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L’Umbria aumenta i finanziamenti al Software Libero

Posted in Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 10 febbraio 2010

Tratto da: http://toastedtech.wordpress.com/2010/02/01/legge-dottorini-ancora-piu-finanziata-regione-umbria-aumenta-i-finanziamenti-al-software-libero/, e segnalatomi dall’amico Fabio A. P.

Pochi giorni fa il consiglio regionale dell’Umbria ha approvato una manovra di bilancio che, fra i vari interventi, aumenta il finanziamento da 50.000 euro a 222.000 euro per la legge Dottorini riguardante il software libero e l’open source.

Legge Dottorini 11/2006

La legge Dottorini sul software libero è nata pensando a due attori principali della società dell’informazione: la scuola, il mondo della formazione in generale, e la pubblica amministrazione.
Dalla data della sua entrata in vigore ad oggi la legge è stata sempre finanziata grazie agli emendamenti del consigliere regionale Dottorini, 100mila euro il primo anno di applicazione (2007), 235mila euro nel 2008, 150mila euro nel 2009 e 222mila euro per quest’anno.

La scuola e il consumismo degli applicativi.
Per quanto riguarda la scuola, si è partiti dal dato di fatto che molto spesso la formazione degli studenti, in particolare negli istituti ad indirizzo tecnico-informatico, viene svolta a senso unico. Senso unico significa che i nostri ragazzi una volta usciti dalla scuola superiore sono in grado di utilizzare Microsoft Office per scrivere e fare calcoli, Internet Explorer per navigare e in alcuni casi Visual Basic per sviluppare piccoli programmi didattici.
Secondo noi tutto questo poteva essere utile e all’avanguardia dieci anni fa, non sicuramente oggi, in un mondo dove internet 2.0, le web application e lo scambio libero di informazioni sono l’elemento caratterizzante della vita di tutti i giorni e richieste basilari nel mondo del lavoro.

Per questo la legge Dottorini ha come primo canale di intervento il mondo della scuola e della formazione. L’idea è stata quella di dare alle scuole e agli insegnanti lungimiranti, gli strumenti per offrire a studenti e docenti una conoscenza più ampia e più specializzata nel campo dell’informatica e dell’informazione. Essere in grado, una volta usciti da scuola, di conoscere le basi di altri linguaggi di programmazione, di altri word processor, di altri browser e nei migliori dei casi, di altri sistemi operativi. Tutto questo perchè oggi viviamo in una società dell’informazione in continua trasformazione e non possiamo affidarci ad applicativi vecchi, statici, obsoleti.
L’utilizzo del software libero offre, oltre agli innumerevoli vantaggi in termini tecnologici e pratici, anche vantaggi educativi, sociali ed etici, abituando lo studente alla cultura dello scambio e della condivisione della conoscenza, rafforzando il valore della solidarietà.

Le scuole devono gradualmente allontanarsi dal “consumismo degli applicativi”, stare lontane dalle mode o dalla pubblicità dei monopolisti del software. Il Software Libero permette agli applicativi di durare a lungo perchè non c’e’ necessità di acquistare l’ultima versione di un software per ottenere un miglioramento. Gli aggiornamenti possono essere sviluppati immediatamente dagli studenti e dai professori e condivisi con altri utenti in tutto il mondo.

E’ quindi necessario dare agli studenti capacità di programmazione reali, non solo “istruzioni per l’uso” di software proprietario, per lo più sempre lo stesso e sempre della stessa azienda (Microsoft). Di conseguenza, gli studenti devono avere accesso incondizionato al codice sorgente, adattarlo alle proprie esigenze, e quindi migliorare le applicazioni che usano. In questo modo, la scuola in generale e i docenti in particolare, non sono più vincolati ad un fornitore unico e possono scegliere liberamente sia il fornitore del software sia le diverse soluzioni software, secondo le proprie esigenze didattiche. Possiamo quindi dire che se la conoscenza è universale, lo è anche il software libero.

Tutti i cittadini sono uguali.
Il secondo ambito di intervento della legge riguarda la pubblica amministrazione. Anche in questo caso, il consigliere Dottorini ha operato valutando le esperienze reali di scontro cittadino-istituzioni.

Prima dell’entrata in vigore della legge Dottorini, se un semplice cittadino si collegava al sito web della Regione Umbria e accedeva alla sezione Bollettini (i bollettini regionali sono come la gazzetta ufficiale, un documento pubblico e gratuito che deve per legge essere accessibile e consultabile da chiunque) era in grado di cercare e visualizzare un numero del bollettino solamente se usava Internet Explorer e aveva come sistema operativo Microsoft Windows 98 o superiore. Nonostante il bollettino poi fosse in formato PDF, standard mondiale per lo scambio di informazioni, questo non era accessibile a chiunque.

C’era di fatto una discriminazione del cittadino, una situazione che creava cittadini di serie A e cittadini di serie B.

Da queste esperienze siamo partiti per offrire alla pubblica amministrazione, quindi a tutti gli enti, regione, province, comuni, comunità montane, ati, asl, e consorzi, gli strumenti necessari per garantire l’uguaglianza informatica di tutti i cittadini, strumenti in grado di azzerare gli ostacoli tecnici e burocratici che si creano fra cittadini e istituzioni.

LUG come protagonisti.
Per velocizzare l’applicazione della legge e per valutare le varie soluzioni e progetti proposti da scuole ed enti pubblici è stato creato con legge Dottorini un centro di competenza. Una sorta di tavolo tecnico di esperti il cui compito è quello di stabilire, attraverso una graduatoria, i progetti migliori, quelli meritevoli di finanziamento e consigliare ai peggiori cosa migliorare e come farlo. Di questo centro fanno parte di diritto la Regione, gli enti locali, e l’Università, ma la parte da leone la fanno i LUG, i Linux User Group e associazioni di promozione del software libero che volontariamente già operano in questa direzione e che secondo noi sono i più adatti a questo lavoro. Quindi chi meglio di loro per esaminare e valutare aspetti tecnici degli oltre 500 progetti finanziati fino ad ora.

A coordinare tutto il centro viene scelto ogni cinque anni un rappresentante del centro di competenza che, come gli altri membri, svolge questo compito in modo totalmente volontario e gratuito, sottraendo tempo prezioso al proprio lavoro o ai propri impegni.

Fonte: http://www.frontieredigitali.it/online/?p=1477
Licenza CC: http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/

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