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Europeana, erede sconosciuta della biblioteca di Alessandria

Posted in Informazioni Nazionali, Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 24 novembre 2010

Era il III secolo a.c. quando Tolomeo II Filadelfo – probabilmente dando corpo ad un’intuizione del padre Tolomeo I – fece costruire la Biblioteca Reale di Alessandria d’Egitto destinata a divenire uno dei principali poli culturali dell’antichità.

La realizzazione della biblioteca di Alessandria secondo le intenzioni dei Tolomei avrebbe dovuto avviare – come poi puntualmente accaduto – un processo di “esaltazione” della cultura e dar vita al più grande archivio del Sapere della storia antica.

Per riuscire in tale intento, Tolomeo II oltre a chiamare a dirigere la biblioteca Zenodoto di Efeso – già famoso per aver tradotto i poemi di Omero ed al quale si deve la prima catalogazione in ordine alfabetico dei rotoli conservati nella biblioteca medesima – emanò anche un editto faraonico sul c.d. “fondo delle navi” secondo il quale tutti i libri che si trovavano sulle navi che sostavano nel porto di Alessandria dovevano essere lasciati nella biblioteca in cambio di copie.

Il risultato di tale sforzo diede vita ad un archivio senza precedenti per quantità e qualità dell’organizzazione: oltre 490 mila rotoli già al tempo di Tolomeo II, Il Filadelfo.

La biblioteca di Alessandria, secondo quanto si pensava nel tempo antico, avrebbe raccolto circa il 70% del Sapere dell’umanità.

Oltre duemila anni più tardi il progetto dei Tolomei torna a divenire attuale e sta rapidamente prendendo forma nel silenzio dei più: il suo nome è Europeana.

Si tratta di un progetto dell’Unione Europea che ha per ambizioso obiettivo la digitalizzazione del nostro patrimonio culturale e, soprattutto, la sua messa a disposizione di tutti i cittadini dell’Unione Europea.

Oggi le teche digitali di Europeana, a poco più di due anni dalla sua apertura, ospitano oltre 14 milioni di oggetti digitali, nella più parte dei casi non più coperti da diritto d’autore e, quindi, liberamente riutilizzabili da chiunque.

Fotografie, carte geografiche, quadri, oggetti museali e altre immagini digitalizzate costituiscono il 64% della collezione di Europeana, mentre  il 34% è dedicato ai testi digitalizzati, che comprendono oltre 1,2 milioni di libri che possono essere visualizzati on-line e/o scaricati in versione integrale.
Ancora pochi i materiali audio e video che rappresentano meno del 2% della collezione.

La più parte di questi straordinari frammenti del nostro patrimonio culturale in digitale, peraltro, può essere utilizzata attraverso una licenza che ne consente la riutilizzazione, purché per uso non commerciale e previa citazione dell’autore e del soggetto che ha reso disponibile l’opera stessa. (qui le condizioni generali di uso, per chi volesse approfondire).

Nei giorni scorsi, la Fondazione Europeana che, con l’Unione Europea, gestisce l’iniziativa ha reso noti alcuni dati relativi alla partecipazione degli Stati all’attività di alimentazione del più grande museo digitale della storia dell’uomo: dispiace con statere che l’Italia, ancora una volta, pur essendo tra le prime della classe in termini di controllo del patrimonio culturale europeo è tra le ultime in termini di partecipazione all’iniziativa.

Mentre, infatti, la Francia ha, sin qui, contribuito alla costituzione del patrimonio museale di Europeana per il 17% e la Germania per il 14%, il nostro Paese si assesta su un modesto 7%.

Se poi, navigando, navigando, si prova a confrontarsi con le scelte – in termini di regime dei diritti d’autore – fatte dai titolari delle opere “conservate” in Europeana, si è obbligati a prendere atto che, i contributi italiani sono tra quelli meno riutilizzabili di tutti…

Davvero un peccato non essere in grado di capire ed apprezzare i vantaggi della cultura in digitale.

Guido Scorza

Source: Europeana, erede sconosciuta d…eca di Alessandria. – Wired.it
Licenza CC: http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/3.0/

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