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Quanto pesa la levy sugli hard disk nella filiera?

Posted in Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 20 gennaio 2010

Mi sono chiesto quanto potrebbe essere, molto spannometricamente, l’effetto economico sulle aziende italiane per effetto di acquisti fatti in altri paesi europei (forse anche San Marino ?) per evitare la levy.

Su internet la geografia è un concetto relativo e in europa si può comprare qualunque bene in qualunque paese, pagandovi l’iva.

Ad esempio, per dei supporti vergini (DVD, CD, ecc.), si possono comprare in germania da Nierle (sito in italiano) e farseli spedire in Italia.

I costi di spedizione sono sostanzialmente gli stessi di spedizione all’interno della Germania basta pagare anticipatamente (se poi non paghi, per un tedesco recuperare i soldi in italia e’ un problemino… (se proprio vuoi pagare dopo, sono 3 euro in piu’ rispetto alla spedizione in germania))

La levy sugli hard disk, c’e’ in Italia ma non c’e’ negli altri paesi, per cui quello sarà un differenziale di prezzo a carico dei soli acquisti in Italia.

A quanto mi è stato detto, la levy è applicata ai produttori e importatori, per cui il ricarico che faranno distributori e retailer ci sarà anche sulla levy. Una levy all’origine di 20 Euro puo’ diventare cosi 30+ Eur al consumatore. (un ipotetico PVR che costasse 236 euro in italia, ne costerebbe 204 all’estero; un incentivo notevole a fare shopping all’estero!).

Scrive il report di Casaleggio e Associati sull’eCommerce 2009

QUOTE
La maggior parte degli operatori di e-commerce italiani sta sentendo una pressione competitiva da parte di operatori stranieri sul mercato italiano. La ragione principale (24%) è dovuta alla legislazione europea ancora molto poco omogenea soprattutto in termini di IVA e di costo del lavoro che permette ad aziende estere di essere molto competitive in termini di prezzo.
Gli esercenti esteri beneficiano inoltre di un mercato locale spesso più grande del nostro che gli permette di avvantaggiarsi di economie di scala per tecnologia e promozione.

Il 58% degli operatori italiani sente la pressione dall’estero.

Lo scontrino medio per l’ecommerce di elettronica nel 2008 e’ stato 236Euro e il numero di ordini >3,2 milioni, per un totale di 755 milioni di euro. La crescita 08/07 è stata il 31%; la stima per il 2009 era +24%, ovvero circa 950Meur; ipotizzare 1,1miliardi nel 2010 mi pare ragionevole.

Possiamo pensare che su 4,6+ milioni di scontrini di ecommerce di elettronica di consumo (stima con gli stessi trend di crescita) 1 prodotto su 6 sia comprato all’estero a causa della levy ? (basta che si sparga la voce…imho)

Sarebbero 766.000 pezzi, a 236 Euro cad. che sarebbero 180Meur di ricavi; circa 1/3 di questi importi sarebbero ricavi di distributori e retailer italiani pari a 60Meur.

Se distributori e retailer recuperassero margini “leviati” per 60M, riducendo il personale (non specializzato, penso a commessi e magazzinieri) sarebbero piu’ di 2.000 persone. Dello stesso ordine di grandezza del numero di persone che, secondo il Corriere della Sera, vivono di diritto d’autore.

Il tutto molto a spanne, ma giusto per capire l’ordine di grandezza…

Fonte: http://blog.quintarelli.it/blog/2010/01/qu…a-filiera-.html
Licenza CC: http://creativecommons.org/licenses/by-nc/2.5/it/

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