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Critica ragionata al Commissario Savarese: AGCOM, Copyright e File Sharing

Posted in Informazioni Nazionali, Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 15 dicembre 2010

PS:  A cosa sta puntando in sostanza l’AGCOM con il testo che si andrà in consultazione il 17 dicembre?
– blocco della connessione Internet (non per l’utente finale) ma per quei siti che ritrasmettono contenuti audiovisivi mettendo a disposizione in streaming film oppure file protetti da copyright tramite peer to peer (è qui tenteranno di includere anche siti che forniscono link/hash/torrent);
– L’autorità “dice” di essere legittimata ad accertare le violazioni e irrogare le sanzioni (provenienti dal decreto Romani e disciplina UE sul controllo degli intermediari);
– i provider dovranno comunicare all’AGCOM tutte le informazioni relative al traffico internet necessarie a “verificare eventuali profili di anomalia” nell’utilizzo dell’accesso alla rete (nel rispetto del principio della privacy … dice il commissario a parole) ovvero tutti coloro che utilizzano TROPPO download e upload potrebbero essere “anomali” e “segnalati” all’AGCOM che userebbe questi dati per individuare DA DOVE e COSA questi utenti scaricano/uplodano (e come fare questo nel rispetto della “privacy” voglio proprio vedere come ce la racconteranno).

Critica ragionata al Commissario Savarese e qualche altro commento a voci che girano su provvedimenti proposti dall’Autorità…

Savarese: “Il nostro copyright sarà garantista” – Corriere delle Comunicazioni.

R. L’Italia soffre un forte ritardo dovuto a due ordini di problemi. Il primo è di natura tecnologica e riguarda la mancanza di banda – quella che c’è è per la maggior parte occupata dal download o streaming illegali

Non me ne voglia il Commissario Savarese, ma non e’ informato correttamente. Questa affermazione ovviamente non ha un riscontro fondato.
Il traffico peer-to-peer, tradizionalmente associato alla pirateria, è in calo, come rivelano i dati di traffico per protocollo (e, ovviamente, non si po’ assumere che sia tutto traffico illegale). ma non solo.
Nielsen (non pizzaefichi) dice che gli utenti sono in calo.

– il secondo è economico. Chi vuole investire nella banda larga ha bisogno di vedere garantiti i ritorni, ma se domina l’illegalità si crea un evidente aborto economico. Se, invece, la fruizione dei contenti via Web viene in qualche modo regolamentata, rispettando i diritti di tutti, si potrebbe dare un maggiore impulso agli investimenti in reti veloci e, conseguentemente, in contenuti.

questa affermazione mette insieme due mercati vicini ma scollegati. come dire che se si pagano le penne si pianteranno piu’ alberi per fare carta.

D. In questo modo non si rischia di violare la libertà di uno strumento, come il Web, “ontologicamente” libero?
R. Credo che se si sostiene il principio di neutralità tecnologica non si può pensare di fare sul Web ciò che è vietato sulla carta stampata o in Tv. Lo hanno capito anche negli Usa dove, con il nuovo corso inaugurato dalla Fcc, si stanno rivedendo le norme sul copyright.

parafraso il Commissario: “non si puo’ pensare di fare con la penna ciò che è vietato alla carta stampata”

perche’ no ?
ma si puo’ fare sul web cio’ che si fa col telefono e con la carta e penna ? perche’ quelli che abitano il web, per lo piu’, non sono soggetti simili a multinazionali media bensì piu’ simili a bipedi.

il modello di riferimento è il mass media o la comnicazione individuale ?
Non si puo’ fare di tutta l’erba un fascio. Ovviamente coesistono, non si puo’ considerare che e’ simile SOLO ai mass media.
Non a caso la direttiva europea sui servizi media si regolamenta solamente i soggetti che, a fini economici, sono “in concorrenza con la radidiffusone televisiva”.

D. Lì però gli utenti hanno a disposizione delle immense library digitali: film, musica e ora anche libri. Le condizioni di partenza sono migliori.
R. Certamente, ma sono migliori anche le condizioni delle infrastrutture. Il territorio è cablato al 100% ed è stato più facile creare un’offerta digitale di

La CableTV arriva nel 96% delle abitazioni USA. Forse il Commissario si riferisce a questo.
Se si guarda la penetrazione a Giugno 2010 (abbonati a broadband fisso ogni 100 abitanti) in USA sono al 27,1% contro il 21,3% in Italia (Dati OCSE, tabella 3.a) Quindi forse la disponibilità della infrastruttura non e’ cosi’ poi determinante rispetto alla nascita di offerte commerciali.
Anche in Italia, 10M di consumatori non sono sufficienti per fare offerte legali ?

qualità. E nonostante ciò, anche lì l’industria dell’entertainment chiede un cambio di marcia nel senso di una maggiore tutela del copyright. E lo chiede ancora di più quella italiana che soffre dei ritardi di cui abbiamo detto sopra. Si tratta di un settore che impiega circa 300mila persone che vivono della vendita dei prodotti e dei diritti su quei prodotti. Se si continuasse a fruire illegalmente del loro lavoro sarebbe una catastrofe.

Pienamente d’accordo.

Chiedo aiuto… Aiutatemi a restare onesto..

la videoteca del mio paesino ha chiuso; per andare a prendere un film da Blockbuster (i 3 piu’ vicini a me hanno chiuso) devo fare 16Km16; online le offerte legali che posso fruire per vedere sul mio televisore sono…1 (oppure devo comprare n set-top-box)

D. Quale ruolo per l’Agcom nel quadro che si verrà a delineare?
R. Data per chiara la competenza dell’Autorità nell’accertamento delle violazioni,

Qui devo manifestare la mia ignoranza. Io pensavo che la competenza dell’Autorità riguardi la sospensione della ricezione o trasmissione di servizi media audiovisivi, non l’accertamento delle violazioni fatte da privati, dato che sui supporti ad uso domestico si paga gia la levy (legge Bondi) e non c’e’ tipicamente diffusione in pubblico……
Qualcuno mi potrebbe indicare la fonte normativa della titolarità del’accertamento in capo all’Autorità?

ciò che potrebbe delinearsi è l’imposizione in capo agli Isp dell’obbligo di comunicare dati sul traffico Internet nel rispetto della privacy e del principio di neutralità della rete.

Non capisco cosa c’entri la neutralità della rete con i dati di traffico di rete…

Tali informazioni consentiranno all’Agcom di delineare un quadro del fenomeno della pirateria e di mettere in campo le azioni utili a contrastarla.

… a meno che non venga richiesto di esaminare il contenuto di tutto il traffico in passaggio, cosa che avrebbe “qualche” risvolto di incostituzionalità, per quel poco che capisco.

perche’ i casi sono due: o ritengo che tutto il traffico video sia pirateria oppure devo controllare cosa c’e’ dentro analizzando il contenuto del traffico (e comunque non basta a stabilire se era parodia o citazione o se era il titolare dei diritti o se era copia privata o se era effettivamente pirateria).

Il regolamento in lavorazione, infatti, è solo una parte di una strategia più ampia di lotta all’illegalità sul Web.

aboliamo la commutazione di pacchetto, e non se ne parli piu’..

pero’ si potrebbe anche fare offerte legali, multipiattaforma, con obblighi di must carry e must offer sulle piattaforme, con un po’ di concorrenza che fissi i prezzi nell’equilibrio offerta-domanda. Forse se ne sta occupando il Comitato Antipirateria presso la Presidenza del Consiglio, il cui piu’ recente segno di vita, se non erro, risale al gennaio 2009 ?, giusto due annetti fa ?…

Strategia che passa anche per una forte campagna di informazione per gli utenti sui pericoli e sui rischi da essa generati. Il presupposto perché le misure siano efficaci è la collaborazione di tutti gli attori per comporre nel modo più appropriato tutti gli interessi in gioco.

basta che siano tutti… ma proprio tutti…

anche se un legittimo dubbio rimarrebbe, se un testo dell’Autorità per le GARANZIE nelle Comunicazioni recitasse “effettuate le verifiche eventualmente necessarie, comunicano l’avvio del procedimento al gestore del sito” o anche parlasse di “misure inibitorie che consentano la cessazione immediata della violazione, senza lungaggini, pur nel rispetto dei limiti di difesa, e assicurando la proporzionalita’ delle misure prescelte in funzione delle specificità di ciascuna situazione violativa rilevata” o anche l’obbligo agli ISP di bloccare le porte di rete usate frequentemente per il peer2peer o il blocco dello streaming non autorizzato o il blocco del routing di indirizzi IP o ancora il rallentamento fatto dagli operatori di rete dello scambio di file di grosse dimensioni e anche di farlo fare a Telecom Italia per tutti, come gira voce fosse contenuto nella bozza..

ve lo immaginate filtrare le porte degli IP address di chi fa P2P ? mi verrebbe da ridere…

Ma sono certamente malignità. AGCOM non emetterebbe mai un documento del genere; i consulenti che usa sono esperti che hanno conosciuto dal vivo l’operatività dei fornitori di accesso ad internet e la dimensione delle questioni e delle loro implicazioni…

poi, una domandina per chi sa di queste cose… l’attività di Gogole e di Bing puo’ essere considerata indicizzazione di file protetti da copyright intesa ad agevolarne la diffusione gratuita tra gli utenti di internet senza il consenso dei titolari dei diritti ? ovvero, come si sa se un contenuto che sta su internet è li’ con il consenso dei titolari, se non sono i titolari a denunciarne la violazione ?

se non vado errato, qualunque testo e’ protetto da copyright, no ?

perche’ c’e’ qualcuno che ogni tanto prende testi dal mio blog, introducendosi abusivamente nel mio domicilio informatico, viola il mio diritto d’autore ! non vedo l’ora di denunciare questi comportamenti abusivi ad AGCOM (ho il loro IP address) … 😉

Source: Critica ragionata al Commissar…un Blog di Stefano Quintarelli Immagine

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