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FAQ sul deferimento dell’ACTA alla Corte di Giustizia Europea – EDRI & Access

Posted in Informazioni Nazionali, Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 5 marzo 2012

FAQ sul deferimento dell’ACTA alla Corte di Giustizia Europea

23 febbraio 2012

A seguito della recente decisione della Commissione europea di rinviare l’accordo Anti-Counterfeiting Trade Agreement (ACTA) alla Corte di giustizia europea, Access ed EDRI hanno preparato queste brevi FAQ per spiegare questo processo.

1 – Come può la Commissione Europea (EC) deferire l’ACTA alla Corte di Giustizia Europea (CJEU)?

La possibilità di sottoporre una domanda sulla compatibilità di un accordo internazionale alla Corte è stabilita dall’articolo 218 del trattato sul funzionamento dell’Unione Europea. Un deferimento può essere sollecitato dalla Commissione Europea, dal Parlamento Europeo o da uno Stato membro. Anche se non è inaudito che la Commissione deferisca un accordo Internazionale alla Corte, è molto insolito per un accordo esservi rinviato in una situazione in cui la Commissione ha già affermato, in modo inequivocabile, che tale accordo è legale.

2 – Tutto ciò è un bene o un male?
Potenzialmente potrebbe essere entrambe le cose.
ACTA è una proposta molto complessa, che copre una vasta gamma di opzioni politiche. Questa complessità è aggravata dalle sue numerose disposizioni facoltative e dal suo vago e confuso linguaggio.
Di conseguenza, formulare una generica, non mirata, richiesta alla Corte, se l’accordo nel suo complesso possa essere considerato in linea con i trattati, rischia di essere una domanda troppo ampia per condurre ad una deliberazione dettagliata del Tribunale, su molti dei punti di preoccupazione più complessi . Una domanda a sfondo politico rischierebbe di minare l’indipendenza della Corte.
Molti decisori politici pro-ACTA ora vedono il deferimento alla Corte come una buona strategia, perché un’approvazione della Corte può essere rivenduta come “prova” che ACTA non presenta alcun problema – anche se la risposta affronterebbe solo una piccolo frazione delle preoccupazioni che circondano l’accordo. Inoltre, poiché la decisione sarà presa in un tempo tra 12-18 mesi, essi sperano che le polemiche che circondano l’accordo siano scemate quando sarà emessa una sentenza, rendendo più facile finalmente approvarlo a livello UE.

3 – Perché la EC ha deciso di optare per un deferimento?
Secondo il verbale della scorsa settimana dei Capi di Gabinetto (ottenuto da EDRI), la Commissione Europea è stata profondamente colpita dalle proteste e ha descritto la “forte mobilitazione” contro l’accordo come proveniente da “alcune ONG e movimenti attivi su Internet.” Questo crea tre problemi per la Commissione Europea:

a. Una forte possibilità di insuccesso al Parlamento Europeo

L’opposizione crescente all’ACTA nelle strade e tra gli Stati membri ha creato una possibilità molto reale che il Parlamento Europeo voti “no” all’ACTA nel mese di giugno, stroncandolo a tutti gli effetti.

b. La revisione della Direttiva sul rispetto dei diritti di proprietà intellettuale (2004/48/CE)
La Commissione Europea sta pianificando di presentare in estate una Comunicazione sulla revisione della Direttiva sul rispetto dei diritti di proprietà intellettuale. I servizi competenti della Commissione temono che una forte campagna di attivismo attorno al voto sull’ACTA potrebbe attirare troppo l’attenzione pubblica su questa profonda e problematica direttiva.

c. Seri dubbi sulla legittimità dell’ACTA
Ci sono dubbi crescenti in molte parti della Commissione sul fatto che l’ACTA sia compatibile con gli obblighi dell’UE in materia di libertà e regole legislative, a livello nazionale e internazionale.

4 – Quali saranno le domande che verranno poste?
La domanda/e si riferiscono alla questione se l’ACTA sarà compatibile con il diritto primario Europeo (i trattati che istituiscono l’Unione Europea).
Secondo la dichiarazione del Commissario De Gucht, la Commissione prevede di chiedere alla Corte se ACTA sia incompatibile “in qualche modo – con i diritti fondamentali dell’Unione Europea e le libertà, come la libertà di espressione, d’informazione o la protezione dati e il diritto di proprietà nel caso di proprietà intellettuale”. In aggiunta a questo, la recente dichiarazione del Commissario Reding, che segnalava le sue preoccupazioni per le implicazioni dell’ACTA sui diritti fondamentali, fanno ragionevolmente supporre che questi problemi debbano essere presi in considerazione dalla Corte. D’altra parte, se questa promessa non verrà mantenute e la domanda non sarà così dettagliata, allora il Commissario De Gucht dovrà essere chiamato a risponderne.

5 – Che cosa non comprende il parere?

a. Compatibilità con il diritto comunitario vigente
Il problema più grande con il deferimento alla CJEU è che la decisione della Corte verrà presentata come una risposta omnicomprensiva a tutte le preoccupazioni riguardanti l’ACTA. In realtà potrà legalmente affrontare SOLO la compatibilità con i trattati dell’UE e non con l’intero quadro normativo del diritto dell’Unione (tutte le direttive, regolamenti, ecc.) Questo è un problema, perché la Commissione Europea afferma che l’ACTA è pienamente in linea con il diritto comunitario vigente, nonostante il fatto che numerosi studi, come quello effettuato per il Parlamento Europeo, dimostrano che non è così.

b. Il congelamento della legislazione comunitaria in vigore
La Direttiva sul rispetto dei diritti di proprietà intellettuale (IPRED) è stata adottata otto anni fa ed ora è prevista una sua revisione. Tuttavia, la Commissione Europea ha inserito elementi significativi di tale direttiva nell’ACTA, il che significa che questi non potranno essere sostanzialmente cambiati se l’ACTA verrà adottato – a prescindere da quanto importanti potranno rivelarsi le carenze della direttiva nel processo di revisione. Il caso dell’ACS: Law può dare un’indicazione di quanto la direttiva sia carente.

c. Impatto di nuovi elementi legislativi nell’ACTA
Mentre l’IPRED e la Direttiva sul Commercio Elettronico (2000/31/CE) promuovono codici di condotta per facilitare ad affrontare le violazioni (tramite misure tecniche nell’IPRED e atteraverso accurate risposte legislative nel caso della direttiva sul Commercio Elettronico), ACTA obbliga gli Stati membri ad incoraggiare le parti private interessate, ad intraprendere efficaci misure di contrasto attraverso misure di cooperazione. L’UE sa già a cosa corrispandono in pratica tali misure di cooperazione, in quanto vi sono diversi esempi già in atto che diventerebbero la regola, a seguito dell’approvazione dell’ACTA. Questi esempi includono:

  • i “tre strikes” extraguidiziali in Irlanda;
  • il blocco arbitrario di siti web nel Regno Unito che vanno dal software progettato per proteggere gli attivisti iraniani ( https://www.torproject.org/~~V ) all’hub attivista francese de La Quadrature Du Net;
  • la pressione esercitata dal governo Francese sui fornitori di hosting per non ospitare il sito Wikileaks
  • la facilità con cui i ricercatori hanno dimostrato che siti web evidentemente legali, possono essere cancellati nei Paesi Bassi.

6 – Quali sono i possibili risultati?
Se la Corte dichiara che l’accordo è incompatibile con i trattati dell’UE, ci sono due possibilità, o i trattati vengono modificati, oppure l’ACTA deve essere abbandonato.
Se viene deciso che l’accordo è infatti compatibile con i trattati, il processo di ratifica continuerà: il consenso del Parlamento Europeo sarà ancora necessario per ratificare l’ACTA a livello Europeo e la ratifica da parte degli Stati membri sarà inoltre necessaria per la gli aspetti sulle sanzioni penali dell’ACTA.
Tuttavia, è difficile indovinare quale sarà il risultato. Molto di questo dipende da come le domande saranno elaborate (vedi le domande 2 e 4). Tuttavia, uno sguardo alle recenti sentenze della CJEU può essere istruttivo. In due recenti decisioni (caso Scarlet/Sabam C70/10 e Netlog/Sabam C360/10), la Corte ha chiarito che “nulla nella formulazione di tale disposizione o nella giurisprudenza della Corte suggerisce che tale diritto alla proprietà intellettuale sia inviolabile e deve pertanto essere assolutamente protetto”. La Corte ha deciso che un equo e giusto equilibrio non è stato raggiunto e che la tutela della proprietà intellettuale non può andare a scapito dei diritti fondamentali quali la libertà di comunicazione, protezione dei dati personali, e la libertà di impresa.
D’altro canto, gran parte dell’ACTA incoraggia violazioni dei diritti fondamentali, senza peraltro riuscire a porle sotto mandato, cosìcchè la Corte potrebbe essere costretta a giungere alla conclusione che l’ACTA è contrario allo spirito della legislazione UE, ma non contrario alla lettera.

7 – Quanto tempo occorrerà perchè venga presa una decisione?
In generale, la Corte europea di giustizia sentenzia in un tempo tra i dodici ed i ventiquattro mesi. Tuttavia, alcuni legislatori europei sperano in una decisione veloce. Molto dipende dalle scelte operate dalla Corte e dalla portata delle questioni poste.

8 – Nel frattempo, cosa accadrà al dibattito sull’ACTA al Parlamento Europeo
Il MEP David Martin, relatore al Parlamento europeo sull’ACTA, ha detto che il Parlamento Europeo attenderà la dichiarazione della Corte per trarre le proprie conclusioni.
Tuttavia, il processo di ratifica del Parlamento Europeo non è giuridicamente sospeso. Questo avverrà solo nel caso in cui il Parlamento Europeo decidesse di rinviare, congiuntamente alla Commissione, l’ACTA al CJEU. Una decisione non è ancora stato presa in Parlamento, per quanto riguarda ciò che essa farà nel frattempo.

9 – Questo significa automaticamente una sospensione della ratifica in tutti gli Stati membri?
No. Tuttavia, dato che il deferimento indica che vi sia una forte incertezza giuridica in merito all’ACTA, non sarebbe ovviamente saggio per gli Stati membri scegliere di ratificare un accordo la cui legittimità viene testata dal CJEU.

10 – In che modo questo deferimento avrà effetti sulla revisione della legislazione dell’UE (come l’IPRED)?
Attualmente, l’UE ha una serie di atti legislativi che stanno per essere revisionati ed aggiornati, in particolare la direttiva sull’Intellectual Property Enforcement (IPRED), che ha bisogno di una riforma significativa. Molti elementi chiave della direttiva che riguardano i diritti fondamentali, come l’accesso ai dati degli utenti, sono inclusi anche nell’ACTA. Con questo rinvio, la Commissione ed il Parlamento Europeo non bloccati dagli inutilmente elevati standard di enforcement che l’ACTA richiede.

11 – Cosa si dovrebbe fare, mentre si attende la sentenza della Corte?
Poiché il processo verrà rinviato di diversi mesi (potenzialmente fino a due anni), la Commissione dovrebbe effettuare una valutazione indipendente dell’impatto sulle conseguenze che l’ACTA inevitabilmente avrà per i diritti dei cittadini, per l’economia Europea, nonché per i paesi al di fuori dell’UE.
Gli Stati membri possono altresì chiedere di aderire al rinvio, il che include il fornire le proprie opinioni sulla questione. Dato che il supporto all’ACTA è notevolmente venuto meno in vari Stati membri, come Polonia, Bulgaria, Germania e i Paesi Bassi, sarà fondamentale garantire che essi sollevino le loro preoccupazioni direttamente alla Corte.

European Digital Rights, 2005-2011. Alcuni diritti riservati.

Articolo originale: http://www.edri.org/ACTA_referral

Traduzione a cura di yanfry per Partito Pirata Italiano

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