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Guida alla Consultazione UE sull’enforcement della Proprietà Intellettuale – Amelia Andersdotter e Partiti Pirata

Posted in Informazioni Nazionali, Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 8 marzo 2013

In breve: La guida che segue è stata preparata dal gruppo di lavoro di Amelia Andersdotter, per rispondere alle domande della Consultazione della Commissione UE sull’efficacia e sui costi dei provvedimenti per la tutela della Proprietà Intellettuale (la revisione dell’Ipred )
Dal momento che la consultazione è solo in lingua inglese i Partiti Pirata si sono impegnati per tradurre la Guida alla consultazione e le proposte di risposta, nella lingua del proprio paese d’origine, per consentire ai cittadini di partecipare in modo semplice allo sviluppo delle linee politiche europee (hanno collaborato alla traduzione Gayardo, r41nm4n e yanfry del Partito Pirata Italiano)

UPDATEMauropili ha predisposto un’ottima guida con immagini step by step per la compilazione del questionario http://ameliaandersdotter.eu/wp-content/uploads/2013/03/fermiamo-IPRED.pdf

La guida che segue è stata preparata dal gruppo di Amelia Andersdotter, per rispondere alle domande della consultazione UE sull’efficacia dei provvedimenti per la tutela della Proprietà Intellettuale (revisione dell’Ipred)

Se volete comunicare alla Commissione Europea come la pensate esattamente sull’IPRED, avete la possibilità di farlo fino al 30 marzo 2013.
Di seguito le guide alle risposte proposte da #exile6e (la serie web intitolata #exile6e, racconta il lavoro giornaliero della Andersdotter, e dei suoi colleghi al Parlamento UE, http://piratetimes.net/exile6e-a-pirate-docuseries/):

Guida alle Risposte #1 (questa è la versione più lunga della guida, fortemente consigliata!: P)

Consultazione accessibile senza registrazione (ma non si può rispondere direttamente)
http://ec.europa.eu/internal_market/consultations/docs/2012/intellectual-property-rights/questionnaire_en.pdf
http://ec.europa.eu/internal_market/consultations/2012/intellectual-property-rights_en.htm

Consultazione con registrazione (compilazione form online)
http://ec.europa.eu/yourvoice/ipm/forms/dispatch?form=IPRREGFORM

Il 30 Novembre 2012 la Commissione EU ha pubblicato un questionario IPRED (Intellectual Property Rights Enforcement Directive).

Per rendere più semplice per i cittadini rispondere a queste domande, nel mio ufficio abbiamo creato questa guida. Essa dovrebbe rendere più semplice capire quando e perché si dovrebbe scrivere una risposta a una determinata domanda. In realtà è redatta in modo molto generico, visto che la Commissione filtra quasi sempre le risposte identiche.
Potete trovare il questionario qui: http://ec.europa.eu/internal_market/consultations/2012/intellectual-property-rights_en.htm.
Per partecipare al sondaggio, è opportuno richiedere un link di consultazione che viene inviato per email. Ciò avviene rendendo disponibile il proprio indirizzo email alla Commissione, che risponderà manualmente inviando un link personalizzato al sondaggio. Questo significa che si può ricevere tale link di partecipazione soltanto durante il normale orario d’ufficio. Durante la prossima settimana richiederemo molti link di partecipazione, dunque sarà più facile ottenere un link durante il Natale e la partenza di fine anno.

Per informazioni di carattere generale sulle consultazioni vedere alla fine di questo articolo.

Guida alle risposte

Part 1: Background information
Parte 1: informazioni di base

Qui la Commissione vi chiederà, chi siete. Normalmente voi risponderete che siete cittadini, o cittadini che sono possessori di diritti di proprietà intellettuale. Le risposte che seguono si riferiscono ai cittadini che non vogliono rispondere come possessori di diritti di proprietà intellettuale. Ciò significa di fatto, che in seguito dovrete rispondere a meno domande.
A parte ciò, le forme sono quasi identiche. Presto pubblicheremo una ulteriore guida per le risposte dei cittadini possessori di diritti di proprietà intellettuale.
Visto che si generano diritti di proprietà intellettuale ogni volta che si scrive un testo o si canticchia una melodia sconosciuta, è altamente improbabile che non si possegga alcun diritto di proprietà intellettuale di una qualche forma.
Se avete mai canticchiato una nota melodia o siete stati filmati (volontariamente o involontariamente), deterrete anche i cosiddetti diritti connessi, ottenuti ogniqualvolta interpretate una qualsiasi opera. Come cittadini detentori di diritti di proprietà intellettuale dovrete sia rispondere a più domande, sia dettagliare maggiormente le risposte rispetto ai cittadini senza diritti di proprietà intellettuale.
Consigliamo a tutti di rispondere come cittadini detentori di diritti di proprietà intellettuale.

Se avete registrato brevetti o diritti di marchio, dovrete rispondere anche ad alcune domande supplementari. Queste contemplano anche il caso in cui altre società hanno utilizzato contro di voi la loro proprietà intellettuale in maniera concorrenziale. Vi sarà inoltre chiesto il significato del diritto al monopolio.

Part 2: Questionnaire, page 1
Parte 2: Questionario, pagina 1

Risposta suggerita: Chi siete, dove operate e da dove venite. Probabilmente è sufficiente specificare un indirizzo e-mail, il codice di avviamento postale e la città. Tuttavia può essere difficile evitare l’immissione del nome completo, a meno di limitarsi deliberatamente al solo nome di battesimo, altrimenti si rischia di non essere presi sul serio.

Domanda 1-4: Tutte le domande seguenti sono commenti. Qui potreste ad esempio osservare che la direttiva non è giuridicamente sicura, in quanto non rispetta il diritto alla privacy. Potreste anche sottolineare che la direttiva non è stata in grado di influire omogeneamente e armonicamente sul mercato interno. Dovreste anche menzionare che gli studi sulla violazione della proprietà intellettuale su internet indicano che i file-sharer (ndr: coloro che condividono files) consumano più cultura dei non file-sharer [1]. Potreste anche aggiungere che la proprietà intellettuale rappresenta sempre più una barriera al libero commercio, e che abbiamo sempre più bisogno di eccezioni a queste leggi di proprietà intellettuale, in modo che nessuna biblioteca [2], insegnante, organizzazione per non vedenti ed altra organizzazione di utilità sociale [4] o nuova impresa venga danneggiata dai diritti sulla proprietà intellettuale [5].
Domanda 5: la risposta dovrebbe essere “Crucial” (“Critica”). Per noi cittadini è di fondamentale importanza che la nostra giurisprudenza funzioni in modo socialmente accettabile.

[1] La raccolta di materiale a sostegno di questa affermazione è piuttosto sostanziosa al momento, ma qui potete trovare una selezione (http://www.zeropaid.com/news/100921/what-filesharing-studies-really-say-conclusions-and-links/ ), uno studio su Megaupload (https://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=2176246 ) e una collezione del 2010 ( http://opassande.se/2010/09/16/fildelning-ar-inte-skadligt-och-bor-saledes-legaliseras/ ).
[2] Vedere la recensione del Partito Pirata svedese ( http://politik.piratpartiet.se/bibliotek/ ) sul problema delle biblioteche e la proposta della Commissione stessa riguardo alle opere orfane.
[3] Vedere il lavoro dell’Unione Europea Ciechi (EBU, European Blind Union) per le Eccezioni nei Diritti d’Autore (http://ec.europa.eu/internal_market/copyright/orphan_works/index_en.htm ).
[4] Vedere l’eccellente relazione ( http://www.ivir.nl/publications/hugenholtz/Fair%20Use%20Report%20PUB.pdf ) dell’IViR nei Paesi Bassi o lo studio dell’Istituto Internet dell’Università di Lund (LUii, Lund University Internet Institute).
[5] Vedere le indagini proprie della Commissione ( http://ec.europa.eu/internal_market/e-commerce/communication_2012_en.htm ) sul ruolo delle leggi sulla proprietà intellettuale nel blocco del mercato interno, o la relazione della Commissione che critica la tutela giuridica del ruolo delle banche-dati per lo sviluppo del mercato interno ( http://ec.europa.eu/internal_market/copyright/docs/databases/evaluation_report_en.pdf ).

Part 2: Questionnaire, page 2 
Parte 2: Questionario, pagina 2

Sezione: Efficienza ed efficacia dei procedimenti civili in materia di violazione dei diritti di proprietà intellettuale.
Nota: nel caso siate stati oggetto di intimidazioni o molestie da parte dell’industria della musica o del cinema, rispondere in questa sezione è particolarmente importante.

Domanda 1: nel caso abbiate ricevuto una lettera avvertimento o di minaccia dall’industria musicale o cinematografica, rispondete “Sì”, altrimenti “No”.
Domanda 2: “No”, in entrambi i casi della domanda 1.
Domanda 3: Nel caso siate stati denunciati dall’industria della musica o del cinema, rispondete “Sì”, altrimenti “No”.
Domanda 4: “No”. (i files-sharer dovrebbero avere gli stessi diritti degli altri, senza essere processati per direttissima dal sistema giudiziario)
Domanda 5: “No”. (vedi sopra)
Domanda 6: “No”.
Domanda 7: “No”.
Domanda 8: “No”. (vogliamo le stesse opportunità di giustizia nelle leggi di proprietà intellettuale, come nelle altre aree legislative)
Domanda 9: “No”.
Domanda 10: “No”.
Domanda 11: “No”.
Domanda 12: domanda aperta (testo libero fino a 1000 caratteri). Qui potete discutere sulla necessità di una corretta valutazione degli elementi di prova e della garanzia del diritto alla privacy per ogni cittadino europeo.
La giustizia deve fare il suo corso. Si possono anche sottolineare i rischi di tribunali speciali [1], il subentro delle autorità statali al ruolo dei tribunali (Hadopi in Francia [2]), o la delega di responsabilità dello Stato al settore privato (Irlanda [3] e Stati Uniti [4]).

[1] Ci sono molte critiche per esempio ai tribunali specializzati in brevetti ( http://www.forbes.com/sites/timothylee/2011/08/19/specialist-patent-courts-are-part-of-the-problem/ ).
[2] HADOPI ( http://en.wikipedia.org/wiki/HADOPI_law ) è stata criticata in diverse occasioni. Qui (http://www.techdirt.com/articles/20121209/07085621316/french-hadopi-scheme-gutted-other-bad-ideas-to-be-introduced-instead.shtml ) ci sono alcuni sviluppi recenti. In breve, HADOPI consentirà di disconnettere gli utenti da internet senza processo – i titolari dei diritti possono presentare accuse presso una autorità centrale riguardo la violazione dei loro diritti da parte dei cittadini. Dopo tre reclami presentati contro un cittadino, l’Autorità (chiamata HADOPI) disconnette il cittadino da internet.
[3] Il più grande fornitore di servizi internet d’Irlanda ha un accordo con le tre maggiori case editrici di musica per disconnettere gli utenti da Internet dopo che questi sono stati accusati per tre volte di seguito di condivisione illegale di file. Non verrà svolto alcun regolare processo. Questo caso è stato esaminato dal Difensore civico irlandese per la protezione dei dati ( http://businessetc.thejournal.ie/massive-blow-to-music-industry-as-eircom-anti-piracy-measures-rejected-307584-Dec2011/ ), che purtroppo ha perso la causa dinanzi al Tribunale, facendo in modo che il lassismo delle leggi irlandesi sulla protezione dei dati consenta ora una Regolamentazione “three-strikes” (“tre colpi”) senza processo ( http://www.edri.org/edrigram/number10.22/data-protection-regulation-3-strikes ).
[4] Vedere qui ( http://torrentfreak.com/six-strikes-scheme-may-lead-to-lawsuits-against-pirates-121212/ ) la Regolamentazione “six-strikes” (“sei colpi”) proposta.

Section: Right to information
Sezione: Diritto all’informazione

Domanda 1: domanda aperta. Qui potete discutere della necessità di una riforma del copyright, in modo che il comportamento delle persone che seguono le norme sociali non costituisca violazione del copyright [1]. Potete anche sottolineare l’importanza di preservare la segretezza delle comunicazioni private [2], e di evitare che le piattaforme internet o i fornitori di servizi internet vengano ritenuti legalmente responsabili per le azioni dei loro clienti (in modo che tali provider siano per esempio forzati a filtrare, bloccare o monitorare le comunicazioni private).
Domanda 2: “No”.
Domanda 3: “Non mi riguarda”
Domanda 4: “Non mi riguarda”
Domanda 5: Se rispondete “No” a questa domanda, vi apparirà un campo di testo. In questo campo potete condividere informazioni sull’importanza di una rete libera, che possibilmente sia gestita senza frontiere, perché questa è una delle caratteristiche che più apprezziamo di internet. Se selezionate “Non mi riguarda”, non apparirà alcuna casella di testo.

[1] Attualmente, la raccolta di materiale a supporto di questa affermazione è piuttosto consistente , ma qui potete trovare una selezione (http://www.zeropaid.com/news/100921/what-filesharing-studies-really-say-conclusions-and-links/ ), uno studio su Megaupload  (https://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=2176246 ) e una collezione del 2010 ( http://opassande.se/2010/09/16/fildelning-ar-inte-skadligt-och-bor-saledes-legaliseras/ ).
[2] Nell’articolo di Wikipedia sulla segretezza della corrispondenza ( https://en.wikipedia.org/wiki/Secrecy_of_correspondence ) potete trovare informazioni su questo diritto fondamentale, che è ancorato in molte delle costituzioni degli stati membri dell’UE. Esso ha origine nella sorveglianza molto invasiva dei cittadini che è stata praticata in passato e le sue indesiderabili conseguenze per coloro che all’epoca sono stati vittime di tale trattamento.

Section: Mechanisms to inform about the alleged infringement and to impede access to goods and services allegedly infringing IPRs
Sezione: Meccanismi per informare sulle presunte violazioni e per bloccare l’accesso alle merci e ai servizi, che presumibilmente violano i diritti d’autore

Domanda 1: “No”. Non vogliamo una giustizia automatizzata (notice-and-takedown) [ndr: (Segnalazione e Rimozione)]
Domanda 2: “No”. (vedi sopra)
Domanda 3: Domanda aperta. Qui potreste per esempio osservare che le notice-and-takedown portano in comprovata misura ad una maggiore incertezza giuridica, ad esempio nei Paesi Bassi [1] e anche a problemi di minor discernimento in altri Stati membri [2]. Potrebbe anche essere una buona occasione per ricordare l’importanza di proteggere il diritto alla privacy e i diritti fondamentali dei cittadini, il che dovrebbe significare che bisognerebbe evitare di trasferire dati (personali, ndr) in questo modo tra le diverse parti [3].
Domanda 4: “No”. (vedi domanda 1 e 2)
Domanda 5: Domanda aperta. Qui potete sottolineare gli errori fondamentali dei sistemi basati sullo spaventare i propri utenti e portarli all’obbedienza, e le problematiche di protezione e integrità dei dati che sorgono quando vengono introdotti tali modelli [4]. È nostro compito costruire una società voluta dai cittadini.
Domanda 6: “No”. (Scala commerciale non è un termine giuridicamente definito e potrebbe anche includere qualsiasi industria che ritiene che l’impossibilità di effettuare un acquisto da parte di un individuo significhi che tale individuo è entrato nel mercato).
Domanda 7: “No”. (non vogliamo metodi “three-strikes” come in Irlanda o Francia)

[1] Studio dell’organizzazione Bits of Freedom ( http://www.bof.nl/docs/researchpaperSANE.pdf ).
[2] Studio dell’associazione EDRi ( http://www.edri.org/edrigram/number9.2/self-regulation-study-edri ).
[3] Confrontare il caso con l’Irlanda alla nota 3 della sezione precedente.
[4] Riferimenti ai limiti molto stretti per le imprese private nella proposta di gestione dei certificati ( http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=CELEX:52008SC0404:EN:NOT ) per reclami collettivi in concorrenza (§§ 84-109). Confrontare anche con l’appropriato argomento a pagina 15, sezione centrale, e pagina 20, Sezione 9 della originale Proposta IPRED della Commissione UE del 2003 ( http://ec.europa.eu/prelex/detail_dossier_real.cfm?CL=en&DosId=180910 )

Section: Corrective measures
Sezione: Misure correttive

Domanda 1: “No”. (Questo dovrebbe essere gestito a livello degli stati membri)
Domanda 2: “No”. (Questo dovrebbe essere gestito a livello degli stati membri)
Domanda 3: “No”. (Questo dovrebbe essere gestito a livello degli stati membri)
Domanda 4: Domanda aperta. Questa domanda sottende che vogliano sapere quanti dei beni sequestrati, a vostro avviso, debbano essere distrutti. Nel caso si tratti di beni materiali (ad esempio un orologio da polso), presupponiamo che la distruzione possa essere organizzata a livello degli stati membri. Se si tratta invece di qualsivoglia cosa “digitale” in internet (ad esempio un file MP3 o un filmato Flash), la domanda è probabilmente irrilevante.
Domanda 5: “No”. (Questo dovrebbe essere gestito a livello degli stati membri)

Commento: Qui si tratta del principio di sussidiarietà, o di decidere la questione a livello appropriato. Non vi è alcuna ragione per ritenere che l’Unione Europea possa prendere migliori decisioni rispetto agli Stati Membri stessi, riguardo agli argomenti menzionati nelle varie sezioni.

Section: Damages
Sezione: Danni

Domanda 1: Domanda aperta. Qui potete spiegare ancora una volta che il sistema di compensazione è fortemente obsoleto e non tiene conto del fatto che la pirateria di materiale coperto da copyright favorisce in dimostrata misura il ‘consumo’ culturale (partecipazione) e la portata generale della produzione culturale. (Questa domanda potrebbe non essere applicabile ad altri tipi di licenze, in quanto altri tipi di licenze diversi da quelli per la vendita di prodotti finiti saranno naturalmente negoziati tra due parti piuttosto che imposti unilateralmente da un soggetto, come per i brevetti)
Domanda 2: “No”.
Domanda 3: “No”.

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Informazioni di carattere generale

Una consultazione, o in altre parole un sondaggio, è una cosa di cui si avvale la Commissione Europea quando vuole sapere che cosa pensano, su precisi problemi sociali, i diversi attori della società. Le consultazioni sono create attraverso un sistema di sondaggio che è stato sviluppato dall’IBM negli anni ’90. Questo ha come conseguenza che le consultazioni possono apparire scomode alle persone che sono abituate a strumenti di sondaggio quali, ad esempio, surveymonkey o altri mezzi di raccolta dei sondaggi che sono molto più facili da usare.

La commissione compila in genere le sue statistiche sulla base delle risposte as una consultazione. Per questo è importante limitare le possibili risposte a “sì” e “no” e con un numero limitato di risposte possibili. Se non siete d’accordo con una posizione, dovreste rispondere in maniera da prendere le distanze dall’obiettivo che è oggetto della domanda.

A volte avete la possibilità di formulare una risposta liberamente. Queste domande hanno di solito un numero limitato di caratteri. Assicuratevi di formulare in maniera personale, perché queste risposte saranno respinte se identiche a quelle accumulate.

Sfortunatamente, la Commissione Europea mette a disposizione le proprie consultazioni solo in lingua inglese. Per questo, può essere difficile per chi non parla inglese partecipare a una consultazione. Il Parlamento Europeo, tra altri, ha criticato notevolmente la Commissione per questa pratica, dal momento che il fine ultimo di queste consultazioni è proprio quello di consentire ai cittadini di partecipare in modo semplice allo sviluppo delle linee politiche.

Inoltre, la Commissione deve tener conto di tutte le risposte ricevute nel corso delle consultazioni. Normalmente essa deve anche pubblicare tutte le risposte ricevute, ma i dati privati dei cittadini vengono trattati in conformità con il quadro giuridico per la protezione dei dati personali. Sia i privati sia i gruppi di interesse possono richiedere alla Commissione che le loro risposte vengano trattate, completamente o parzialmente, in maniera riservata.

In ogni caso, ogni cittadino dovrebbe contattare, direttamente o tramite un gruppo di interesse, i rappresentanti eletti per assicurarsi che la propria posizione fornita nella consultazione sia presa in considerazione quando la Commissione presenta la propria relazione.

NOTA:
Traduzione dalla lingua inglese all’italiano della pagina del sito dell’Europarlamentare del Partito Pirata AMELIA ANDERSDOTTER: Ipred Konsultation – Howto (http://ameliaandersdotter.eu/ipred-konsultation/ )

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