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L’Europa divisa dall’equo compenso per copia privata.

Posted in Informazioni Nazionali, Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 24 novembre 2010

Con una recentissima Sentenza della scorsa settimana la Corte d’Appello di Parigi ha scritto le ultime parole nell’ambito di un’annosa vicenda giudiziaria che ha visto contrapposte per anni Rue du Commerce, popolare sito francese di commercio elettronico ed un lungo elenco di società inglesi, tedesche e lussemburghesi operanti nel mercato della vendita online di CD, DVD nonché altri supporti e dispositivi di registrazione.

Al centro della querelle le contestazioni mosse da Rue du Commerce alle sue concorrenti straniere, ree di commercializzare ai consumatori francesi supporti e dispositivi di registrazione ad un prezzo più basso rispetto a quello da essa praticato in Francia grazie alla minor incidenza – o addirittura alla non incidenza – della c.d. tassa sull’equo compenso.

Secondo la società di e-commerce francese, infatti, praticando tali più vantaggiose condizioni economiche e, soprattutto, tacendo la circostanza che tale vantaggio competitivo era destinato ad essere abbattuto dall’obbligo gravante sul consumatore francese di pagare la tassa sull’equo compenso, una volta acquistato il supporto o dispositivo, le società sue concorrenti avrebbero posto in essere un’attività di concorrenza sleale.

I Giudici della Corte d’Appello di Parigi, hanno accolto, pressoché integralmente, le domande di Rue du Commerce e, conseguentemente, condannato tutte le società straniere ad includere nelle proprie condizioni generali di contratto un’avvertenza con la quale informare i consumatori francesi dell’esigenza di pagare l’equo compenso una volta perfezionato l’acquisto nonché a risarcire, in solido tra loro, alla Rue du Commerce medesima, l’importo complessivo di 100 mila euro.

La Sentenza, sottolinea, una volta di più, quanto l’Europa dell’equo compenso si presenti divisa in modo ormai inaccettabile: un mercato ma decine di regole diverse che minacciano, ogni giorno, di creare effetti anticompetitivi e discorsivi della concorrenza ma, soprattutto, suscettibili di dar vita ad un ingestibile “grey market”.

E in Italia?

La più parte delle società trascinate da Rue du Commerce sul banco degli imputati (Dabs.com, Ketta, CD Folie, Magamatic, Nierle e Omnisoft), opera, anche nel nostro Paese e, dunque, in astratto, anche da noi si potrebbe verificare analogo scenario.

A differenza, tuttavia, di quanto previsto dalla disciplina francese, il famigerato Decreto Bondi, ha stabilito che, qualora una società straniera venda, online, ad un consumatore finale in Italia, un prodotto oggetto di equo compenso per copia privata sia la società stessa a dover essere qualificata come importatore e, dunque, ad esser tenuta al pagamento della tassa sull’equo compenso.

Il diritto d’autore, insomma, nella società dell’informazione, continua a dividere e frammentare artificiosamente i mercati anziché contribuire alla creazione di un unico contesto culturale.

E’ un vero peccato.

Guido Scorza

Source: L’Europa divisa dall’equo … per copia privata. – Wired.it
Licenza CC: http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/3.0/

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