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Il Partito Pirata: Intervista in esclusiva

Posted in Informazioni Nazionali, Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 21 giugno 2010

Autore: Angelo Greco (Studio Legale Greco)
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Nel 2006, nell’evoluta Svezia è nato il partito Pirata (Piratpartiet) per iniziativa di Rickard Falkvinge, con lo scopo di promuovere, in tutto il mondo, la revisione delle leggi sul copyright e sul diritto d’autore in generale. L’organizzazione è passata dallo 0,69% dei consensi alle prime elezioni sino all’attuale 7,6%, riuscendo così a conquistare due seggi all’interno del Parlamento Europeo, su diciotto disponibili per la Svezia.

L’esempio è stato subito seguito dall’Austria, Germania e Spagna. Ed oggi anche in Italia, a Roma, è stato inaugurato il primo covo del Partito Pirata. Che abbiamo voluto intervistare per dare, ancora una volta, ai lettori di “Diritto & Rovescio”, un’esclusiva giornalistica.
Ci risponde Athos Gualazzi, Presidente dell’Ass. Partito Pirata Italiano.

Salve ragazzi
Ci piacerebbe, innanzitutto, che ci descriveste la natura e le finalità del vostro movimento. Come e dove nasce, quali sono i suoi obiettivi.

Nel 2006 si parlava molto del Trusted Computing e dei Chip Fritz che dovevano sostanzialmente trasferire il controllo dei personal computer ai costruttori e proprietari del software. Nel gruppo no1984.org abbiamo sentito la necessità d’informare anche i non addetti ai lavori del pericolo che stavano correndo. Contemporaneamente nasceva in Svezia il Piratpartiet: quale miglior occasione per seguire le loro orme e ottenere la visibilità necessaria per lanciare l’allarme?

Perché chiamarsi “Partito Pirata”? Non temete che la gente comune, che non si è mai interessata del fenomeno della pirateria, vi scambi per dei semplici opportunisti dell’informatica?

Le nostre richieste sono proprio quelle tipiche di coloro che le lobby della cultura e dell’intrattenimento definiscono “pirati”. Quindi abbiamo pensato che tanto valeva togliere un possibile aggettivo dispregiativo agli interlocutori.

Luca Neri definisce i pirati dei combattenti per i diritti civili.
Quali sono le ragioni giuridiche e morali per cui, secondo voi, un pirata non è un comune ladro di contenuti? Perché avete scelto il copyright come target della vostra battaglia?

Riteniamo prematuro chiedere l’abolizione del copyright tout court, ma nello stesso tempo sosteniamo che una forte riduzione della protezione dell’autore, per non parlare dei “diritti collaterali”, sia la logica conseguenza dell’avvento di uno strumento eccezionale di diffusione e condivisione quale è Internet.

… continua sul post orignario di Loudvision http://www.loudvision.it/rubriche-il-partito-pirata-intervista-in-esclusiva–810.html

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