YBlog

CITTADINI Digitali: reddito di esistenza, informazione libera e aperta

Posted in Informazioni Nazionali, Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 7 febbraio 2013

Mercoledì 6 Febbraio al teatro “Piccolo Eliseo” di Roma si è tenuto un incontro sulle idee e proposte dei cittadini e delle associazione per far crescere la consapevolezza dell’importanza, e del diritto, di essere “cittadini digitali”, ovvero utilizzare gli strumenti della rete per vivere una piena cittadinanza, fatta di partecipazione, trasparenza e democrazia (l’incontro era Organizzato e promosso da Il Secolo della Rete, Art Attack adv, Free Hardware Foundation, Linux Club Italia, Associazione Concreta-mente, Flyer Communication, Ass. Binario Etico, Web Art Mouse-um, FLxER, Associazione Partito Pirata, Patamu.com, Net Left).

All’incontro erano presenti Arturo di Corinto (Pirata candidato indipendente nelle liste di SEL per la regione Lazio) Stefano Rodotà, Nichi Vendola, Paolo Gentiloni, Nicola D’Angelo, Giulio De Petra del Secolo della Rete, Guido Scorza e molti Pirati della capitale, tra i quali il nostro Felynx con il bellissimo intervento che vi riporto di seguito:

Citazione

Non si può parlare di innovazione senza parlare di economia.
L’attuale sistema economico è basato sulla crescita, una crescita di produzione e di consumi, che corrisponde allo smantellamento di risorse naturali. Un modello assolutamente non più sostenibile.
È impensabile proseguire con questo trend, inutile illudersi che si torni a crescere.
Peraltro, con l’avanzare della tecnologia e dell’automazione è impossibile pensare di dare un tradizionale “posto di lavoro” a tutta l’umanità.
Viene da sé che è essenziale affrontare il tema del reddito di esistenza per garantire a tutti i bisogni primari e una vita dignitosa. Tema che va affrontato tramite fondi pubblici, ma anche il comparto produttivo deve farsene carico.

Così come forniamo la sicurezza pubblica, la sanità, le vie di trasporto e gran parte del sistema educativo senza una compensazione diretta, anche un sicuro sostentamento deve diventare parte della nostra infrastruttura.
Si tratta naturalmente di un progetto a lungo termine che richiede una profonda riforma del sistema economico, finanziario, del welfare e della tassazione.

Ma è qui che risiede la base di una nuova definizione di innovazione, fondata sulle garanzie di un’esistenza sicura che crea spazio per l’autogestione dell’istruzione, della ricerca, della cura dell’ambiente.
Che permette con il volontariato, la cura di bambini e l’assistenza agli anziani.
Che crea spazi per l’informazione indipendente, per l’attività politica, la partecipazione sociale o la creazione di arte e software libero, a vantaggio dell’intera società.

Il software libero e aperto. Free and open source software.
Oggi nella Pubblica Amministrazione è ancora molto presente il software proprietario, un mercato prevalentemente governato da multinazionali che vedono moltiplicare i propri profitti grazie alla vendita di licenze software. Questo comporta costi molto elevati per la collettività, costi a cui non corrisponde alcun vantaggio, anzi…
A differenza del software libero, il software proprietario non dà nessuna garanzia sul piano della trasparenza, della sicurezza e della privacy. Lo sviluppo è governato da logiche di mercato e di profitto.
Con l’adozione di free software la Pubblica Amministrazione si libera anche da pericolosi condizionamenti, favorisce innovazione e sviluppo locale, ha maggiori garanzie di interoperabilità, riduce l’impatto ambientale.
Il software libero, come anche i dati pubblici, sono un bene comune;
favoriscono diritti sociali come l’inclusione digitale, mettendo al centro del proprio sviluppo le persone e la collettività. Gli standard aperti sono tali in quanto permettono una serie di libertà tra cui il diritto di accesso alle conoscenze e alle informazioni, e la libertà di espressione.

I concetti di “libero” e “aperto” possono essere applicati in altri settori, iniziando da quello industriale con i brevetti, i marchi, i
segreti industriali, ambiti da riformare per ripristinare un equilibrio tra gli interessi degli operatori economici, quelli dei consumatori, degli inventori, dei ricercatori e quelli della società nel suo complesso; a quello dell’arte e della cultura in cui da riformare è il diritto d’autore.
Fino ad arrivare all’ambito dei saperi e della conoscenza. Qui è il diritto allo studio e alla conoscenza che va tutelato e garantito dando agli studenti la possibilità di condivisione e di libera circolazione dei libri di testo, consentendo anche l’accesso ai loro sorgenti.
Ecco che ritornano i concetti di free e open, che vanno gestiti, come per il software o per le produzioni artistiche, con adeguate licenze. Gli stessi concetti sono applicabili anche ai dati.

Una produzione questa che per la Pubblica Amministrazione è una vera specialità.
Gran parte della enorme massa di dati prodotta dalla PA, una produzione già di fatto pagata da tutti noi, ci è ancora negata. Questa situazione è poi aggravata dal fatto che altre volte i dati, prima di essere pubblicati, subiscono ulteriori trattamenti ed elaborazioni che vanno ancora una volta a gravare sul bilancio pubblico per poi uscire in un formato parziale, non più usabile e manipolabile. Ovviamente sto parlando di open data.

Un ottimo esempio di ciò che si può fare partendo da dati grezzi è il lavoro svolto dall’Associazione Openpolis, di cui è stato appena pubblicato il rapporto 2013, attraverso lo studio di dati e statistiche per il monitoraggio e la valutazione dell’attività di Deputati e Senatori. Da qui per esempio emerge con chiarezza una tendenza crescente di prevaricazione dell’attività governativa su quella parlamentare.

Un pessimo esempio invece è quello dei geodati di Roma Capitale. Una grande porzione di territorio della Regione Lazio, vasta quanto le 9 più grandi città italiane messe insieme. Un territorio di cui non abbiamo un solo dato. Non abbiamo in formato aperto e georeferenziato i dati del Piano Regolatore approvato nel 2008 e neanche quelli ambientali o idro-geologici, molto importanti per la prevenzione di disastri naturali o per l’intervento in casi di emergenze.
Dati questi che, oltretutto, sarebbero fondamentali per applicazioni tecnologiche innovative.
Per non parlare di quelli che possono essere gli effetti dei dati aperti nel campo della ricerca e della sanità che potrebbero permettere un’azione collaborativa tra pazienti, ricercatori e studiosi. Oltre ai vantaggi in tutti gli ambiti, sul piano della trasparenza, che gli open data portano con sé.

Una rapida carrellata di diritti sempre più essenziali nella società per una crescita in tutti i campi.
Diritto di Accesso alla Cultura, che viene violato quando i fattori economici o strategici prevalgono sui contenuti di un’opera.
Diritto di accesso alla tecnologia, anch’esso violato e condizionato da esigenze economiche o strategiche di aziende private. Si pensi per esempio alle tecnologie mediche.

Diritto alla privacy.
Qualunque tipo di comunicazione, audio, telefonica, radio, digitale andrebbe equiparata alla comunicazione
postale. Essenziale in questo l’esplicito riconoscimento del diritto del cittadino ad usare sistemi crittografici per garantire la riservatezza delle proprie comunicazioni.
Diritto del cittadino alla comunicazione, con qualunque altra persona, in qualunque momento ed in qualunque modo. Diritto che viene violato con la negazione all’uso di un canale di comunicazione per ragioni tecniche o commerciali, come quello del libero uso di sistemi Wi-Fi dentro e fuori il domicilio privato o la limitazione dell’uso di sistemi di File
sharing (Peer-to-Peer).

Diritto all’espressione, liberando figure come quelle dei blogger dai vincoli pensati per i giornalisti professionisti. Chi parla a proprio nome, o a nome di una associazione di qualunque tipo, e non a nome di un giornale, deve essere libero di dire ciò che vuole, nel modo e nei tempi che ritiene più opportuni.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: