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News su P2P, Copyright, ICT degli ultimi giorni, Prima settimana di Giugno

Posted in Informazioni Nazionali, Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 8 giugno 2010
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Nuova musica per i fondatori di Kazaa
Si chiama Rdio (http://www.rdio.com/) ed è l’ultima avventura imprenditoriale di Niklas Zennstrom e Janus Friis, due che con la musica e il multimedia in rete ci trafficano da sempre o quantomeno sin dai tempi dell’esplosione della supernova di Napster nel 2001. Per la coppia Zennstrom/Friis il nuovo orizzonte musicale online non è più il download del P2P ma lo streaming a pagamento basato su sottoscrizione.

Fonte: http://punto-informatico.it/2904230/PI/New…tori-kazaa.aspx

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Australia, l’ira del provider
Abbiamo contattato l’ufficio del senatore Conroy per ribadirlo: non siamo a favore dei filtri e vogliamo che la nostra posizione non venga presentata in maniera fuorviante“. Parole decise, uscite recentemente dalle labbra di un portavoce di iiNet, ovvero uno dei principali fornitori di connettività in terra australiana.
Gli alti vertici dell’ISP aussie hanno così mostrato tutto il loro sdegno, negando categoricamente di aver mai espresso pareri positivi sull’imponente piano di filtraggio di certi contenuti della Rete, fortemente spinto in parlamento dal ministro per le Comunicazioni Stephen Conroy.

Fonte: http://punto-informatico.it/2902204/PI/New…l-provider.aspx

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UE, il nuovo corso del copyright
13 voti favorevoli, 8 contrari. Da una parte la fazione di centro-destra del Partito Popolare Europeo e della Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa. Dall’altra, quella dei democratici e dei socialisti in seno al Parlamento del Vecchio Continente. Ed è stata la prima a dare appoggio al report di Marielle Gallo, la parlamentare francese già portavoce del partito guidato dall’attuale Presidente transalpino Nicolas Sarkozy.
Un rapporto contestato, in primis dagli oppositori di matrice socialista e democratica. Una serie di principi che introdurrebbero su più ampia scala quello che viene ora chiamato regime dei three strike. Ovvero quel meccanismo per cui è prevista la disconnessione di un utente colto ad attingere alla selvaggia fonte del P2P online.
La commissione per gli affari legali JURI ha così votato a favore del report promosso da Gallo, che tra le altre previsioni spingerà per la prossima adozione dell’Anti-Counterfeiting Trade Agreement (ACTA), il trattato globale per estinguere l’illecito focolare della contraffazione e della violazione del copyright a mezzo Internet.

Fonte: http://punto-informatico.it/2902342/PI/New…-copyright.aspx

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Torna on line il tracker OpenTorrent
Anche se questo è stato un anno duro per i siti BitTorrent, basta pensare a Mininova costretta a eliminare oltre un milione di Torrent ed a Isohunt che, per evitare di usare filtri, ha dovuto bloccare l’accesso agli utenti degli Stati Uniti, la vicenda che aveva portato alla messa off line del tracker Open Torrent, aveva sconcertato i media ma, fortunatamente, dopo due settimane, il tracker è ora di nuovo on line, con un altro host.

Fonte: http://ilblogdijanet.blogspot.com/2010/06/…pentorrent.html

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Di’ al tuo parlamentare che ACTA è una fregatura
Questa la campagna della EFF sull “Accordo commerciale contro la contraffazione” che parla pero’ in dettaglio di misure, unilaterali, contro la pirateria i cui bachi principali sono, secondo la Electronic Frontier Foundation:
* Richiede agli ISP di disconnettere le persone accusate (non trovate colpevoli) di ripetute violazioni del copyrigh
* Richiede agli ISP di comunicare l’identità dei suoi abbonati ai titolari dei diritti senza equo processo o supervisione regolatoria
* Richiede agli ISP di fare modifiche alla rete, potenzialmente costose, per prevenire le infrazioni del copyright (assolutamente inutili nel medio periodo, n.d.t)
* Proibisce al parlamento di introdurre riforme che, anche se sarebbe legale farsi le copie private, depenalizzino l’aggiramento delle tecniche di protezione,
* Richiede a tutti i Paesi di implementare leggi simili a quella americana “DMCA”, anche se nell’ordinamento di questi paesi non ci sono le eccezioni per il “fair use” invece previste in USA (per cui fuori dagli USA le misure risultano piu’ draconiane, ndt.)
* Minaccia potenziali innovatori con sanzioni pecuniarie scandaolsamente alte
* Criminalizza anche usi non commerciali di materiali protetti da copyright (tipo la canzoncina “tanti auguri a te” ndt)

Fonte: http://blog.quintarelli.it/blog/2010/06/di…-fregatura.html

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Dall’intervista con Amelia Andersdotter (Parlamentare Europea eletta nel Partito Pirata Svedese) pubblicata sul numero di Wired in edicola:
– Da deputato su quali progetti pensi di lavorare?
Questioni industriali e di ricerca: sulle nuove tecnologie di comunicazione e il loro impatto sulla privacy e sulla raccolta di dati. E credo sia importante facilitare l’accesso ai contenuti culturali: librerie, database, queste cose. E maggior trasparenza nelle istituzioni. Ho lavorato sul controllo dei bilanci e mi interessano i meccanismi in quel campo.

– Ma sulla pirateria, quali comportamenti sostenete e quali no?
Tutti quelli che facilitano l’accesso delle persone alla cultura, alla conoscenza e alle informazioni che altrimenti non potrebbero raggiungere sono buoni. Tutti quelli che creano innovazione e incoraggiano il progresso sono buoni.

– Secondo te la questione del diritto d’autore nell’era di internet si affronta con regole diverse o bisogna ripensare completamente il suo senso?
Probabilmente dobbiamo riconsiderare il modo in cui pensiamo alla cultura e alla sua produzione in generale. Non è nemmeno una questione di regole e copyright: sono come esplose in un pessimo approccio che avvilisce ogni libertà e innovazione culturale. Con quello che è successo in questi 20 anni in termini di accessibilità delle informazioni, la cosa più sensata è adattare le economie e la produzione di cultura. Ogni altro atteggiamento è assurdo.

– Quando l’industria musicale dice che la pirateria danneggia il mercato e limita le opportunità per gli artisti commercialmente meno forti che non trovano compenso per quello che fanno, si sbaglia del tutto? O qualcosa in questo discorso ha senso?
No, non ha senso. E sì, l’industria musicale si sbaglia del tutto. E non voglio dire che tutto può funzionare come prima e tutti contenti: probabilmente gli artisti grandi e piccoli non potranno più lavorare nel modo di sempre. Ma questo crea nuove opportunità e vantaggi per quelli – grandi e piccoli – che sperimentano nuovi metodi di lavoro nel nuovo sistema di business. E innovatori di questo genere ce ne sono eccome.


Fonte: http://www.wittgenstein.it/2010/06/03/amelia-andersdotter/

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UE, pedoporno come cavallo di Troia?
Una bambina dai grandi occhi fissa l’utente, sotto alcune frasi a caratteri cubitali: “Ferma le molestie sessuali“, “Ferma la pedofilia“, “Ferma la pornografia infantile“.
Questo in sintesi il contenuto di un recente spazio online, inaugurato dai parlamentari del Vecchio Continente per raccogliere firme contro abusi e violenze sui minori.
Ma c’è un dettaglio che non andrebbe trascurato, almeno secondo un pugno di parlamentari del Vecchio Continente. “La dichiarazione numero 29 è stata pubblicizzata dal Parlamento attraverso un’immagine dalla forte carica emotiva – ha spiegato Christian Engström, rappresentante a Bruxelles del Partito Pirata svedese – in particolare parlando della necessità di mettere in piedi un sistema d’allarme preventivo“.
La dichiarazione numero 29 prevede in sostanza l’adozione della direttiva europea 24/2006, che estende il meccanismo della data retention anche ai motori di ricerca. Le attività legate al search degli utenti sarebbero dunque monitorate, alla ricerca di potenziali sex offender da denunciare alle autorità. Ma questo – sostiene Engström – non viene esplicitamente illustrato nel sito web che riporta alla dichiarazione.

Fonte: http://punto-informatico.it/2904764/PI/New…allo-troia.aspx
PS: Ne parla anche Stefano quintarelli con un titolo eloquente In scandinavia passa in TV, qui non se ne sa nulla… Altri parlamentari europei si dissociano dalla fregatura sulla Data Retention

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La RIAA chiede la chiusura di Limewire
I legali che lavorano per la RIAA avrebbero chiesto ad una corte distrettuale di Manhattan di concedere loro un’ingiunzione permanente nei confronti di Limewire, uno dei più grossi servizi di file-sharing.

Fonte: http://ilblogdijanet.blogspot.com/2010/06/…i-limewire.html

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Il governo inglese usa BitTorrent
Anche il governo inglese ha scoperto che BitTorrent è uno dei mezzi più efficaci per propagandare una gran mole di dati al maggior numero di persone possibili e quindi, come iniziativa legata alla trasparenza ha diffuso Torrent con molti dettagli su come il governo spende i soldi dei cittadini.
I file torrent sono stati pubblicati su data.gov.uk ed il pubblico è invitato a condividerli su Pirate Bay ed altri siti torrent ad alto profilo.

Fonte: http://ilblogdijanet.blogspot.com/2010/06/…bittorrent.html

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Pensare Digitale
A volte penso che la nostra classe dirigente abbia difficolta’ a “pensare digitale”.

È difficile contenere le informazioni al giorno d’oggi. Il segretissimo Rapporto Caio, non nelle mani di qualche misterioso malintenzionato ma in possesso di dirigenti governativi, è finito loro malgrado su wikileaks. Più a lungo viene tenuto segreto qualcosa che la gente vuole conoscere e più aumenta il suo potenziale di pubblicazione fuori dai patri confini.

L’obbligo di rettifica sul web, forse, più che sui termini temporali cui deve sottostare la stampa online e che non si capisce bene perchè debba essere esteso anche ai siti amatoriali, senza redazione e magari anche soggetti ad impedimenti momentanei, forse -dicevo- farebbe meglio a pensare alle peculiarità del mezzo.

Se qualcuno mi diffama ed io ottengo una rettifica con un nuovo post, possiamo stare certi che quello diffamante sarà sempre nei primi posti dei motori di ricerca, quello correttivo invece sarà virtualmente invisibile.

Premesso che per rimuovere un contenuto prodotto da chi non ha responsabilità editoriale è sufficiente ricorrere alle norme sulla privacy, nel caso di una rettifica online sarebbe meglio fosse prevista come testo aggiuntivo da inserire nel post originale, in alto, con un testo sempre uguale e specifico, così per vedere le rettifiche comminate al mio blog sarebbe sufficiente una semplice query: ‘site:quintarelli.it rettifica ai sensi di legge’.

idea semplice ed efficace.

Che viene pensando digitale, non pensando ad una successione di edizioni cartacee…


Fonte: http://blog.quintarelli.it/blog/2010/06/pe…e-digitale.html

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