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P2P, Copyright, Creative Commons e Net Neutrality, brevi news di inizio 2010

Posted in Internet&Copyright, Politica&Società by yanfry on 7 gennaio 2010

FrostClick, album celebrativo per il primo milione di download legali
La settimana scorsa TorrentFreak ci ha informato sull’iniziativa di Frostclick (il servizio di promozione e distribuzione musicale sotto licenza Creative Commons, offerto agli artisti indipendenti dal client P2P FrostWire, che come saprete supporta sia Gnutella che BitTorrent) che per festeggiare il milionesimo download di copie distribuite dai 21 artisti più scaricati ha pubblicato un album contenente i brani di questi artisti, corredato di un opuscolo digitale ad alta risoluzione con cover, informazioni sul brano e sull’artista e testo del brano: ennesima dimostrazione che il P2P può effettivamente essere un grande strumento per gli artisti per l promozione del loro lavoro e per costruire una fanbase sempre maggiore.
Fonte: http://torrentfreak.com/one-million-free-and-legal-torrent-downloads-the-album-091229/
Licenza CC: http://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0/

La legge anti-pirateria inglese costerà 500 milioni di sterline … ai contribuenti, chiaramente!
La sempre attiva Janet ci riporta in Gran Bretagna dove lo stesso Governo inglese ammette di che l’introduzione della legge anti-pirateria sul modello francese dei “three strikes”, costerà (agli utenti) una cifra superiore a 500 milioni di sterline (circa 800 milioni di dollari) e di conseguenza 40.000 famiglie, che si vedranno aumentare i canoni, saranno molto probabilmente costrette a rinunciare alle loro connessioni.
Questa cifra enorme stride un “pochino” con i dati della stessa industria musicale inglese che da una parte lamenta una perdita di introiti “causata” dal download illegale pari a 200 milioni di sterline nel 2009 e dall’altra ha raggiunto un guadagno nel 2008 di 3,6 miliardi di sterline, un 4,7% in più dell’anno precedente.
PS: c’è qualcuno che mi spiega la matematica inglese?
Fonte: http://janet.atuttonet.it/blog/uk-il-supplemento-per-la-pirateria-ridurrebbe-40-000-famiglie-senza-internet-812.html
Licenza CC: http://www.creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/

Martin Lewis all’industria musicale: abbassate i prezzi per vincere la pirateria.
Ancora con Janet (ma dorme questa ragazza?) rimaniamo in UK dove Martin Lewis, un esperto finanziario molto popolare nel Regno Unito (conosciuto come “Money Saving Expert” nei cui programmi in TV ed in radio, spiega i vari modi per risparmiare i soldi) sul suo nuovo sito Tunechecker si impegna ad aiutare i suoi fan a trovare la musica a miglior prezzo: le ricerche effettuate dimostrano come per lo stesso prodotto, ci sono differenze di prezzo veramente impressionanti: ad esempio, il download degli album delle 40 top hit del 2009 acquistate dai rivenditori al dettaglio più economici costerebbe 864 £ in meno rispetto ai corrispettivi acquisti da iTunes.
Lo stesso Lewis ha dichiarato che appare quindi ovvio come molti utenti non potendosi permettere i prezzi di Itunes si rivolgano al download illegale, ecco perchè anch’egli si rivolge all’industria musicale invitandola a “svegliarsi e abbracciare la concorrenza sui prezzi” (anche perché il successo del sito di Martin Lewis, che appena aperto conta già più di 400.000 utenti, dimostra che c’è sempre più gente che cerca on line musica legale a buon prezzo).
Fonte: http://janet.atuttonet.it/blog/uk-l-industria-musicale-per-vincere-la-pirateria-dovrebbe-abbassare-i-prezzi-819.html
Licenza CC: http://www.creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/

Editori di ebook impauriti dalla pirateria stanno ricalcando gli errori delle Major di musica e film.
Enigmax di TorrentFreak ci parla degli errori che gli editori di ebook sono in procinto di commettere per la paura della pirateria, gli stessi errori che le etichette cinematografiche e discografiche stanno facendo da 10 anni a questa parte.
Con l’introduzione sul mercato dei lettori di ebook a prezzi “abbordabili” gli editori di libri temono i “danni” che l pirateria potrebbe portare ai loro affari e si stanno “attrezzando” con sistemi anticopia (DRM), ritardi nell’uscita delle versioni ebook rispetto a quelle cartacee (come ha fatto Simon & Schuster, l’editore di “Sotto la cupola” di Stephen King) o addirittura rifiutando di distribuire i propri libri in formato digitale (lo ha fatto la Rowling rifiutandosi di dare il permesso per la digitalizzazione dei suo libri di Harry Potter).
Come ben sapete sono tutti sistemi che non possono in alcun modo frenare o limitare la pirateria dei libri (cito Cory Doctorow nel suo recente intervento al Vertice Nazionale della lettura di Toronto “Per gli editori che oggi credono che sia possibile acquistare DRM che possano impedire ai propri libri di apparire su Internet senza restrizioni, io dico: “Osservate, la dattilografa.“) ma sono ottimi per allontanare i lettori dagli acquisti legali: per fortuna, ci sono anche editori che hanno imparato dagli errori commessi da parte dell’industria musicale, come Ana Maria Allessi, editore di Harper Media, che afferma che le nuove tecnologie offrono vantaggi per i consumatori, gli autori e gli editori “I consumatori che vogliono investire in questi lettori di e-book tendono a caricarlo e a leggere di più”.
Ci si dovrebbe concentrare su offrire un prodotto ed un esperienza eccezionale all’utente, non a limitarlo, dando ai consumatori ciò che chiedono per un prezzo “decente”.
Fonte: http://torrentfreak.com/publishers-fear-ebook-piracy-but-shouldnt-100103/
Licenza CC: http://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0/

Copyright e brevetti: mali non necessari
Paolo Brini di Scambioetico ci parla di “Against Intellectual Monopoly”, il libro di libro di Boldrin e Levine diventato già un classico dell’economia, in cui con un ampio e approfondito studio, che ha richiesto oltre 6 anni di lavoro, viene dimostrato come i monopoli intellettuali siano un male non necessario che provoca enormi danni alla società e all’economia a fronte di nessun vantaggio.
Il libro affronta il tema dei monopoli intellettuali partendo da una base pragmatica e strettamente basata sui fatti, per elaborare un’analisi economica imparziale e slegata dalle legislazioni correnti.
Il post è davvero ben fatto e per chi fosse interessato ne consiglio la lettura, byez.
Fonte: http://blog.tntvillage.scambioetico.org/?p=4781
Licenza CC: http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/

Google affronta ACTA, la minaccia globale alla libertà
Sempre Paolo ci informa che Google scende in campo per dibattere sugli importanti risvolti che ACTA (la conferenza internazionale “segreta” sull’anticontraffazione) potrebbe avere sulle legislazioni e sul mercato mondiale.
Il primo Google D.C. Talk dell’11 gennaio sarà dedicato proprio all’accordo e sarà moderato da Rob Pegoraro, un giornalista del Washington Post che ha scritto, dal punto di vista americano, brillanti articoli concernenti ACTA e verranno affrontati importanti problemi: ACTA manterrà l’attuale bilanciamento fra le leggi sulla proprietà intellettuale tramite appropriate eccezioni per creatori e fruitori? Metterà a repentaglio il principio di mere conduit che ha consentito la nascita di tutti i servizi Internet? Incoraggerà i governi ad adottare misure di disconnessione automatica dalla rete del tipo “3-strikes”?
Google ha in questo caso interessi coincidenti con quelli dei cittadini di tutto il mondo perchè gli accordi ACTA imporrebbero condizioni particolari agli intermediari (ISP, hosting, caching) per poter usufruire dello status di mere conduit, rendendo la gestione delle piattaforme che ospitano contenuti generati dagli utenti estremamente onerosa sia dal punto di vista tecnico sia da quello economico.
Fonte: http://blog.tntvillage.scambioetico.org/?p=4803
Licenza CC: http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/

Sei modi con cui il file-sharing neutralizzerà i 3 Strikes
Sempre Enigmax da TorrentFreak mette in evidenza come aldilà della sproporzione e le iniquità che la legge dei 3 avvisi Francese viene a creare la sue efficacia per combattere il fenomeno sia alquanto illusoria e cita 6 modi (tra gli altri) in cui facilmente gli utenti potrebbero renderla inefficace ed inattuabile:
Si và dai motori di ricerca MP3 (ce ne sono a decine), al Direct Download attraverso siti specializzati per il download/upload, blog e forum, i cosiddetti cyberlocker, dai siti di streaming di Video e Musica all’utilizzo dei siti stranieri che offrono contenuti a prezzi irrisori,  dai Newsgroup binari (i veri padri del p2p) ai servizi di anonimato tramite VPN che a cifre abbordabilissime offrono connessioni sicure e cifrate oltre che per la navigazione anche per qualsiasi protocollo P2P.
Rimane la solita domanda, visti i danni i costi e l’inutilità per la società di queste leggi, e la “miopia” della politica nel proporle, non è il caso di iniziare ad imporre questi argomenti nell’agenda dei nostri politici prima di subirne le dannosissime conseguenze?
Fonte:  http://torrentfreak.com/six-ways-file-sharers-will-neutralize-3-strikes-100102/
Licenza CC: http://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0/

Internet è l’oppio dei giovani
Is the Internet re@lly a danger to children?.
The harm an addiction to the Internet can do to Chinese adolescents is just as serious as opium,”
visto il pulpito, ne consegue che Internet è una religione per giovani.

Fonte: http://blog.quintarelli.it/blog/2010/01/internet-%C3%A8-loppio-dei-giovani.html
Licenza CC: http://creativecommons.org/licenses/by-nc/2.5/it/

Bono contro la pirateria su Internet
Dal La Stampa.it apprendiamo dei “buoni propositi” di Bono degli U2 per il 2010 pubblicati sul New York Times: dal festival che “celebri l’origine delle tre grande religioni abramitiche” al “recupero dell’automobile come oggetto sessuale”, dalla lotta contro l’AIDS ai mondiali di calcio in Sudafrica, dai problemi climatici al teletrasporto quantico e per non farsi mancare niente anche la lotta contro la Pirateria:
I suoi alleati saranno gli studios di Hollywood che a causa delle “immutabili leggi della banda larga” (è chiaro che non parlava dell’italia) saranno travolte come l’industria discografica dallo tsunami Pirateria; proprio Hollywood dice bono dovrà “guidare l’America alla difesa dell’economia più creativa del mondo, dove la musica, i film, la tv e i videogiochi valgono il 4 per cento del prodotto interno lordo” e punta il dito contro gli Internet provider, “i cui enormi profitti ben rispecchiano le perdite dell’industria musicale“.
Poi dimostra la sua conoscenza della rete e si avventura in questo stupendo paragone “sappiamo, grazie ai nobili sforzi compiuti dall’America nel fermare la pedopornografia – e grazie agli ignobili sforzi compiuti dalla Cina nel fermare il dissenso online – che tracciare i contenuti è possibile” come dire che facendo come la Cina possiamo fermare la Pirateria, già: spero qualcuno dei suoi amici gli faccia notare oltre al paragone le “leggere imprecisioni”, entrambe le “operazioni” sono un flop!
Per evitare critiche rispetto al suo “status” (economico) dice che questa sua affermazione è completamente altruistica: “non prendetelo come il pulpito della rockstar iperpagata o dell’attore famoso; pensate invece al prossimo Cole Porter, sempre che non sia già ridotto a scrivere jingle pubblicitari“.

Che dire, sicuramente i giovani artisti si sentono rappresentati da Bono così vicino a loro ma ugualmente vicino alle lobby della grande industria e della politica, ai grandi leader a cui stringe le mani, ai presidenti delle grosse aziende con cui va a pranzo e con cui siede nei consigli di amministrazione e “comunica” con il mondo attraverso le colonne del NYT (blog o social network sono canali troppo popolari).
Certro è che quando in un altro dei suoi “desideri” parla della capacità delle masse di rovesciare la piramide del potere. “Adesso siedono in cima e il loro peso – attraverso i telefonini, il Web, la società civile e democratica che queste tecnologie promuovono – inizia a essere percepito da coloro che tradizionalmente hanno sempre detenuto il potere” non è tanto credibile, voi che dite?
Fonte: http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=89&ID_articolo=371&ID_sezione=160&sezione=

Come distruggere il Libro di Cory Doctorow
Ho tradotto (ripresa dall’articolo di Jade Colbert) Il discorso che il 13 novembre 2009, Cory Doctorow ha tenuto al “Vertice Nazionale sulla Lettura” a Toronto, intitolato “Come distruggere il libro“
Cory ha parlato dell’importanza del Libro per i lettori, del rapporto che dovrebbe esserci tra editori e lettori, degli ebook, del copyright, delle licenze legate ad ebook ed ebook reader e dei DRM: chi fosse interessato all’argomento o soltanto curioso di leggere ciò che pensa un personaggio autore del blog più seguito al mondo ex responsabile europeo della Electronic
Frontier Foundation, che scrive anche per «Make», «Information Week», «Locus» e «The Guardian», vincitore di numerosi premi per i suoi articoli e racconti e considerato uno dei guru nel campo dei nuovi media e delle frontiere dei digital rights, consiglio di darci un’occhiata 🙂

Fonte: http://coryita.wordpress.com/2010/01/05/come-distruggere-il-libro/

Byez.

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