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Per gli Stati Uniti l’invasione dell’Iraq fu questione di sopravvivenza

Posted in Informazioni Nazionali, Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 3 gennaio 2013

L’invasione dell’Iraq da parte degli Stati Uniti, ufficialmente giustificata da evidenti bugie sulle armi di distruzione di massa, ha ragioni molto più profonde. L’Iraq aveva toccato il tallone d’Achille degli Stati Uniti, e poteva condurli al fallimento.

Quando il presidente Nixon ha dichiarato unilateralmente, il 15 agosto 1971, che gli Stati Uniti non potevano pagare i propri debiti, il mondo tremò. Normalmente, ciò avrebbe significato fallimento. Ma il mondo era rassegnato a non riavere tutti i suoi soldi ed era rassegnato a recuperarne solo una parte.

Questo fu l’inizio di un periodo di grande sperimentazione nel campo della finanza. Alcuni dicono che le nostre economie sono gestite da principi del 16 ° secolo. Questo è falso. Non hanno più di 40 anni, per la maggior parte. Segni di “Ponzificazione” continuano ad accumularsi, e questo potrebbe portare alla più grande esplosione di una bolla finanziaria che il mondo abbia mai conosciuto.

Prima dello “shock Nixon”, il dollaro USA era agganciato all’oro. Ogni dollaro era una cambiale che autorizzava il prelievo di 1/35 di oncia d’oro in qualsiasi momento.

Purtroppo, la guerra del Vietnam ha devastato l’economia degli Stati Uniti. Per finanziarla, gli Stati Uniti iniziarono stupidamente a stampare biglietti verdi.  Se prima della guerra del Vietnam, la parità oro-dollaro era accettabile, tuttavia, diversi paesi hanno visto dove ciò portava. La Francia in particolare. Charles de Gaulle insistette affinché le sue riserve in dollari fossero cambiate in oro, e fece così cadere le riserve d’oro convertibili in dollari dal 50% al 20% della massa di dollari in circolazione. Gli Stati Uniti divennero a rischio di fallimento, se la convertibilità del dollaro in oro fosse rimasta fissata ai tassi stabiliti a Bretton Woods.

Nixon, visto che gli Stati Uniti sarebbero potuti crollare da un momento all’altro … decise di rompere unilateralmente la convertibilità. Ciò ha avuto effetti diversi. In primo luogo, le valute hanno iniziato a fluttuare liberamente, non essendo più legate al dollaro, a sua volta legato all’oro. In secondo luogo, gli Stati Uniti potevano stampare più dollari incoraggiando gli altri paesi a comprarne.

Questo è ciò che è successo e si chiama “riserve valutarie in dollari”. Il dollaro USA è la valuta dominante, e offre due grandi vantaggi agli Stati Uniti. In primo luogo, ogni dollaro acquistato e accumulato come “riserva valutaria” al di fuori del paese consente ai cittadini statunitensi (o al governo statunitense) potere d’acquisto all’estero, con la valuta che è stata usata per acquistare il dollaro (Se io stampo denaro per gioco e tu lo acquisti con i tuoi soldi, posso utilizzare il denaro per comprare le tue cose luccicanti). In secondo luogo, il dollaro è divenuta la valuta del commercio internazionale: per acquistare prodotti di terzi, gli altri paesi devono acquistare prima, dollari USA.

Questi due meccanismi hanno creato una grande richiesta esterna di dollari, che ha permesso il finanziamento del grottesco eccesso di consumi degli USA e del loro esercito sovradimensionato. Consumo grottesco perché il disavanzo pubblico degli Stati Uniti è del 50%. Ogni due dollari spesi dagli Stati Uniti, uno è preso in prestito dall’estero. Questo deficit è principalmente assorbito dall’ Asia orientale, che è il maggiore importatore di dollari.

Si può osservare che se un giorno un’altra valuta mettesse a rischio il dominio degli Stati Uniti nel commercio internazionale, le riserve valutarie si modificherebbe di conseguenza e, pertanto, gli Stati Uniti potrebbero godere di un credito inferiore. Un riequilibrio delle riserve valutarie potrebbe significare non solo meno acquisti di dollari, ma anche vendita di dollari, sostituzione dei dollari con un’altra valuta. Vedendo quanto sia precaria la situazione finanziaria degli Stati Uniti, questo potrebbe  riequilibrare il dollaro fino a una frazione del valore di oggi. In termini economici, questo si chiama “correzione”. (Ho scritto un pezzo precedente su questo, è facile da leggere.) Sarebbe la fine degli Stati Uniti come superpotenza: e in gran parte rispecchia il crollo dell’Unione Sovietica, che era similmente sovraesposta. E porterebbe molte sofferenze alla classi inferiori negli Stati Uniti.

Ritorniamo in Iraq e all’invasione USA. Che cosa può aver fatto questo piccolo paese dall’altra parte del mondo, per guadagnare le ire degli Stati Uniti? Perché era razionale per gli Stati Uniti spendere un trilione di dollari per attaccarlo? In primo luogo, una questione di vita o di morte.

L’Iraq ha iniziato a vendere il proprio petrolio in euro, anziché in dollari.

Gli Stati Uniti lo hanno invaso tre anni più tardi, il tempo necessario per fabbricare e somministrare all’opinione pubblica bugie sufficientemente convincenti. Gli attacchi dell’11 settembre hanno notevolmente contribuito a creare il clima necessario, anche se l’Iraq non era in alcun modo coinvolto.

Prevedibilmente, una delle prime misure adottate dal governo degli Stati Uniti dopo l’invasione è stato il ripristino del dollaro come valuta per la vendita del petrolio.

Ci si potrebbe chiedere perché improvvisamente mi occupo di questa storia. Questo post è il primo di una serie, ed ha a che fare con il “bitcoin”, lo yuan, l’Iran e la sua posizione, e la crisi finanziaria globale. Per approfondire: l’Iran sta già vendendo petrolio in yuan e sta portando avanti una Borsa Valori in Euro a Teheran.

– Telegraph: “Iran Presses Ahead With Dollar Attack”
– Prudent Investor: “Iranian Oil Bourse Could Kill The US Dollar”

E di nuovo, negli gli Stati Uniti suonano i tamburi di guerra. Molto prevedibile.

Articolo originario http://falkvinge.net/2012/10/06/the-us-invaded-iraq-because-it-wouldnt-have-survived-otherwise/ tradotto da Max per il Partito Pirata Italiano.

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