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Copyright Group: 14.583 filesharer perseguiti in, cinque mesi

Posted in Informazioni Nazionali, Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 8 giugno 2010

Il numero delle persone denunciate al tribunale federale dagli avvocati Dunlap, Grubb & Weaver, in soli cinque mesi, ma soprattutto negli ultimi tre, è veramente impressionante soprattutto se paragonato, basta guardare il grafico di Wired, al numero dei file-sharer perseguiti dalla RIAA nel periodo 2003-2008 che ammonta a 18.000 persone.
Della vicenda abbiamo più volte parlato, ma soprattutto tutti i media americani ne parlanoe riguarda il fatto che alcuni avvocati, al grido di “Vogliamo salvare il cinema” hanno escogitato una tattica di tutto successo, sfruttando registi indipendenti.

Essi infatti, convincono la società di produzione indipendente a citare in giudizio gli sconosciuti file-sharer, il cui indirizzo IP è stato monitorato, quindi, inviano mandati di comparizione e spingono gli ISP a rivelare le identità dietro gli indirizzi IP, poi inviano lettere chiedendo un risarcimento immediato di 1500 dollari che dopo un mese diviene di 2500 dollari, minacciando azioni legali, con richieste di risarcimento fino a 150.000 dollari.
Tutto questo, senza spendere tanto, perchè poi processi contro qualcuno, colpevole di aver scaricato materiale, coperto dal copy-right, ancora non ci sono stati.
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Oltretutto l’alto numero delle persone perseguite fa ben capire che questo sistema non è studiato per il procedimento penale, anche nei precedenti 18.000 casi della RIAA risulta chiaramente che 11.000 avevano regolato immediatamente o il loro caso era stato abbandonato dalle etichette e i settemila che si erano rifiutati di pagare o non avevano risposto alle lettere, in un secondo momento, dopo minacce legali, più consistenti hanno tutti trovato un accordo finanziario.
Ora basta, fare due conti ed ipotizzare che se il 90% delle persone che hanno ricevuto la lettera da parte degli avvocati Dunlap, Grubb & Weaver,pagano anche solo 1500 dollari, questi incasserebbero oltre 19,7 milioni di dollari di cui, come abbiamo detto più volte, tratterrebbero oltre il 70% dando il 30% alle aziende detentrici dei diritti.
Sembra proprio che questi avvocati, abbiano di molto superato i sistemi che si dicevano estorsivi della RIAA e che più che salvare il cinema vogliano guadagnare molto bene essi stessi.

Fonte: http://ilblogdijanet.blogspot.com/2010/06/…filesharer.html

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