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Scaricare? Una rapina

Posted in Informazioni Nazionali, Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 5 maggio 2010
Gran lavoro per la nuova cyberzarina voluta da Barack Obama. Anche la Songwriters Guild of America vuole più impegno da parte del governo. Ma quanto finisce nelle tasche dei musicisti?

Roma – Una lettera, inviata all’attenzione di Victoria Espinel, la cyberzarina voluta dal Presidente statunitense Barack Obama come Intellectual Property Enforcement Coordinator: il file sharing selvaggio costituirebbe un crimine decisamente più pericoloso della rapina in banca.

Parola della Songwriters Guild of America, che ha così incitato la nuova cyberzarina del copyright a prendere immediati provvedimenti, affinché gli utenti scariconi vengano puniti severamente, sia nell’ambito di procedimenti penali che di procedimenti civili. Perché – secondo la missiva – crimini come la rapina in banca sarebbero molto meno pericolosi per la società e l’economia a stelle e strisce. E per tali crimini, il governo statunitense avrebbe curiosamente a disposizione un vasto numero di corpi di polizia, tra cui lo stesso FBI. Una vera e propria ingiustizia a dire dell’associazione, dal momento che i federali non sembrano aver voglia di mettersi seriamente alla caccia dei feroci criminali del P2P, responsabili di un danno economico devastante.

“Sfortunatamente – si legge nella missiva – questa sbagliata attitudine permette ai pirati di attentare a un settore come quello legato alla proprietà intellettuale, in cui gli Stati Uniti godono di un significativo vantaggio competitivo”. Quello che chiede la Songwriters Guild of America è l’intervento del governo nella persecuzione a livello civile e penale dei condivisori, affinché non debbano essere le aziende private a farlo.

Dichiarazioni in linea con quanto recentemente illustrato e poi parzialmente rettificato dalla telco AT&T, che ha fatto pressioni sul governo a stelle e strisce, affinché adotti misure più drastiche per tutelare la proprietà intellettuale. Richieste piovute sul tavolo della cyberzarina, in aggiunta ai suggerimenti della letterina dei desideri di MPAA e RIAA.

Il motivo è sempre lo stesso, ripetuto quasi all’infinito. La pirateria online sta distruggendo le speranze di un settore e un’importante fetta dell’economia nazionale. E i guadagni degli artisti? È stato recentemente pubblicato uno studio condotto dalla società Information is Beautiful, a spiegare quanto venga indirizzato verso le tasche dei musicisti.

Per quanto riguarda la vendita di CD, all’etichetta spetterebbe un compenso di circa 2 dollari ad unità venduta – prezzo totale 9,99 dollari – mentre nelle tasche dell’autore andrebbero 30 centesimi. Spiccioli che salirebbero a 94 centesimi per vendite su iTunes, con le etichette a guadagnare 6,29 dollari.

La situazione sarebbe decisamente più drammatica per quanto concerne servizi online leciti come Spotify e Rhapsody. Agli autori ci vorrebbero tra gli 800mila e i 4 milioni di ascolti al mese per guadagnare quello che in genere riuscirebbero a racimolare da una comune attività lavorativa, ad esempio il commesso in un negozio. Almeno non si metteranno a rapinare banche.

Mauro Vecchio

Fonte: http://punto-informatico.it/2875916/PI/New…una-rapina.aspx
Licenza CC: http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/

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