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Gli 8 moschettieri della SIAE vs. Altroconsumo: no comment.

Posted in Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 15 febbraio 2010

Ripubblico qui di seguito il testo di un comunicato stampa firmato da otto asociazioni di autori ed editori musicali, pubblicato il 12 febbraio scorso sul sito internet della SIAE a seguito della diffusione della notizia – anche se nel comunicato non vi sono riferimenti diretti – della denuncia per aiuto di stato ed abuso di posizione dominante presentata da Altroconsumo alla Direzione Generale antitrust dell’Unione Europea.

Credo il comunicato non richieda alcun commento perché è una delle prime volte nella storia del consumerismo italiano che l’industria usa parole tanto dure nei confronti di un’associazione di consumatori…

Mi limito a sottolineare alcuni aspetti particolarmente significativi.

Citazione
12-Feb-2010 Copia Privata
Consenso per il decreto che ridetermina i compensi

A seguito della approvazione del decreto firmato dal ministro per i beni e le attività culturali, che ridetermina i compensi per la riproduzione fono-video su supporti vergini e apparecchi per la registrazione, si è aperto un dibattito che ha visto contrapposti da una parte gli aventi diritto (autori, interpreti, produttori) e dall’altra l’industria tecnologica e un’associazione di consumatori. Dopo i consensi al testo del decreto espressi dalla Siae e dalle associazioni dei produttori fonografici come Afi, Audiocoop, Fimi e altre aderenti a Confindustria Cultura e dal Movem09 , movimento che riunisce 40 associazioni, federazioni e sindacati del settore spettacolo, cultura e informazione, otto associazioni di categoria hanno diffuso un comunicato a difesa del decreto. Si pubblica, qui di seguito, il testo del comunicato con le sigle firmatarie:

Le mistificazioni dell’economia canaglia
L’aggiornamento delle tariffe di copia privata ha scatenato reazioni inconsulte basate su bugie e mistificazioni.
La prima bugia è che le tariffe costituiscano un “equo compenso” per l’autore e il produttore la cui opera viene registrata e riprodotta al di fuori del mercato. La verità è che il compenso non è equo, visto che le quantità economiche previste dal decreto non hanno nessun nesso quantitativo con il costo di mercato dell’opera originale, ma sono del tutto simboliche.

GS: il valore del denaro, in effetti, è relativo ma un importo che secondo le stime più prudenti supererà i 100 milioni di euro l’anno non lo definirei SIMBOLICO…

Citazione
La seconda bugia è che la copia privata sarebbe una tassa. La verità è che, nello spirito della direttiva europea che l’Italia ha recepito nel 1993 e in questa sede aggiornato, la copia privata è un risarcimento riconosciuto agli autori e ai loro editori per il mancato guadagno che deriva dalla mancata vendita dell’opera.

GS: prima o poi la questione verrà decisa da un giudice ma continuo a pensare che un importo pagato in adempimento di un obbligo di legge assistito da apposita sanzione per l’ipotesi di violazione e privo – come dicono le stesse associazioni firmatarie del comunicato – di qualsivoglia collegamento sinallagmatico con il preteso danno sofferto dai titolari dei diritti sia più simile ad una tassa che a qualsiasi altra cosa…

Citazione
La terza bugia è che i proventi da copia privata andrebbero a ingrassare le casse della Siae. La verità è che la Siae, per legge del 1941 e non per iniziativa del ministro Bondi, ha il compito di incassare per conto di autori ed editori quanto di loro spettanza e di ripartirlo tra gli aventi diritto.

GS: Se significa che SIAE intermediando l’equo compenso non ci guadagna nulla questa è una vera bugia smentita dagli stessi bilanci dell’ente mentre se significa che non ci ingrassa perché brucia molte calorie…condivido come, d’altra parte, credo condivida il presidente (Filippo Sugar) della FEM una delle associazioni firmatarie…

Citazione
Passiamo ora alle mistificazioni.
Il decreto, come da direttiva europea, impone il pagamento del compenso per copia privata a chi importa o fabbrica, allo scopo di trarne profitto, apparecchi atti alla registrazione e alla duplicazione di opere protette dalla legge sul diritto d’autore.

GS: la direttiva europea non impone affatto di esigere un equo compenso da fabbricanti, importatori o distributori di supporti ed apparecchi idonei alla registrazione di fonogrammi. Questa è una re-interpretazione nazionale nostra e di qualche altro Paese. La direttiva si limita a prevedere che i titolari dei diritti ricevano un’indennità – equa – per copia privata.

Citazione
È molto curioso che non venga messo in discussione il profitto dei produttori e importatori di apparecchi e ci si scagli contro il risarcimento (non il profitto) dei creatori delle opere protette. Ed è ancora più curioso che a farlo non siano solo i suddetti produttori e importatori, ma sedicenti associazioni di consumatori, politici e pensatori vari in libertà, che immagineremmo più volentieri impegnati a valutare l’equità del rapporto tra costo di produzione e prezzo al pubblico dei prodotti informatici.
Insomma, sembrerebbe che i consumatori e chi dice di rappresentarli trovino giusto pagare 200 euro un iPod o 700 un iPhone e ingiusto pagare un compenso che serve a risarcire un lavoro prestato, utilizzato e non remunerato. Peraltro, all’estero le tariffe per la copia privata sono state aggiornate da anni e ciò nonostante il prezzo di vendita degli apparecchi è di gran lunga inferiore al nostro e perfino negli USA, dove la copia privata non esiste, un iPhone costa solo 199 $.

GS: Un paio di osservazioni a memoria: Altroconsumo credo che sia l’associazione di consumatori italiana più rappresentativa (300 mila iscritti) e forse una delle prime (direi che opera da oltre 30 anni) senza contare che al tavolo dell’equo compenso si è seduta quale rappresnetante del CNCU (che raccoglie tutte le associazioni di consumatori più rappresentative). Temo che all’estensore del comunicato sia scivolata la penna e, forse, dovrebbe raccoglierla e scusarsi…L’aggettivo “sedicente” è davvero eccessivo e fuori posto.
Tanto livore solo perchè ha osato sfidare uno degli ultimi monopoli esistenti nel nostro Paese e tutelare i consumatori?
Quanto al resto mi sembra che la storia di Altroconsumo parli da sola: l’associazione non si è mai tirata indietro quando si è trattato di agire contro i produttori di tecnologia…

Citazione
È altrettanto curioso che molti soggetti politici non vogliano compiere queste elementari considerazioni e scelgano il silenzio o posizioni equivoche, tanto da destare il sospetto che proteggere e valorizzare chi vive della propria creatività, nonché tutto il settore dell’industria culturale, equivalga a una perdita di consenso e di immagine.
A maggior informazione di tutti, quindi, (anche se questo dovrebbe essere il compito istituzionale di associazioni come Altroconsumo e non il nostro, ma evidentemente Altroconsumo ha Altrinteressi) riteniamo doveroso avvertire che sarà ingiustificato ogni aumento superiore a 0,22 € sui CD-R, a 0,36 € sulle chiavette USB da 4 gigabyte, a 4 € sugli hard disk esterni da 400 giga, a 2,40 € sui computer con masterizzatore interno, a 0,90 € sull’irrinunciabile iPhone.

GS: taccio su “Altroconsumo – Altrineressi” ma credo altri se ne occuperanno. Rilevo, invece, che immaginare un aumento di 0.22€ su un CD-R che ha un costo di 0.28€ non mi sembra esattamente il modo migliore per tranquillizzare i consumatori.

Citazione
Ci aspettiamo la dovuta attenzione da parte dei consumatori.

GS: son convintissimo che i consumatori saranno attenti…

AIDAC – associazione italiana dialoghisti adattatori cinetelevisivi
ANEM – associazione nazionale editori musicali
FEM – federazione editori musicali
GCI – gruppo cultura italia
L’ASSOCIAZIONE – sindacato degli autori, compositori, interpreti italiani
MAP – movimento autori professionisti
SNAC – sindacato nazionale autori compositori
UNEMIA – unione editori autori musica italiana

Fonte: http://www.guidoscorza.it/?p=1526
Licenza CC: http://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.5/it/

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