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Rapporto Gallo: sarkozysti e industrie del copyright insieme al Parlamento Europeo per chiudere Internet

Posted in Informazioni Nazionali, Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 21 settembre 2010
Rapporto Gallo: sarkozysti e industrie del copyright insieme al Parlamento Europeo per chiudere Internet


Mercoledì 22 settembre verrà votato, al Parlamento Europeo durante la sessione plenaria di Strasburgo, il rapporto Gallo. Frutto dell’opera di lobby delle industrie americane ed europee, appoggiato dai deputati fedeli a Sarkozy, si tratta di un testo ultra-repressivo che mira a chiudere Internet esattamente come ACTA. Mentre il gruppo ALDE presenta un testo alternativo pressoché identico e altrettanto dannoso, S&D, Verdi e GUE propongono una risoluzione equilibrata capace di non compromettere la neutralità e il carattere aperto di Internet.

Link rapido: guida per contattare i propri europarlamentari

Il Rapporto Gallo è la massima espressione della volontà delle industrie del cinema e della musica di chiudere quello che esse considerano la nuova minaccia globale: Internet.

Preparato dalla rapporteur Marielle Gallo, deputata francese fedele a Sarkozy, appartenente al PPE, nemica di Internet e vicina alle industrie dell’intrattenimento, si tratta di un testo che, confondendo volutamente contraffazione e file sharing online, si concentra esclusivamente sulla repressione delle presunte violazioni del copyright online. Le mosse efficaci per contrastare il fenomeno, secondo il rapporto, sono la trasformazione degli intermediari in polizia privata del copyright con obbligo di controllo di tutti i contenuti, incoraggiamento di misure non legislative, colpevolizzazione degli Internet Service Provider, criminalizzazione del file sharing online con pene detentive tramite IPRED-2 e ACTA, programmi obbligatori di indottrinamento (a spese dei contribuenti, si intende) nelle scuole dell’obbligo per convincere i giovani dell’esistenza e della sacralità della “proprietà intellettuale”, trasformazione di Internet con imposizioni che, distruggendone la neutralità e il carattere aperto, lo renderebbero una TV via cavo monodirezionale in cui solo coloro che sono autorizzati dall’industria possono inserire contenuti.

Accordi “volontari” e “misure non legislative” rappresentano un oltraggio alle procedure democratiche degli stati sovrani: la creazione di tali sistemi distrugge i diritti fondamentali ad un equo processo e alla privacy. La trasformazione imposta degli ISP in polizia privata, giudice, giuria e boia rappresenta un passaggio in cui qualsiasi garanzia per utenti/cittadini/consumatori viene annullata, oltre a rappresentare una minaccia alla libera attività imprenditoriale degli ISP stessi, i quali verrebbero gravati di responsabilità e costi astronomici e perderebbero la propria natura tecnica di canali di trasmissione. Rappresenterebbe inoltre un fattore determinante per la chiusura di Internet e la sua trasformazione in una serie di sottoreti segmentate e monitorate (in quanto ogni fornitore di accesso sarà costretto a monitorare ed eventualmente bloccare i contenuti inseriti dalle interconnessioni con gli altri fornitori), che comunicano solo parzialmente fra di loro e in cui ogni contenuto inserito deve essere preventivamente approvato dalla polizia privata o dalle industrie del copyright.

Il Rapporto si focalizza in particolare sulla repressione del file sharing online ignorando numerosi studi scientifici che dimostrano non solo che tale fenomeno è al massimo ininfluente per l’economia in generale, ma che è anche benefico (da un punto di vista sia economico sia culturale) per gli artisti e in molti casi notevolmente positivo per le economie nazionali. Pertanto lo scopo reale del rapporto è di consolidare quel movimento che mira a smantellare Internet in quanto fonte di disturbo per i monopoli consolidati di una manciata di multinazionali che desiderano mantenere in vita modelli di business agonizzanti. Un movimento che trova la massima espressione in ACTA: non a caso il rapporto Gallo incita esplicitamente a finalizzare e ratificare tale accordo liberticida.

Da una parte il gruppo dei liberali, ALDE, dall’altra una coalizione di diversi MEP e dei gruppi S&D, Verdi e GUE, hanno presentato due risoluzione alternative. Mentre la risoluzione S&D/Verdi/GUE è un testo equilibrato che non mira a distruggere Internet né a trattare come pericolosi criminali indistintamente tutti coloro che condividono opere protette da copyright ed è molto più forte ed efficace nel combattare la contraffazione e la pirateria commerciale (a scopo di lucro), quella ALDE è sostanzialmente identica al rapporto Gallo, ed è chiaramente pensata con l’unico scopo di sottrarre voti alla risoluzione alternativa realmente valida che altrimenti avrebbe la maggioranza e provocherebbe il rigetto del rapporto Gallo originale.

Tutto ciò giunge come una sgradevole sorpresa, soprattutto da un gruppo come ALDE che fa della difesa dei diritti fondamentali un valore primario e che ha dimostrato grande sensibilità contro ACTA sia in occasione della risoluzione del PE di marzo sia nella sottoscrizione della Dichiarazione Scritta 12/2010 su ACTA. Purtroppo la proposta ALDE proviene dal MEP Toine Manders, il quale, a dispetto di ogni evidenza, sostiene le fantasie anti-scientifiche e irrazionali delle industrie del copyright. Ci auguriamo che i deputati ALDE riescano a sfuggire alle trappole basate sui dogmi di fede dei fanatici del copyright e votino, ancora una volta, per proteggere i cittadini contro i predatori dei diritti fondamentali e di Internet al di là di qualsiasi manovra politica di comodo che si gioca sulle nostre libertà.

Sebbene il rapporto Gallo sia un testo non legislativo, esso è politicamente pesante, perché rappresenta una interruzione nella continuità della linea del Parlamento Europeo contro ACTA esplicitata quest’anno dalla Risoluzione del 10 marzo e dalla Dichiarazione Scritta 12/2010. Le industrie del copyright e i sarkozysti hanno bisogno, politicamente, di questo rapporto, per poter per lo meno iniziare a propagandare l’idea che alla fin fine anche il Parlamento Europeo non si oppone alla chiusura di Internet.

Ci risulta che attualmente gli europarlamentari siano sottoposti ad una intensissima opera di pressione da parte dei lobbisti delle industrie.

Tutti i cittadini dovrebbero contattare telefonicamente gli europarlamentari del gruppo ALDE e tutti gli altri deputati italiani e invitarli a votare a favore della risoluzione avanzata da S&D/Verdi e altri MEP.

La Quadrature du Net ha organizzato una pagina dedicata alla campagna di sensibilizzazione dei MEP contro il rapporto Gallo, una vera e propria guida, semplice e sintetica, che insegna come rapportarsi facilmente con gli europarlamentari (vi assicuriamo che è molto facile stabilire un buon dialogo con gran parte di essi). La traduzione in italiano a cura di debucy1 di TNT Village, comunità italiana che pratica lo scambio etico, è disponibile qui.

Source: Rapporto Gallo: sarkozysti e i…ernet : Movimento ScambioEtico
Licenza CC: http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/

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