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Considerazioni e consigli sul copyright nell’ambiente digitale di Dylan Horrocks

Posted in Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 31 marzo 2010
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Il Ministero dello Sviluppo Economico Neo Zelandese ha invitato i cittadini ad inviare le proprie considerazioni sul “rafforzamento dei Diritti di proprietà intellettuale in ambiente digitale” (proprio come farebbero in italia!) nel contesto dei colloqui in corso su ACTA (che come sapete nasce come accordo internazionale sull’Anti Contraffazzione che si è rivelato invece come un trattato sulla regolamentazione e repressone della rete, sanzioni obbligatorie per violazioni del copyright a scopo non commerciale, le politiche di disconnessione, la responsabilità dei provider, etc), accordo in fase di negoziazione a Wellington, NZ in aprile (ovviamente nel più compelto assurdo e ridicolo segreto).

Tra le varie mail inviate da Neo Zelandesi interessati al futuro della Rete, al Copyright e allo sviluppo e la tutela dei diritti dell’era digitale c’è quella di Dylan Horrocks (Auckland – 1966) che gli amanti dei comics conoscono quasi esclusivamente per la sua colossale opera Hicksville (un fumetto che è un vero è proprio “atto d’amore” sul fumetto) ma del quale cui potete aver qualche notizia in più in fondo a questo post, dopo la mail di considerazioni che Horrocks ha inviato al Ministero.

QUOTE

Sono un artista e autore professionista a tempo pieno e quindi ho un notevole interesse nella legge sul diritto d’autore in Nuova Zelanda e a livello internazionale.
Ho pubblicato numerosi libri, storie e fumetti in Nuova Zelanda, Australia, Europa e Nord America, e ho lavorato con editori piccoli e grandi, così come mi sono autoprodotto.
Sono stato nella giuria del Creative NZ, ho insegnato scrittura creativa a studenti d’arte per università e scuole d’arte qui e all’estero, e ho tenuto conferenze sul fumetto, la scrittura, l’arte, e il futuro dell’economia dell’arte nell’era digitale.
Sono stato docente letterario all’Università di Auckland, NZ Creative, ho presenziato al Festival Letterario internazionale in qualità di autore Neo Zelandese e ho ricevuto premi e riconoscimenti in diversi paesi.

Come qualcuno il cui sostentamento dipende dalla propria arte, mi sembra che internet offra opportunità senza precedenti perchè il mio pubblico ottenga il mio lavoro e per la creazione di un nuovo pubblico che la logistica dell’editoria tradizionale ha reso impossibile.
Ho sperimentato in prima persona e in molte occasioni il potere collettivo di Internet per diffondere il mio lavoro in modi che né io né il mio editore avremmo potuto orchestrato da soli.
Oltre alla soddisfazione intrinseca di trovare un pubblico sempre più grande, anche questo ha dato luogo a nuove interessanti opportunità per me di fare soldi dal mio lavoro, attraverso commissioni, sponsorizzazioni, la vendita di libri, il merchandising e la vendita di pezzi unici e personalizzati (arte originale, libri firmati, ecc.)

Tutto questo mi ha insegnato alcune lezioni importanti sulla natura mutevole del diritto d’autore nell’ambiente digitale, e queste sono ciò che vorrei presentare al Ministero:

1. Il Copyright deve essere ridefinito per consentire agli artisti, autori e al pubblico di sfruttare appieno le nuove opportunità che si stanno aprendo.
Invece del “rafforzamento ed estensione” del diritto d’autore, dobbiamo cominciare a distinguere tra la copia commerciali (che dovrebbero continuare ad essere controllate dalla legge) e copie non commerciali (che non dovrebbe essere limitate dalla legge).

2. L’idea che ogni copia debba essere autorizzata (altrimenti essere illegale), non ha senso nel contesto digitale.
Internet funziona attraverso la copia – è così che la sua tecnologia funziona, ed è anche il modo attraverso il quale il suo potere di promuovere e trattare le idee e l’arte viene scatenato. Ad esempio, quando il mio lavoro “diviene virale” – cioè viene copiato dai sito ai blog agli aggregatori a Tweetter alla posta elettronica (e così via) – io traggo un enorme beneficio da tale esposizione. Questo non è qualcosa che posso architettare o controllare, e quando succede è sempre una sorpresa piacevole. Ho tratto beneficio di questi deliri di “copia non autorizzata” in diversi modi, dalle commissioni internazionali all’aumento delle vendite. Ho imparato che queste copie sono nel mio interesse, infatti, sono essenziali per il mio successo in ambiente digitale.

3. Ho visto il mio lavoro condiviso (senza autorizzazione) attraverso le reti di filesharing.
In ogni caso, ha portato ad un crescente interesse e supporto per il mio lavoro e un aumento delle vendite. Questo mi ha insegnato due lezioni importanti: primo, che filesharing non è nemico del lavoro degli artisti, ma nostro alleato. Le persone che condividono i lavori in questo modo sono i loro più grandi fan, e spesso anche i più grande clienti. In secondo luogo, avere il mio lavoro condiviso liberamente online ha notevoli effetti positivi sulla mia carriera.
È per questo che ora pubblico online un nuovo lavoro utilizzando le licenze Creative Commons (Attribuzione-Non commerciale), incoraggiando i miei lettori a condividere il lavoro nel modo più ampio che desiderino – purché non venga sfruttarto commercialmente.
Come risultato, i miei lettori (e le vendite) sono cresciuti.

4. Io non sono il solo in questa esperienza.
Molti autori ed artisti hanno scoperto che rendendo il loro lavoro online liberamente disponibile aumentano la loro popolarità, e anche il loro successo finanziario. Cory Doctorow, gli autori della Baen Library (tra cui alcuni dei più grandi nomi della Science Fiction), Andrew Garton, Dan Gillmor, Charles Stross, Lawrence Lessig e molti altri hanno sperimentato questo approccio, con risultati grandiosi. Conosco molti auotri più giovani che hanno iniziato rilasciando il loro lavoro liberamente online e che ora stanno godendo carriere professionali di successo – continuando a farlo.

5. Gli sforzi da parte delle grandi coorporazioni dei media per inibire e frenare la capacità di Internet di copiare e condividere i “contenuti” stanno avendo un effetto negativo sulla comparsa di questi nuovi e innovativi approcci e sugli sforzi degli artisti ad utilizzare Internet per creare nuove flussi di reddito e modelli di distribuzione . Discutibili “richieste di rimozione” e accuse di copie non autorizzate hanno un effetto raggelante sulla fermento di innovazione creativa che è l’aspetto più interessante di Internet. Come lavoratore e artista, trovo frustrante che tali sforzi distruttivi vengano fatti in nome mio ed inoltre incidono negativamente sulla mia carriera.

6. E ‘sempre più importante distinguere tra gli interessi e gli obiettivi di artisti e autori da un lato, e gli editori, le case discografiche e le società dei media dall’altro. Sono fortemente contrario alle lobby che affermano di rappresentarmi, quando in realtà esse rappresentano gli stessi interessi aziendali che sono spesso felici di trattare me e i miei coetanei come nulla più di un buon lavoratore salariato.
Proteggere le arti (musica, letteratura, arte e cinema) non è lo stessa cosa che proteggere modelli di business di un settore della distribuzione sempre più obsoleto. Molti artisti e scrittori che conosco si oppongono a che il loro pubblico e fans vengano essere trattati come criminali da parte dell’industria dei media.

7. Internet è particolarmente importante per gli artisti neozelandesi, in quanto ci fornisce un potente mezzo per portare il nostro lavoro al mondo intero.
Con questo in mente, mi auguro che il MED (ministero dello sviluppo economico) riconosca che gli interessi degli artisti e del commercio della Nuova Zelanda non sono gli stessi di quelli delle grosse corporazioni multinazionali dei media. A gruppi di pressione che stanno principalmente spingendo su punti di vsita di interessi stranieri non dovrebbe essere permesso di definire gli interessi della Nuova Zelanda.

8. La questione del diritto d’autore riguarda tutta la comunità – non solo la cosiddetta “industria dei contenuti.”
Ognuno ha una partecipazione nel modo in cui definiamo il diritto d’autore e come viene garantito l’accesso alla nostra cultura. E ‘essenziale, quindi, che questo problema venga discusso ampiamente in tutta la comunità, piuttosto che essere negoziato a porte chiuse da parte dei governi e dei gruppi di lobby dell’industria.

9. Infine, ma forse la più importante, la questione della “proprietà intellettuale” è diventata una questione cruciale, che ha il potenziale di rimodellare l’intera struttura di Internet nei prossimi anni. Se i governi di fronte alle pressioni dall’industria dei contenuti” permettono alle corporazioni dei media di tenere in ostaggio gli utenti degli ISP e della Rete, oppure di costruire un sistema di controllo automatizzato e di controllare le attività online, questo distruggerà gran parte di ciò che rende Internet la più potente forza economica e culturale di innovazione e prosperità nel mondo odierno.

Ci sono questioni pubbliche vitali in materia di privacy, di democrazia e di libertà di parola in gioco.
Si tratta di un’importante questione democratica ed economica per tutti – e non dovrebbe essere permesso che venga determinata da una sola particolare industria. Per concludere, i miei consigli sono:

– eventuali modifiche della legislazione NZ dovrebbero avere l’obiettivo di allentare il diritto d’autore quando si applica a copia non-commerciali.
– eventuali modifiche che estendono o “rinforzano” il diritto d’autore e smorzano l’innovazione devono essere contrastate.
– gli sforzi per criminalizzare le copia non commerciali (come ad esempio con l’uso delle reti di filesharing), o di aumentare le sanzioni per tale attività, devono essere respinti.
– il fair use ed i diritti di pubblico dominio devono essere protetti e rafforzati.
– la privacy ed i diritti civili dei neozelandesi devono essere tutelati – sia online che presso i confini nazionali.
– tutti i trattati che riguardano la legge sul copyright NZ (come ACTA) devono essere negoziati in pubblico e dovrebbe essere ricercata la più ampia consultazione pubblica .

Gli interessi degli artisti e delle industrie creative Neo Zelandesi verrano meglio servite riconoscendo che la tecnologia digitale e internet rappresentano un’opportunità enorme per un paese come il nostro, e che il diritto d’autore deve adeguarsi in modi che aiutino a facilitare l’innovazione e la creatività, piuttosto che arrestarle.

Cordiali saluti
Dylan Horrocks

Fonte: http://hicksvillecomics.com/?p=610
Traduzione a cura di Scambioetico

(Breve bio dell’autore tratta da http://www.blackvelveteditrice.com/spip.php?mot22)

Dylan Horrocks è nato a Auckland (Nuova Zelanda) nel 1966 e ha vissuto in Nuova Zelanda, Inghilterra, Stati Uniti e Bouganville. Al momento vive al mare vicino ad Auckland con la moglie e i due figli. È diventato famoso grazie alla sua colossale opera Hicksville, apparsa originariamente nei dieci numeri della sua rivista “Pickle”, pubblicata dalla Black Eye. Dopo essere stata raccolto in inglese prima dalla stessa Black Eye e in seguito dalla Drawn & Quarterly, Hicksville è stato pubblicato in francese, italiano e spagnolo.
Hicksville è stata considerato “Libro dell’anno” dalla rivista “Comics Journal” ed è stato nominato da tre dei suoi critici come uno dei “100 libri più importanti del secolo”. Dylan Horrocks ha vinto un Eisner Award nel 2002 come “Miglior talento meritevole di maggior riconoscimento” e ha ricevuto numerose nomination per gli Ignatz Awards, Harvey Awards e il Prix d’Alph’Art. Ha disegnato fumetti e illustrazioni per riviste e libri in Nuova Zelanda, Australia, Inghilterra, USA, Francia e Canada. Ha tenuto per tre anni, dal 1995 al 1997 la striscia politica “Milo’s Week” per il “NZ Listener” e disegna regolarmente vignette politiche per il “NZ Political Review” e altre riviste.
Nel 1998 ha prodotto Spin, un fumetto per il Ministero delle Politiche Giovanili della Nuova Zelanda sui modi con cui trattare i dolori emotivi. Nel 2001 ha prodotto in collaborazione con Timothy Kidd Red Hot, un fumetto sull’epatite C. Ha anche scritto articoli sul fumetto per riviste della Nuova Zelanda e degli Stati Uniti, ha insegnato in corsi di cartooning e storia del fumetto. Tiene regolarmente lezioni nelle università, nei politecnici e nelle scuole di grafica. È un collaboratore dell’“International Journal of Comic Art” e ha scritto per svariati anni per la rivista “Pavement”. Nel 1998 ha organizzato una mostra sul fumetto neozelandese intitolato “Nga Pakiwaituhi o Aotearoa: New Zealand Comics” che partecipò alla Small Press Expo negli Stati Uniti. Ha anche curato un catalogo (NB: parte di questi testi sono apparsi nell’edizione italiana di Hicksville), che è stato candidato a un Goodie Award come “Migliore pubblicazione sul fumetto”. Dopo aver scritto per la DC comics le serie “The Names of Magic”, “Hunter: The Age of Magic” e “Batgirl”, al momento sta lavorando alla serie Atlas per la Drawn & Quarterly (il seguito di Hicksville) e Dirty Comics per la Top Shelf (una storia che prende sempre origine da Hicksville).

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Una Risposta

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  1. […] This post was mentioned on Twitter by Dylan Horrocks, yanfry. yanfry said: Considerazioni e consigli sul #copyright nell’ambiente digitale da Dylan Horrocks #FileSharing , modelli business, #P2P http://bit.ly/bB9HzW […]


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