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Agenda Digitale della Commissione Europea: più luci che ombre

Posted in Uncategorized by yanfry on 24 maggio 2010

L’Agenda Digitale del Commissario Europeo Neelie Kroes, pubblicata il 19 maggio, è la prima di sette importanti iniziative che definiscono la strategia “Europa 2020″. Gli elementi a nostro avviso positivi si alternano con quelli negativi. Nel complesso l’Agenda rappresenta un passo avanti significativo in alcuni settori chiave per lo sviluppo della società dell’informazione, come la difesa della neutralità della rete e la ridiscussione delle misure di imposizione del copyright.

Come si legge dal comunicato stampa della Commissione, metà della crescita della produttività europea degli ultimi 15 anni è stata guidata dalle tecnologie di informazione e di comunicazione, e questo andamento probabilmente accelererà. L’Agenda sottolinea sette aree di priorità d’azione finalizzate a:

* creare un Mercato Unico digitale;
* aumentare l’interoperabilità;
* innalzare la fiducia e la sicurezza in Internet;
* permettere accessi più veloci a Internet;
* investire di più in ricerca e sviluppo;
* migliorare l’istruzione e l’integrazione delle capacità digitali;
* applicare le tecnologie dell’informazione e della comunicazione per affrontare le sfide della società quali il cambiamento climatico globale e il progressivo invecchiamento della popolazione.

Immagine
Il ciclo virtuoso dell’economia digitale secondo la Commissione

Contenuti creativi e copyright

L’Agenda si pone come obiettivo la diminuzione del controllo da parte dell’industria dell’intrattenimento sulla circolazione della cultura. Per raggiungere lo scopo vengono proposte alcune modalità di riforma (anche radicale) del sistema di raccolta e gestione delle royalties e la semplificazione della concessione delle licenze all’interno del Mercato Unico. La modifica del livello di enforcement del copyright avverrà solo dopo l’eventuale modifica della IPRED (Intellectual Property Rights Enforcement Directive, 2004/48/CE) e solo dopo un’ampia consultazione con tutte le parti interessate. Questo è molto positivo perché per la prima volta si prepara un quadro di riforma del copyright enforcement al cui tavolo delle discussioni non saranno presenti solo le industrie del monopolio intellettuale.

Inoltre, l’Agenda riconosce la necessità di un’azione urgente al fine di rendere disponibile ai cittadini europei l’enorme quantità di opere orfane. In questa sezione va dato atto al Commissario Kroes di essere riuscita ad eliminare tutti quei riferimenti a draconiane imposizioni del copyright che erano state inserite nelle prime bozze dell’Agenda (azzardiamo dietro pressione della lobby delle industrie del copyright).

Interoperabilità

In questo settore, sono stati cancellati tutti i riferimenti agli standard aperti che caratterizzavano le prime versioni dell’Agenda. Sebbene gli standard aperti siano stati riconosciuti, sia dalla Commissione sia da rappresentanti di alcuni Paesi Membri, come elementi chiave della sicurezza informatica e come insostituibili motori di concorrenza e di accesso alla tecnologia, l’Agenda non contiene più alcun riferimento alla loro promozione. Secondo Techrights e altri, questa è la conseguenza del successo dell’opera di lobby di Microsoft e SAP.

Net Neutrality

L’Agenda stabilisce che una consultazione sulla Net Neutrality si terrà nell’estate del 2010 e un rapporto sarà presentato al Parlamento Europeo entro la fine dell’anno. L’aspetto più importante è rappresentato dal riconoscimento che la Net Neutrality è importantissima per la libertà di espressione.

Cybercriminalità

Per contrastare lo sfruttamento sessuale e gli abusi sessuali sui bambini, l’Agenda formula una raccomandazione ambigua, promuovendo la rimozione dei contenuti dannosi ma anche inibendone la visione. Mentre la rimozione fisica dei contenuti è, come abbiamo ampiamente visto, il metodo migliore per contrastare la diffusione degli abusi sui bambini e il relativo sfruttamento commerciale (ed include l’inibizione alla visione), l’inibizione alla visione da sola, qualora presentasse quelle caratteristiche di blocco dei siti web proposte dal Commissario Cecilia Malmstrom, rappresenterebbe un pericoloso precedente di censura di Internet ma soprattutto danneggerebbe ulteriormente le vittime degli abusi.

Questi sono i primi commenti dai gruppi di attivisti digitali operanti in Europa rilasciati ad alcuni giornali internazionali:

“Neelie Kroes dà in pasto la sua ambiziosa Agenda Digitale ai gruppi di lobby. Si tratta di una carota senza bastone. Il Commissario mina la dignità dei rappresentanti Europei democraticamente eletti mettendoli sullo stesso piano dei rappresentanti degli interessi privati. FFII teme che questi principi di governance non facciano altro che aggravare il trend di esclusione della spina dorsale del settore europeo dell’informazione e della comunicazione, rappresentato da piccole e medie imprese, dai processi decisionali di Brussels”
René Mages, Foundation for a Free Information Infrastructure (FFII)

“L’intera Agenda Digitale è il risultato parzialmente equivoco delle tensioni presenti all’interno della Commissione, ma rivela l’intensa pressione proveniente dalle lobby corporative. Mentre parti dell’Agenda sono in qualche modo deludenti per gli utenti degli standard aperti e del software libero, le proposte sono nel complesso incoraggianti. Detto questo, l’Agenda Digitale non è vincolante per il futuro della legislazione dell’UE. Dovrebbe essere un invito per tutti i cittadini ad assicurarsi che questo costruttivo documento diventi un impegno continuativo nell’interesse pubblico. Ci congratuliamo con Mrs Kroes e ci auguriamo che sarà capace di resistere fermamente contro gli interessi particolari al fine di tracciare la strada per una società della conoscenza, rispettosa delle libertà fondamentali degli individui”
Jérémie Zimmermann, La Quadrature du Net

“A causa del carattere non vincolante per la legislazione dell’Unione, saranno le forme di eventuale implementazione dell’Agenda Digitale di Mrs Kroes a dimostrare o meno l’effettivo impegno della Commissione per lo sviluppo del Mercato Digitale Unico e per la tutela delle libertà fondamentali dei cittadini. Ampie parti dell’Agenda sono molto positive, in particolare il riconoscimento esplicito della Net Neutrality come fattore importante per la libertà di espressione. Un punto oscuro è lo spazio concesso alle lobby delle società americane: l’influenza di società americane nei processi decisionali delle istituzioni dell’Unione non si è mai dimostrata vantaggiosa per il mercato interno, per le piccole e medie imprese e per cittadini europei.”
Paolo Brini, ScambioEtico.

Fonte: http://blog.tntvillage.scambioetico.org/?p=6172
Licenza CC: http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/

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