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Cosa ci fa Apple con Hulu [analisi]

Posted in Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 1 agosto 2011

Il colosso di Steve Jobs sarebbe intenzionato ad acquisire il servizio di streaming. Soprattutto per i suoi contratti in esclusiva

27 luglio 2011 di Francesco D’Ambrosio

La notizia l’ha data Bloomberg qualche giorno fa ed è subito rimbalzata in Rete come ormai capita spesso quando di mezzo c’è Apple: secondo le solite voci anonime ma sempre ben informate, la società di Steve Jobs sarebbe interessata alla acquisizione di Hulu, il servizio di streaming di film e telefilm che insieme a Netflix sta guidando negli Stati Uniti la rivoluzione dell’intrattenimento televisivo; e non solo televisivo, visto che le piattaforme di fruizione di contenuti video sconfinano sempre di più ben oltre il classico apparecchio da salotto: dagli smartphone ai tablet, fino naturalmente ai nuovi apparecchi televisivi con funzioni di Net TV (dopo il 3D, il nuovo e a nostro avviso più interessante leitmotiv dei produttori di TV).

Apple è dunque realmente interessata a spendere la bellezza di 2 miliardi di dollari (questa la cifra in ballo) per acquistare Hulu?

Con i suoi 76,2 miliardi di dollari di liquidità di cassa, per Apple non è certo una questione di soldi. Piuttosto di opportunità, visto che in ambito video non è ancora riuscita a raggiungere quel primato e ad affermare quel modello di business che ha rivoluzionato il mondo della distribuzione musicale con l’iTunes Music Store e poi quello del software con l’App Store per iPhone e iPad. Steve Jobs d’altra parte l’aveva ammesso tempo fa, prima della presentazione dell’attuale Apple TV, il media streamer che dà accesso sul televisore al negozio virtuale di musica e film targato Apple: “ Per Apple il video è solo un hobby”. Ma si capiva che era un alibi, una scusa per giustificare lo scarso successo del dispositivo. La seconda generazione di Apple TV, disponibile nel nostro Paese da meno di un anno, non sembra aver contribuito a trasformare questo hobby in qualcosa di più serio: i servizi di videonoleggio e acquisto di film via web di Apple impallidiscono se paragonati a ciò che offre Netflix o la stessa Hulu (non a caso negli States la Apple TV permette di riprodurre i contenuti di Netflix, e idem fa una apposita applicazione per iPad).

La chiave di volta è quindi l’acquisizione di Hulu? Che che ne dica Bloomberg, che comunque riferisce solo di un interessamento da parte di Apple, qualche perplessità c’è. E anche forte.

A livello di infrastruttura, ciò che ha Hulu Apple può realizzarlo con lo schiocco di due dita: il mega datacenter recentemente inaugurato in North Carolina per iCloud potrebbe erogare anche un servizio come quello di Hulu, almeno finché si tratta di servire gli States. Ciò che potrebbe interessare Apple sono piuttosto i contratti di esclusiva con gli attuali proprietari di Hulu: NBC Universal (Comcast/General Electric), Fox Entertainment (News Corp.) e Disney-ABC Television (Walt Disney Company).

E ancor di più i palinsesti di canali come Comedy Central, PBS, USA Network, Bravo, Fuel TV, FX, SPEED Channel, Sci Fi, Style e così via (a noi telespettatori italiani questi nomi possono non dire molto, ma si tratta di una bella fetta del panorama televisivo a stelle e strisce). Chi acquisisce Hulu si porta a casa tutto li pacchetto in esclusiva per due anni. Niente male ma…

Ma fino ad oggi Apple con il suo iTunes Store ha proposto un modello totalmente diverso rispetto ad Hulu ed anche a Netflix: nessuna formula di abbonamento a forfait e nessuna visione gratuita con contenuto pubblicitario. Su iTunes i film e le serie televisive sono in vendita oppure a noleggio (gratuiti e senza pubblicità sono i podcast). A giudicare dal successo che ha avuto fino ad oggi non sembra certo questa la strada più giusta ma, almeno per quanto riguarda la formula di acquisto, è il medesimo modello dell’iTunes Music Store: Apple ci ha creduto con ostinazione e il risultato e sotto gli occhi di tutti ormai da quasi un decennio. Conoscendo l’uomo… difficile che Steve Jobs torni sui propri passi (e visto dove è arrivata Apple, come dargli torto?).

L’iTunes Store è poi per Apple il cardine di un ecosistema che parte dal Mac per arrivare all’iPhone, iPod, iPad e Apple TV (da anni si para anche di un apparecchio televisivo con il logo della mela morsicata ma ad oggi restano solo rumors). I servizi iTunes sostengono la diffusione di questi dispositivi. E viceversa. È un sistema spesso accusato di essere chiuso, ma proprio lì è la chiave del suo successo. Hulu è al contrario un servizio trasversale, fruibile dalle Net TV, dagli streaming player come il Roku e la stessa Apple TV, dai lettori Blu-ray e perfino dalla PlayStation 3 e dalla Xbox 360. Difficile immaginare come si possono conciliare due visioni e due modelli di distribuzione così differenti.

Hulu o non Hulu, Apple o non Apple, una cosa comunque è certa: la rivoluzione della TV in streaming non solo è cominciata, avanza inesorabilmente e a gran velocità. Dall’altra parte dell’Oceano però… qui in Italia siamo ancora a combattere con lo switch-off del digitale terrestre e con i primi timidi (a volte imbarazzanti) tentativi di video streaming on demand nostrani.

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