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Festa dei Pirati, l’orgoglio di condividere conoscenza

Posted in Informazioni Nazionali, Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 24 marzo 2010

In un ambiente in cui hanno fatto lieto folklore un gruppo di affascinanti hostess in abiti pirateschi, molti interventi hanno sottolineato come l’etichetta, che ci è stata in modo negativo affibbiata, non ha fatto altro che creare un immaginario positivo: di questo termine vanno fieri anche molti blogger che in modo corsaro assaltano il caravanserraglio dell’informazione drogata svelando quello che si vorrebbe rimanesse celato.

Chi non ha potuto partecipare o seguire la diretta in streaming può approfittare del servizio di registrazione che Radio Radicale mette a disposizione.

Nella serata precedente l’evento un proiettore ha visualizzato i loghi della pirateria in rete sul Pantheon, di fronte allo sguardo incuriosito dei passanti e all’interesse moderato dei carabinieri.

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L’evento si è tenuto al Teatro Capranica, a un centinaio di metri dal Parlamento italiano, una struttura suggestiva che è stata preparata alla perfezione dai tecnici della festa ai quali vanno i nostri più sentiti ringraziamenti per l’altissima qualità del lavoro svolto.

Prima dell’inizio “ufficiale”, in un clima rilassato e amichevole giungono le troupe del TG2 e del TG3 che, fra domande un po’ naive e richieste di “vedere le immagini dei programmi che bucano la censura” si aggirano fra gli ospiti nel tentativo di capire lo spirito della manifestazione e “alla ricerca dei piratoni”.

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Il progetto della Festa dei Pirati 2.0 nasce dal desiderio di esplorare approcci nuovi al conflitto che oggi contrappone i comportamenti di massa dell’utenza internet (file sharing, blogging, user generated content) con normative che rispecchiano invece le esigenze di modelli di business pre digitali (copyright, albi professionali, concessioni esclusive e autorizzazioni governative), attirando l’attenzione del grande pubblico e dei mass media sulla palese futilità di una risposta meramente repressiva alla questione, cosi’ come traspare da un numero crescente di recenti sentenze giudiziarie e provvedimenti governativi, di cui si evidenzieranno invece i gravissimi costi sociali ed economici. La festa punta inoltre a rovesciare i termini del dibattito su quel contenzioso, mostrando che le pratiche della condivisione del sapere, della collaborazione creativa e della libera espressione individuale che le tecnologie digitali rendono possibili non sono affatto qualcosa da temere, quanto l’anteprima di nuove modalità di produzione e distribuzione dell’informazione e della cultura, con un enorme potenziale positivo in termini di accesso all’educazione, innovazione competitiva e partecipazione democratica.

Si inizia in perfetto orario alle ore 12 con l’introduzione di Luca Neri, perno centrale dell’organizzazione, e l’intervento del presidente dell’associazione Partito-Pirata, Athos Gualazzi, che mette in discussione l’impianto generale del diritto d’autore. Prima di passare la parola ai politici l’intervento di Luigi Di Liberto mette subito i piedi nel piatto ponendo quella che per noi è la priorità specifica, la richiesta dell’abolizione delle norme criminalizzatrici inserite nel 2004 dalla legge Urbani e l’invito ad evitare il palliativo delle oscurazioni dei siti come inutile strategia, concludendo con un invito ad una battaglia bipatisan affinché la politica eviti di perseverare in strategie di divieti e negazione delle libertà personali e collettive. Tra gli interventi politici di questa sessione segnaliamo quello di Marco Cappato che, oltre a sostenere senza mezzi termini la legalizzazione del P2P, ricordando la disobbedienza civile da lui effettuata nel 2004, ha detto come sia necessario smettere di delegare le nostre istanze ai politici e scendere direttamente in campo. Tutti gli interventi hanno sostanza apprezzabile ma viene purtroppo a mancare l’intervento di Benedetto Della Vedova e con lui un confronto che avrebbe sicuramente arricchito la sessione.

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Dopo la pausa pranzo, nella quale attivisti, politici (non quelli italiani però) e pirati discutono dei più svariati argomenti riguardanti Internet e la condivisione, si riprende con il panel dedicato a “Partiti pirata. Blogger che muovono milioni di persone. Ladri che creano valore”, sapientemente diretto da Francesco Nizzoli, coordinatore Popolo Viola di Roma. Suscita grandissimo interesse il primo intervento di Gustav Nipe, tessera n. 3 del Piratpartiet svedese, che, se eletto, a 21 anni sarà il più giovane parlamentare nella storia europea (battendo il record anche di Amelia Andersdotter, sempre del Piratpartiet, che a 22 anni è diventata la più giovane europarlamentare della storia). Sentendolo parlare si avverte marcatissima la frattura generazionale con la nostra classe politica: il linguaggio usato e i temi trattati sono esattamente quelli dei geek, dei pirati, degli sharer e dei releaser, espressi da una persona con una preparazione culturale impressionante. Frattura generazionale che sarà anche uno dei temi centrali dell’intervento di Silvestro Di Pietro, che sottolinea come la mancanza, nella avatar generation italiana, di persone che, come in Svezia e in altri paesi, possano portare direttamente nel mondo politico le istanze che stanno loro a cuore è probabilmente anche colpa di un sistema vecchio che non suscita alcun interesse e che mostra modelli in cui coloro che creano e impongono le regole le violano anche.

Gilioli riprende i temi di Di Pietro mostrando come la frattura generazionale coinvolga anche il mondo del business editoriale che, muovendosi fra esitazioni e terrore, fatica terribilmente ad inventare modelli all’altezza delle nuove tecnologie. L’intervento di Gilioli mostra fra le righe da dove nasca l’avversione per Internet e il desiderio di repressione che oggi caratterizza i grandi editori. Molto interessanti poi gli interventi di Di Frenna, Tamburrano e Infante.

Nel panel successivo, “La Rete non è la TV!”, Guido Scorza coordina un frizzante talk-show, condito con salaci tweet, in cui un gran numero di avvocati espongono tutte le minacce contro la rete dei vari progetti di legge italiani e ripercorrono le fasi salienti, e le discutibili decisioni, dell’indagine preliminare che ha portato alla censura di The Pirate Bay in Italia, facilmente aggirabile da chiunque. In questo panel è anche da sottolineare l’intervento di Zambardino, che si rivolge direttamente agli hacker chiedendo loro di non concentrarsi soltanto “sull’aggiramento” delle leggi, ma di impegnarsi anche contro le leggi, in quanto la vera libertà è quella che è a disposizione di chiunque, non quella che può essere raggiunta tramite “l’abilità tecnica”; un intervento che provoca alcune reazioni in Twitter, fra coloro che condividono tale visione e coloro che considerano più essenziale fornire mezzi tecnici facili da usare per aggirare le limitazioni.

Vera Franz, senior manager di OSI, chiude il panel con un intervento di una forza dirompente, snocciolando freddamente, dato dopo dato, tutte le iniziative contro Internet che mostrano inquietanti parallelismi fra l’Italia e i paesi con regimi autoritari. Non manca il tempo per analizzare la posizione della FAPAV, che in nome della difesa del copyright vorrebbe che il diritto alla privacy fosse accantonato.

Subito dopo si apre il panel “BUCARE LA CENSURA, BEFFARE GLI SPIONI Tutto l’arsenale dei pirati per proteggere la libertà di espressione”.

Marco Calamari, che coordina il panel, presenta TOR e Freenet, il primo come strumento per accedere ai siti aggirando la censura, il secondo per pubblicare informazioni e contenuti anonimamente e in forma tecnicamente non censurabile. Un’esposizione lucida e chiarissima che illustra in maniera comprensibile a tutti i principi di funzionamento e le potenzialità dei sistemi.

Fabrizio Clodo Carimati presenta Osiris, un CMS che non ha bisogno di server. I contenuti ospitati da un portale creato con Osiris si duplicano integralmente, tramite un protocollo p2p, su tutti i computer degli utenti che partecipano ad un certo portale (che può essere un forum, un blog o in generale un sito). L’anonimato viene garantito da connessioni criptate, contenuti autenticati tramite firme digitali, e l’impossibilità tecnica di poter associare un certo contenuto a chi lo ha immesso. Con queste caratteristiche, un portale Osiris è indistruttibile e incensurabile e permette molto semplicemente a chiunque la creazione di un sito senza doversi preoccupare di acquistare domini, banda ecc. Clodo presenta inoltre il progetto NeuMon, che con una serie di sonde esegue un monitoraggio della neutralità della rete, individuando i blocchi dei siti web effettuati a livello di IP o tramite sabotaggio dei DNS.

Christopher Kullenberg di Telecomix presenta il progetto di espansione del cipherspace: creazione di tunnel cifrati volti a creare o rafforzare Darknet come I2P in cui l’anonimato è altissimo e in cui l’identità personale non può essere individuata né garantita. Le Darknet, vere e proprie Internet dentro Internet, creano una nuova forma di identità basata sulle reputazioni on line e completamente slegata dalle credenziali della vita analogica. Le Darknet sono inoltre per loro natura incensurabili e rappresentano una sfida per ora imbattibile per tutti i censori e gli spioni.

L’ultimo panel, “RETTILI PARANOICI + DESIDERI, ECCITAZIONI, RIVOLUZIONI Trame segrete per uccidere internet. E perché i pirati veleggiano già oltre”, coordinato dal portavoce del Movimento ScambioEtico Paolo Brini, si occupa delle manovre dei rettili (le industrie dell’intrattenimento spaventate e disperate) per ostacolare la libera circolazione dei contenuti in Internet. Erik Josefsson, consigliere Internet per il gruppo dei Verdi al Parlamento Europeo, pur dichiarandosi non esperto di rettili o di altri animali, nota che questi sono certamente sensibili alla luce, perché quando esposti cercano sempre di nascondersi. La forza dei rettili si basa molto sulla mancanza di luce, come in ACTA, che viene portata avanti in segretezza. Una risoluzione del Parlamento Europeo tuttavia impone alla Commissione, che negozia ACTA per l’Unione Europea, di rendere tutti i documenti pubblici e di rifiutare qualsiasi soluzione che porti a politiche di disconnessione automatica degli utenti (3-strikes et similia) e alla perquisizione obbligatoria alle frontiere di laptop, cellulari e lettori MP3, con relativa distruzione immediata in caso di rinvenimento di file multimediali dei quali il possessore non può dimostrare il regolare acquisto sul posto. Josefsson aggiunge che siamo ad uno stadio molto avanzato dei negoziati ACTA, ma che grazie alla recente risoluzione i negoziatori si trovano ad affrontare una serie di problemi difficili.

Geraldine Juarez, di Open Acta e wikiPartido Pirata, descrive l’attivismo contro ACTA in Messico, e spiega come l’esportazione di legislazione di enforcement dall’Unione Europea, priva di quelle salvaguardie per i diritti dei cittadini, può essere devastante per paesi che non hanno analoghe garanzie democratiche. Ulteriori problemi nascono quando in un paese come il Messico l’intera infrastruttura è nelle mani di una sola persona (in questo caso Carlos Slim, che è la persona più ricca del mondo e che possiede tutta l’infrastruttura Internet del paese, oltre al New York Times). Geraldine inoltre racconta della visione ristretta che hanno i cervelli dei rettili, citando il caso emblematico di quando, ad una riunione aperta al pubblico, venne fatta accomodare fuori perché si rifiutava di smettere di tweetare quanto stava avvenendo.

Magnus Eriksson, del Piratbyran e del Julia Group, spiega perché i rettili (precisamente i dinosauri 3D nella presentazione dello svedese) ragionano ancora in termini di tecnologia lineare, mentre i pirati usano pienamente tecnologia disruptive. L’evoluzione lineare delle forme di intrattenimento è stata fatale per i rettili. Pensando al video, essi ragionano ancora in termini di visione passiva delle immagini, aumentando nel tempo la definizione di queste e aggiungendo alcuni effetti, come il 3D o una finestrella per la chat in un angolo del televisore. Fondamentalmente si tratta ancora del vecchio concetto di televisione con un nuovo vestito. Oltre una certa soglia, l’aumento di gratificazione per aumenti enormi di definizione è piccolissimo. Per questi motivi i rettili non sono stati e non sono in grado di competere con i pirati, che operano ad un livello superiore. Quindi cercano di azzoppare una tecnologia disruptive e ridurla ad una tecnologia semplicemente rivoluzionaria o semplicemente lineare. La conclusione del panel è che i metodi migliori per cacciare i rettili e accelerarne l’estinzione si basano essenzialmente sulla lotta contro le leggi e sull’utilizzo pieno delle caratteristiche disruptive della tecnologia che è Internet.

Al termine dei panel è iniziata la festa con installazioni musicali e di videoarte, che per la loro natura, e per il fatto che eravamo provati dalla giornata e necessitavamo di una cena tranquilla, lasciamo alle immagini che presto saranno pronte.

Fonte: http://blog.tntvillage.scambioetico.org/?p=5737
Licenza CC: http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/

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