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Università unite per condividere online. È P2P, nobile e autorizzato.

Posted in Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 13 gennaio 2010

Dieci università spagnole, sopratutto catalane, hanno deciso di dare vita ad un progetto che mette in pratica uno dei concetti fondanti della didattica e della formazione digitale. I professori useranno un unico sito web per mettere online i materiali, che saranno accessibili a chiunque, salvo poche eccezioni.

Al momento ci sono già 900 documenti, pubblicati da 829 professori, in tre lingue: castigliano, catalano e inglese, anche se questo non significa che ogni documento è disponibile in ognuna delle tre lingue. E non si tratta di libri protetti da copyright, ma di appunti e schemi usati a lezione.


Università di Barcelona, il chiostro.

Chi conosce un po’ l’università sa che non è una novità assoluta. Fortunatamente quasi tutti gli atenei usano la rete in modo più o meno proficuo. Non sempre però è davvero utile, ma poter accedere ad un sito e trovare gli appunti che quel professore ha usato in quella lezione non ha prezzo, sia per uno studente che per un appassionato.

La prima cosa che noto, ancora una volta, è come purtroppo l’Italia sia indietro. Non come tecnologie, non come infrastrutture. Siamo indietro come cultura: nel nostro modo di pensare e di agire, dal baretto malfamato all’accademia più premiata, in quasi nessun contesto si può parlare di vero spirito di condivisione.

Nessuno, o quasi, è pronto a rendere disponibile il proprio lavoro per gli altri, solo perché gli va di farlo, perché non ci trova convenienza o perché è pigro. Da insegnante, ho potuto constatare con mano come sia facile trovare materiali per insegnare inglese o spagnolo, prodotti da colleghi, mentre è più faticoso, quando non impossibile, se si tratta di italiano.


Università di Barcelona

Figuriamoci, poi, l’idea di mettere online materiali di alto livello, come gli appunti di un docente universitario. Questo, poi, presupporrebbe un’altra questione, e cioè l’effettiva qualità dei materiali e delle lezioni. Nelle nostre università, duole ammetterlo, non abbondano gli insegnanti che avrebbero qualcosa di interessante da mettere online.

Internet, allora, è ancora una volta uno strumento di democrazia e di giustizia. Contenuti e materiali delle lezioni sono sotto gli occhi di tutti. Anche senza lo strumento dei commenti (ma c’è sempre sidewiki) il giudizio del mondo è inevitabile. Come sarà inevitabile il giudizio per quegli insegnanti che se ne chiameranno fuori, dei quali si dirà che non hanno nulla di buono da mostrare,  o che sono troppo vecchi per capire che succede, o altre cose del genere.


i migliori professori sono anche i meno comuni

E come accade con i giornali e i lettori, la rete cambierà i rapporti tra il docente e l’alunno. E nella scuola, almeno nelle università, tornerà a battere l’unica moneta che dovrebbe davvero contare, vale a dire la fiducia. Ci si dimenticherà, prima o poi, del rispetto dovuto a un professore perché sì, o all’accettazione senza commenti di nozioni e concetti.

E non posso che chiedermi “chissà quando arriverà nel nostro paese di dinosauri”.

Fonte: http://tomsblog.it/valerioporcu/2010/01/13/universita-unite-per-condividere-online-e-p2p-nobile-e-autorizzato/

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