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Associazione di vittime di abusi sessuali contro i blocchi Web

Posted in Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 1 aprile 2010

Posted by Paolo Brini

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Allo slogan di “Rimuovere, non bloccare!” MOGiS, l’associazione delle vittime di abusi sessuali subiti da bambini, si schiera contro il blocco dei siti Web che ospitano contenuti di abusi proposto dalla Commissione Europea e attuato già da anni in Italia. Un sistema di bloccaggi che in ultima analisi danneggia, anziché proteggere, i bambini. ScambioEtico ha curato la traduzione in italiano del documento del MOGiS.

Un’organizzazione tedesca di vittime reduci di abusi sessuali subiti da bambini si oppone al blocco delle pagine web come mezzo per contrastare la circolazione delle immagini degli abusi stessi in Internet. MOGiS, fondata nell’aprile del 2009 sta per “MissbrauchsOpfer Gegen InternetSperren” (che si potrebbe tradurre come: “i reduci degli abusi contro il blocco di Internet”). L’organizzazione richiede cooperazione internazionale sulla rimozione delle immagini di abuso sessuale sui bambini da Internet e propone come esempio positivo di questo tipo di cooperazione la INHOPE (rete di hotline Internet).

Con una serie impressionante di dati e di studi, MOGiS mostra come i blocchi dei siti web attuati da alcuni paesi europei (Finlandia, Italia, Danimarca) e il programma di blocco proposto due giorni fa dalla Commissione Europea siano deterrenti estremamente dannosi per Internet ma soprattutto per i bambini stessi. Sostanzialmente, la “politica dello struzzo” è stata utilizzata come mezzo demagogico per mostrare ai cittadini che ci si muove contro gli abusi sui bambini ma sta nascondendo e aggravando il problema, in quanto contribuisce a non far rimuovere fisicamente tali contenuti e peggio ancora a non perseguire coloro che immettono tali immagini in Rete.

Lo stesso programma avanzato dalla Commissione mostra gravissime carenze nella protezione dei bambini, concentrandosi su una cooperazione che si riduce essenzialmente ad un inutile scambio di liste nere di siti, che mirano soltanto a bloccare l’accesso (senza rimozione) ad una percentuale irrisoria di quei contenuti con metodi nocivi e comunque fin troppo facilmente aggirabili.

Dal piano di azione attuale manca clamorosamente e totalmente “la liberazione dei bambini dai rapporti di abuso” che dovrebbe essere il primo passo. “Se effettivamente c’è ancora un mercato (come nello “spostamento di denaro“) per quel materiale, questo potrebbe essere vantaggiosamente abbinato con “catturare i criminali seguendo il denaro“, scrive MOGiS. Ci si concentra su dei blocchi mirati esclusivamente al World Wide Web (mentre le immagini delle violenze circolano principalmente tramite altri protocolli ma soprattutto attraverso reti di telefoni cellulari e posta classica) provocando danni diretti (ai bambini) e indiretti (centinaia e centinaia di siti bloccati per errore). Traspare evidente l’incompetenza del legislatore, che ancora, ingenuamente se non colpevolmente, confonde il Web con Internet e confonde “oscuramento” con “soluzione del problema”, ma soprattutto sembra aleggiare la mancanza di reale volontà per arginare il terribile fenomeno.

Riteniamo straordinariamente significativo che un’associazione di persone che da bambini hanno subito violenze, da “grandi” si oppongano alla censura del Web. Una presa di posizione che ci auspichiamo costringa a far riflettere profondamente i decisori e far loro capire i terribili errori che hanno commesso al fine di poter iniziare seriamente la lotta contro gli abusi sessuali nei confronti dei bambini.

Non aggiungiamo altro ma vi esortiamo a leggere per intero il rapporto di MOGiS che ci ha fatto l’onore di richiederci la traduzione in italiano.

http://mogis-verein.de/eu/it/

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