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Un grande nome della letteratura italiana abbraccia il copyleft

Posted in Informazioni Nazionali, Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 12 luglio 2010

Intervista al romanziere Maurizio Maggiani.

Patrimoni culturali straordinari come quelli delle teche RAI non dovrebbero essere pubblicamente e liberamente accessibili?

Certamente sì, nel ’99 ho fatto 98 puntate de “La storia siamo noi” come conduttore e ho visto cosa c’è in quelle teche: un patrimonio spaventoso… e già allora chiesi come mai non fossero accessibili.

Veniamo a te: in un video (peraltro prodotto da Feltrinelli) hai dichiarato che il copyleft è una cosa straordinaria e grandiosa, dopodiché hai cominciato a pubblicare sul tuo sito tutto il materiale su cui vanti diritti esclusivi. E questo materiale è liberamente scaricabile.

Sì. Ho cominciato a scrivere nell’85 e quando mi sono accorto che ho conservato per 25 anni quello che ho fatto (romanzi, articoli, racconti editi ed inediti) ho chiesto di costruire un sito (anche per risparmiare alla mia compagna il duro lavoro della vedova) dove potessi mettere tutto quello che è di mia proprietà a disposizione di chi lo vuol leggere e di chi lo vuol stampare non a fini di lucro. Adesso sono diventato proprietario dei miei primi due romanzi: “Màuri, Màuri” e “Vi ho già tutti sognato una volta”; appena saranno pronti, li pubblicherò sul sito.

Il primo romanzo è del 1989, il secondo è del 1990… dunque, dopo 20 anni i tuoi romanzi “tornano a casa”?

Sì, io ho firmato contratti in cui cedo i miei diritti per 20 anni. Tra due anni tornerò proprietario del mio terzo romanzo [n.d.r.: “Felice alla guerra”] e lo pubblicherò sul sito. E così farò, mano a mano, con tutti gli altri.

Ci sono principi etici alla base della tua scelta?

Ho capito che bisogna trovare un modo diverso o nuovo di guadagarsi la vita con il sudore della propria fronte quando il proprio sudore riguarda la realizzazione di opere dell’ingegno. Sono convinto che il diritto d’autore così come è concepito oggi non potrà funzionare. Io stesso quando ho bisogno di qualcosa, me la vado a cercare e me la predo. Avevo bisogno di una canzone (sapevo che esisteva ma non l’avevo mai sentita) per la morte di Anita Garibaldi: l’ho trovata e non mi sono chiesto se facevo bene o male a scaricarla.

Quindi ti stai autodenunciando in questo momento?

Mi sto autodenunciando. Ma, in realtà, se “attaccato” a quella canzone ci fosse stato un modo semplice di compensare l’autore e/o l’esecutore, l’avrei compensato. Io non passo la vita a scaricare la musica a ufo, certa musica me la pago (cerco di non pagare i Rolling Stones perché li ho pagati tutta la vita). Andrò in galera, non so…

No, non subito.

Io non metto i bollini della SIAE sui miei libri perché non capisco per quale ragione dovrei farlo. Bisogna rivedere la relazione tra l’autore dell’opera dell’ingegno e la comunità. Vedo quello che sta succedendo con i musicisti: godo quando vedo che i musicisti vendono 1000 dischi anziché 500000 perché dico: “Ecco, così si ricomincia come 100 anni fa”: se il musicista voleva guadagnarsi la pagnotta, andava in giro a suonare la sua canzone. E discorso analogo vale per me. Sto cercando un modo diverso di relazionarmi con la comunità e, nella comunità, con quelli che desiderano e gradiscono utilizzare la mia opera.

Gli editori spesso tengono una linea no copyleft perché credono che se un’opera è disponibile gratuitamente non sarà possibile venderla. Cosa ne pensi?

Posso capire, però questo vale solo se ragioniamo in termini di una settimana o un mese. Inoltre, oggi l’editore se vuole fare soldi con i libri, deve essere padrone di una televisione e del programma televisivo che fa vendere i libri. Se non ha questa possibilità, deve trovare un modo diverso di distribuire la sua merce per sopravvivere ad una crisi che c’è e che ci sarà sempre di più.

Riepilogando: ci sarà un “Màuri, Màuri” scaricabile dal tuo sito e un “Màuri, Màuri” nelle librerie: e a quel punto, secondo te, una persona andrà a scaricarsi il tuo libro dal tuo sito gratuitamente per poi stamparlo (certamente non gratuitamente) o andrà a comprarlo in libreria?

Comprare il “Màuri, Màuri” in libreria costerà sempre meno che stamparsi il “Màuri, Màuri” in casa, comunque non mi interessa.

Sei un anarchico, in una società anarchica, secondo te, come funzionerà il copyright/copyleft?

Non so. Io ho un sogno: essere riconosciuto per quello che faccio dalla comunità ed essere mantenuto dalla comunità per quello che faccio. I più antichi artisti erano tutti difettosi: zoppi, ciechi… quelli che ci vedevano bene ed erano forti andavano a lavorare, ma come poteva guadagnarsi da vivere uno che non poteva andare a caccia o mettere su i massi di una casa? Immagino: la sera i cacciatori ritornavano con la selvaggina insieme a quelli che avevano costruito le case e agli altri lavoratori: sì mettevano lì, si spartivano quello che avevano raccolto e quello che non aveva raccolto niente e cacciato niente rischiava di morire di fame. E allora si inventava: “No, voi mentre eravate a caccia non sapete cosa è successo, io ho visto un’aquila… “. E così li confondeva un po’ e si prendeva un pezzetto da mangiare. A un certo punto la comunità ha riconosciuto il ruolo del narratore, dell’artista e gli ha dato la possibilità di vivere nella propria comunità nutrito dalla stessa. E così sarà nella società della perfetta solidarietà, così com’era prima della nascita del copyright.

Source: Scarichiamoli! – Un grande nom…italiana abbraccia il copyleft Immagine
Licenza Copyzero X 2.2: http://www.costozero.org/licenze/licenz … F06%2F2007

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