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Hacker e attivismo, la disinformazione vuole essere libera!

Posted in Informazioni Nazionali, Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 22 maggio 2013

Misinformation

In singolare coincidenza con gli allarmi per l’eccessiva libertà della Rete  è partita questa operazione contro un gruppo di “hacker” di “anonymous” che avrebbero danneggiato siti pubblici;

su questa vicenda l’informazione è stata quanto di piu’ superficiale si possa immaginare, in un perfetto mix di ignoranza e malafede:

– tutti i media (tradizionali o meno) hanno definito questi “presunti delinquenti” (la presunzione di innocenza vale per nonno Silvio come per costoro) come appartenenti al gruppo degli “anonymous” sebbene le stesse forze di polizia  abbiano dichiarato che i delinquenti si “celavano dietro il nome di Anonymous” ed “approfittavano della notorietà del movimento” ;

– le forze di polizia hanno parlato di come i presunti delinquenti abbiano perseguito “scopi e interessi personali”,  ma quali fossero questi scopi e interessi ancora non è dato sapere;

– tutti i media si sono concentrati sulle responsabilità di queste persone per il danneggiamento di siti pubblici ma, a due anni dai fatti a cui si riferiscono le indagini, nessun accenno è stato fatto agli apparati, le società ed i professionisti della sicurezza che hanno il compito di proteggere da queste intrusioni, nessun dato è stato reso pubblico e nessuna fonte è stata data per valutare il loro operato e la loro eventuale responsabilità (quali misure di sicurezza venivano adottate, il livello di aggiornamento hardware e software, i sistemi e le procedure di recovey, etc.);

– su tutti i media sono stati definiti e si continuano a definire “hacker” questi presunti delinquenti che, nella migliore delle ipotesi, possono essere dei malintenzionati che sfruttano le falle nei sistemi per danneggiarli o per carpire informazioni da rivendere (cracker) dando una connotazione negativa ad un termine che ha ben altro significato (“Un hacker costruisce le cose mentre un cracker le rompe e basta” Eric Steven Raymond);

gli hacker sono persone che vogliono migliorare il mondo che li circonda, senza delegare a nessuno la responsabilità del proprio futuro,  sostituiscono al valore del denaro il valore del contributo che un individuo riesce a dare alla comunità e la passione con cui lo fa, sostengono le idee della libertà di espressione e dell’accesso per tutti alla conoscenza, vogliono mettere le mani nelle cose per capirne il funzionamento

Parlare di Hacking e Hacktivism significa parlare di libertà (e non necessariamente nell’ambito informatico) libertà di informazione, di cooperazione, di condivisione, spinti da passione e amore per il prossimo.

Era un hacker Aaron Swartz che ha regalato al mondo e alla Rete invenzioni come l’Rss ed ha “liberato” milioni di articoli scientifici e paper accademici per permettere a chiunque di poterne fruire rendendo il web un luogo dove lo scambio di informazioni e notizie avviene in maniera più semplice, democratica e giusta;

Sono hacker i ragazzi del collettivo Macao che occupano lo storico Cinema Manzoni, abbandonato dal 2006 che si vuole trasformare in un centro commerciale;

Siamo hacker pubblicando sul nostro sito alcune delle più celebri opere di Pirandello e Deledda, mentre la SIAE tentava di prolungarne i “diritti” e allontanare il rientro delle loro opere nel pubblico dominio

Sono hacker i ragazzi di San Precario di Milano che “hackeravano” la settimana della moda nel 2005 , sfilando sulla passerella con “abiti come pancere nascondi-gravidanza, adatte a lavoratrici precarie che non vogliano perdere il proprio posto di lavoro, gonne anti-mano morta piene di trappole per topi, minigonne sexy per fare carriera pi`u in fretta, abiti da sposa per donne senza cittadinanza italiana, tute da lavoro con pigiama, per essere sempre pronti a lavorare notte e giorno“;

Sono hacker Stallman  e Torvalds, fortemente motivati a creare qualcosa di nuovo e utile per la comunità mondiale tanto da cambiare per sempre il panorama tecnologico dei giorni nostri (se lo avessero fatto per un riscontro economico oggi sarebbero milionari);

Sono hacker i ragazzi del Teatro Valle Occupato che nel 2011 occupano il teatro per scatenare un processo di autonomia dal basso, creando nuove relazioni e nuove opportunità di lavoro, un nuovo modello di cittadinanza attiva;

Sono hacker tutti coloro che fanno trashware nel mondo  recuperando computer inutilizzati per darli, funzionanti con installato software libero, a coloro che non hanno la possibilità di acquistarlo;

Sono hacker i CAPS di Barcellona che combattono la crisi della sanità con un centro medico autogestito dando aiuto alle persone in difficoltà economica, in cui si paga con ore di lavoro;

Sono hacker i volontari dell’Osservatorio Indipendente di Bologna morti per infortuni sul lavoro che dal 2008 ad oggi registra e denuncia la strage dei cittadini morti per infortuni sui luoghi di lavoro ;

Sono hacker i ragazzi dello Scup di Roma che in uno spazio occupato hanno creato un centro autogestito per ridare al quartiere i servizi che la crisi aveva tagliato, dalle attività per bambini e anziani, allo sport, ai corsi di lingua, etc.

E siamo hacker ancora noi, il Partito Pirata, che viviamo l’hacking come attitudine in ogni momento della nostra vita, battendoci contro l’informazione mirata e preconfezionata, per l’utilizzo delle tecnologie a difesa della dignita’ e liberta’ delle genti, contro il sempre piu’ evidente tentativo di utilizzarle per il controllo sociale, facendo politica “mettendoci le mani sopra” per capirne i meccanismi e modificarli e aggiornarli per riportare la politica e la democrazia piu’ vicine al loro significato.

Post informativo di un iscritto del Partito Pirata Italiano

Striscia tradotta dall’originale http://mimiandeunice.com/2010/09/17/misinformation/

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