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Open come più ricchi e più liberi

Posted in Informazioni Nazionali, Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 15 ottobre 2010
di Guido Scorza

Scorrendo il testo della Direttiva di Barack Obama sull’open government la distanza che separa il nostro Paese dagli Stati Uniti appare, davvero, incolmabile.

L’Open Government statunitense, professa il principio secondo il quale tutte le informazioni in possesso della pubblica amministrazione devono essere accessibili ai cittadini, salvo eccezioni, mentre, da noi, siamo, ormai, quasi rassegnati a ritenere che la regola sia la segretezza di tutte le informazioni pubbliche salvo eccezioni.

Utilizziamo l’espressione “operazione trasparenza” per definire l’iniziativa attraverso la quale il Ministro della funzione pubblica e dell’innovazione, Renato Brunetta ha imposto – con autentico slancio rivoluzionario per il costume italico – ad un manipolo di amministrazioni dello Stato, di rendere accessibili – in formati diversi ed in modo pressoché inintellegibile– i compensi elargiti a funzionari e consulenti.

Accettiamo con rassegnazione l’idea che il Ministro per la semplificazione, Roberto Calderoli prometta che entro il 2014 potremo accedere ad una base dati contenente tutte le leggi vigenti nel nostro Paese mentre, allo stato, per conoscerle, non possiamo che bussare, a caro prezzo, alla porta di un editore privato, tenutario esclusivo – ormai da decenni – delle regole sulle quali riposano i rapporti tra privati e quelli tra privati e pubblica amministrazione.

Difficile parlare di Open data e Open Government in un Paese come il nostro ma è, davvero, un peccato, una straordinaria occasione che rischiamo di lasciarci sfuggire.

La pubblica amministrazione italiana – naturalmente con i soldi dei contribuenti – produce, ogni anno, milioni e milioni di dati utilissimi  per centinaia di migliaia di cittadini, professionisti ed imprese e, salvo eccezioni, si tratta di dati di buona qualità e regolarmente aggiornati.

Tali informazioni, tuttavia sono, sostanzialmente, inaccessibili o accessibili in formati inutilizzabili perché trattabili solo attraverso piattaforme proprietarie o insuscettibili di essere aggregati e disaggregati secondo le esigenze dei cittadini utenti.

Se provate a surfare sul sito www.datagov.us, probabilmente, converrete con il pensiero che Altan, in una delle sue ultime vignette su l’Espresso, mette in bocca al suo personaggio: “sono italiano: devo essermela andata a cercare”.

Il nuovo portale del Governo degli Stati uniti d’America, infatti, pone a disposizione di tutti i cittadini e le imprese, in formato aperto ed allo stato grezzo, tutti i dati prodotti dalle pubbliche amministrazioni la cui divulgazione non sia preclusa da esigenze di sicurezza nazionale.

I dati sono utilizzabili da chiunque sia attraverso i tools resi disponibili sullo stesso portale sia per lo sviluppo e, eventualmente, la commercializzazione di nuove applicazioni.

E’ accaduto così che, in meno di un anno, siano state sviluppate centinaia di applicazioni che oltre a generare profitto per i loro produttori, consentono ai cittadini americani, in un periodo di crisi, di verificare dove il mercato del lavoro, in un determinato settore, sia più dinamico o, magari, dove sia più alto il rischio di contrarre determinate malattie o, piuttosto, di conoscere, in tempo reale, la media della puntualità di questo o quel volo tra due città.

Le informazioni rese disponibili sul portale e le applicazioni attraverso esse sviluppate – si legge nella presentazione del sito – consentono ai cittadini di assumere in modo consapevole, ogni giorno, le decisioni che sono chiamati a prendere.

Attraverso un unico portale, i cittadini e gli imprenditori americani possono, già oggi – ed il progetto è appena agli esordi – accedere ad una quantità di dati dei quali, salvo rare eccezioni, anche la nostra amministrazione dispone ma si guarda bene dal condividere in maniera effettiva con i propri cittadini.
Scorrere le basi dati disponibili sul sito datagov.us, è un’esperienza stimolante che, probabilmente, risulterebbe straordinariamente educativa per i nostri decisori.

E’ una rivoluzione silenziosa quella in corso dall’altra parte dell’oceano ma straordinariamente contagiosa.
Con una punta di comprensibile orgoglio, infatti, sul portale a stelle strisce, scrivono “This is a work in progress, but this movement is spreading to cities, states, and other countries. After just one year a community is born around open government data”.

E, naturalmente, alle parole seguono i numeri ed i dati: altre 6 nazioni hanno abbracciato la filosofia dell’Open Data, 8 Stati hanno realizzato analoghi servizi di condivisione delle informazioni, 8 città, negli Stati uniti rendono disponibili ai loro cittadini le informazione pubbliche e, ancora, 236 applicazioni sono state sviluppate utilizzando i dati resi disponibili su datagov.us e 276.677 basi di dati sono, ad oggi, disponibili sul portale.

Una pagina più in la, una grande mappa interattiva del mondo intero, mostra l’elenco e le bandiere dei paesi “contagiati” dalla sindrome dell’Open Data: Inghilterra, Canada, Australia, Nuova Zelanda, Estonia e persino la Grecia nella quale, nonostante la crisi – o forse proprio in ragione della crisi e nel tentativo di uscirne il più rapidamente possibile – il Governo ha coraggiosamente deciso di investire tempo e risorse in un progetto di integrale condivisione di tutti i dati di carattere geografico attraverso un portale all’uopo creato: www.geodata.gov.gr.

Una bella lezione per un Paese come il nostro che ha ritenuto di rinviare ogni investimento nel settore dell’innovazione – primo tra tutti quello non più procrastinabile necessario a garantire un’adeguata diffusione della banda larga – a quando saremo usciti, non è chiaro come, dalla crisi.

Possiamo, almeno sperare, di diventare più open anche noi? Nell’Era dell’accesso, avere accesso all’informazione significa essere enormemente più ricchi e straordinariamente più liberi.

Source: Open data come più ricchi e più liberi – Wired.it
Licenza CC: http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/3.0/

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