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Berners-Lee: banda gratis per tutti

Posted in Informazioni Nazionali, Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 21 settembre 2010
Berners-Lee: banda gratis per tutti

Soltanto la quinta parte della popolazione mondiale avrebbe oggi accesso al web. Estromettendo il restante 80 per cento dalla società dell’informazione. Colpa delle tasse e di costi troppo alti

Roma – “Cosa dire di tutte quelle persone che sono raggiunte dalla Rete, ma che non fanno parte del web, che non fanno quindi parte della stessa società dell’informazione?”. Un interrogativo cruciale, recentemente posto da Sir. Tim Berners-Lee alla platea del Nokia World di Londra.

Universalmente riconosciuto come uno dei padri del World Wide Web, Berners-Lee ha iniziato il suo discorso snocciolando significative cifre statistiche. Soltanto la quinta parte della popolazione mondiale avrebbe oggi accesso alla Rete. Ovvero accesso a servizi fondamentali come quelli forniti in ambito medico-sanitario.

“Cosa dire allora del restante 80 per cento?”, si è quindi chiesto Berners-Lee. L’informatico britannico ha illustrato la sua visione: un prossimo futuro in cui tutti i cittadini del mondo abbiano a disposizione “di default” una connessione, anche se a velocità ridotta.

Un’ipotesi più che realizzabile, soprattutto grazie agli attuali ritmi di diffusione dei vari dispositivi mobile. Una banda minima gratuita per tutti permetterebbe a tutti i paesi in via di sviluppo di condividere informazioni fondamentali per la sanità, l’agricoltura, il business.

Ma un ostacolo minaccerebbe questa stessa visione, almeno secondo Berners-Lee. Provider e governi sarebbero infatti responsabili di politiche di prezzo troppo alte, comprese le tasse imposte sulle connessioni. I vari fornitori di connettività dovrebbero quindi capire che un maggiore accesso comporterebbe una domanda più robusta di velocità maggiori.

Mauro Vecchio

Source: PI: Berners-Lee: banda gratis per tutti
Licenza CC: http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/

Ps: Dopo l’articolo precedente questo fà un pò/molta tristezza 😦

Banda larga: ragazzi, mi si è ristretto il tesoro

Le promesse di connettività italiana sono a secco, i fondi evaporano: degli 800 milioni annunciati ne restano solo 100. A malapena buoni per i distretti industriali e da suddividere su base regionale

Roma – Il Ministero dello Sviluppo economico, ormai vacante da mesi e guidato ad interim dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e, di fatto, dal Viceministro della comunicazioni Paolo Romani, ha reso noto che gli attesi 800 milioni di euro, che sarebbero dovuti servire per dare il via alla riforma infrastrutturale per estendere la diffusione della banda larga in Italia, si sono ridotti a 100.

Bloccati, apparentemente, dal CIPE (Il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica), forse sospesi in attesa di una ripresa economica, per alcuni mai realmente esistiti (ma solo calcolati virtualmente), questi 800 milioni sembravano fin dall’inizio destinati alla decimazione come i 600 cavalieri britannici della battaglia di Balaclava: colpiti a destra e a manca, cannoneggiati dai nemici e chiusi in una strettoia (questa volta digitale) ne sono sopravvissuti pochissimi.

La nuova cifra accompagna la considerazione che la banda larga non rappresenti più una priorità per il governo, e lascia tutti gli osservatori insoddisfatti: sono ritenuti del tutto insufficienti per risolvere il problema del digital divide. Potrebbe addirittura acuirlo potendo agire solo su alcune zone, nello specifico alcuni distretti industriali individuati da Confindustria e dal Ministero e da attribuire su base regionale.

Questi 100 milioni, tra l’altro, sembrerebbero già comprendere i cofinanziamenti delle regioni, cui il ministero vacante ha fatto ideale appello per colmare le mancanze e cui spetterebbero la richiesta e la gestione dei programmi per sviluppare le risorse infrastrutturali nazionali.

A rendere più grave la situazione, il fatto che sembrerebbe non esserci l’asta sulle frequenze lasciate libere a seguito del passaggio al digitale terrestre, che sono state invece in parte destinate dal Ministero dello Sviluppo Economico proprio al gruppo Mediaset per sperimentare nuove soluzioni in HD per la TV tradizionale.
Il tutto confermerebbe le accuse che ad agosto il Presidente dell’Agcom ha lanciato: un grave rischio per l’Italia, che sembra non voler salire sul treno della connessione.

Claudio Tamburrino

Source: PI: Banda larga: ragazzi, mi si è ristretto il tesoro
Licenza CC: http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/

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