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La Pirateria … ancora.

Posted in Informazioni Nazionali, Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 31 maggio 2010
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Nelle precedenti 24 ore, quattro scrittori distinti mi hanno mandato email per avvertirmi che i miei libri sono stati derubati on-line.

Beh … era ovvio.

Internet è stato creato per condividere e distribuire dati. E ‘la ragione per cui tutto il world wide web esiste.

Naturalmente alcuni di questi dati saranno lavori protetti da copyright. Se possono essere digitalizzati, possono, e saranno, condivisi.

Ciò che continua a stupirmi è come gli autori vadano fuori di testa per questo. Il pensiero che qualcuno sta condividendo il loro lavoro – senza pagare – sembra evocare la stessa reazione di quando qualcuno hackera il vostro conto in banca e fugge con i risparmi della vostra vita.

Come potete vedere dalla recente immagine, sono stato piratato. Google indica 8.880 siti diversi, in cui il mio lavoro è stato illegalmente condiviso. E questi sono solo i siti torrent. Senza contare i siti di hosting file, che credo raggiungano un maggior numero di download dei torrenti.

E tuttavia, io non sono preoccupato. Sto attualmente vendendo 220 ebooks al giorno ed il tasso non mostra segni di rallentamento.

Così tutti devono prendere un grande respiro collettivo, rilasciarlo fuori lentamente e smettere di preoccuparsi della condivisione di file illegali. Eccone alcuni motivi.

1. Il copyright è inapplicabile in un mondo digitale. Punto. Punto esclamativo. In nessun momento della storia qualsiasi individuo, società o industria è stata in grado di interrompere la condivisione di file. Nessun paese o la legge è stata in grado di fermarla. Nessuna tecnologia è in grado di fermarla. Il che ci porta a …

2. La gente vuole condividere i file. Questa condivisione di file va avanti per un motivo. È quello che la gente vuole. La lotta alla pirateria sta combattendo la natura umana. Questa è una battaglia che nessuno può vincere. Arrabbiarsi al pensiero di qualcuno copia il vostro ebook è uno spreco di una buona ulcera. Preoccupartevi per qualche problema che prima o poi verrà risolto. Come la fame nel mondo. O il cancro. O la guerra. Queste saranno risolte prima della condivisione di file.

3. Non ci sono assolutamente prove certe che la condivisione di file faccia male alle vendite. Un file condiviso non è uguale ad una vendita persa, non più di quanto qualcuno che legge un libro in biblioteca sia una vendita persa.

I miei ebook che sono in vendita su Amazon e Smashwords sono disponibili GRATUITAMENTE sul mio sito. Ovvero “costano zero dollari.” Eppure gli ebooks mantengono le vendite. Chiaramente, aver la possibilità di ottenere qualcosa gratuitamente non ne inibisce la vendita.

4. Maggior è il numero di persone che sanno chi sei, meglio è. La condivisione di file certamente aiuta a diffondere la consapevolezza del marchio e il riconoscimento del nome e lo fa senza alcuno sforzo da parte vostra.

Ora ci porremo alcune domande.

D: Ma Joe, se ognuno ruba i tuoi eBook, come farai a fare soldi?

R: Fammi vedere un artista in bancarotta a causa della pirateria e provvederemo a rivisitare questa domanda.

D: No, sul serio, in un futuro dove tutto è gratuito, come farà …

R: Non siamo in un futuro dove tutto è gratuito. Ma facciamo il gioco “facciamo finta che”. Facciamo finta che tutti gli ebooks siano gratuiti. In che modo gli scrittori faranno soldi? Allo stesso modo in cui tutti i media fanno i soldi. Pubblicità, merchandising e licenze.

D: Ma io non voglio annunci pubblicitari negli ebooks.

R: Io non voglio annunci in niente. Ma è così che funziona il capitalismo. Fattene una ragione.

D: La pirateria è immorale e illegale. Dobbiamo diffonderne la consapevolezza, così la gente smetterà di farlo.

R: Certo … è così che la religione è stata in grado di arrestare la masturbazione, il sesso prematrimoniale e quello extra-coniugale. Ed il perchè gli Stati Uniti hanno vinto con successo la guerra alla droga.

Se è illegale non importa. Le persone fanno quello che vogliono fare. L’immoralità è soggettiva. Ed insegnare alla gente a comportarsi in modo contrario alla natura umana NON FUNZIONA.

D: Se creo qualcosa, dovrei avere il diritto di farci quello che voglio, e farci soldi. La pirateria mi priva di questo diritto.

R: No non è così. La stragrande maggioranza della pirateria non monetizza alcunchè per il pirata. E ‘semplicemente condivisione, dove nessuno ottiene un profitto.

D: Non è vero. I siti che ostano la pirateria fanno un sacco di soldi.

R: Lo stesso fa Google. Lo stesso vale per qualsiasi sito web popolare. Ma questi siti non stanno facendo soldi attraverso la vendita illegale di vostro materiale. Essi semplicemente ne facilitano la condivisione.

D: Perché nessuno chiude quei siti?

R: Ci provano. Poi nuovi siti appaiono. E ‘inarrestabile.

D: Ma io non voglio che i miei testi possano essere condivisi.

R: Allora non scrivere. Semplicemente. JK Rowling ha perso milioni di dollari, per aver rifiutato di lasciare che Harry Potter uscisse in forma di ebook. Newsflash: è possibile ottenere tutti gli ebooks di tutti i libri di Harry Potter dai siti pirata. Lei non si è ocupata dei suoi fan, così i suoi fans si sono occupati di se stessi. E se la Rowling non può fermarla (la pirateria), con i suoi miliardi e gli eserciti di avvocati, nemmeno tu puoi.

D: La pirateria è un furto, puro e semplice.

R: Non è questa la questione. E non è effettivamente vero. Prima di tutto, il furto di un oggetto fisico priva il proprietario di tale oggetto, e ciò è una perdita monetaria. La copia di un file non priva il proprietario del file – il proprietario l’ha ancora.

D: E ‘ furto della proprietà intellettuale.

R: Va bene, anche se penso che questo punto sia praticamente inutile, ne parlerò.

Hai mai letto un libro in biblioteca? Hai mai registrato una canzone dalla radio? Registrato uno spettacolo in tv ed eliminato la pubblicità? Prestato un CD ad un amico? Affittato un film o un videogame? Comprato un libro usato?

Indovina un po ‘- hai già goduto della proprietà intellettuale di qualcun altro senza compensare l’artista.

Potremmo giocare alle “zone grigie” e “dove tracciare la linea” per tutto il giorno. Si tratta in ultima analisi, di cosa si intende per diritto di proprietà intellettuale – la proprietà di un oggetto tangibile, o la sua sperimentazione sensoriale?

Se la discussione di partenza è che ogni volta che sperimentiamo sensorialmente un’opera d’arte dovremmo compensare l’artista, allora siamo tutti ladri. Ma se il rubare non riguarda l’esperienza, ma rigurada i beni materiale, allora condividere oggetti immateriali, come i file di dati, non è rubare.

D: Guarda, è rubare, non importa come si tenta di giustificarlo. Abbiamo bisogno di creare una tecnologia migliore per assicurarci che i pirati non possano rubare.

R: C’è una ragione se iTunes non utilizza più il DRM (digital rights management, lo standard industriale per la protezione contro la copia). Perché la gente non vuole il DRM.

Sapete chi vuole DRM? Gli artisti e le aziende che non sanno cosa diavolo stanno facendo perché hanno reazioni impulsive alla parola “pirateria”.

Se davvero avete paura della pirateria, educate voi stessi. Leggete su di essa. Scoprite com’è fatta. Ascoltate entrambe le parti difendere le proprie posizioni.

Se avete un briciolo di cervello in testa, è facile rendersi conto che la pirateria sarà sempre presente, che nulla può essere fatto per fermarla, che gli artisti possono ancora fare soldi e che sarebbe molto meglio preoccuparsi di qualcosa su cui si ha il controllo, come scrivere di più e meglio i libri.

E la prossima volta che vedete il vostro ebook su un sito di file sharing, non dite: “Oh no! Sono stato derubato! ” Invece dite: “Cool, mi stanno leggendo”. Questo è quello che io faccio.

Addendum:

Ci sono alcuni pareri contrari nel thread dei commenti, quindi volevo solo chiarire e distillare alcuni dei miei pensieri. Io non sono sicuro di come sono passato da “non preoccuparti della pirateria” ad essere un sostenitore completo della pirateria, ma vorrei chiarire che credo che la pirateria sia un furto. Semplicemente non la assimilo a rubare qualcosa di tangibile.

Vorrei anche offrire i miei pensieri finali (per il momento):

1. NON POTETE assumere che un libro scaricato gratuitamente sia una vendita persa. Non è 1 a 1.
In alcuni casi, il pirata non avrebbe comunque mai comprato il libro.
In alcuni casi, il pirata non compra il libro e nessun altro libro dell’autore.
In alcuni casi, il libro langue su un disco rigido senza essere mai letto da alcuno.
In alcuni casi, il pirata non sarebbe mai nemmeno venuto a conoscenza del libro o dell’autore senza trovarlo su di un sito di file sharing.
ecc…

2. E ‘impossibile dimostrare l’effetto del file sharing sulle vendite, senza di fatto intervistare ogni singolo pirata e farlo rispondere in maniera veritiera circa le sue abitudini di condivisione e di acquisto.

3. Le industrie possono perdere soldi per molte ragioni. Manca uno studio che mostri chiaramente che la pirateria sia l’unica causa o che dimostra anche che sia una parte delle cause.

4. La pirateria è un grande business per i gruppi che fanno soldi studiando combattendo la pirateria. Rapporti corretti e imparziali sono difficili da trovare, specialmente quando il capitalismo e la politica sono coinvolti.

5. Ho verificato una significativa crescita a fronte della gratuiità e della pirateria. Così come molti altri.
Anche se è impossibile da dimostrare un legame diretto tra la pirateria e la vendita, dimostrare una crescita delle vendite a fronte della pirateria è un indicatore dannatamente buono di quanto la pirateria non sia nociva. Oppure, se è nociva, non lo è sufficientemente per impattare sulla crescita.

Questa non è opinione. E’ un fatto. Ed è ripetibile.

Non è possibile dimostrare la pirateria vi abbia danneggiato. Ma posso dimostrare che non mi abbia danneggiato. Ergo, la mia tesi è valida.

6. Non preoccupatevi di ciò che non potete controllare. Dormirete meglio.

7. L’unico modo per combattere la pirateria è attarverso i costi e la convenienza, dei quali ho già bloggato in precedenza.

J.A. Konrath (voce su Wikipedia)
Fonte articolo originale: http://jakonrath.blogspot.com/2010/05/piracy-again.html

Traduzione a cura di Scambioetico.
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