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La Rete P2P Wireless Alternativa Che Fa A Meno, Di Internet: L’Idea Di Netsukuku

Posted in Informazioni Nazionali, Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 8 giugno 2010

Sarebbe possibile usare le tecnologie p2p e wireless, per rendersi indipendenti dagli internet provider e far diventare l’accesso libero e gratuito ad Internet una realtà? Andrea Lo Pumo, un giovane matematico italiano ha sviluppato Netsukuku, un’idea per una rete wireless alternativa che potrebbe rappresentare un cambiamento dirompente per Internet così come lo conosciamo.
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Il progetto Netsukuku, che è stato presentato di recente su Wired Italia, si basa sull’idea di collegare molti computer usando solo connessioni WiFi ed un sistema di indirizzamento creato ad hoc che permette una comunicazione diretta tra le macchine senza ricorrere al protocollo HTTP.

L’obiettivo di Netsukuku è quello di potenziare le comunità locali creando reti peer-to-peer private dove connettersi al “normale” Internet è possibile, ma non obbligatorio per scambiarsi informazioni e dati.

Puoi immaginarti Netsukuku come una versione di Internet ridotta e democratizzata.
Ma quali sono esattamente i principali vantaggi di una soluzione simile?
* Indipendente da Internet: il concetto principale dietro Netsukuku è quello di liberarsi degli Internet provider. Ogni macchina all’interno della rete WiFi funziona come un router che reindirizza l’informazione verso tutti gli altri nodi del network.
* Impiega poche risorse: Il protocollo Netsukuku è stato creato per gestire un grande numero di computer, ma comporta un impiego minimo delle risorse e della CPU del computer.
* Privato: il sistema di indirizzamento di Netsukuku non utilizza il protocollo HTTP. Tutti i computer all’interno del network non possono essere identificati all’esterno della rete locale o sfruttati in remoto.
* Veloce: La rete wireless di Netsukuku permette di trasferire i file da un computer ad un altro in modo rapido perché non ci sono server centrali o sistemi di deposito dei dati. Tutte le informazioni vengono scambiate privatamente, tramite il p2p e senza intermediari.
* Economico: la rete Netsukuku funziona con macchine standard che siano abilitate al WiFi, così anche computer un po’ obsoleti funzioneranno benissimo senza alcun bisogno di avere macchine di ultima generazione, hardware addizionale o software costoso da installare.
* Open-source: Il codice di Netsukuku è distribuito sotto licenza GNU / GPL, è aperto e liberamente modificabile e distribuibile da chiunque voglia ampliarlo o correggere eventuali bug.

Ecco come Sepp Hasslberger ci illustra nei dettagli l’idea di Netsukuku:

Netsukuku: Sistema di Indirizzamento Frattale Per un P2P Cloud
di Sepp Hasslberger
Cos’è Netsukuku
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Il numero di febbraio 2010 di Wired Italia in copertina mostra la storia di Netsukuku, una sistema di indirizzamento frattale per una massa di computer gestiti dagli utenti e collegati tra loro per formare un network p2p.

Il progetto Netsukuku si basa sull’idea di sfruttare il potenziale delle connessioni WiFi, collegando i PC di comunità wireless e farli funzionare come router, per formare un network che potrebbe diventare tanto grande, o ancora più grande, dell’attuale Internet.

Netsukuku è una rete ad-hoc che forma il software costruito attorno ad un sistema di indirizzamento progettato per gestire un grande numero di nodi con un impiego minimo di risorse e di CPU.

Potrebbe essere utilizzato per creare una rete mondiale, in grado di sopportare errori, anonima, libera da censure, totalmente indipendente da Internet.

Netsukuku non si basa sulla rete portante di Internet, sui router, sui provider, né su qualsiasi altro sistema centralizzato, sebbene possa trarre vantaggio dai sistemi esistenti di questo tipo per aumentare l’uniformità e la connettività della rete Netsukuku esistente.

I nuovi utenti di Netsukuku devono semplicemente installare un’antenna sintonizzata con altri nodi locali e lanciare il software Netsukuku sui loro computer per collegarsi alla rete.

Il numero dei nodi interconnessi può crescere quasi all’infinito.

Se un nodo non è sintonizzato con il segnale WiFi di un altro nodo, un “tunnel virtuale” all’interno della normale connessione ad Internet sostituirà il collegamento radio mancante. (Altro nelle FAQ di Netsukuku).

Ecco una sintesi, liberamente adattata dall’articolo di Wired Italia:

L’Idea di Netsukuku
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Il creatore di Netsukuku è Andrea Lo Pumo, 21 anni e appena uscito dall’università di Catania con una laurea in matematica.

Andrea è membro da lungo tempo di Freaknet, un’associazione di geek e di hacker orgogliosi e il nome, Netsukuku è una versione fortemente “giapponesizzata” del termine “network” – adottata per la sua unicità e perché i ragazzi di Freaknet sono appassionati di tutto ciò che riguarda il Giappone.

Freaknet è un punto d’incontro per gli sviluppatori e gli entusiasti delle tecnologia, come me,” spiega Andrea. “Discutiamo di file sharing, peer to peer, digitalizzazione dell’informazione e dell’uso dei network wireless.

Qualche anno fa abbiamo realizzato che l’ampia disponibilità di tecnologie wireless e similari crea milioni di piccoli network a banda larga che potrebbero essere visti come “bolle di connettività” che sostanzialmente sono attive tutto attorno a noi.

Durante una discussione delle nostre, è scaturita un’idea: sarebbe possibile, usando tecnologie wireless e p2p, rendersi indipendenti dagli Internet provider e far diventare realtà l’accesso alla rete rete libero e gratuito per tutti?

Si potrebbe costruire una rete locale e anonima in grado di mettere in collegamento tutti i nostri dispositivi wireless, capace di funzionare anche senza una connessione al “grande Internet”?”

Quello che servirebbe, pensavano, è un network p2p creato dagli utenti che non necessiti di server centrali o router per smistare il traffico.

Il network dovrebbe essere distribuito, controllato dagli utenti e in grado di configurarsi da solo, ma in grado di supportare e di connettersi al “grande Internet” usando gli stessi protocolli e servizi. In questo modo, ognuna di queste bolle potrebbe costituire un network indipendente e perfettamente funzionante.

Il problema però era che le tecnologie dell’epoca non consentivano ai nodi di un network di connettersi con tutti gli altri senza incappare nelle limitazioni dovute alla memoria e alla capacità del processore. C’era bisogno di nuovi strumenti matematici, così Andrea decise di iscriversi a Matematica per acquisire le conoscenze necessarie per sviluppare un nuovo protocollo.

Netsukuku utilizzando la teoria del caos e i frattali, occupa soli alcuni kilobyte di memoria, permette eventualmente ad ogni dispositivo di funzionare come nodo di un network.

Il software gira su sistemi operativi Linux e viene distribuito sotto licenza GNU / GPL.

In teoria, il protocollo è in grado di supportare oltre un miliardo di nodi utilizzando un algoritmo per la mappatura molto leggero, ma attualmente non è ancora stato testato su larga scala.

Come Funziona Netsukuku
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E’ un dato di fatto che al momento non ci sia una versione funzionante, ma sembra essere dietro l’angolo una prima implementazione con Python.

Il sistema di indirizzamento di Netsukuku è chiamato Andna (A Netsukuku Domain Name Architecture – Architettura dei nomi di dominio Netsukuku). Altri, magari con un pizzico di malizia, l’hanno ribattezzato “Abnormal Netsukuku Domain Name Anarchy” (Anarchia abnormale dei nomi di dominio Netsukuku).

“In pratica il mio algoritmo vede i network come frattali, consentendo una compressione quasi infinita” spiega Andrea. “L’indirizzamento dei pacchetti di dati segue una topologia della rete gerarchica, che è diversa dalla topologia piatta che utilizzano gli attuali sistemi di indirizzamento.

Con questa architettura, Netsukuku può formare una versione locale, perfettamente funzionante, di Internet tra un certo numero di nodi wireless.

pacchetti di dati vengono indirizzati in modo efficiente usando un metodo speciale inventato da Andrea e chiamato QSPN o Quantum shortest path Netsukuku.”

La visione di Andrea e dei suoi amici di Freaknet è un Internet senza fili e a banda larga, creato e controllato direttamente dagli utenti senza bisogno di una compagnia telefonica.

Per il funzionamento ci sono due condizioni: il software deve essere installato e funzionante e i dispositivi wireless devo essere sufficientemente vicini l’uno all’altro per connettersi. A quel punto, si formerà automaticamente una di quelle “bolle” che Andrea aveva immaginato.

Una bolla di Netsukuku è perciò una piccola, senza fili e perfettamente funzionante versione locale di Internet.

E’ sufficiente che anche uno solo dei nodi che formano la bolla sia connesso a Internet per consentire a tutti gli altri di essere in comunicazione con la rete più grande.

In Netsukuku non c’è differenza tra network pubblici e privati, perché ogni volta che il software è attivo, i computer sono automaticamente collegati tra loro.

Le bolle si estendono e si collegano con altre.

In teoria un network di questo tipo non può essere controllato o smantellato, perché è completamente decentralizzato, anonimo e distribuito.

Ogni cosa è decentralizzata e funziona anche con dispositivi non molto potenti e con poca memoria.

Se fosse sviluppato in modo massiccio, Netsukuku potrebbe aiutare a colmare il digital divide, portando l’accesso a Internet a quelle popolazioni che non possono sostenere i costi della banda larga.

Telecom Italia, alla quale era stato chiesto di finanziare Netsukuku come start-up, ha declinato l’invito perché il progetto è ancora alla fase di prototipo, ma ad Andrea Lo Pumo è stata assegnata una borsa di studio, finanziata da Telecom Italia, per studiare Scienza Avanzata dei Computer all’università di Cambridge.

Informazioni su Sepp Hasslberger
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Sepp Hasselberger è un ricercatore indipendente. Studioso di fisica, fonti di energia alternative, esplorazione spaziale e medicine alternative, condivide tutte le sue scoperte per dare a se stesso e agli altri tutti gli strumenti per costruire un futuro migliore. Scrive su Hasselberger.com e su Health Supreme ed è anche l’editor di LaLeva.cc, il sito dell’Associazione per la Libera Scelta.

Photo credits:
L’Idea di Netsukuku – Wired and Clipart
Come Funziona Netsukuku – Clipart
Questo articolo è stato scritto in origine da Sepp Hasslberger per P2P Foundation Blog ed è stato pubblicato per la prima volta il 2 Marzo 2010 come “Netsukuku: Fractal address system for a p2p cloud“.
La versione italiana è stata scritta da Michelangelo Moggia.

Fonte: http://www.masternewmedia.org/it/2010/06/0…tiva_che_fa.htm

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