YBlog

Labaia.net fuorilegge? Allora siamo tutti pirati!

Posted in Informazioni Nazionali, Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 29 marzo 2010
Dopo l’oscuramento di The Pirate Bay ed in attesa che il tribunale di Roma sciolga la riserva sulla causa FAPAV vs Telecom ove è stato chiesto anche l’oscuramento di una serie di siti, labaia.net, poiché faceva da proxy per TPB, è stato posto sotto sequestro. Al momento l’accusa è quella generica di “aver consentito l’accesso a TPB”, ma se questo fosse un reato allora tutti i sevizi proxy sono potenzialmente fuorilegge come lo sono tutti coloro che postano un link che passando da un proxy porta direttamente a The Pirate Bay

È inevitabile muovere una seria critica all’inutile esasperazione “censoria” che sta dilagando su Internet nel tentativo di rendere irraggiungibili siti che si ritengono fuorilegge, senza passare attraverso concrete formulazioni di ipotesi di reato.

L’oscuramento di TPB ha di fatto creato uno “stupefacente” precedente per prendere provvedimenti censori muovendo ipotesi criminogene per fatti non commessi in Italia ed imputabili a persone sotto la giurisdizione di altri Paesi. Neppure in Svezia hanno adottato misure simili nonostante ci sia una causa in corso ed una condanna in primo grado di giudizio.

Ci sono altri casi che hanno suscitato meno clamore ma che sono altrettanto assurdi, uno per tutti il caso di bakeca.it, ma arrivare ora all’assurdo sequestro di un sito che semplicemente implementa nella sua home page l’utilizzo di un servizio proxy, a beneficio di tutte quelle persone che nel mondo subiscono la censura, appare più una minaccia che un concreto atto giudiziario, in particolare quando si procede alla perquisizione domiciliare del titolare del dominio che chiaramente non ha nella sua abitazione il server su cui questo proxy è stato implementato.

Quello che occorre chiedersi è se il supposto reato sia configurabile per aver effettuato una chiamata via proxy facendola apparire sul proprio dominio e spazio web, oppure sia da addebitare al proxy che permette la connessione al sito che l’autorità giudiziaria vorrebbe rendere inaccessibile; in quest’ultimo caso appare abbastanza chiaro che bisognerebbe rendere inagibili tutti i proxy e tutti i servizi (hosting, caching, translators, VPN, TOR ecc. ecc.) che consentono di accedere a TPB, come anche a tutti quei siti messi all’indice dai monopoli di stato. Ci sarebbe inoltre da chiedersi quale differenza ci sia tra ciò che ha fatto l’amministratore di labaia.net e quello che abbiamo fatto noi ed una marea di altri siti ( uno per tutti ) che hanno postato link che passando attraverso un proxy direttamente raggiungono TPB. L’imposizione tecnica realmente efficace per non consentire l’accesso ad un sito web, in ultima analisi, sarebbe esclusivamente quella di bloccare qualsiasi accesso a Internet, ossia spegnere, in senso letterale, la Rete, in quanto per sua natura la Rete è incensurabile.

La cosa più preoccupante di questo sequestro è la chiara intenzione di voler mettere una foglia di fico sui genitali del re nudo, come se se ciò servisse ad evitare di vederne la nudità. Preoccupa una magistratura che non si rende conto che le persone accedono a TPB attraverso la miriade di proxy esistenti senza bisogno di labaia.net e che questo sequestro, ma ancor più la perquisizione domiciliare, sia semplicemente vista come una ritorsione nei confronti di chi ha avuto l’impudicizia di far vedere con tanta evidenza la nudità del re. Vogliamo altresì ricordare che l’ordinanza di blocco è rivolta agli ISP.

Cosa possiamo fare? Quello che si deve fare lo abbiamo, come Stefano Severi fece a suo tempo, qui alcuni giorni fa già fatto, mettendo un link che passando attraverso un proxy porta direttamente alla Baia dei Pirati, rinnovandolo platealmente in questo articolo. Auspichiamo che la cosa venga ripresa da tutti coloro che hanno un sito e si sentono indignati da questo sequestro e perquisizione, l’indignazione senza azione diventa la carta igienica delle buone coscienze in un contenitore vuoto a perdere.

Questa non è una battaglia per favorire il file sharing “selvaggio”, questa è una lotta contro le censure immotivate e le occulte intimidazioni, questa è una lotta per la libertà di espressione: se per farlo serve issare la bandiera pirata sul pennone lo facciamo senza remora alcuna.

Fonte: http://blog.tntvillage.scambioetico.org/?p=5799
Licenza CC: http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: