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2 agosto

Posted in Informazioni Nazionali, Politica&Società by yanfry on 2 agosto 2012

di @anonimo35, post pubblicato in un forum di File Sharing in Rete il 2 agosto 2009

Centro di documentazione storico politica su stragismo, terrorismo e violenza politica

Bologna, zona universitaria, un bar.
Finalmente si libera il flipper e nel rumore dell’unico bar aperto di via Belle Arti inizio la mia partita.
G. è da solo al centralino dell’ambulanza e fra un poco gli darò il cambio perché si prenda una pausa.
G. entra nel bar col mio camice, lo tira sul flipper:
“andiamo, ha chiamato la Croce Rossa dicendo di andare a vedere se è uno scherzo…”
Prendiamo la 8, l’unica in sede, ferma perché lunedì deve andare dal carrozzaio:
“quale scherzo?” d’estate ci sono buontemponi che fanno correre le ambulanze in giro per la città, che telefonano e magari restano a guardare un equipaggio teso e nervoso che arriva, si ferma, si guarda attorno e se ne va smoccolando
“hanno detto che è scoppiata la stazione e il centralinista della Rossa non riesce a contattare l’ambulatorio delle FS, noi siamo i più vicini…”
E siamo all’incrocio di via Irnerio col Borgo, io tiro il pomello della sirena, G. spinge sull’acceleratore, abbiamo lasciato la sede vuota e spalancata…
Andiamo e torniamo, smoccolando…
Curva col fischio in Indipendenza.
In fondo una parabola di folla.
Non è uno scherzo.
Passa la 9, col portellone laterale aperto, va in direzione del S. Orsola.
La gente ci indica la Stazione, la polvere è ancora in aria, la gente ci indica l’ambulatorio della Stazione.Carichiamo; tanti, troppi.
Troppi per la 8.
Troppi per me.
Sono solo un volontario, il prossimo anno ripeterò il penultimo anno di Classico: di solito faccio quello che posso per una persona alla volta.
Qui no, dovremmo essere in venti per fare qualcosa, forse.
G. spinge sull’acceleratore, stretto nel posto di guida dai tre feriti che ha caricato sul sedile anteriore, io dietro, incastrato fra le barelle faccio quello che posso per quei cinque che abbiamo caricato, faccio quello che posso.
Molto–molto–molto poco.Scarichiamo al Maggiore disperdendoci per i reparti, non ci sono più barelle per trasferirci i feriti, non si entra più in Pronto Soccorso.
Torniamo in Stazione e ci sono tutte le Croci di Bologna e poi arriva Ferrara e Modena, le Ambulanze in transito dagli ospedali di Bologna.
La Sanità Militare, i Pompieri e siamo quasi in troppi.“è esplosa una caldaia!” strilla l’edizione straordinaria del Carlino
“caldaia le pugnette!” in aria c’è un odore di “petardo” che stordisce.

In centralino sono arrivati gli altri, quelli con la moglie al mare, quelli che partivano stasera, quelli che sarebbero passati più tardi per vedere se c’era qualcuno per passare in compagnia una sonnolenta giornata d’agosto.

Andiamo in via Irnerio, Medicina Legale.
E scarichiamo l’autobus.
E torniamo in stazione a caricarlo.
E scarichiamo l’autobus.
Diverse volte.
E accompagniamo gente che cerca gente.
Che cerca gente e che a volte la trova.

Scacciamo con violenza forse eccessiva un curioso, che non ne mancano mai.

Fino a notte fonda.
E torniamo in Stazione, chi scava può farsi male, si fa male e lo medichiamo e torna a scavare.
Una signora anziana ci porta del the freddo, un signore più giovane ci regala un pacchetto di sigarette. […]

Per questo 3D niente IMHO, e niente pollo con il suo bravo punto interrogativo a simboleggiare un costante dubbio sull’oggettività di ciò che affermo.
Questo è un 3D assolutamente soggettivo.
La testimonianza di quello che vissi.

Lo so, rispetto a quanto avviene quotidianamente all’estero, la povera bombetta della Stazione di Bologna è poca cosa, il massacrare centinaia di innocenti è una forma di sport mondiale praticato da troppe persone al servizio delle più varie ideologie e sostenute dalle motivazioni più disparate.

Allora perché ripescare un avvenimento che ha la stessa attualità del Diluvio Universale?
Perché ripescare ora, a ventinove anni di distanza, una simile memoria?
Forse perché L. (classe 1981) mi chiese se erano state le Brigate Rosse? Forse.
Forse perché ha rappresentato il momento in cui dalla conoscenza teorica dell’orrore sono balzato in pochi attimi alla sua Esperienza? Forse.
Forse perché, nonostante il tempo trascorso è ancora una ferita che duole? Forse.
Forse perché Verità vera non c’è stata? Forse.

Sicuramente perché questo avvenimento, assieme a tutti gli altri che funestarono la vita della nostra Nazione, ci deve servire da monito.
Oggi forse più di quanto ci potesse servire allora.

Non mi interessa continuare ad additare un colpevole o sapere chi furono i mandanti, anche se il mio senso di giustizia lo pretende, ma sottolineare che i tempi sono cambiati e noi con loro e non in meglio.

Se allora alcune persone riuscirono a superare il concetto Morale del non uccidere con tanta efficiente tecnica fu solo perché, a monte, esistevano concetti Politici che assicuravano loro la liceità di simili azioni ed un movimento Popolare e Trasversale che li rifiutava in blocco.
Ora assistiamo allo sdoganamento di un distillato di questi concetti mortiferi, non espressi in modo palese, ma somministrati in piccole dosi tanto da poter mitridatizzare la coscienza comune.

Come in preda a torpore da psicofarmaci lasciamo che le cose avvengano, che siano asserite oscenità, che si faccia della disumanità e dell’egoismo la bandiera, vera, di un intero Popolo.

Ecco perché, dopo tanti anni, sono qui a raccontare una Storia che forse non interessa più a nessuno.

Cordiali saluti

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