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Ebook all’amatriciana

Posted in Informazioni Nazionali, Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 28 ottobre 2010

Lo confesso, è da un po’ di tempo che leggo libri elettronici sull’iPad. E mi piace anche. Li scarico tramite Stanza o li acquisto con l’applicazione di Kindle. Mi lascio sommergere dai classici e trovo un sacco di titoli nuovi, interessanti, ancora non distribuiti in Italia.

Che sia per passione o per lavoro, è stata l’apertura dell’ennesima miniera d’oro, nella quale mi sono subito infilato, raggiungendo rapidamente profondità cilene. Posso anche permettermi giochini perversi, tipo leggere contemporaneamente Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen e Orgoglio e pregiudizio e zombie di Seth Grahame-Smith (vedi l’illustrazione sopra), capitolo per capitolo, giusto per vedere l’effetto che fa. Naturalmente, in inglese. Perché per gli editori italiani il concetto di ebook è tabù, proibito, verboten. O forse no. Leggo stamattina che per la stagione delle feste finalmente si parte. Che per Natale arriveranno 7000 titoli nella nostra lingua. Roba vecchia e roba nuova. Evviva. Però poi leggo anche nell’articolo che non saranno disponibili né su Kindle né su iPad (a meno di non smanettare per vicoli traversi e applicazioni alternative).

E allora mi chiedo: ma a cosa serve vendere ebook se non li vendi nel marketplace e sui dispositivi che la maggior parte del pubblico usa/userebbe per leggerli? Perché, quando è chiaro che i lettori interessati agli ebook si stanno muovendo vergo gli ereader e i piccoli dispositivi portatili, tu cerchi di obbligarli a tornare… boh… verso il laptop e la scrivania (destinazione che non potrà mai far decollare il mercato del libro elettronico)? Perché, quando c’è un trend che si muove in una certa direzione (e nel quale si respira anche un briciolo di entusiasmo, elemento ormai sempre più raro nei grigi anni della crisi), qui in Italia dobbiamo rispondere sempre in modo lento, assonnato, svogliato, timoroso, parziale, inefficiente, magari pure andando in direzione opposta? Per poi sederci attorno a una tavola rotonda e costruire magnifici filosofici castelli in aria attorno all’arretratezza del paese.

Bruciamo le tavole rotonde e saltiamo sul treno, diamine. Rispetto alle case discografiche, gli editori hanno la fortuna di avere già a disposizione una serie di infrastrutture tecnologiche/commerciali su cui impostare il nuovo mercato elettronico. L’iPod arrivò solo due anni dopo Napster, iTunes addirittura dopo quattro. iPad e Kindle sono già qui e – a prescindere da tutte le critiche e le polemiche su drm, recinti chiusi, prezzi assurdi, ecc. ecc. – funzionano. Saranno perfettibili, ma funzionano. Anche in Italia. Io mica sono andato nella Silicon Valley per acquistare gli zombi vittoriani di Seth Grahame-Smith tramite Kindle/iPad. Non ricordo bene, ma forse ero addirittura seduto in bagno, zona Parella, Torino. Perché non utilizzare le cose che funzionano? Perché non proviamo non dico a guidare il mondo, ma almeno a mantenere il suo ritmo?

Source: Il Pozzo di Cabal: Ebook all’amatriciana

 

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