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Il futuro di Internet

Posted in Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 2 marzo 2010
Siamo lieti di pubblicare l’opinione dell’avv. Carlo Blengino: considerazioni che, prendendo spunto dal “caso Google”, mostrano come il futuro di Internet è a un bivio di importanza storica.

Senza le motivazioni è inutile commentare tecnicamente la Sentenza Google.

Debbo dire che leggo commenti magari corretti nella sostanza ma palesemente errati o semplicistici.

A mero titolo di esempio, rammento che, essendo la condanna esclusivamente per il reato di illecito trattamento previsto dall’art. 167 Codice Privacy, è rischioso (non dico errato) continuare a sbandierare l’art. 16 del D.L.vo 70/03 che prevede la tanto invocata (ir)responsabilità nell’attività di memorizzazione di informazioni – hosting, dimenticando che l’art. 1 del medesimo decreto (e ovviamente la direttiva madre) al comma due recita:

Non rientrano nel campo di applicazione del presente decreto: […] b) le questioni relative al diritto alla riservatezza, con riguardo al trattamento dei dati personali nel settore delle telecomunicazioni di cui alla legge 31 dicembre 1996, n. 675, e al decreto legislativo 13 maggio 1998, n. 171, e successive modificazioni.

Una bella zavorra per dire che la sentenza vanifica giudizialmente un principio sancito dall’ordinamento positivo! Forse quel principio di irresponsabilità deve essere individuato altrove e su altri presupposti…

Questo dico per segnalare che la vicenda ha aspetti davvero complessi. Per questo è affascinante!

Ovviamente considero la pronuncia del Tribunale Monocratico di Milano una disfunzione di sistema, qualunque sia la motivazione.

Provo ad ipotizzare che fine farà la sentenza Google tra 30 anni, al di là delle possibili argute argomentazioni del giudicante, e mi figuro due ipotesi:

1) sarà relegata nei manuali di storia del diritto italiano, esame del primo anno di giurisprudenza, e sarà studiata come oggi si studiano le sentenze di condanna degli untori durante le pestilenze o i roghi dei liberi pensatori come eretici in tempi bui.

2) sarà riportata nei testi di diritto penale come primo esempio di una fiorente giurisprudenza che determinò negli anni ’10 importanti interventi legislativi per regolamentare ciò che veniva chiamato Internet.

Nel primo caso tutto sarà andato per il meglio: la rete avrà mantenuto neutralità accessibilità e libertà. Potremo ancora apprezzare o inorridire per la stupefacente idiozia di alcuni utenti e godremo della condivisione di idee, conoscenze e cultura.

Nel secondo caso internet non ci sarà più. Cosa lo sostituirà non è facile dirlo: una grande televisione, alcuni editori monopolisti, o chissà che altro. Di certo le generazioni di quest’epoca straordinaria (nel bene più che nel male) avranno perso un’occasione unica. Noi in particolare avremo fallito.

Avrà però fallito anche la Procura di Milano che nel chiedere ed ottenere la condanna di Google, ha di fatto consegnato le chiavi del paradiso al diavolo: se Google merita pena perché formidabile macchina da soldi ai danni degli utenti come sostenuto dai P.M., è così certa la pubblica accusa di aver ottenuto un buon risultato rimettendo agli stessi imputati il dovere di filtrare i contenuti da veicolare?

A tutti noi auguro buon lavoro per il domani.

Avv. Carlo Blengino

Fonte: http://blog.tntvillage.scambioetico.org/?p=5500
Licenza CC: http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/

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