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Luoghi comuni e software libero

Posted in Informazioni Nazionali, Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 3 novembre 2010

Non sono un integralista, in nulla nella vita. Ciò che penso a proposito del software libero non fa eccezione, ma ne sono un sostenitore, sviluppo applicazioni multimediali e le rilascio con licenze libere e sono convinto che l’uso intensivo di FLOSS (Free Libre Open Source Software) sarebbe una boccata d’ossigeno per la libertà e l’economia di ogni persona. Ma su questo tornerò nel prossimo futuro, ora vorrei mettere in risalto e confutare alcuni luoghi comuni che ancora circondano il software libero ed open source.

Lo spunto per queste righe me lo ha dato una discussione in una delle molte mailing-list che seguo (prometto sempre a me stesso di seguirne meno, ma non ci riesco mai).

Luogo comune n.1: Adobe Flash è indispendabile
Tra le altre cose si sosteneva che per arrivare a un grande numero di persone con contenuti multimediali fosse necessario l’utilizzo di Flash. Secondo il nostro amico per fare il 10% di ciò che fa un’applicazione Flash è necessario uno sforzo di realizzazione enormemente più grande.

Questo, secondo me, è un luogo comune che sarebbe bene sfatare.
Esistono ormai molte librerie di linguaggi liberi (per esempio javascript) che consentono la manipolazione delle immagini, l’applicazione di effetti di vari tipi, la gestione dell’interazione tra utente e interfaccia (trascinamenti, cattura di oggetti, e così via).
Mi si dirà che player video e audio integrabili in applicazioni e siti web realizzati con linguaggi diversi da Flash non ne esistono. Ma ragionando in prospettiva (non fra due anni, ma fra qualche mese), quando HTML 5 diventerà uno standard adottato, video ed audio si potranno inserire nelle applicazioni “nativamente”. Per ciò che riguarda editor audio video, o strumenti per vjing e djing esistono vari software liberi (FreeJ, Qeve). Inoltre da qualche anno si sta affermando prepotentemente l’uso di Pure Data, un tool grafico di programmazione molto usato per l’audio e il video.

Come dicevo non sono un integralista, quindi è possibile che per il momento rimangano applicazioni che è più comodo sviluppare con flash, anche se leggendo le specifiche di HTML 5 ho molti dubbi, ma indubbiamente non sarà l’unica strada percorribile.
A questo punto però l’affermazione che senza flash si raggiunge un basso numero di persone mi sembra decisamente priva di fondamento. HTML 5 sarà interpretato da ogni browser essendo appunto uno standard certificato W3C.

Luogo comune n.2: l’uso del software proprietario è più semplice del FLOSS.
Si dice che è facile scaricare e installare Flash, il software proprietario e i sistemi operativi proprietari. Molto di più che scaricare ed installare programmi e sistemi operativi liberi.
Secondo me questa affermazione è fatta da chi non usa sistemi operativi e software liberi.
Installare sistemi operativi liberi è ormai semplice come installare quelli proprietari. Per non parlare delle applicazioni, che è possibile scaricare ed installare automaticamente da repository aggiornati e verificati.
Riguardo la difficoltà di configurare periferiche (webcam, stampanti, scanner, etc.) devo dire che da qualche anno ormai non mi capita di compilare dei driver per poter usare delle periferiche.
Non nego che ci sia la possibilità che qualche periferica non venga riconosciuta, ma sfido chiunque a dire che con Windows funziona tutto perfettamente. Altro cosa è il mondo Apple, in cui tutto funziona perfettamente, ma a prezzi mediamente quasi doppi rispetto agli altri computer e a discapito di molte libertà degli utenti.

Luogo comune n.3: l’iPhone è lo smartphone più usato (potere del marketing).
Sempre nella stessa discussione si sosteneva che se si vuole che le proprie applicazioni siano utilizzate da un gran numero di utenti devono essere distribuite per iPhone.
Ma una tale affermazione è smentita da tutte le indagini di mercato degli ultimi tre mesi che attestano che Symbian (sistema operativo open source adottato da Nokia) detiene il 40% del mercato, al secondo posto si trova il BlackBerry, al terzo posto Android (il sistema operativo open source di Google) e infine, solo al quarto posto Apple iOS (sistema operativo di iPhone).

Questi dati dimostrano l’esatto contrario. Sviluppando applicazioni open source per smart phone si raggiungono il maggior numero di utenti (Symbian + Android = 56,4 % del mercato secondo i dati IDC). La tendenza dicono gli analisti è addirittura ancora più favorevole ad Android di quanto non lo sia l’attualità.

Io non sono affatto convinto che Google o Nokia siano il bene assoluto e Apple o Microsoft siano il male assoluto. Purtroppo (o per fortuna) le cose sono molto più sfumate e complicate di così. Moltissime multinazionali delle tecnologie usano ed incentivano il FLOSS, e non per questo hanno a cuore le sorti e la libertà degli utenti.
Sono però convinto che qualsiasi software o hardware che diminuisca il controllo degli utenti sulla tecnologia, che impedisca “di metterci le mani dentro”, tolga un pezzetto di libertà alle persone. E come dice Stallman è così facile perdere la propria libertà che spesso la perdiamo senza neanche accorgercene.

Source: Luoghi comuni e software libero « graffio

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