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Spagna: approvata legge per censura preventiva di siti web

Posted in Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 10 gennaio 2010
Un tentativo di far rinascere all’interno dell’Unione Europea un organismo ufficiale di censura. Il governo spagnolo ha oggi approvato una legge che porterà alla formazione di una Commissione per la “proprietà intellettuale”. La Commissione potrà avanzare richieste di oscuramento che dovranno essere approvate o rigettate da un magistrato entro 4 giorni.

Il Consiglio dei Ministri della Spagna ha oggi approvato una legge di censura preventiva del World Wide Web. Secondo il testo una Commissione appositamente formata avrà il compito di avanzare proposte di oscuramento di siti che dovranno essere vagliate da un magistrato. Il magistrato dovrà prendere una decisione entro 4 giorni. Viene quindi attuata una forma di censura preventiva che non tiene conto del diritto ad un equo processo, con una procedura definita “amministrativo-giudiziaria”.

Gruppi di attivisti spagnoli denunciano che la legge è il risultato di un’intensa opera di lobby da parte delle industrie americane del monopolio intellettuale. In effetti, il nuovo organismo sarà denominato “Commissione per la Proprietà Intellettuale”, e i siti da censurare saranno essenzialmente quelli sospettati di violazione di copyright e di favoreggiamento alla violazione di copyright, visto che i bersagli principali saranno siti che indicizzano file torrent.

Si tratta di una mossa che dimostra la disperazione dell’industria del monopolio intellettuale che è decisa a calpestare i diritti civili pur di tentare di arginare la libera circolazione delle informazioni e di proteggere un modello di business obsoleto ormai al collasso. Non desta sorpresa il fatto che per l’ennesima volta i decisori, presunti rappresentanti del popolo, si siano piegati alle richieste delle grandi corporation contro gli interessi dei propri elettori. Eventualmente può suscitare una certa delusione il fatto che un governo presunto progressista e vicino al popolo come quello di Zapatero scatti prontamente agli ordini di un’industria che non sa adeguarsi ai tempi e alle nuove tecnologie.

La legge ora passerà al vaglio del Parlamento.

In caso di approvazione definitiva, resterà da vedere se anche la magistratura, quando sarà chiamata a decidere in assenza di un equo processo e in tempi brevissimi, si piegherà alla logica malata degli integralisti del copyright. Infatti, i siti torrent non ospitano alcun contenuto protetto da copyright, e il reato di “favoreggiamento alla violazione” non esiste nella legislazione europea.

Inoltre, ogni precedente di censura preventiva favorirà l’oscuramento di altri siti inizialmente non dichiarati come bersagli. Infatti, se è favoreggiamento alla violazione del copyright un link o un codice alfanumerico (ricordiamo che i cosiddetti siti torrent non hanno in realtà più bisogno di ospitare alcun torrent, per esempio grazie ai Magnet Link) che NON puntano a un contenuto coperto da copyright, allora un numero enorme di siti web è a rischio di oscuramento: tutti i motori di ricerca presentano link non solo che favoriscono il file sharing, ma che puntano direttamente a contenuti coperti da copyright (si provi a ricercare per esempio dvdrip site:rapidshare.com in uno dei tanti motori di ricerca del web). Questi link sono inoltre fisicamente pubblicati in tutti i social network. Allo stesso modo, sarebbero oscurabili tutti quei siti che presentano comodità e API che consentono di effettuare ricerche sul web.

Mentre da un punto di vista democratico la legge è mostruosa (rinascerebbe un organismo di censura ufficiale in un paese dell’Unione Europea) da un punto di vista tecnico non dovrebbe suscitare la preoccupazione di quei siti che risiedono fuori dal territorio spagnolo o in quelle Darknet ove un sito non si trova fisicamente su un server localizzato. Infatti, nel primo caso gli aggiramenti dell’oscuramento sono banali (sia che l’oscuramento venga effettuato sabotando i DNS oppure tramite IP blocking), nel secondo caso non risultano tecnicamente possibili attuazioni di oscuramento da parte degli ISP. Dall’esperienza passata è facile prevedere che qualsiasi tentativo censorio provocherà le semplici contromisure adeguate al caso.

In attesa dell’obbligo per i Paesi Membri dell’Unione di trasposizione in legge delle direttive del Telecoms Package (entro giugno 2011) che tutelano la libertà di accesso alle informazioni in Internet e vietano la limitazione di tale libertà in assenza di un equo processo, resta infine da vedere tramite quali contorsioni legali il governo spagnolo sarà disposto a coprirsi ulteriormente di impopolarità prima per mostrare come un codice alfanumerico possa essere considerato un contenuto illegale degno di censura, poi per mostrare la compatibilità di questa legge con la Direttiva 2000/31/EC che all’art. 14 recita:

Citazione
1. Gli Stati membri provvedono affinché, nella prestazione di un servizio della società dell’informazione consistente nella memorizzazione di informazioni fornite da un destinatario del servizio, il prestatore non sia responsabile delle informazioni memorizzate a richiesta di un destinatario del servizio, a condizione che detto prestatore:

a) non sia effettivamente al corrente del fatto che l’attività o l’informazione è illecita e, per quanto attiene ad azioni risarcitorie, non sia al corrente di fatti o di circostanze che rendono manifesta l’illegalità dell’attività o dell’informazione

b) non appena al corrente di tali fatti, agisca immediatamente per rimuovere le informazioni o per disabilitarne l’accesso.

e all’art. 15:

Citazione
1. Nella prestazione dei servizi di cui agli articoli 12, 13 14, gli Stati membri non impongono ai prestatori un obbligo generale di sorveglianza sulle informazioni che trasmettono né un obbligo generale di ricercare attivamente fatti o circostanze che indichino la presenza di attività illecite.

di Paolo Brini.

Fonte: http://blog.tntvillage.scambioetico.org/?p=4864
Licenza CC: http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/

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