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USA, la FCC non convince i giudici o non convince Comcast?

Posted in Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 11 gennaio 2010

Roma – Lobby che premono? Basi normative non idonee? Tutto può essere, fatto sta che la scorsa settimana la Corte d’Appello del Distretto della Columbia ha messo (di nuovo) in discussione le intenzioni della FCC di punire Comcast, il celebre provider a stelle e strisce tra i più avversi al P2P. E ancora una volta si risolleva un tema caro a molti paesi, Italia compresa: quello della Neutralità della Rete.

Per come sono messe le cose, la questione potrebbe impiegare diversi mesi a dirimersi. Di fondo, resta il fatto che i provider vedono la Neutralità della Rete in modo molto diverso da come la vedono gli utenti: lo scorso mese i più attenti ricorderanno che Google, AT&T e Verizon si sono in certo qual modo “alleati” contro la FCC, dichiarando l’opportunità di uno spazio di manovra che permetta ai provider un’efficiente – a loro dire – gestione della propria infrastruttura.

Nel caso di Comcast, a far sollevare la frusta a FCC è il supposto invio ai propri clienti di pacchetti fake in risposta ai colloqui tra applicativi BitTorrent, per via dei quali si ottengono dei timeout o delle disconnessioni assolutamente estranee al reale svolgersi delle sessioni, con il risultato di far cessare quello specifico traffico che il provider ritiene essere una delle cause maggiori di sovraccarico.

Ma le conclusioni di FCC non sono piaciute al giudice A. Raymond Randolph, che ha riferito al consigliere generale di FCC Austin Schlick come l’operato di FCC al riguardo sembri più basato su dichiarazioni di politiche di “aspirazione, non normative”.

Comcast, per mano dei propri difensori, continua a sostenere che “tutto ciò che esiste sono dichiarazioni di intenti”, ma non c’è alcun procedimento che abbia dato luogo a norme prodotte secondo l’iter legislativo ufficiale, per via del quale FCC si ritrovi con poteri maggiori di quanto la legge già gli concede.

A questo punto Sam Feder, altro consigliere generale di FCC, ha dichiarato che “è molto difficile prevedere quale potrà essere la posizione della Corte basandosi sulle sole dichiarazioni orali, ma emerge senz’altro che i giudici sono preoccupati per l’imposizione inflitta da FCC”.

Dunque, come sempre si è letto, Comcast ancora una volta esce dalla porta e rientra dalla finestra: non gli va proprio a genio che chicchessia interferisca con le proprie politiche di “gestione” della Rete. E se dovesse spuntarla, non si prospettano certo tempi allegri: Internet, come ben sanno i lettori, è a tutti gli effetti nazione globale. Su temi come la Neutralità della Rete, una “Comcast a caso” (anche se straniera, rispetto all’Italia) che dovesse avere il sopravvento sarebbe  – purtroppo – destinata a fare scuola, a creare un precedente che sarebbe comunque imitabile. Vai poi a convincere i legislatori locali che ha sbagliato: diventerebbe solo e squisitamente questione di lotte tra lobby.

Marco Valerio Principato

Fonte: http://nbtimes.it/attualita/spot/4567/usa-la-fcc-non-convince-i-giudici-o-non-convince-comcast.html
Licenza CC: http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/3.0/deed.it

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