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Foofind, il ‘Google’ del download

Posted in Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 30 marzo 2010

Pablo Soto, il più grande esperto spagnolo di programmi P2P, lancia un motore di ricerca incentrato su come individuare i link p2p.
La sentenza del processo in cui le case discografiche reclamano 13 milioni è ancora in sospeso.

Pablo Soto (Madrid, 1979) ha dedicato la sua intera vita alla comprensione dei protocolli delle reti di file-sharing in Rete. Questa ricerca lo ha portato a confrontarsi in tribunale con le quattro maggiori case discografiche al mondo, che domandano 13 milioni di euro per le perdite che, esse sostengono, i suoi programmi hanno causato all’industria culturale.
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Ad un anno dalla fine del processo, in attesa della sentenza, Soto ha deciso di lanciare un nuovo progetto.
Il programmatore entra di nuovo in un terreno così attraente per l’utente quanto scivoloso per il creatore: un motore di ricerca che visualizza i link a tutti i tipi di file, anche delle reti di P2P.
“Questo rilascio è coerente con gli argomenti che ho sempre difeso: la tecnologia è neutrale e ciò che conta è l’uso che ne viene fatto” dice.

Foofind.com, che è già attivo, mostra un aspetto austero come Google stesso, un logo e una casella di ricerca.
I risultati possono essere visualizzati su tutte le reti in cui si cerca (eMule, Magnet, BitTorrent, Web e FTP) o solo in alcune di esse, consentendo anche di selezionare le dimensioni del file desiderato.
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“Abbiamo voluto essere per le reti P2P ciò che Google è per il Web”, ha detto Soto per spiegare la filosofia di Foofind.
Per scattare “una foto di ciò che c’è in un dato momento” e visualizzarla nella pagina dei risultati, lo sviluppatore e il suo team hanno creato pezzi di software che ricercano e indicizzano ciò che trovano in queste reti automaticamente.

Il compito di classificare e aggiornare le cinque reti semplicemente non si pone. Ciò che Soto chiama “bellissimo” è progettare modi efficaci di affrontare questo universo di connessioni. Ma c’è lavoro addizionale quando si tratta di creare un motore di ricerca che include i collegamenti alle reti P2P, perché è più che probabile trovare contenuti protetti copyright.

Collezione di link

Qualsiasi cosa rilasciata da Soto è destinata a diventare un prodotto controverso .
I 13 milioni che gli chiede la Promusicae (l’associazione che rappresenta i produttori di musica spagnola) e le etichette discografiche obbligano Soto ad essere estremamente meticoloso con i prodotti che rilascia. “Penso che cercheranno di intentare qualcosa contro di me, ma non perché abbia qualcosa da denunciabile ma semplicemente perché non permetteranno che la cosa vada a buon fine”, spiega.

Foofind è stato creato in collaborazione con avvocati, che hanno sovrinteso al processo di sviluppo per rimuovere tutto ciò che violi la legge.
Il risultato è un motore di ricerca che mostra i collegamenti che già esistono su Internet, senza memorizzarne il contenuto.
Secondo l’ultima sentenza relativa a pagine con collegamenti a reti P2P, quella di Elrincondejesus.com, il giudice ha ritenuto che “il sistema di link è la base stessa di Internet” e ha proceduto a respingere la causa che la SGAE formulava contro il proprietario del sito web, anche se questa decisione può ancora essere impugnata.

Nel caso del nuovo progetto di Soto, il programmatore madrileno ha già preparato la sua difesa. “Foofind è, in generale, come Google, con la differenza che quest’ultimo indicizza solo link http [pagine Web], noi aggiungiamo anche altre reti”. Foofind classifica link senza analizzare se il contenuto corrisponde a quello descritto nel titolo.
Tuttavia, se il titolare di un diritto d’autore non desidera che appaia inidicizzato un certo link a Foofind, ha a sua disposizione una sezione dove può comunicarlo. La denuncia raggiungerà i creatori del motore di ricerca, che la valuterà e se la richiesta corrisponde al proprietario di tali diritti li eliminerà.
“Se un produttore cinematografico, per esempio, ci richiede di rimuovere alcuni link e ci dà i documenti necessari, lo accontenteremo”.

Soto stima che il suo motore di ricerca può indicizzare fino a 32.000 milioni di link. Si vengono a trovare da uno a due milioni di nuove connessioni ogni giorno, ieri ci si aggirava su circa 8,5 milioni. “Stiamo parlando di miliardi di file”, e ha aggiunto che questo tipo di cancellazione “è più di quanto richiesto dalla legge”.

In Svezia, hanno condannato i creatori del motore di ricerca di The Pirate Bay (TPB) ad un anno di carcere e a pagare 2,7 milioni di euro, perciò il lancio di Foofind parte, a prima vista, come qualcosa di legalmente complicato. La normativa in Svezia non è la stessa della Spagna e il funzionamento di entrambi è diverso. TPB “non indicizzati automaticamente, ma lavora in maniera manuale”, spiega Soto. Inoltre, TPB ospita i torrent (Piccoli file che indicano dove trovare il file che si sta cercando).

Anche se Soto mostra grande ambizione a migliorare il motore di ricerca, non succede lo stesso quando gli viene chiesto delle fonti di reddito che dovrebbero arrivare attraverso la pubblicità. Foofind non ha annunci pubblicitari e, secondo Soto, non ne avrà nel medio termine. “Quando dovremo comprare più server … forse lo faremo. Vedremo di generare reddito quando sarà necessario per crescere”.
Il lavoro futuro di questo programmatore è basato sull’idea che il motore di ricerca cresca. “In pratica, si tratta di fare qualcosa di talmente buono che i proprietari dei motori di ricerca non potranno far altro che licenziare la nostra tecnologia”, aggiunge.

Il software che aggiorna i collegamenti su Foofind funziona in continuo, con alcuni filtri. Il sito comprende un filtro per impedire link relativi a file con copyright. “E ‘un semplice filtro, ma non è infallibile, dal momento che cerca solo il nome del file.”

Come quando si utilizzano programmi come eMule, la ricerca si riferisce al titolo del file, senza dover corrispondere al suo contenuto effettivo.
“Cerchiamo, per esempio, i nomi dei produttori affiliati con Promusicae nel nome del file e ciò che viene trovato con questi parametri non viene indicizzato.”
Durante il processo per la causa intentata dalla Promusicae contro Soto, egli disse che la sua azienda avrebbe potuto fare un filtro per i contenuti protetti da copyright perchè non vengano visualizzati nei programmi da lui creati.
“Questo si chiama esternalizzazione dei costi, devo sviluppare misure di sicurezza per proteggere la proprietà intellettuale,” dice.
“Se prendo una banca dati e confronto i termini con un dizionario per eliminare tutto ciò che contiene quella parola, sto caricando il database, che sia protetto da copyright o meno. Immaginate se un utente di Google digita “download Alejandro Sanz “e non ha alcun risultato. Così non funziona».

Sistema di pertinenza

Foofind ha sviluppato un sofisticato sistema per individuare collegamenti rilevanti che mostra i risultati sulla base delle condizioni che sono specificate nella casella di ricerca. “L’unico dato di cui teniamo in conto, del resto, è il numero di fonti, per valutare quanto popolare è quel contenuto”, dice il suo creatore.I risultati che Google mostra, hanno un algoritmo più complesso, che tiene anche conto di aspetti come quante volte gli utenti hanno cliccato su un link o i link che le pagine includono analizzandone a sua volta i link girati da altri.

Quanto alla forma di licenza, che permette di copiare o modificare, Soto precisa che il codice ha licenza GPL, che permette di creare cloni di se stesso.
L’unica cosa che non ha una licenza aperta, per ora, è un software che viene utilizzato per trovare i file “anche se non ne escludo la pubblicazione in futuro”, aggiunge.

Il creatore è pieno di speranza per questo progetto, dato che il processo giudiziario, come egli ci dice a volte gli è venuto a pesare molto.
Pertanto, la risposta al perché torni a sviluppare un sistema connesso al P2P, che gli sta causando così tanti problemi è chiara: “Non posso fare altro.”

Fonte: http://www.publico.es/ciencias/303559/f … /descargas
Traduzione a cura di Scambieotico

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2 Risposte

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  1. […] Curiosità: pensate che il suo programmatore Pablo Soto, il più grande esperto spagnolo di programmi P2P, in passato sia stato denunciato dalle case discografiche per violazione di Copyright che gli è costato un rimborso di 13 milioni di euro (maggiori info sulla questione Soto qui). […]

  2. […] Curiosità: pensate che il suo programmatore Pablo Soto, il più grande esperto spagnolo di programmi P2P, in passato è stato denunciato dalle case discografiche per violazione del Copyright che gli è costato un rimborso di 13 milioni di euro (maggiori info sulla questione Soto qui). […]


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