie sono necessarie per la copertura dei posti che la scuola pubblica non riesce ad offrire ai bambini.

La musica in sostanza non cambia, si alternano i governi e i ministri con essi, ma la scuola pubblica non ottiene mai il riconoscimento o meglio l’investimento che merita. Continua, da anni, a navigare a vista in un mare di disagio e nonostante tutto sforna menti che portano molti italiani a brillare nel mondo, appunto.

La scena politica si spacca intorno all’argomento;  favorevole l’ala sinistra della maggioranza, Sel in testa, il M5S, la Fiom, i sindacati di base, i collettivi studenteschi e persino Casapound; in direzione opposta si schierano l’amministrazione comunale, il centrodestra, l’ Udc, il mondo cattolico, la Cisl, Unindustria e varie cooperative di commercianti.

Bologna è un importante polo dell’ istruzione italiana e da li è venuta la prima mossa, ma l’Italia da che parte sta? Questo referendum può essere un virus di democrazia che contagerà la penisola o sarà un caso isolato? Tra mille attacchi la scuola pubblica va avanti e ha vinto questa battaglia, ma non ha ancora vinto la guerra.

Link utili: http://referendum.articolo33.org/

Fonte: http://asinupress.altervista.org/bologna-vince-la-scuola-pubblica/

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