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Liquid “spot” Feedback: Democrazia Liquida, non-uso ed abuso

Posted in Informazioni Nazionali, Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 26 febbraio 2013

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Molte volte nell’ultimo anno mi è capitato di leggere articoli “informativi” (parola grossa, diciamo “riempitivi”) in cui partiti politici e movimenti dichiaravano di aver portato Liquid Feedback in Italia e di aver abbracciato la Democrazia Liquida, primi fra tutti i gruppi 5 Stelle.

Devo dire che dopo aver iniziato ad usare Liquid Feedback dalla fine del 2011 “importandolo” con il supporto di Pirata italo tedesco ed averlo “inoculato” spiegandone il funzionamento e le caratteristiche ai 5 stelle di Bergamo che per primi hanno iniziato a diffonderlo tra i vari meet-up,   spiace un po’ non veder riconosciuto il nostro lavoro e l’impegno profuso (diffondere informazione e cultura attingendo da qualsiasi fonte è un nostro dovere ma lo è anche il riconoscere la paternità di un’opera) ma molto più spiace vedere come l’abbiano “usato”, quando non ne hanno abusato, grandi e piccini per i motivi più disparati L:

–  I gruppi 5 stelle sentendo sempre più stringente l’esigenza  di “democrazia diretta” all’interno del movimento iniziano a sperimentare il software in diverse realtà locali: tralasciando come NON siano stati considerati elementi cruciali come la sicurezza delle istanze, l’equilibrio tra la riservatezza dei dati e l’unicità dei partecipanti e quanto sia stata criticato il sistema di delega transitiva (tanto da arrivare a cercare software alternativi che la escludano http://daily.wired.it/news/politica/2013/02/19/m5s-airesis-40321.html) resta una realtà di una miriade di istanze di liquid feedback non usate come strumento decisionale o solo testate;

Grillo/Casaleggio in difficoltà con la propria base (vedi sopra) annuncia che adotterà “Per le prossime elezioni politiche i candidati del M5S saranno scelti on line e il programma sarà discusso e completato attraverso una piattaforma in Retehttp://www.beppegrillo.it/2012/09/democrazia_va_cercando_che_si_cara.html, sembrava un riferimento esplicito a liquid feedback ma del suo uso per candidature e programma non si è vista traccia)

–  L’onorevole Barbato “apparentemente” in contrasto con il suo Partito prova a proporsi come Pirata (senza ricevere però l’assenso a divenirlo dall’Assemblea Permanente del Partito Pirata) con l’intenzione di fare da portavoce nel parlamento Italiano della “democrazia liquida” http://www.huffingtonpost.it/2012/10/31/idv-barbato-liquid-feedback-pirati_n_2050517.html (quanto questo si verificherà nei fatti lo vedremo dopo le elezioni, c’è da dire a suo favore che due Progetti di Legge Pirata sono stati da lui presentati alla Camera (Pdl per la Trasparenza di Governo nei Servizi Essenziali , Riforma della SIAE nell’ambito della legge sul diritto d’autore)

Giovanni Favia rappresentante del Movimento 5 Stelle eletto in consiglio alla Regione Emilia Romagna dopo le ben note “esternazioni” ed il suo inesorabile allontanamento da Grillo/Casaleggio “approfitta” del progetto di supporto tecnico a favore dei  5 stelle proposto da alcuni pirati http://www.pirati5stelle.it/ per dirsi pronto a farsi alfiere della “democrazia liquida contenuta nel Liquid Feedback […] per prendere decisioni su qualunque tema: dai punti programmatici alle candidature”  http://www.huffingtonpost.it/2012/09/25/pirati-5-stelle-favia-grillo_n_1911934.html (ma anche qui, al di là dei proclami resta la sua totale estraneità e partecipazione concreta a questo come ad altri progetti che riguardano liquid feedback e la democrazia liquida)

Santoro nel tentativo di sfruttare l’interesse mediatico sul software e sulla Democrazia liquida “assolda un esperto della comunicazione” (espulso dal Partito Pirata Italiano così come allontanato dal Partito Pirata Svizzero) per farsi portare a Servizio Pubblico un’istanza di liquid feedback pronta all’uso  http://www.huffingtonpost.it/andrea-stroppa/torna-servizio-pubblico-e_b_2001625.html (che le traduzioni ed i manuali forniti siano opera del Partito Pirata italiano anche qui non ve ne è traccia per settimane, ma la cosa più spiacevole è l’uso “sondaggistico” che viene fatto del software, senza alcun controllo dell’unicità degli accessi e nessun obbiettivo proposto se non quello dello spot pubblicitario per necessità di marketing)

Sono solo alcuni degli esempi di come si sia tanto stra-parlato di questo software e del sistema democratico che lo sottende (tanto che i tentativi di “clonarci” sono stati numerosi ed ancora continuano) ma allo stesso tempo di come nessuno dei presunti utilizzatori ne abbia capito (o voluto capire) la portata:

dopo un anno di utilizzo di liquid feedback come nostra piattaforma di deliberazione abbiamo imparato come sia necessario bilanciare il valore decisionale delle proposte vincenti elaborate dagli utenti con uno statuto preciso che definisca valori, principi e scopi che ci prefiggiamo, con un regolamento che impedisca di vanificare la validità delle proposte e definisca il corretto uso del software ed il comportamento di utilizzo degli utenti (è un software ed in quanto tale può essere usato in maniera corretta oppure depotenziato per un uso errato o scorretto) ma abbiamo anche imparato come un uso “positivo e propositivo” possa dar origine a proposte intelligenti e soluzioni geniali, di come conoscenze e competenze diverse tra loro possano fondersi in un’unica tematica;

dopo un anno di utilizzo abbiamo capito quanto sia difficile creare una struttura completamente orizzontale, senza “capi” o capi-popolo, quanto sia forte e senza scrupoli il desiderio di “arrivare” degli arrampicatori sociali, quanto sia complicato organizzare il lavoro di volontari con tempi, volontà e competenze spesso diversissime tra loro, quanto sia difficili motivare e spingere ad agire autonomamente una grossa parte della popolazione di questo paese abituata a “seguire” qualcuno e fare solo quello che gli viene detto;

dopo un anno di utilizzo abbiamo capito come la tanto odiata “delega” di liquid feedback sia lo strumento ideale per garantire il rispetto del mandato tra delegati e deleganti :

non viene concessa una “autorizzazione in bianco” ad agire per nostro conto per un periodo di tempo più o meno lungo, ma si crea un sistema di controllo delle persone che deleghiamo (su di una questione o su di un settore specifico) permettendoci di affidar loro la discussione e le decisioni perché hanno dimostrato una buona competenza sul tema trattato e/o perché godono della nostra fiducia, con la possibiità di revoca della stessa in qualsiasi momento e del controllo successivo dell’operato della persone delegata, permettendo una partecipazione democratica piena sia a coloro che non hanno sufficiente tempo per seguire ogni argomento/ambito, sia a coloro che non ritengono di avere sufficienti competenze per determinati argomenti, permettendo di attuare quella convivenza ritenuta fino ad ora impossibile tra l’irrealizzabile democrazia diretta perfetta e la democrazia rappresentativa, senza mai perdere il controllo del proprio voto;

dopo un anno di utilizzo e di lavoro nella costruzione di un partito in cui tutti gli iscritti sono “dirigenti e legislatori”, dopo aver assistito delle elezioni che hanno consacrato i 5 stelle come nuova forza politica che “viene dal basso” ci rendiamo conto di quanto sarà difficile per loro fare delle scelte seguendo le indicazioni della propria base, elaborare soluzioni con l’ausilio delle competenze tecniche degli iscritti, organizzare le forze dei propri simpatizzanti perchè facciano “rete” e siano di supporto a chi è stato eletto e tutto ciò NON solo perché non hanno imparato ad “usare liquid feedback” ma perchè non hanno creato una struttura che permetta quella condivisione, orizzontalità e trasparenza necessaria per attuare una democrazia partecipativa completa.

yanfry, un iscritto/dirigente del Partito Pirata Italiano😉

5 Risposte

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  1. mauropa88 said, on 26 febbraio 2013 at 3:24 pm

    Ora è il momento che si faccia avanti il Partito Pirata

  2. Gianluca Aiello said, on 26 febbraio 2013 at 3:43 pm

    Post molto interessante. Spero che il PP-IT riesca a darsi un’organizzazione ben consolidata, senza fretta per il prossimo futuro. I tempi mi sembrano maturi per un “partito liquido” anche in Italia.

  3. cornelli gianluca said, on 26 febbraio 2013 at 5:50 pm

    I termini usati sono corretti e le operatività riportate tangibili.Chiunque si ritenga un pirata è salito su una nave che è già in mare aperto.Non si arriva, da qui si parte…è un volo, una vela tesa anche controvento con dei principi che sono nella bandiera democrazia-trasparenza-diritti civili.E’ un caos la ricerca di qualcosa che spieghi le forme della vita e dentro di essa.E’ solo MUSICA…….
    Cornelli Gianluca “LOURCOA” un pirata.

  4. luciana negro said, on 27 febbraio 2013 at 4:15 pm

    quello che scrivi è molto giusto, questo partito si sta smazzando un lavoro enorme per ‘inventare’ l’orizzontalità, articolarla in metodi e strutture
    come tu dici, stiamo lavorando a creare una struttura che permetta quella condivisione, orizzontalità e trasparenza necessaria per attuare una democrazia partecipativa completa.
    Se guardiamo il 5stelle è vero come scrivi, che ” sarà difficile per loro fare delle scelte seguendo le indicazioni della propria base, elaborare soluzioni con l’ausilio delle competenze tecniche degli iscritti, organizzare le forze dei propri simpatizzanti perchè facciano “rete” e siano di supporto a chi è stato eletto”

    Noi stiamo lavorando a questo. Ma cosa manca a noi? come partito, dobbiamo arrivare alla gente. Bisogna che le strutture orizzontali a cui lavoriamo, in definitiva servano alla popolazione per levarsi dalla sofferenza.
    Quindi ci serve
    – conoscere lo stato della cosa pubblica
    – avere un programma complessivo che risponda a quello che serve alla gente
    – portarlo fuori

    contemporaneamente, tappare le falle nelle nostre procedure, quello che ancora ci rallenta per esempio nelle iscrizioni, negli strumenti informatici, tutte quelle distorsioni che tu yanfry denunci, ecc.

    insomma, mangiare pane e miracoli

  5. […] In un post di Yanfry, dirigente attivista italiano del partito pirata, si scopre come il software open source Liquid […]


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