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Legge dei 3 schiaffi: semaforo verde in Irlanda

Posted in Internet&Copyright, Politica&Società, Uncategorized by yanfry on 22 aprile 2010

Roma – Brutte notizie per gli internauti scariconi irlandesi e, purtroppo, di conseguenza per l’intera Europa: la scorsa settimana l’Alta Corte irlandese ha dato il via libera all’ISP locale Eircom e all’industria musicale per perseguire i sospetti di file sharing illegale con una normativa analoga alla tristemente famosa legge dei tre schiaffi, adottata prima dalla Francia e, recentemente, anche dalla Gran Bretagna.

Non è da adesso che il paese sta pensando all’adozione di un simile provvedimento, ricorda TorrentFreak. Lo scorso anno a febbraio la Irish Recorded Music Association (IRMA), che nel paese rappresenta gli interessi di EMI, Sony, Universal e Warner, aveva siglato un accordo con il maggiore ISP irlandese, Eircom, per via del quale i supposti pirati si sarebbero visti colpiti da un provvedimento del tutto analogo a quello francese.

In base all’accordo, IRMA fornirebbe l’indirizzo IP ritenuto sede del reato (della loro sorveglianza se ne sarebbe occupata l’azienda anti-pirateria DtecNet) e a quel punto l’ISP avrebbe iniziato a inviare lettere di diffida. Alla terza lettera, notifica definitiva e disconnessione dalla rete da parte di Eircom.

Non è stato però possibile implementare subito il torvo meccanismo. Ci sono state obiezioni di legittimità, appellandosi alle doti di un indirizzo IP, ritenuto inviolabile in quanto dato personale. Ed è proprio qui che alla fine della scorsa settimana è intervenuta l’Alta Corte di Dublino, stabilendo un principio che non farà certo felici i clienti di Eircom.

Più esattamente, il giudice Justice Charleton ha stabilito che “il diritto di essere identificati (attraverso l’IP, ndB) e di impiegare tali dati per una ragionevole identificazione del comportamento scorretto di qualcuno lo ritengo un diritto pieno”.

Dunque, secondo il giudice “è perfettamente legittimo per Eircom agire ed essere noto per agire come un’unità che ottempera alla legge e alla Costituzione. Questo è ciò che la Corte si attende, tanto dai singoli che dalle aziende”. Ed ha aggiunto che Internet è un “mero” mezzo di comunicazione ma non ha mai riscritto alcuna legge nei paesi attraverso i quali passa.

“Non si tratta – continua il giudice Charleton – di un’entità extraterrestre amorfa titolata a creare norme che vadano contro i principi fondamentali del diritto. Non c’è nulla che nella legge civile o penale legalizzi ciò che diversamente è illegale semplicemente perché la circostanza in cui si verifica ha luogo sulla rete Internet”, ha concluso.

In una nota il direttore generale dell’IRMA, Dick Doyle, ha commentato: “siamo particolarmente lieti di questa determinazione. Risolverla ha finalmente posto la fine ad almeno 6 mesi di esitazioni sull’accordo tra IRMA ed Eircom. Procederemo immediatamente a implementare l’accordo fino in fondo”.

Inutile dire che la determinazione dell’Alta Corte irlandese pone in essere un nuovo, pericolosissimo precedente destinato, ancora una volta, a fare giurisprudenza internazionale. Ora gli altri ISP irlandesi non potranno che adeguarsi e, naturalmente, c’è da aspettarsi nuovi commenti anche dal Bel Paese, dove per la decisione presa dalla Gran Bretagna c’è stato il (discutibile) plauso di personaggi come Enzo Mazza che adesso, con ogni probabilità, non esiteranno ad applaudire una seconda volta.

Il segnale è sempre lo stesso, anche se, come sempre, non c’è peggior sordo di quello che non vuol sentire. Già arrivano, infatti, i primi segnali di squilibrio sul provvedimento adottato in Gran Bretagna: pare che la BPI, l’equivalente britannico di IRMA, debba far ricorso alle denunce perché l’attuazione dei provvedimenti “avvisa tre volte e stacca” non sembra riesca così facilmente. Ma, ammesso e concesso che partano le denunce, ci sarà per questo un maggiore afflusso di clienti nei negozi di CD? C’è da dubitarne seriamente.

Marco Valerio Principato

Fonte: http://nbtimes.it/prime/5738/legge-dei- … landa.html
Licenza: http://creativecommons.org/licenses/by- … .0/deed.it

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