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La guerra per l’accesso

Posted in Informazioni Nazionali, Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 11 maggio 2010
La Guerre de l’Accès è uno stupendo articolo pubblicato da Jérémie Zimmermann, portavoce dell’organizzazione non governativa francese La Quadrature du Net, che vi riportiamo integralmente tradotto in italiano.

Citazione
“L’articolo 11 della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo del 1789 stabilisce: “La libera comunicazione di idee ed opinioni è uno dei diritti più preziosi dell’uomo. Ogni cittadino deve pertanto parlare, scrivere e pubblicare liberamente, eccetto quando tale libertà sia mal utilizzata nei casi previsti dalla Legge”. Allo stato attuale dei mezzi di comunicazione e dato lo sviluppo generalizzato dei servizi pubblici di comunicazione online e l’importanza di questi ultimi per la partecipazione democratica e l’espressione di idee ed opinioni, questo diritto implica libertà di accesso a tali servizi.
Consiglio Costituzionale, decisione 2009-580 (§ 12)

Questa decisione della più alta corte della Francia (sentenza contro la legge dei “three strikes” HADOPI) è storica per molti aspetti. Dichiarando esplicitamente che la libertà di parola implica la libertà di accedere ad Internet, il Consiglio Costituzionale ha riconosciuto l’importanza cruciale dell’accesso alla Rete per la nostra società.

Oggi, la gente in tutto il mondo utilizza Internet per apprendere, lavorare, comunicare, rilassarsi, fare business, accedere alla cultura, migliorare la propria esistenza. Internet e le tecnologie digitali migliorano il modo con il quale condividiamo e accediamo alla conoscenza ad un livello anche più ampio di quello [consentito] dall’invenzione della stampa intorno al 1440. Come per la stampa, un accesso aumentato alla conoscenza promette un migliore esercizio delle nostre libertà fondamentali, che a loro volta migliorano la società.

Le vacue industrie dell’intrattenimento, spaventate, sono riluttanti ad adattarsi a questa nuove era che erode profondamente i loro attuali modelli di business. Esse stanno tentando di usare la legge per imporre restrizioni all’accesso e alla condivisione delle opere culturali non autorizzato dai loro servizi o dal loro permesso. Questa guerra sull’accesso e la condivisione è stata lanciata a livello nazionale, europeo ed ora mondiale, con l’attuale ACTA in fase di negoziato.

Oltre alle industrie dei contenuti, gli operatori di telecomunicazioni sono invogliati a limitare l’accesso a Internet al fine di favorire i propri contenuti e servizi. Tali pratiche li trasformerebbero in rent-seeker i cui modelli di business si basano sul controllo discriminatorio del traffico Internet, invece che sugli investimenti nelle infrastrutture comuni su cui Internet si basa. Questo danneggerebbe irrimediabilmente la Neutralità della Rete, un principio fondante di Internet che fornisce a tutti la stessa potenzialità di partecipare e contribuire alla sfera pubblica comune.

Gli attori i cui modelli di business si basano sul controllo dei canali di distribuzione vedono nel controllo dell’accesso un sistema per sostenere le proprie posizioni dominante. Nel momento in cui Internet abbatte le barriere alla conoscenza, logicamente abbatte il controllo indebito sull’informazione, la cultura e la conoscenza. Come la stampa sfidò la posizione dominante nella società mantenuta dai monaci amanuensi, il potere di interi settori dovrebbe di norma diminuire ora che Internet penetra in tutti gli strati della società.

In un mercato sano in cui la libera concorrenza possa garantire l’espressione delle preferenze di tutti, tali attori economici si adatterebbero o perirebbero. Ma queste corporazioni contano su un forte sostegno dai politici che, al fine di mantenere il proprio potere, condividono l’obiettivo di controllare i media e lo spazio pubblico. Questi poteri economici e politici, combinati, saranno forti abbastanza da alterare radicalmente la struttura di Internet?

Da una rete libera ed aperta, dove -almeno nei paesi democratici- ogni persona connessa ha accesso agli stessi contenuti, servizi e applicazioni senza filtri o manomissione, Internet potrebbe irrimediabilmente essere trasformata in una interconnessione di reti centralizzate, discriminate e filtrate. Un tale scenario “TV Via Cavo 2.0″ simile a “CinaNet” non è Internet.

Tuttavia Internet è stata costruita senza questi attori economici. E’ stata realizzata dai suoi utenti e dai suoi componenti, tutti peer uguali all’interno di una rete aperta e neutrale. Si è evoluta con nuovi utilizzi ed innovazioni. Noi -cittadini, utenti- possiamo rivendicare che i principi fondanti di Internet siano il nostro bene comune. Noi abbiamo il diritto di usare queste tecnologie per promuovere tutti i mezzi di espressione ed azione al fine di mantere la Rete come la conosciamo e la amiamo: un motore per l’innovazione, la crescita economica, la democrazie e il progresso umano.

Questa potrebbe essere una delle più importanti battaglie che noi, cittadini del mondo, stiamo ora affrontando, insieme a quelle ambientali, economiche e sociali. Come i nostri antenati combatterono per le loro libertà per migliorare la società, ora tocca a noi combattere per la libertà di accedere ad un’Internet libera.

Jérémie Zimmerman, La Guerre de l’Accès
Traduzione a cura di Scambioetico.
Licenza CC: http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/

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