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… la democrazia è troppo importante per lasciarla solo al software

Posted in Informazioni Nazionali, Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 3 aprile 2013

Da un articolo di Wired.it http://daily.wired.it/news/politica/2013/04/03/democrazia-elettronica-internet-destra-sinistra-783478967.html

[…]

Democrazia elettronica
L’uso della Rete per prendere decisioni viene oggi visto come una grande innovazione, uno strumentoneutro, la porta d’ingresso verso la cosiddetta democrazia elettronica, l’iper­democrazia.

In effetti, quando lo strumento (il come) diventa molto sofisticato, per esempio nel caso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, emerge il rischio di restarne affascinati e la forte tentazione di considerarlo neutro. Eppure, ormai da molti anni, il principio della non­ neutralità della scienza è riconosciuto e consolidato. Scienza e tecnologia da una parte e società e economia dall’altra siplasmano e influenzano a vicenda, la scienza neutra non esiste (Cini, 1976). Oggi questa tesi è insegnata nei dipartimenti Scienza, Tecnologia e Società di tutte le università del mondo come uno dei principi fondamentali per capire la realtà attorno a noi. Le tecnologie non sono neutre, esse rispecchiano e incorporano i valori, le culture di chi le progetta, del loro mondo, del momento storico in cui vengono progettate. D’altra parte le tecnologie hanno anche un impatto sulla società stessa, creando così un circuito: tecnologie e società si condizionano a vicenda, l’influenza è reciproca. È il cosiddetto principio del co­shaping, plasmarsi a vicenda (Johnson, 1985).

La rete Internet nasce nel 1969 e quando arriva in Italia, nel 1986, cominciamo subito a usarla (ho avuto la fortuna di lavorare alla Ricerca Olivetti a Ivrea dal 1974). Percepiamo che i progettisti in qualche modo vi hanno immesso la cultura e l’utopia della società dell’epoca. E ne restiamo affascinati. Il modello alla base del suo progetto originale è quello della comunicazione peer­ to­ peer (tra pari)da­ molti­ a­ molti e sconvolge le modalità tipiche delle società centralizzate: ecco perché molti stati autoritari nel mondo stanno tentando di bloccarne la diffusione. Dalla società nasce Internet, Internet sta cambiando la società.

Naturalmente la partecipazione facilitata dall’uso della Rete aiuta non solo a organizzare manifestazioni vere (vedi le primavere arabe), ma anche a migliorare i vecchi processi decisionali. D’altra parte non bisogna nemmeno mitizzare troppo questo strumento. Può Internet rappresentare davvero un ausilio per la vita democratica? Ha senso parlare di democrazia elettronica, di agorà elettronica?

Le opportunità e i punti di forza offerti dalla tecnologie dell’informazione sono tanti: accesso alle immense basi di conoscenza, discussioni più ampie ed approfondite, decisioni più informate, opportunità di estendere la partecipazione anche a chi ha difficoltà a spostarsi fisicamente, maggioretrasparenza e possibilità di controllo dal basso, costi contenuti degli strumenti stessi.

Sono tanti però anche i rischi e le debolezze: rischio di una partecipazione de­responsabilizzataed anonima, sfumatura delle diversità (sociali, di culture, di genere), confusione tra mondo reale e mondo digitale, tra istituzioni reali e comunità virtuali, eccessiva accelerazione dei processi decisionali, sovraccarico di informazioni, assenza di regole decisionali linee guidaconsolidate dovute a scarsa esperienza (con il rischio di ricadere nella vecchia situazione di uno­ solo­ al­ comando), risorse economiche e culturali per accedere a Internet non ancora alla portata di tutti, rischio di perdere le caratteristiche fondamentali della democrazia.

Quali sono le caratteristiche fondamentali della democrazia che abbiamo ereditato dai secoli precedenti? Partecipazione diretta; costruzione di un senso di comunitàdiscussione delle alternative, non solo il conteggio delle opinioni; apertura e ascolto delle diversitàtolleranza; opportunità di sostenere la propria posizione di fronte agli altri; accettazione delle conseguenze delle proprie scelte, non solo comunicazioni anonime; pazienza, la democrazia è un processo necessariamente lento, è per gli umani, tra umani, quindi a velocità diverse rispetto ai computer che rischiano di accelerare drammaticamente tutti i processi; opportunità di riflettere, la nostra mente richiede tempo, silenzio; dobbiamo fermarci, meditare e fermare tutti i messaggi che ci sommergono per poter decidere, agire, influenzare e cambiare la nostra realtà attorno a noi.

Sta a noi trovare il giusto equilibrio e magari tentare delle sperimentazioni di partecipazione che riescano a miscelare con saggezza la partecipazione dei cittadini nel mondo reale con gli strumenti forniti dalle nuove tecnologie. La democrazia è troppo importante per lasciarla solo al software, si chiamasse pure Liquid Feedback.

Norberto Patrignani è docente di Computer Ethics alla Scuola di dottorato del Politecnico di Torino

 

Licenza: http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/3.0/

Una Risposta

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  1. Gianluca Cornelli said, on 4 aprile 2013 at 11:36 am

    Non mi piace la commistione tra mezzo/strumento e scopo/fine.
    Non mi piace la predeterminazione delle possibilità.
    Un carro armato rimane uno strumento di distruzione la rete un mezzo con cui arrivare alla alfabetizzazione digitale dei cittadini.Una diretta streaming è neutra,quello che ci stà dentro no;questa è la capacità della rete in LQFB esiste un livello di delega che rappresenta il livello maggiore di coscienza democratica.


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