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Sospendere i negoziati ACTA

Posted in Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 25 gennaio 2010

2010

Posted by Paolo Brini as ACTA, Attivismo, Notizie, Policy

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Il 26 gennaio, in Messico, riprendono i negoziati ACTA. Si tratta, nelle intenzioni, della penultima riunione prima della sottoscrizione dell’accordo. Uno degli scopi principali è introdurre una censura a livello globale su Internet costringendo i provider a sottoscrivere accordi “volontari” per il filtraggio di siti e contenuti. I governi nazionali? Scavalcati.

La minaccia

Dal 26 al 29 gennaio i negoziatori ACTA si riuniranno a Guadalajara in quella che nelle intenzioni è la penultima riunione sull’accordo multilaterale prima della sua sottoscrizione a metà 2010. Senza alcuna supervisione delle organizzazioni internazionali che si occupano di tutti i trattati sul copyright (WIPO) e senza alcun controllo democratico, i sostenitori di ACTA hanno creato le condizioni ideali per imporre a livello internazionale i sogni censori dell’industria dell’intrattenimento. L’Unione Europea è rappresentata da esponenti della Commissione (DG Commercio) che fino ad ora hanno mantenuto segreti tutti i documenti anche al Parlamento Europeo, a dispetto delle esplicite richieste di trasparenza e di una risoluzione in tal senso.

L’ultima analisi trapelata della Commissione smaschera le intenzioni primarie dell’accordo: rendere le violazioni del copyright anche non a scopo di lucro un reato penale e imporre responsabilità agli intermediari di Internet, per forzarli a censurare siti e contenuti e a disconnettere i propri stessi clienti. Si tratta della stessa identica tattica adottata dal governo cinese per censurare Internet.

Si vogliono raggiungere questi scopi tentando di scavalcare le leggi nazionali tramite un accordo commerciale che si tenterà di presentare ai parlamenti dei singoli stati come atto compiuto. Ai sensi del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea (TEU) in vigore dal 1 dicembre, qualsiasi accordo che va oltre il quadro legale dell’Unione deve essere approvato anche dal Parlamento. Tuttavia, se le istituzioni europee dovessero dare il semaforo verde ad ACTA, i parlamenti nazionali non avranno più il potere di opporvisi. Per questo è importante fermare i negoziati ACTA adesso e, ove questo non fosse possibile, fermarli a livello europeo.

L’interferenza sulle leggi italiane

I negoziatori pretendono che l’Italia sia legalmente vincolata da questo accordo commerciale. Tuttavia, ACTA non è un accordo commerciale ma è un trattato di natura legislativa.

Pertanto, i negoziati ACTA devono essere sospesi e deve essere creato un nuovo quadro di trattativa. Il Parlamento italiano deve essere coinvolto e le parti di ACTA che cambieranno le leggi italiane devono essere accessibili al pubblico.

Prima della sottoscrizione dell’accordo, i singoli Paesi Membri e il Parlamento Europeo possono ancora imporre la propria volontà e anche chiedere un parere alla Corte di Giustizia (art. 218.11 TEU).

11. Uno Stato membro, il Parlamento europeo, il Consiglio o la Commissione possono domandare il parere della Corte di giustizia circa la compatibilità di un accordo previsto con i trattati. In caso di parere negativo della Corte, l’accordo previsto non può entrare in vigore, salvo modifiche dello stesso o revisione dei trattati.

Cosa possiamo fare

Come cittadini possiamo fare molto. La documentazione su ACTA è disponibile in questo blog selezionando la categoria ACTA. Troverete ulteriori riferimenti, link, documentazione ufficiale. Potete contattarci per ulteriori informazioni e potete partecipare al canale IRC #telekompaketet presso il server irc.telecomix.org. Potete partecipare al canale anche via web presso http://chat.telecomix.org. Ecco alcuni esempi di attività:

1) Far conoscere ACTA: parlarne su blog, forum, siti, riunioni e in qualsiasi altra occasione (in caso di bisogno, tutti gli articoli riportati dal blog di ScambioEtico sono liberamente copiabili); informare la stampa.

2) Comunicate ai vostri europarlamentari, tramite telefono o e-mail, le vostre preoccupazioni e le vostre richieste di cittadini. Chiedete loro di inoltrare richieste scritte alla Commissione in merito ad ACTA, di parlarne all’interno del gruppo parlamentare di appartenenza e di informarsi in merito a come ACTA pretenderà le responsabilità degli intermediari (provider e società di telecomunicazioni).

3) Fate altrettanto con i vostri rappresentanti al Parlamento italiano; il Parlamento italiano dovrebbe richiedere al governo informazioni, chiarimenti e i documenti dell’accordo.

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Fonte: http://blog.tntvillage.scambioetico.org/?p=5078

Licenza CC: http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/

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